Patrizia Debicke van der Noot e Alessandra Ruspoli.
...
.
...
Il menestrello di Notre Dame.
...
.
...
2021. Delos Digital, MILANO.
...
..
.
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Presentazione.
...
.
...
Il cartoncino dell'invito con il sigillo di Monseigneur, duca d'Orlans e Reggente di Francia per Sua Maest, il piccolo re Luigi quindicesimo, era appoggiato aperto sopra la graziosa consolle davanti allo specchio dello spogliatoio che affacciava su rue du Temple.
Due giorni prima, al suo arrivo, aveva immediatamente riconosciuto i caratteri svolazzanti di Aristide Plotin, l'incomparabile segretario di Monseigneur, che recitavano forbitamente: Sua Altezza attende la Signoria Vostra alle otto in punto al Grand Palais per una cena privata.
Parigi, 1717. Durante una cena privata del duca d'Orlans, Reggente di Francia, il Visconte de Jouet viene barbaramente assassinato. Chi l'ha ucciso ha lasciato accanto al cadavere un foglio con una filastrocca. Il foglio  firmato Il Menestrello di Notre-Dame. L'ultima strofa della filastrocca recita Pour notre jouissance nous avons cass un jouet (per divertimento abbiamo rotto un giocattolo). Jouet,  evidente, si riferisce al cognome del morto. L'Abb Dubois, consigliere del Duca, chiede al conte Franois Jules de Beauvilliers di far luce sull'accaduto. Ma quell'omicidio  addirittura il terzo firmato dal Menestrello di Notre-Dame.
Un giallo da manuale con un crudele serial killer alla corte francese, un'ampia rosa di potenziali colpevoli e, per cominciare, tre misteriosi delitti da risolvere...
...
.
...
LE AUTRICI.
...
.
...
Patrizia Debicke van der Noot, nata a Firenze, bilingue, grazie a una nonna alsaziana e agli studi compiuti all'universit di Grenoble, ha sempre viaggiato molto e vive tra l'Italia e il Lussemburgo. Diventata lussemburghese trentanni fa, scrive in italiano. Esperienze lavorative molto variegate. Ha frequentato gli ambienti dell'aristocrazia e della cultura negli anni Sessanta e Settanta con il primo marito, principe Alessandro Ruspoli, da cui ha avuto una figlia, Alessandra.
Poi, nel 1985, dalla moda approda alle ricerche di mercato.
Nel 2000, superata let della ragione comincia a scrivere. La strada  stata lunga, in salita e crede di non aver ancora finito di imparare. 
Al nono Premio Europa a Pisa, ha ricevuto il Premio alla carriera.Ma, avendo cominciato tardi, ha provato a recuperare e ha allattivo romanzi, gialli, thriller, storici davventura, racconti in antologie e in E-book.  Organizza conferenze storiche per il FAI, per gli istituti italiani di cultura di Parigi e Lussemburgo, per lUniversit del Lussemburgo, per circoli letterari.
...
.
...
Alessandra Ruspoli vive a Firenze. Da grande avrebbe voluto fare la strega... Ha lavorato nella Moda per Emilio Pucci e Jean Paul Gaultier. Ha collaborato con riviste come Capital, Modaviva, Uomo Harper's Bazaar, Aqua. Ha pubblicato il romanzo Dieci Piccoli Sette Nani, scritto con Lucio Nocentini. Ha organizzato le mostre L'Arcadia di Arnold Boecklin e Rodolphe Toepffer: Invito al viaggio e Invenzione del Fumetto con il Consolato di Svizzera a Firenze. Convegnistica e Marketing per Reconta Ernst & Young a Firenze.  diplomata in Trompe l'Oeil e Decorazione d'interni a Palazzo Spinelli a Firenze. Arredamento e Interior Design in campo alberghiero. Appassionata di vini e Sommelier. Adora le civette...
...
.
...
Il menestrello di Notre Dame.
...
.
...
UN EREDE PER IL DUCA.
...
.
...
Parigi 30 ottobre 1717, l'invitato al Grand Palais.
Il cartoncino dell'invito con il sigillo di Monseigneur, duca d'Orlans e Reggente di Francia per Sua Maest, il piccolo re Luigi quindicesimo, era appoggiato aperto sopra la graziosa consolle davanti allo specchio dello spogliatoio che affacciava su rue du Temple.
Due giorni prima, al suo arrivo, aveva immediatamente riconosciuto i caratteri svolazzanti di Aristide Plotin, l'incomparabile segretario di Monseigneur, che recitavano forbitamente: Sua Altezza attende la Signoria Vostra alle otto in punto al Grand Palais per una cena privata.
L'invitato era un habitu.
Il catino di porcellana, pieno di acqua calda al punto giusto, occupava il piano della tavola adibito alla toilette. In maniche di camicia, si pass lentamente la pezzuola di lino strofinata nel sapone su mani e volto. Il valletto aspettava impalato con in mano una salvietta di lino e la bottiglia di essenza al bergamotto. Ne approfitt per asciugarsi, e profumarsi generosamente.
Non gli restava che vestirsi. Le serate di Monseigneur suggerivano agli ospiti un abbigliamento elegante, ma non da sera. L'abito infatti, in velluto color melanzana, ostentava solo un elegante ricamo a foglie d'argento sui risvolti. Infil la camicia, il gilet che il servitore gli teneva, le braghe, appoggiandosi alla sua spalla, e calz gli scarpini di vernice con il tacco. Mise la parrucca che aveva scelto per l'occasione, bionda, molto pi chiara del suo colore naturale e si studi nello specchio. Lo faceva sembrare giovane e innocente. Sogghign. Il martelletto dell'orologio a pendolo batt armoniosamente le sette e mezzo.
Si lasci aiutare a indossare la marsina e ordin secco:  tardi, fai preparare il mio cavallo.
Appena solo, apr il primo cassetto dello scrittoio, scoprendo lo scomparto segreto ricavato dal fondo, e prese il foglio della filastrocca.
L'infil nella tasca interna del gilet poi, tornato davanti alla consolle, raccolse il cartoncino d'invito.
Poco dopo scendeva nell'androne. Il cavallo era gi sellato, pronto davanti alla scala. Mise il tricorno, attese che gli appoggiassero il mantello sulle spalle e, puntando il piede sul ginocchio dello stalliere, balz in sella. Il portone si apr. Usc. Il vento spazzava capricciosamente la strada. Calc pi a fondo il tricorno, serr i lembi del mantello e svolt a destra, avviandosi al galoppo leggero. Prima di imboccare rue de Saint Honor, alz gli occhi a guardare il cielo. Branchi di nuvole si rincorrevano giocando a nascondino con le stelle.
Al Palais Royal esib l'invito. L'ufficiale dei moschettieri di guardia all'ingresso abbai l'ordine, gli uomini in servizio s'inchinarono rispettosi e i battenti del portone si spalancarono. Mentre li superava il vento cadde all'improvviso.
Stanotte piover, pens distrattamente.
...
.
...
LA CENA PRIVATA DEL REGGENTE.
...
.
...
Il conte Franois Jules de Beauvilliers si stacc dal com arabescato in avorio sul quale aveva rialzato Jacqueline de Saint Jacques, reggendola per le anche. Si riabbotton le brache e l'aiut a rimettere piede a terra.
Jacqueline de Saint Acquese, bruna, vivace e dalla pelle eburnea, tent di protestare, ma il suo amante di una sera scosse la testa e, indicandole con il dito il duca d'Orleans, la zitt. Il Reggente di Francia per conto del re bambino Luigi quindicesimo si era destato e sbadigliava sonoramente.
Fuori la pioggia, che cadeva di traverso, tamburellava aggressiva contro i vetri delle grandi finestre che affacciavano sul giardino laterale del Palais Royal, avvolto dal buio della notte.
Beauvilliers, quasi a farsi perdonare, si chin e sfior la mano della sua dama con le labbra. Poi rinfil la giubba, raccolse da terra la parrucca arruffata e la mise in tasca.
Il grande specchio davanti a lui, inquadrato nella superba boiserie laccata della sala, gli rimandava l'immagine di un uomo giovane, bruno, capelli cortissimi, altissimo, atletico, Due grandi occhi blu sormontavano un naso nobile, leggermente aquilino. Un lieve sorriso gli piegava le labbra.
Attorno a lui la profusione di candele accese faceva risaltare la squisita ricercatezza delle pareti color crema, suddivise in tanti pannelli verticali bordati da cornici sottili d'oro zecchino che rappresentavano vezzose ninfe senza veli inseguite da fauni, mentre altre esibivano voluttuosamente le loro grazie, prestandosi al corteggiamento, in una cornice idilliaca, pastorale. Facevano da sfondo boschetti incantati, ardite cascatelle su impetuosi corsi d'acqua, colline scoscese... Tutta la sala era un inno al piacere, all'amore.
Le cene private del Reggente erano riservate a pochi eletti. I domestici venivano allontanati. Lo champagne scorreva a fiumi e gli invitati si incaricavano di persona dei cibi, serviti poi in delicate porcellane di Sovresso decorate da figure maschili e femminili, in pose squisitamente erotiche.
Franois Jules, sesto conte de Beauvilliers era l'amante discreto di Marie Thrse de la Roche Montserrat, seconda cugina del giovane re, la bella moglie infelice o felice secondo il gusto e le idee di ciascuno, del duca de Sernes, uno dei potenti marescialli di Francia.
Marie Thrse de Sernes gli si offriva spesso e generosamente. Beauvilliers aveva commesso l'errore di perdere la testa per lei anche se la sua condizione di colonnello, di buona nascita ma di piccola nobilt terriera, lo poneva diversi gradini al disotto della viziata e prepotente figlia della grande famiglia principesca con stretti legami con la casa reale. Inconveniente che il suo amore doveva tollerare.
Il ritorno imprevisto a Parigi del duca la settimana prima aveva richiamato la giovane moglie ai doveri di un talamo nuziale poco ambito e spesso disertato da entrambi i coniugi.
Beauvilliers aveva dovuto rinunciare alla sua dea. Roso dalla gelosia, dopo un paio di sere al tavolo da gioco e qualcun'altra dedicata alle frequentazioni dei salotti parigini, aveva accettato l'invito del Reggente.
Sapeva che si trattava di una cenetta privata, cos Philippe d'Orlans si compiaceva di definire le sue serate riservate, e che il suggerimento di includerlo nella lista degli ospiti veniva dalla figlia maggiore del padrone di casa, la duchessa vedova de Berry, incuriosita dal conte de Beauvilliers.
Questi rappresentava ancora una novit per le scene della capitale francese e Marie Thrse, sua cugina, aveva vantato le prestazioni dell'amico. Ma quella sera la figlia maggiore del duca aveva disertato la riunione. Voci sussurrate, velenose, la volevano indisposta...
I lunghi anni di servizio militare nelle fila del grande duca de Villars avevano tenuto Beauvilliers lontano dalla corte. Ma ora il duca de Villars era il Maresciallo Generale di Francia, presiedeva il Consiglio di guerra e prestava appoggio al Reggente.
Il Maresciallo era un comandante rigoroso, ma attento. Giudicava con favore l'educazione e l'intelligenza del suo ufficiale che gli consentivano
di giostrare abilmente sia nei campi di battaglia che nelle finezze diplomatiche. Tre anni prima, l'aveva promosso colonnello nominandolo suo aiutante di campo. Ottima scelta. Nel luglio del 1715, prima della morte di Luigi quattordicesimo, il tempestivo intervento del colonnello Beauvilliers aveva consentito di sventare un complotto contro il duca d'Orlans.
Nel 1716, Beauvilliers era stato al fianco del duca de Villars, dimostrandosi un mediatore efficace, nel corso delle lunghe e sfibranti pratiche preliminari per raggiungere un accordo. E a gennaio 1717 era dietro al tavolo delle trattative al momento di siglare la Triplice Alleanza con Inghilterra e Olanda. Ma sapeva muoversi anche nei salotti, utile dote che gli conferiva un'aureola di mondanit. Villars ne aveva approfittato per trasformare l'aiutante di campo nel suo occhio, nel suo orecchio, nel suo cane da punta a Parigi, uno speciale segugio di alto livello.
Poche ore prima danzatrici nude, agganciate a giovanotti mascherati, inanellavano balletti che non lasciavano nulla alla fantasia degli spettatori.
Mentre Franois Jules de Beauvilliers assisteva allo spettacolo appoggiato a una colonna, Francine d'Argenteuil, giovane vedova di alto lignaggio si era fatta avanti.
Beauvilliers non era un monaco, lo spettacolo era stimolante, il suo fisico reagiva e gli eleganti calzoni di velluto che indossava non celavano il suo interesse.
Tesoro, che terribile spreco, aveva constatato la dama, afferrandolo per mano e trascinandolo con s. Avevano superato un divanetto che tremava sotto gli assalti di un giovane stallone, e scavalcato un tipo che lappava del vino dall'ombelico di una formosa rossa che squittiva sdraiata sul tappeto.
La sua guida puntava dritto ridendo verso un angolo pi appartato.
Raggiunta la sua meta, aveva spinto Beauvilliers dietro a un paravento di seta e, dopo avergli sbottonato le brache, si era servita da sola. Lui l'aveva ripagata abbassandole il corpetto gi vertiginosamente scollato per liberare il seno dai capezzoli piccoli e rosei. Le aveva sollevato le gonne scoprendo la morbidezza delle sue cosce nude: Francine d'Argenteuil, che non indossava mutande, si era arcuata in avanti e chiudendo gli occhi sotto il tocco delle sue dita, aveva ordinato: Vai avanti tesoro.
L'aveva presa con sguardo blandamente ironico e serrandola per i fianchi aveva incalzato fino a portarla al piacere. Solo allora si era lasciato andare. Francine d'Argenteuil gli si era abbandonata contro mormorando con un risolino: Sei un portento, la tua fama  meritata.
Ma la festa era solo agli inizi. Poco dopo, l'aveva ceduta a un altro cavaliere, per dedicarsi a Jacqueline de Saint Jacques, una nervosa puledrina in carica alla scuderia del Reggente. Giovane e disinibita. Ideale per continuare la serata.
La pendola segnava le tre.
Beauvilliers si pass la mano sul volto e offr soccorso alla sua dama che combatteva con i lacci del corpetto. Si sentiva la testa piena di ovatta.
Strizz gli occhi per scacciare almeno in parte gli effetti dell'alcol e si guard intorno. Il colpo d'occhio gli conferm che la festa volgeva al termine, ma nella sala la confusione regnava ancora sovrana e gli ospiti, una ventina circa, erano sparsi disordinatamente tra pouf, divani e divanetti. Anche lo spesso tappeto persiano che ricopriva il pavimento aveva fatto egregiamente funzione di alcova.
Il loro ospite, Philippe d'Orlans, si rialz a fatica ondeggiando e si sostenne allo schienale di una robusta poltrona. Chi era ancora in grado di reggersi in piedi, fece come lui.
Jacqueline de Saint Jacques era di nuovo presentabile. Franois Jules de Beauvilliers, forse il pi lucido tra i presenti, le porse il braccio prima di muoversi.
L'Abb Dubois, il geniale consigliere del Reggente, che si rivestiva con calma, li degn di un cenno di saluto. L'aggirarono, avviandosi verso l'uscita. Era tempo di congedarsi.
Il duca d'Orlans li aveva preceduti. Lo raggiunsero vicino alla porta mentre suonava per chiamare i domestici. Il tempo di arrivare e sei lacch particolari al suo servizio, uno speciale gruppo, ben foraggiato e che sapeva tenere la bocca cucita, si sarebbero presi cura degli ospiti ancora persi nel mondo dei sogni, ricomponendoli abbastanza da riportarli magari di peso alle carrozze.
Beauvilliers accenn un inchino, mentre Jacqueline de Saint Jacques si profondeva in una riverenza quasi protocollare.
Un sorrisetto malizioso pieg le labbra del Reggente: Su, su mia cara, bofonchi. Li precedette, apr il battente, scivol nel corridoio e si avvi verso i suoi appartamenti.
Beauvilliers e la sua dama, uscirono anche loro e, prendendo la direzione opposta, imboccarono lo scalone, arrivarono all'atrio e l'attraversarono, tallonati a distanza dal chiassoso brusio degli altri ospiti che cominciavano disordinatamente a cimentarsi nella discesa.
Fuori diluviava. Il selciato davanti all'ingresso sembrava un lago.
Un valletto, con un ombrello in mano, corse a ripararli con Beauvilliers che, sollevata galantemente Jacqueline de Saint Jacques tra le braccia, affrontava la traversata per portarla fino alla sua carrozza e aiutarla a salire.
...
.
...
IL MENESTRELLO.
...
.
...
Il cocchiere allent le redini, Beauvilliers si allontan rapidamente con il prezioso valletto munito di ombrello per evitare l'onda degli schizzi e ordin:
Il mio servitore e il mio cavallo, e si mise al riparo di un tempietto, pronto a pazientare.
Il tempo passava, si strinse nel mantello, faceva freddo. Sfilarono davanti a lui pigramente una, due, tre carrozze che imbarcarono il loro carico di gaudenti, ma il suo cavallo non si vedeva e invece:
Voi colonnello Beauvilliers, aspettate, sent intimare ad alta voce.
Si volt e riconobbe l'Abb Dubois, consigliere del Reggente che, scortato da un altro valletto, si avvicinava sguazzando fino a raggiungerlo.
Devo parlarvi con urgenza, proclam affannato. Poi, senza fornire spiegazioni e con tono quasi salottiero, dichiar: E una fortuna che voi siate ancora qui. Ho assolutamente bisogno di voi. Leviamoci da questo diluvio.
Non aveva scelta, non gli restava che seguirlo. Trattenne a fatica uno sbadiglio.
Lasciato nell'atrio il portatore di ombrello, Dubois si diresse dritto filato verso lo scalone.
Come posso esservi utile? gli chiese incuriosito, affiancandolo.
Accompagnatemi e saprete. E si richiuse a riccio. 
Ubbid. Al primo piano, il passo dell'Abb si fece pi vigoroso. Scuro in volto, ammantato di mistero e sempre a bocca chiusa, ritorn al salone della festa e buss alla porta.
Un lacch apr appena uno spiraglio. Sono io, via libera, lasciaci entrare, garant.
Il domestico, un omone di robusta corporatura ma con l'aria sveglia, spalanc l'anta e il consigliere del Reggente entr tallonato da Beauvilliers.
Districandosi tra gli altri lacch, silenziosamente impegnati a mettere in ordine, punt deciso verso una porta finestra oscurata da una pesante tenda di velluto e la scost di lato.
Dietro, a terra nella penombra, un uomo senza brache giaceva scompostamente.
Caro colonnello vi presento il defunto visconte Pascal Flix de Jouet, disse con soave ironia, spiegando conciso: Il nostro bravo Fernand l'ha trovato poco fa, mentre rassettava.
La vista del cadavere scacci gli ultimi fumi dello champagne dalla testa di Beauvilliers che, tornato del tutto lucido, interrog: Un malore?
Un gioco erotico finito male e il visconte ci ha rimesso le penne?
No, caro colonnello, altro che gioco erotico,  stato un delitto!
Jouet  stato ammazzato! Qualcuno l'ha strangolato!
Vedo e servendosi di una sciarpa di seta... conferm Beauvilliers che nella sua veste di segugio si era chinato con un doppiere in mano per controllare il corpo da vicino. Non sembra che si sia ribellato.
Doveva essere ubriaco e il suo assassino avr avuto buon gioco. Senz'altro omicidio, possiamo prenderlo in carico noi ma dovremo informare anche il Maresciallo Villars, il marchese d'Argenson, il Lieutenant Gnral de Police.
Un momento, non correte colonnello, aspettate, c' tempo per la polizia. Non si tratta solo di un delitto, no siamo di fronte a qualcosa di strano, diverso! Ecco guardate, gli ingiunse l'Abb Dubois, consegnandogli un foglio di carta.
Beauvilliers lo scorse rapidamente e lesse: En faveur d'Orlans Nous avons fusill un lion...
Pour un bonheur sans gal Nous avons abattu un aigle...
Pour notre jouissance Nous avons casse un jouet...
Signe' (Firmato): Le Mnestrel de Notre-Dame La prima strofa parlava di un leone ucciso a fucilate, la seconda di un'aquila abbattuta, la terza di un giocattolo rotto. Un cerchio rosso evidenziava macabramente la terza, quella del giocattolo e i successivi puntini
che parevano indicare che la filastrocca fosse destinata a proseguire.
Dannazione, voi dite strano, molto peggio che strano, ci troviamo tra i piedi ancora il Menestrello di Notre-Dame e le sue poesie -
esclam Beauvilliers inferocito.
Conoscete il Menestrello di Notre-Dame? inquis turbato il consigliere del Reggente.
Nossignore, non lo conosco, ma purtroppo ha gi colpito e ucciso due volte, e ogni volta ha lasciato un messaggio con la sua firma.
Due volte?
Sissignore. E con questa fanno tre.  una gran brutta storia.
Perch l'ignoravo?
Il Maresciallo Villars ha dato disposizione di tenere i due delitti sotto silenzio. Pensa a un preciso attacco politico.
Ah, allora, ah... s s certo, capisco, massima discrezione, borbott Dubois. Rifletteva. Intim al lacch, che attendeva dietro di loro impalato: Nessuno deve sapere ci che  accaduto. Passate voce agli altri. Silenzio assoluto. Rivestite il visconte e aspettate istruzioni. Poi, rivolto a Beauvilliers: Venite con me, voglio sapere tutto.
Un momento dopo erano seduti uno di fronte all'altro.
La pioggia continuava a martellare contro i vetri. Notte d'inferno
comment distrattamente l'Abb Dubois, passandosi la mano sul volto. Era pallido, affaticato e si sfog iroso: Queste cose non fanno per me, ho sessantanni passati, non sono pi un ragazzino.
Pi in gamba di tanti giovani, lo lusing automaticamente Beauvilliers.
Uhm, dite? Forse, ma non pensiamo a me, non  il momento.
Avanti, siamo soli, parlate.
Beauvilliers lo fece senza nascondere nulla.
Il primo caso era la morte di Auguste Louis Lion, marchese de Fracard.
Fracard era stato ucciso da una fucilata al torace a fine agosto.
L'incidente, o meglio quello che all'inizio era sembrato un incidente, si era verificato durante una partita di caccia in onore del duca du Maine.
Ma lo strano biglietto che il capocaccia ha trovato sul corpo di Lion conteneva la prima strofa, chiar, ripetendola lentamente a beneficio di Dubois: En faveur d'Orlans, nous avons fusill un lion...Con la firma Le Mnestrel de Notre-Dame faceva temere qualcos'altro. Un
qualcos'altro che ha spinto il padrone di casa, il marchese de Guglie a farlo pervenire al Lieutenant Gnral de Police marchese d'Argenson.
Il marchese si  consultato con il Maresciallo, duca de Villars e insieme hanno deciso di secretare l'indagine e di affidarmela. Il marchese approva i miei metodi e il mio attuale vice, Bousquet, era un suo collaboratore.
Vedo, vedo... e voi cosa avete ottenuto?
Niente purtroppo. Abbiamo pensato a un delitto d'onore, a una vendetta, ma anche a un macabro scherzo. Cosa centrava mai il favore del duca di Orlans con il Menestrello di Notre-Dame? Perch Notre-Dame?
Un religioso? La cattedrale? Eppure, per scrupolo abbiamo sentito tutti i cacciatori, ma invano!
Un buco nell'acqua dunque?
Esatto, gli accord Beauvilliers e riprese la sua relazione.
Purtroppo la storia si era ripetuta. C'era stato un secondo delitto che risaliva a settembre, un mese prima. L'Abb Joseph Marignol de l'Aigle era stato trovato morto poco dopo l'alba dallo scaccino che andava ad aprire la chiesa.
La finestra del suo studio al secondo piano era aperta. All'inizio si  supposto un gesto insano, un possibile incidente, per al morto era stato trovato in tasca un misterioso biglietto, con la prima e la seconda strofa, sempre firmato: Le Mnestrel de Notre-Dame.
Brutta storia, la seconda strofa dite? Questa dunque: Pour un bonheur sans gal, Nous avons abattu un aigle? lo interruppe Dubois leggendola dal foglio davanti a lui.
La gravit della cosa ha suggerito molta prudenza ai superiori gerarchici di Marignol. Non potevano trascurarla e per la seconda volta un messaggio del Menestrello di Notre-Dame  arrivato sul mio tavolo.
L'Abb Marignol appoggiava le idee di Sua Altezza, il duca Philippe d'Orlans, addirittura faceva parte del Consiglio di Reggenza: per Orlans poteva avere un significato... Ma Notre-Dame? Il Menestrello era forse un religioso? Con quel biglietto abbiamo scartato subito le ipotesi di un suicidio o di un incidente, e cercato qualche collegamento con la morte di Fracard. Anche Lion era legato al Reggente, ma perch quella firma: Il Menestrello di Notre-Dame? Il mio Bousquet si  scervellato come me. Il Lieutenant Gnral de Police, marchese d'Argenson  arrivato persino a coinvolgere in una conversazione riservata il vescovo
di Parigi... Insomma il vicario di Notre-Dame, il cardinale de Noailles.
Le sue scelte morali non gli valgono i migliori rapporti con Roma, altrettanto Sua Eminenza  un fedelissimo del nostro piccolo re e del Reggente... Uomo retto e tutto di un pezzo, so bene. Dite che anche lui sa? E ha avuto qualche suggerimento? Qualche idea che potesse...?
Menestrello di Notre-Dame non gli suggeriva nulla. Sa come tutti noi che il giansenismo  proscritto da Roma con la Bolla Unigenitum.
Diversi religiosi sono schierati con il pontefice apertamente o no. Potrebbe essere uno o nessuno di loro. Come fare dei nomi? Ben poco che non sapessimo gi. O potrebbe essere un loro fiancheggiatore.
Capisco, peggio che cercare un pesce in mare.
Abbiamo qualcosa in pi se si pensa ai nomi delle vittime. I
possibili legami con la cattedrale sarebbero la tomba di Riccardo Cuor di Leone...
Leone? Lion dunque?
Forse, e tra le statue pi antiche della facciata c' anche un'aquila di pietra...
Aigle allora? Uhm certo potrebbe. Ma ora abbiamo Jouet? Anche lui vecchio amico di Monseigneur ed  cosa nota che Sua Altezza intendesse farlo entrare nel consiglio al posto di Fracard. Credete che il Menestrello di Notre-Dame voglia eliminare dei membri della corte, che sostengono la politica del Reggente? Inquis Dubois cambiando mira.
Possibile, gli conferm. Potrebbe anche essere un modo spiccio per far carriera.
Molto spiccio, avete ragione. Ma, tornando all'altra ipotesi, come colleghereste il suo nome con Notre-Dame?
Jouet... giocattolo, in questo momento non saprei proprio -
nicchi Beauvilliers.
Un momento, aspettate a meno che non si voglia considerare una specie di giocattolo, lo splendido modellino di legno di Notre-Dame conservato in sagrestia.
Chiss? Certo, non possiamo pi trascurare alcuna ipotesi. Per sembra che ogni volta, l'assassino voglia metterci alla prova, burlandosi di noi.
Strinse i pugni, lo scacco gli bruciava. E il nemico conduceva la partita senza esclusione di colpi.
Anche l'Abb Dubois manifest il suo nervosismo stritolando il messaggio tra le mani, poi chiese: Avete qualche idea?
Dopo la morte di Marignol pensavamo di essere a un passo dalla soluzione. Un servitore dell'abate era sparito. Il suo coinvolgimento pareva assodato. Sapeva? Ne sono certo. Ha preso contatto con noi e ci ha dato un appuntamento nel Marais alla chiesa di Saint Gervais e Saint Protais. Chiedeva una ricompensa. L'ho autorizzata. Ma ha mancato all'appuntamento e i miei uomini l'hanno ritrovato con la gola tagliata in rue des Hospitaliers.
Ah, poco lontano ed eliminato tempestivamente, il Menestrello ha la mano lunga e l'orecchio fino, brutto affare e...?
Che ci riporta in alto magari? Abbiamo interrogato gli altri domestici di Marignol, niente. Questa storia non si limita a una perversa filastrocca. Il gioco  pi sottile e complicato.
Possibile che si miri a fare il vuoto attorno al Reggente? mormor Dubois.
Temo. Questo assassino che si firma il Menestrello di Notre-Dame non agisce da solo e deve godere di appoggi in alto loco.
E stasera era tra noi, dichiar Dubois funereo.
Gi, conferm Beauvilliers. Mi servono i nomi dei presenti.
Voglio confrontarli con quanto sappiamo degli altri delitti.
Li avrete domani stesso.
E dovremo interrogare Fernand che ha trovato il corpo e gli altri lacch del gruppo speciale di Sua Altezza. Potrebbero aver notato qualcosa.
Certo! Fatelo, ma con discrezione, rispose il consigliere di Monsieur.
Cosa facciamo con il Lieutenant Gnral de Police?
Metter al corrente io stesso il marchese d'Argenson. Star a lui decidere se vuole continuare a tenere al di fuori la polizia.
Ottimo, ottimo, si compiacque Dubois chiedendo incisivo:
Cosa suggerite di fare con Jouet?
Il suo interlocutore meditava pensoso e infine: Come dicevate poco fa,  una notte d'inferno. Fernand e uno dei suoi aiutanti caricheranno il visconte sul suo cavallo e l'abbandoneranno lontano da qui.
Date ordine di vuotargli le tasche. Si penser a una rapina finita male.
Il visconte si  difeso... S, forse, mormor Dubois. Far quanto dite.
Bene e domattina i miei uomini prenderanno in mano la situazione
lo rassicur Beauvilliers.
Cosa facciamo con questo, inquis Dubois allentando la stretta che stritolava il messaggio del Menestrello di Notre-Dame.
Consegnatemelo. Meglio che lo conservi io.
Senz'altro, questo foglio scotta, rispose Dubois. Lo spian, lisciandolo con le dita e lo porse. Ma per non smentire la sua memoria di ferro, ripet ad alta voce: En faveur d'Orlans... completando esattamente ogni strofa della filastrocca e alla fine sbott: Parbleu, colonnello Beauvilliers, scovate questo dannato Menestrello! Merita solo la forca.
Non dubitate, far quanto in mio potere.
Comunicher al Reggente quanto mi avete riferito e domattina avrete l'elenco degli invitati.
Ci conto...
Attendo vostre notizie!
Non mancher, garant Beauvilliers scattando in piedi.
Un momento dopo affrontava per la seconda volta la discesa dello scalone. La pioggia, che non demordeva, picchiava tempestosa.
Usc e tuon: Il mio cavallo! E quando il suo Baptiste Lucas, scudiero e ordinanza tutto fare glielo port, mont in sella, alz il cappuccio a coprire il tricorno, e tocc l'animale con i talloni. Era tempo di tornare a casa.
Un lampo illumin il cielo con uno schianto secco poco lontano e il suo cavallo, un grosso baio castrato, scart bruscamente. Colto di sorpresa, lo riprese con difficolt, sbilanciandosi e rischiando di cadere.
Imprec con rabbia.
Franois Jules de Beauvilliers non rispettava appieno le regole e i costumi dei suoi pari. Non amava l'equitazione ed era un cavaliere appena decente. Solo l'infinita pazienza e la capacit di persuasione, esercitate dal conte de Beauvilliers, con il suo unico erede quando era ancora un bambino, erano riuscite a fargli superare la diffidenza di fronte a quei mostri a quattro zampe. Aveva imparato a reggersi in sella, ma senza pretese di eleganza. Privilegiava nell'animale che doveva montare robustezza e ubbidienza. Le sue scelte gli erano state utili in battaglia dove,
senza concedergli l'impeto, gli avevano garantito sicurezza e facilit di manovra.
Il baio di quella sera non gli aveva mai dato problemi, ma evidentemente non apprezzava i temporali.
Un nuovo lampo lo fece scartare ancora, ma stavolta il suo padrone stava in guardia.
Strinse le ginocchia e reggendo saldamente le redini, scortato dal suo Lucas, si avvi al trotto verso rue Mazarine, al palazzo di famiglia.
...
.
...
RITORNO A CASA.
...
.
...
Il guardaportone apr sfidando la pioggia martellante.
Il temporale d'autunno non mollava e strapazzava gli alberi del giardino che circondava la residenza parigina dei Beauvilliers.
Il vecchio conte si era spento quasi dieci anni prima, ma le felici campagne militari del suo erede avevano portato larghi mezzi a supporto della cassa familiare. Le scuderie erano nuove di zecca, il giardino era stato ingrandito, le aiuole erano curate e con la buona stagione esultavano di ciuffi colorati di rododendri, ortensie e camelie. A maggio, per la gioia della contessa, qualche conca di agrumi veniva disposta con grazia lungo i vialetti fiancheggiati da siepi di bosso e non si era badato a spese per approntare una serra, atta a ripararli d'inverno.
Ma il nuovo conte si era dedicato soprattutto alla parte pi antica dell'edificio seicentesco, restaurandola, e aggiungendo una nuova ala armoniosa, che faceva bella mostra di s e alleggeriva la facciata squadrata, forse troppo massiccia.
Francis Jules de Beauvilliers, arriv alle scuderie e smont, passando le redini a Lucas. Un mozzo di stalla dall'aria semi-addormentata comparve sulla porta.
Togli la sella e asciugalo bene, gli raccomand.
Non dubitate eccellenza illustrissima, mugol quello, soffocando uno sbadiglio.
Un lampo illumin a giorno l'ampio cortile selciato. Di corsa, incurante di bagnarsi, Beauvilliers raggiunse lo scalone in pietra dell'ingresso.
Il potente rombo del tuono l'assord quasi, mentre il valletto apriva la porta con un doppiere in mano. Entr e si tolse il mantello ormai zuppo.
Un altro lampo, scortato da uno schiocco sonoro, colse di sorpresa il domestico e lo fece sussultare. Le candele ondeggiarono pericolosamente spargendo cera.
Notte da lupi, eccellenza illustrissima, si lasci sfuggire, segnandosi per la paura.
Questo era davvero vicino, meglio stare al coperto, gli concesse, mentre l'uragano batteva implacabile contro le vetrate.
Sissignore, eccellenza.
Fammi luce, ordin e si avvi verso lo scalone, macchiando inesorabilmente con gli stivali il bianco eburneo del pavimento dell'atrio.
Nel suo appartamento al primo piano Louis, il vecchio cameriere, gli and incontro, protestando: Signor conte, siete fradicio.
L'hai detto, conferm. Attravers il salottino, apr lo stipetto intarsiato e deposit nel primo cassetto la filastrocca del Menestrello.
Poi si lasci andare su una poltroncina di seta.
Allung la gamba destra a Louis per farsi togliere lo stivale, poi la sinistra. Si alz in piedi e si spogli, lasciando cadere a terra un indumento dopo l'altro. Le macchie testimoniavano i suoi trascorsi alla serata dal Reggente.
Louis impassibile raccolse tutto e scomparve. Beauvilliers entr in piedi in un catino immerse la spugna nell'acqua calda e la strofin sul sapone prima di passarla sul corpo. Quindi si risciacqu rovesciandosi addosso il contenuto di una brocca.
Louis che era tornato aspettava con un telo in mano. Mentre si asciugava, sent bussare. Sorrise. Un'occhiata all'orologio da tasca appoggiato sul tavolo gli conferm che erano quasi le cinque. Ma niente e nessuno poteva fermare sua madre, la contessa.
Era vigile e lucidissimo. La filastrocca del Menestrello di Notre-Dame che continuava a mulinargli in testa e la cavalcata sotto la pioggia l'avevano svegliato completamente.
Infil la vestaglia imbottita che Louis gli porgeva e dichiar:
Avanti, vi aspettavo.
Davvero? Buongiorno Franois, disse Amlie Aloysia de Beauvilliers entrando, poi maliziosa: o meglio buonanotte. Non credo che tu sia andato a dormire.
Louis scomparve con discrezione.
La contessa aveva sessantasei anni. I capelli grigi tradivano la sua et, ma aveva un piglio giovanile ed esibiva una figura esile, dritta. Unica nipote orfana di un cugino di Ernst di Brunswick, padre di Giorgio primo, era stata sposata quindicenne a un marito, un orso burbero che aveva
pi del doppio della sua et, ma per il quale aveva provato un sincero affetto. Da questa unione, combinata forse neanche troppo male, erano nati, uno dopo l'altro, quattro figli, una femmina e tre maschi.
Buongiorno maman, dite bene, sono appena tornato, spero di non avere disturbato il vostro riposo, rispose Francis Jules, chinandosi a baciarle la guancia.
Nessun disturbo mio caro, avevo altro da pensare e anche tu vedo... I suoi occhi chiari ridevano, allargandosi verso gli zigomi in tante rughette sottili.
Uhm, gi, borbott, sentendosi scioccamente irritato. La brusca conclusione di quella serata, che pur l'aveva appagato fisicamente, gli aveva regalato un senso di nausea.
La sfrontatezza di quel Menestrello di Notre-Dame lo intimoriva.
Questa storia ti preoccupa, riconobbe. Chi c' dietro? Si chiese, facendosi mentalmente dei nomi. Ma nessuno lo convinceva davvero. Non ti piacciono gli indovinelli, temi di non riuscire a venirne a capo e sai di avere di fronte gente pericolosa.
Franois sto parlando a te, protest la contessa di Beauvilliers, interrompendo le sue elucubrazioni.
Perdonate, vi ascolto, mugol, fingendo uno sbadiglio.
Sei un uomo fatto, non un bambino. Ci che fai delle tue notti non mi riguarda, riprese lei tranquillamente, scrutandolo.
No maman, ma grazie di ricordarmelo, ribatt, sostenendo il suo tono brioso.
Lei l'accarezz. La sua mano destra, lunga e diafana, si sofferm per un attimo sul volto di Franois. L'adorava. Lui, che si credeva suo figlio, in realt era suo nipote, figlio di Jose, la femmina, la maggiore, l'unica dei suoi quattro figli che avesse superato l'infanzia e che era morta nel metterlo al mondo.
Al momento della nascita di Francis Jules, la contessa aveva appena trentaquattro anni, l'et di una madre pi che di una nonna e una madre era stata per lui, un esserino patito, venuto al mondo prima del tempo, orfano di entrambi i genitori, forse predestinato alla tomba come loro. Ma le sue cure, il suo amore e il latte di una florida contadina bretone, convocata di corsa al castello, l'avevano strappato alla morte.
Era cresciuto bene, forte e robusto come un torello.
L'equitazione era il suo punto debole, ma per il resto invece...
Il castello e le propriet dei Beauvilliers erano in Bretagna, vicino al mare. Nel minuscolo porticciolo di Epau, vicino a Saint Servan, il conte riparava una flottiglia da pesca che rendeva pi prospere le condizioni degli abitanti del minuscolo villaggio costiero. Franois Jules aveva messo piede a bordo da bambino. Uscire in barca con loro lo aveva reso un bravo marinaio e un buon nuotatore. Poi, occhio acuto e mira straordinaria ne avevano fatto un abile tiratore che non mancava mai il bersaglio. E i migliori maestri di scherma, scelti da Ren Franois de Beauvilliers, l'avevano forgiato eccellente spadaccino. Il conte traboccava di fierezza per il suo erede.
Ma a diciassette anni, Franois Jules, contravvenendo al suo volere, era entrato nell'esercito agli ordini del generale Villars.
Nel 1702 come sottotenente si era fatto onore nella sanguinosa battaglia di Friedlingen, uscendone con un braccio ferito e una promozione.
A Blenheim, due anni dopo, era diventato commandant. Nel 1709
a Malplaquet, aveva validamente sostenuto l'attacco nemico mentre i francesi si sganciavano e nel 1712 aveva avuto la nomina a luogotenente colonnello, nella vittoria a sorpresa del Maresciallo Villars a Denain.
A trentanni era gi colonnello. Bravo soldato e ottimo ufficiale, aveva passato buona parte della sua giovinezza, battendosi per la Francia...
E quindi anche contro l'altra sua famiglia e senza neppure immaginarlo, pens Amlie Aloysia de Beauvilliers, prima di confessargli tranquilla:
Vedi, non potevo prendere sonno, aspettavo il tuo ritorno.
Scart la poltroncina bagnata, e si accomod nella gemella. Stringeva a s un plico voluminoso, costellato di vistosi sigilli di ceralacca.
Mi aspettavate? chiese, sedendo anche lui e avvolgendola con un'occhiata indagatrice. E il motivo?
Il motivo  questo, rispose la contessa, porgendogli il plico.
Lo prese in mano. Era indirizzato alla Contessa Ren Francis de Beauvilliers.
Ma  per voi, mormor perplesso.
S. Ma apri e vedrai. Viene dall'Inghilterra, ti riguarda, fa parte della tua vita, rispose, chinando gli occhi.
Sua Grazia il duca di Langley Francis Jules ubbid e cominci a leggere.
Le prime righe, scritte in buon francese, erano rigidamente cerimoniose e dicevano: Sua Grazia, Alistair terzo duca di Langley ha l'onore di sollecitare l'appoggio e l'intercessione della contessa Amlie Aloysia de Beauvilliers.
Il proseguo, pi esplicito, precisava: Mi rendo conto, contessa, che per voi potrebbe essere molto difficile, ma vi supplico di dimenticare le passate incomprensioni tra noi e perdonare i miei torti nei vostri confronti.
Nella vostra ultima missiva, di fine novembre 1685, mi informavate della nascita di mio nipote, Franois Jules Granville. Il bambino era il frutto del matrimonio, da me disapprovato, del mio terzogenito Lord Julius Granville, ucciso pochi mesi dopo in Inghilterra combattendo contro il duca di Monmouth, con vostra figlia Jose de Beauvilliers.
Mi comunicavate altres il decesso di vostra figlia al momento della nascita prematura del piccino, vostro nipote e mio, in settembre.
Il piccolo orfano aveva superato i primi mesi, pareva avviato a diventare un bambino normale e vostro marito, Ren Franois conte de Beauvilliers, con l'avallo di Sua Maest, Luigi XIV aveva avviato le pratiche per adottarlo e farne il suo erede.
Franois Jules sarebbe stato cresciuto come un francese, ma, rispettando la promessa fatta a vostra figlia in punto di morte, vi impegnavate a far s che imparasse l'inglese, la lingua di suo padre.
Non avevo ancora superato il dolore per la morte di Julius. Non intendevo rinnovarlo. Per questo non risposi di persona e detti invece
mandato al mio amministratore, avvocato Wilburton, di scrivere per mio conto, per porgervi le mie condoglianze.
Il matrimonio era stato celebrato contro la mia volont e, non avanzando diritti su questo nipote, non opponevo rilievi alla sua adozione. Altres quanto di propriet di Lord Julius Granville, sarebbe stato a disposizione del piccolo Franois Jules dal giorno del compimento dei suoi ventun anni. Ma nessuno l'ha reclamato.
Oh diavolo, spiegatemi maman cosa significa questa storia? Nipote?
Alz gli occhi dal foglio e interrog furibondo.
Siediti e ascolta. Intim la contessa. Sei il conte de Beauvilliers a tutti gli effetti. Il tuo titolo  stato confermato da un decreto reale, alla morte di tuo nonno, che fino a oggi credevi tuo padre, ma quanto scrive il duca di Langley  vero. Sei il figlio di Jose, la mia bambina.
E voi maman sareste mia nonna e non mia madre. Dovrei chiamarvi nonna?
Chiamami come ti senti Franois, come vuoi. Io sar sempre la tua maman e tu il mio figlio pi piccolo.
Ma invece sono figlio di Jose e...? Che confusione.
E di Lord Julius Granville terzogenito di Sua Grazia, Alistair terzo
duca di Langley e quindi sei anche suo nipote, scand lei, nervosa ma categorica.
E cosa vuole questo mio cosiddetto nonno? Interrog Francis Jules con sguardo di fuoco.
Vuole conoscerti, replic la contessa.
Dopo pi di trentanni di disinteresse, d'indifferenza assoluta.
Cosa? Rugg.
Leggi quanto scrive ancora e capirai. Non  un ragazzino, ha settantanove anni. Sembra un uomo esacerbato, accasciato dalle disgrazie che hanno decimato la sua famiglia, ma non vinto credo. Vuole conoscerti. Non deve essere stato facile per lui scrivere questa lettera.
Sospetto che il doversi piegare a chiedermi scusa lo abbia messo fuori di s, afferm Amlie Aloysia de Beauvilliers con ironia.
Maman che dite?
La verit. Sua Grazia aveva proibito a tuo padre di sposare mia figlia, aveva altri progetti per lui. Sosteneva che suo figlio era troppo giovane, Jose una bambina e francese. Orrore! Anche quello pesava
credo. Aveva persino minacciato di diseredarlo se lo faceva. Ma Julius se n'era andato, ridendogli in faccia. Lo descriveva come un uomo con un carattere impossibile. Ma sospetto che in cuor suo lo rispettasse e l'ammirasse. L'amasse? Forse? Certo  che gli riconosceva grande dirittura morale.
Diamine, quale? Chiese il nipote imbufalito.
Non sbagliava su questo. Aveva disposto che tu ricevessi i beni di tuo padre.
D'accordo, ma che io non ho preteso. E per questo che vuole vedermi ora?
Amlie Aloysia de Beauvilliers lo guard scuotendo la testa e ordin:
No, continua a leggere e capirai.  costretto. Deve conoscerti!
Ubbid. Sua Grazia spiegava: Henry e James i fratelli maggiori di Julius, vostro genero, sono morti. Henry nel 1707per le complicazioni di un'appendicite. James a Blenheim nelle file di Marlborough. Poi William, il figlio minore di Henry,  stato ucciso a Denain.
Franois Jules rialz la testa impressionato e: A Blenheim, a Denain? E quindi combattevamo uno contro l'altro. Quando, dove? Inquis.
Che importa ora, che conta? Come potevate sapere, ribatt sua nonna stancamente. Vai avanti, lo incoraggi.
La tragedia non mi ha risparmiato e le Parche hanno infierito ancora.
Sei mesi fa in marzo un'epidemia di vaiolo mi ha privato di mio nipote, Alistair, marchese di Spau, figlio primogenito di Henry, annientando in pochi giorni tutta la sua famiglia. Il figlio pi piccolo aveva appena tre mesi.
Vostro nipote Franois Jules, contessa, ora  il mio unico erede diretto. Il suo nuovo nome  Lord Francis Julius, marchese di Spau, visconte di Springtime e conte de Beauvilliers. Ho quasi ottant'anni, non sono un bambino. I dolori e le disgrazie hanno peggiorato la mia salute. Vorrei conoscerlo, ci terrei che venisse a Langley Castle a prendere il suo posto. Mi  stato riferito che  un ufficiale che fa grande
onore al suo nome e ricopre l'incarico di aiutante di campo del Maresciallo, duca de Villars.
Il nostro stato maggiore si sta interessando per sollecitare un congedo temporaneo che gli consenta di venire in Inghilterra.
Sua Maest Giorgio primo ha avuto la compiacenza di informarmi di essere legato a Voi, contessa, da vincoli di parentela...
Francis Jules sollev lo sguardo su colei che ora sapeva sua nonna e alzando un sopracciglio, interrog borbottando: Lontani, mi pare?
Non cos lontani e lo sai, mio nonno era cugino del suo, riconobbe serenamente Amlie Aloysia de Beauvilliers.
Uhm gi, fu costretto ad ammettere prima di riportare lo sguardo sul foglio.
... e desidero incontrare nostro nipote.
Per fortuna la sua patria di nascita e quella di adozione sono attualmente schierate sullo stesso fronte. Questo potrebbe consentire un utilizzo ottimale delle sue capacit. Cosa? Mormor il giovane sbalordito.
Lui comanda, ordina, dispone e io dovrei... no diavolo! Mai!
E non mi chiamo Francis Julius, dichiar sbattendo i fogli sul tavolo.
Francis controllati! Intim sua nonna, suggerendo con saggezza:
E rifletti prima di tirarti indietro.
Ma maman... obiett, senza riuscire a trattenere uno sbadiglio colossale.
Intanto sei stanco morto e invece serve calma e lucidit. Vai a dormire e rimanda ogni decisione a domani, disse lei pacatamente.
Va bene, convenne, fingendosi accomodante. Ma dobbiamo riparlarne, perch non mi avete detto nulla in tutti questi anni?
Perch non cambiava nulla e... forse era pi semplice. Mi mancavano tanto i miei figli e tu sei arrivato come un piccolo miracolo. La contessa gli sfior la guancia con la mano e scivol via veloce attraverso la porta.
Beauvilliers sbadigli di nuovo, tentando di rimandare al giorno dopo, o forse meglio al pomeriggio, l'elaborazione mentale di quanto appena appreso.
Moriva di sonno, ma doveva fare ancora qualcosa.
Attese che la contessa si ritirasse, prima di prendere carta e penna e scrivere poche righe ad Alphonse Bousquet, Lieutenant de Police e capo dei suoi uomini, con le istruzioni necessarie. Bisognava farsi carico dell'ultima vittima del Menestrello di Notre-Dame. Chiuse, appose il sigillo, suon il campanello e, quando Louis comparve, gli allung il biglietto, ordinando: E urgente, fallo consegnare prima possibile.
Gli affid la vestaglia. Le lenzuola del letto erano aperte, invitanti.
Si sdrai, chiuse gli occhi ma la filastrocca mortale lo tormentava minacciosamente.
Non trovava requie. L'alba lo trov ancora sveglio.
E poi la confusione di maman che era sua nonna e il duca... Un viaggio in Inghilterra? Parbleu, in questo momento hai altro a cui pensare, fu l'ultima cosa che si disse, prima di scivolare finalmente in un sonno agitato.
...
.
...
IL REGGENTE DI FRANCIA ENTRA IN GIOCO.
...
.
...
Ma il duca di Langley, mettendo in conto difficolt di approccio con il nipote francese, aveva deciso di attaccare su due fronti e, come prima cosa, aveva mosso le sue pedine presso il monarca britannico. Voleva il suo erede.
Il terzo duca di Langley era ricco, potente e aveva promosso l'ascesa al trono di Giorgio primo. Rappresentava un sostegno importante per la monarchia.
Il sovrano aveva ponderato la novit con vero interesse. Il nuovo marchese di Spau era met inglese, met francese. Poteva servire due padroni e rappresentare un atout per la diplomazia dei due stati.
Aveva sollecitato l'avviso del conte di Donagall, suo consigliere, che conosceva Beauvilliers e lo stimava.
Ottimo elemento, Vostra Maest,  il braccio destro del Maresciallo duca de Villars Mi piacerebbe averlo con noi. Devo pensare a qualcosa, aveva commentato il conte di Donagall che da tre anni dirigeva la rete inglese di spionaggio, pur obiettando: Ma Villars non sar d'accordo.
Giorgio primo non si era lasciato scoraggiare. Cosa possiamo offrire ai francesi  in cambio di Beauvilliers? Aveva chiesto pragmatico.
Vediamo... aveva mormorato Donagall. Rifletteva. Vedete Maest, pochi giorni fa, mentre sorvegliavamo i contatti del pretendente, ci siamo imbattuti in carte interessanti e, in particolare, in una filastrocca, una specie di poesiola che recita: En faveur d'Orlans seguita da alcune strofe. Faccenda da non sottovalutare. Puzza di nuovo complotto contro il Reggente. Pensavo di approfondire prima di informare i francesi. Ma ora potremmo servircene.
Una filastrocca dite? Lo ritenete un amo sufficiente?
Proviamo. Facciamo riferire che l'abbiamo trovata e citiamo con la frase: En faveur d'Orlans. Poi chiederemo che il conte de Beauvilliers venga a sentire il resto in Inghilterra, era stata l'imbeccata di Lord  Donagall.
Il dispaccio reale aveva raggiunto il tavolo di Lord Stairs, l'Ambasciatore inglese a Parigi la mattina dopo l'assassinio di Jouet.
Stairs era volato al Palais Royal, a sollecitare udienza. L'attesa era stata lunga e tediosa. Il Reggente era comparso solo al primo pomeriggio.
Ma aveva ascoltato il diplomatico con la dovuta attenzione.
L'Ambasciatore aveva riferito la richiesta del suo sovrano. Giorgio primo desiderava conoscere il conte de Beauvilliers, erede del duca di Langley del quale gli erano state riferite virt e valore. Nella speranza di avvalersi delle sue capacit, auspicava la formazione di un corpo di lite anglo francese con l'autorevole avallo di Sua Altezza, il Reggente, duca Philippe d'Orlans. E per finire Lord Stairs aveva aggiunto la frase misteriosa, l'imbeccata di Lord Donagall.
Monseigneur il duca d'Orlans l'aveva congedato, garantendo il suo interessamento.
L'incontro l'aveva stuzzicato. Meditava: un corpo anglo francese di lite, perch no? Con a disposizione le risorse di due stati. Da prendere in considerazione, decise. Per cosa ha voluto dire Stairs con le sue ultime parole. Non ci arrivo. Che diavolo di filastrocca dovrebbe andare a sentire Beauvilliers in Inghilterra: ...enfaveur d'Orlans poi? Cosa era mai? Un indovinello? Si chiese perplesso.
L'arrivo di Dubois, che gli riferiva l'assassinio di Pascal Flix de Jouet e la brutta storia del Menestrello di Notre-Dame lo mise sottosopra.
Dava una prima risposta all'indovinello inglese, ma portava anche una serie di interrogativi drammatici.
Dove diavolo ha pescato Lord Donagall la filastrocca? sacrament l'Abb Dubois, decretando: Beauvilliers deve andare subito in Inghilterra.
Non restava che convocare al Palais Royal il Maresciallo duca de Villars, Capo del Consiglio di Guerra.
Villars aveva sessantatr anni, ben diciannove pi del Reggente, ma una salute di ferro che gli regalava forza ed energia da vendere. Ascolt con attenzione, approv l'idea di un corpo franco inglese. Riconobbe che Beauvilliers era il candidato ideale, ma confess: Detesto rinunciare a lui, tuttavia questa brutta storia del Menestrello di Notre-Dame ci sta mettendo a dura prova. E se veramente gli inglesi ne sanno qualcosa...
Vale la pena di provare, intervenne Dubois.
Fatelo! Ingiunse il Reggente.
D'accordo, sar fatto, accord il duca de Villars.
Philippe d'Orlans sigl un decreto ufficiale, un breve di nomina e Villars lasci Palais Royal, pronto a convocare immediatamente il suo aiutante di campo.
Erano quasi le cinque del pomeriggio.
...
.
...
IL BRIGADIERE GENERALE BEAUVILLIERS.
...
.
...
Franois Jules de Beauvilliers aveva dormito fino a mezzogiorno.
Ma, appena sveglio, tutti i suoi affanni si ripresentarono.
La testa pulsava pericolosamente. Per devi muoverti, si ordin.
Fece una rapida toeletta e sedette a far colazione, ancora in vestaglia.
Un cestino di focacce fragranti lo fissava invitante, in un vassoio vicino giganteggiava una pila di formaggi freschi, un panetto di burro occhieggiava sopra un piattino, una ciotolina d'argento conteneva della fragrante confettura di prugne, ma accanto c'era posta per lui.
Prese la risposta di Bousquet ma, prima di aprirla e leggerla, si concesse un morso di focaccia spalmata di formaggio e si vers una tazza di caff.
Il suo vice aveva eseguito puntualmente i suoi ordini. Il cavallo tornato da solo alla stalla aveva fatto scattare l'allarme. Dopo ore di ricerche, il corpo del visconte de Jouet era stato ritrovato poco lontano dalla Senna: ucciso e derubato sulla via di casa, durante l'uragano. Il Lieutenant Bousquet aveva avvalorato l'ipotesi e aveva dato istruzione di rinforzare le ronde cittadine. Attendeva disposizioni.
Bene, approv Beauvilliers. Prese la tazza di porcellana, bevve senza pensare e il primo sorso lo pun, bruciandogli la lingua. Diavolo, imprec, riappoggiandola.
Studi l'altra posta.
Un'altra busta portava il sigillo del Reggente. La lista degli invitati, immagin. Ma mentre tendeva la mano...
Amlie Aloysia de Beauvilliers gli arriv da dietro, lieve e silenziosa come una piuma. Gli afferr le spalle con le mani, per impedirgli di alzarsi mentre si offriva il piacere, ormai quasi proibito, di sfiorargli la guancia con le labbra.
Siete prepotente contessa, mi trattate ancora come un bambino -
finse di protestare.
Lo so, non posso resistere, scusami. Buongiorno ragazzo mio -
rispose imperturbabile, prima di sedersi accanto a lui e rubargli una focaccia.
Ottima, esclam, assaporandola. Poi chiese melliflua: Hai riflettuto sull'invito di tuo nonno?
L'ho fatto, replic senza concederle soddisfazione. In cambio ottenne una risata.
Amlie Aloysia de Beauvilliers conosceva la sua abilit a districarsi nelle schermaglie verbali. Accett la sfida e sugger imperterrita: Potresti chiedere una licenza e fare un viaggetto in Inghilterra per studiare la situazione. Non comporterebbe accettazione da parte tua. Nessuna!
Il nipote fin di masticare e sondandola con i profondi occhi blu ereditati dal padre, chiese sornione: Nessuna accettazione?
Pensaci, sugger e si alz, lasciandolo a bollire nel suo brodo.
Oh diavolo, cosa ti costerebbe, dovette riconoscere Beauvilliers, respingendo l'impulso di negarsi immediatamente a quel nonno sconosciuto.
Ma Sua Grazia dovr pazientare. Non  questo il momento, ho altro da fare.
Fin di mangiare e apr il plico con il sigillo del Reggente. L'Abb Dubois gli mandava la lista degli invitati del Palais Royal. La studi con attenzione ma a prima vista forniva poche indicazioni. Le ballerine?
Si chiese. Dubois scrive che sono state ingaggiate solo il giorno prima. Sapevano di doversi esibire, ma non dove. Possibili complici?
Valutare ogni pista. Gli altri? Tutti amici personali di Sua Altezza. In un certo senso solo io ero un estraneo, fu costretto ad ammettere.
Ma bisogna mettere questi nomi a confronto con quelli dei cacciatori di Lion e dei fedeli di Marignol de l'Aigle. L'abate era il confessore di molti membri dell'aristocrazia, ricordando che anche la duchessa de Berry, figlia del Reggente e la sua amica Marie Thrse de la Roche Montserrat, erano tra loro.
Doveva vedere Bousquet. Sped un valletto con la richiesta: "Venite subito in rue Mazarine."
Louis l'aiut a vestirsi, comunicandogli che Baptiste Lucas, il suo scudiero e ordinanza tuttofare, sollecitava ordini.
Che si tenga a disposizione. Pi tardi devo recarmi al Palais du Conseil.
Il nostro Menestrello di Notre-Dame sta diventando troppo sicuro -
mormor Alphonse Bousquet con tono lugubre dopo un'occhiata alle carte.
Era arrivato prima che suonassero le due. Piccolo di statura e rotondetto, con l'aspetto di un campagnolo pi che di un uomo di azione, si era issato su una poltrona troppo alta per lui.
Talmente sicuro che si permette di sfidarci con un cadavere al mese, conferm caustico Beauvilliers.
Dite bene, un mese circa tra un delitto e l'altro. Sembra quasi che ci prenda in giro.
Seminando indizi con arroganza.
E continua a mirare al Consiglio.
Intende decapitarlo o farsi largo?  cos? Bisogna individuare il suo scopo.
Sissignore, e il movente! Sta a noi scoprirlo. Se ce la facciamo, potremmo ridurre il campo delle indagini e prendere provvedimenti prima di fine novembre, altrimenti, temo, potremmo trovare il cadavere del suo quarto bersaglio, replic Bousquet.
Beauvilliers lo fiss e ingiunse: Risentiamo i testimoni dei delitti precedenti e confrontiamoli con gli invitati del Palais Royal. Ma non dimenticate le ballerine, il valletto che ha trovato il cadavere, quel Fernand, e gli altri del gruppo, sei in tutto mi pare.
Sar fatto, signor conte, ma quel Menestrello  uno del vostro mondo. Si muove tra di voi come una rana nello stagno. Ama il rischio, sfida il pericolo, lo corteggia,  coraggioso al limite dell'incoscienza e il suo bersaglio pare la cerchia del Reggente. Questa sicurezza  un segnale chiaro, preciso. Bisogna cercare tra gli aristocratici.
Vero, e anche ieri sera ha agito impunemente. Ma non dimentichiamo gli ecclesiastici, ce ne sono dappertutto. Sono potenti e in grado di servirsi di complici. Anche se fosse una falsa pista non possiamo ignorare che si firma Menestrello di Notre-Dame, afferm Beauvilliers, sacramentando irato: chi diavolo pu essere?
Se lo scopo  mettere in difficolt Sua Altezza, pu contare sull'appoggio della Spagna e del primo ministro, il cardinale Alberoni.
Sappiamo bene, eccellenza, che il loro Ambasciatore, il principe di Cellamare va e viene, fa, disfa e intriga, sugger Bousquet.
Alberoni l'ha giurata a Monseigneur. E il pontefice, che gli ha appena donato la porpora, pende dalle sue labbra e approva le sue mosse.
Cellamare  una loro creatura ma  furbo come una volpe e niente finora ha mostrato un suo qualche coinvolgimento, replic Beauvilliers con espressione tempestosa, prima di ordinare: Rafforziamo la sorveglianza.
Il nuovo delitto del Menestrello di Notre-Dame costringeva il colonnello Beauvilliers a fare rapporto al Maresciallo Villars e al Lieutenant Gnral de Police d'Argenson.
Usc nella corte. Baptiste Lucas, scudiero e ordinanza tuttofare, l'aspettava con i cavalli gi sellati.
Dove andiamo? Chiese, quando lo vide scendere lo scalone.
Beauvilliers alz gli occhi al cielo. Il tempo era cambiato radicalmente.
La giornata era limpida. L'aria, stiepidita dal sole, era mossa da un venticello leggero che faceva trottare le nuvole in cielo.
Al Palazzo del Consiglio di Guerra ma andremo a piedi, devo schiarirmi le idee, dichiar sadicamente, obbligando Lucas, che da buon dragone odiava camminare, a fargli da scorta.
...
.
...
ORDINI.
...
.
...
Approfitt della passeggiata per rimuginare sulla situazione e pianificare il suo rapporto ma, all'arrivo, il capitano Fresez, che era di servizio, gli rifer che il duca, Maresciallo Generale de Villars, era stato convocato al Palais Royal e confid:
Doveva essere cosa urgente. Sua Eccellenza  partito senza lasciare istruzioni.
Bene, l'aspetter.
Dubois avr informato il duca d'Orlans e il Reggente avr poi chiesto del Maresciallo, si disse, e tu caro colonnello de Beauvilliers dovrai metterti pancia a terra per dare la caccia al maledetto Menestrello. Siamo attaccati dall'interno, diavolo, ha ragione Bousquet,  uno di noi.
Ma chi? Le riforme del Reggente sono invise a molti aristocratici del regno e a Roma Monseigneur non  amato...
Maman sogna, uffa, lei non  tua madre ma tua nonna. Pazzesco.
Comunque qui la situazione si fa bollente. Non puoi lasciare Parigi, altro che Inghilterra.
Un'occhiata al suo orologio gli annunci che erano le quattro passate.
Raggiunse la sala che usava come ufficio e dedic la prima mezzora a stendere un rapporto dettagliato destinato al Lieutenant Gnral de Police marchese d'Argenson.
Poi affront la pila di carte con la dicitura urgente.
Il grande orologio a colonna davanti al suo tavolo rintoccava sonoramente le cinque e mezzo quando il rumore di voci, il risuonare di tacchi sul marmo polito del corridoio, annunci il ritorno del duca de Villars.
Scatt in piedi pronto ad accoglierlo.
Il Maresciallo generale entr gloriosamente come una nave ammiraglia e si rallegr ad alta voce:
Bravo Beauvilliers, proprio voi ragazzo mio. Siete sempre al posto giusto al momento giusto.
Sissignore ho qui il rapporto per il Lieutenant Gnral de Police -
rispose, chinando la testa rispettosamente.
Lasciate stare il vostro rapporto e seguitemi, impose Villars, dirigendosi a vele spiegate verso i suoi appartamenti di lavoro che affacciavano sullo stesso corridoio.
Partite subito e ricordate: ora servite due sovrani, gli ricord drammaticamente il duca de Villars alla fine di un lungo panegirico, teso ad infiorare le istruzioni che gli dava.
Agli ordini, fu costretto a rispondere. Era passato dallo sbalordimento iniziale alla consapevolezza del ruolo che il destino gli imponeva.
Doveva andare in Inghilterra, accettare il titolo, affrontare suo nonno e... alla fine la curiosit aveva annacquato il risentimento. Voleva guardare in faccia il duca di Langley.
Il vostro compito  delicato, Beauvilliers. Giocate bene le vostre carte. E scoprite cosa sanno gli inglesi di quella maledetta filastrocca.
Bisogna fermare quel Menestrello di Notre-Dame, ingiunse Villars.
Conosco il mio dovere, conferm inchinandosi.
Quando super il portone d'ingresso, salutato militarmente dalle sentinelle schierate, era diventato il Brigadiere Generale Francis Jules conte de Beauvilliers, marchese di Spau.
Per strada fece fermare da Lucas una carrozza a nolo per affrettare il ritorno.
Trov la contessa in salotto. Dipingeva come faceva spesso. Aveva un gran senso del disegno ed era un'eccellente ritrattista ma, tradendo la sua straordinaria abilit quasi professionale, aveva limitato la sua opera alle mura domestiche, dedicandosi solo ai volti dei familiari e a qualche paesaggio.
Sono tornato, annunci, sedendo vicino a lei.
Amlie Aloysia de Beauvilliers distolse lo sguardo dal delicato panorama campestre che tratteggiava e interrog serafica: Novit?
Devo partire per l'Inghilterra, sar tra tre giorni, rispose laconico.
Lei pieg appena le ciglia imperturbabile e interrog:
Ah, s? Ti sei deciso?
S. Ecco vedete, maman, devo! Il Reggente, il Maresciallo Generale duca de Villars... Loro vogliono che accetti questo... ehm, compromesso.
 un incarico ufficiale, borbott e prese a snocciolare spiegazioni, ma senza tradire le consegne.
Vedo. Andrai anche da tuo nonno?
Certo, sbuff.
Bene, ragazzo mio. Era tuo dovere.
...
.
...
IL MENESTRELLO DI NOTRE-DAME.
...
.
...
C'erano altri modi per liberarci di Jouet. Farlo in quel modo e durante la festa del Reggente  stato un'inutile bravata. Un fuoco d'artificio pericoloso. Ora i segugi batteranno ogni pista, critic il principe di Cellamare. Con i due ospiti di riguardo, si era chiuso nella vasta biblioteca del palazzo.
Credete, interrog il Menestrello di Notre-Dame con freddezza, serrando la seta del bracciolo con la mano destra. La sua poltroncina di linea aggraziata era vicina alla portafinestra. Ma il Menestrello sedeva rigidamente, senza concedersi alle comodit.
Il principe ha ragione. Il gioco doveva restare in mano solo a noi -
biasim l'altro congiurato, innervosito. Il vostro assassino ci conosce.
Voi amate troppo scherzare con il fuoco. Potrebbe parlare.
Non credo, non lo far mai, garant. Gli rivolse un sorriso felino e dichiar:
Brancolano nel buio. Nessuno sospetta di noi.
Forse, ma il piano suggeriva maggior cautela. Anche firmare il Menestrello di Notre-Dame forse  stato azzardato.
Pi arrogante che azzardato, ma a conti fatti la cattedrale di Parigi  Notre-Dame... Abbiamo regalato agli inquirenti una pista succosa, avranno parecchio da fare, intervenne Cellamare.
Ben detto amico mio e poi abbiamo distanziato le esecuzioni, provocando incertezza e affanno. Ma la punizione dovr essere spettacolare.
Sar la nostra riscossa, uno schiaffo alla Francia, a Villars, a Beauvilliers e ai suoi mastini, annunci il Menestrello di Notre-Dame esaltandosi.
Sono e sar con voi, ma al momento giusto, i tempi sono obbligati.
Si dovr pazientare, i pezzi dovranno incastrarsi uno sull'altro. Non potremo fare la mossa finale prima che... dichiar l'altro congiurato, interrompendosi e allungando golosamente la mano verso un vassoio di dolci che troneggiava sulla tavola. Ne sgranocchi tre, uno dopo l'altro
e dichiar estasiato: Caro Cellamare, anche voi li apprezzate allora.
Sono i miei preferiti. Sapete come viziare gli ospiti.
Mi lusingate, ma il vostro fornitore  migliore del mio, dichiar il principe.
Dite? Questi sono eccellenti, replic il suo interlocutore e si serv ancora.
Ne sono lieto. Il corriere diplomatico  appena arrivato, mormor l'Ambasciatore spagnolo.
Anche il Menestrello si lasci tentare. Vere squisitezze, si compiacque e chiese: -Da dove arrivano?
Da Roma. Servitevi ancora, vi prego, rispose Cellamare.
Squisitezze italiane quindi. No grazie, non voglio esagerare. -
esclam il Menestrello di Notre-Dame, respingendo l'offerta.
Caro amico parlavate della mossa finale? Certo... Pazientate, non prima di avere la strada libera per colpire il nostro bersaglio, ma confido che l'attesa non sar lunga. Le dolcezze di Longjumeau sono appetitose e prelibate quasi come queste vostre leccornie, incens con una risata.
Ne convengo, ma nell'attesa reputo necessario adottare una tattica pi prudenziale.
Ben detto, approv il principe Ambasciatore.
Ma via Cellamare, che timori avete, interrog il Menestrello di Notre-Dame.
Non li ho... per ora. Ma la mia posizione mi fa il primo sospetto agli occhi di Beauvilliers, replic punto sul vivo.
Che dite mai? La vostra copertura diplomatica vi rende intoccabile.
Fino a quando? Un coinvolgimento in un complotto che mira a decapitare la Francia, mi trasformerebbe in un nemico dello stato. E voi, state giocando con il fuoco, dichiar distaccato Antonio del Giudice,  principe di Cellamare.
Va bene, forse avete ragione. Nessuna mossa per un po'. Prudenza e profilo basso, decise il Menestrello di Notre-Dame.
...
.
...
PARTENZA.
...
.
...
La formale adesione alle richieste di Sua Maest Giorgio primo, trasmesse da Sua Eccellenza Lord Stairs al Reggente, Sua Altezza Reale il duca di Orlans, fu comunicata il giorno stesso dal duca de Villars.
L'Ambasciatore inglese, conscio dell'importanza della sua missione, non perse altro tempo e scrisse immediatamente un dispaccio ufficiale destinato alla corte. Poi la mattina dopo fece consegnare il plico riservato di Lord Donagall presso la residenza privata di via Mazarine del Brigadiere Generale Francis Jules conte de Beauvilliers, marchese di Spau.
Era presto. Il destinatario era ancora in camera e si stava vestendo, ma l'apr immediatamente. Donagall, il consigliere inglese di Giorgio primo, si rivolgeva direttamente a lui come Lord Spau, ripeteva la prima frase della filastrocca incriminata, includeva copia di alcune missive intercorse tra il principe di Cellamare e James Francis Edward Stuart, pretendente cattolico al trono d'Inghilterra. Dalle quali si evinceva chiaramente che il pretendente tramava con la Spagna, dove godeva dell'appoggio della regina, Elisabetta Farnese, e del suo primo ministro, il cardinale Alberoni. Aveva lasciato Roma per Madrid, ma era atteso ad Avignone. L'inglese non si dilungava oltre e si congedava scrivendo: "Il resto, amico mio, a voce. Vi aspetto a Londra."
Fin di leggere, scorse attentamente le copie delle lettere e si appoggi allo schienale della sedia. Meditava. La sua prossima partenza lo costringeva a convocare il suo vice. Doveva dare ordini e lasciare istruzioni. Annot frettoloso una serie di appunti, valutando: Lord Donagall ci regala un'informazione preziosa. Se Cellamare  collegato alla filastrocca, avremmo qualcosa di tangibile in mano contro di lui.
E soprattutto restringerebbe il campo delle nostre indagini. Sorrise. Gli piaceva tornare a lavorare al fianco del pari inglese. Donagall era come una lama di acciaio celata in un guanto di velluto. Pronto ed efficace...
Fin di vestirsi, fece colazione e all'arrivo di Bousquet gli pass l'incartamento spiegando: Lord Donagall ci manda solo la prima frase
della filastrocca del Menestrello di Notre-Dame. E i miei ordini sono di andare in Inghilterra...
La filastrocca dunque come uno specchietto per allodole, ben trovato -
comment Bousquet serafico.
Esatto, ma c' dell'altro, sedetevi e leggete queste, gli ordin, e aggiunse: Se ci sono collegamenti, come pare, porterebbero a scartare l'ipotesi che il Menestrello di Notre-Dame sia solo un cortigiano ambizioso.
Il suo vice, dopo una rapida passata, ne convenne e dichiar: Gatta ci cova e dunque dobbiamo tenere d'occhio anche gli inglesi a Parigi e i loro contatti.
Giusto, priorit assoluta, mi affido a voi, e strettissimo controllo sul nostro caro Ambasciatore spagnolo, il principe di Cellamare.
Il Lieutenant Bousquet, raddrizz le spalle e garant: Non temete!
Questa maledetta filastrocca... brontol Beauvilliers.
Sissignore, e non dimenticher neppure la pista degli ecclesiastici, voi intanto ascoltate cos'hanno da dire gli inglesi.
Lo far, avrete presto mie nuove. La partita si fa serrata. Voi Bousquet
non abbassate mai la guardia e tenetemi al corrente.
Un valletto consegn a Marie Thrse de la Roche Montserrat duchessa de Sernes il messaggio di Francis Jules de Beauvilliers che diceva: "Amore mio, sono un soldato. Il dovere mi costringe a lasciare la Francia. Ignoro la data del mio ritorno.
Grazie per i meravigliosi momenti che mi hai concesso."
La risposta della duchessa, un foglio scarabocchiato e sporcato da lacrime di impotenza e di rabbia che arriv meno di due ore dopo, implorava: "Oh Francis, come puoi abbandonarmi cos? Non merito, neppure un vero addio? Dove vai? Perch?"
La tua passione potrebbe essere ricambiata? Erano parole che illudevano.
Forse la posizione di erede di un ducato inglese potrebbe avvicinarti a lei? Si chiese. Scrisse. Le rivel del nonno, la sua meta, e fece accompagnare il suo biglietto da uno stupendo fascio di camelie.
...
.
...
VIAGGIO IN INGHILTERRA.
...
.
...
Tre giorni dopo Francis Jules, conte de Beauvilliers, marchese di Spau saliva a bordo del Portland, un agile brigantino inglese. E con lui Baptiste Lucas. Erano i primi due rappresentanti del nuovo esercito anglo francese.
Il Portland lev le ancore e lasci il nuovo molo occidentale di Dieppe, avviandosi verso il mare aperto. Ma, superata l'imboccatura del porto, la tempesta dichiar battaglia ai viaggiatori. Le onde si rincorrevano selvaggiamente rabbiose, inarcandosi in plumbee creste di spuma. Il battello scartava e beccheggiava paurosamente. Lucas, che non aveva mai navigato, si era accoccolato sul ponte vicino a un boccaporto.
Il vento, che lo schiaffeggiava e fischiava, alzava un odore aspro e penetrante di sale. La costa francese si allontanava, stemperandosi nella nebbia. Lucas, che aveva pi confidenza con i cavalli che con i pesci, punt lo sguardo su quell'ultimo fazzoletto di terra che scompariva e vomit.
Il Portland resse valorosamente la furia dei marosi, mantenne la prua a nord ovest scarrocciando, e finalmente punt a ovest, verso l'Inghilterra, attraverso il canale della Manica. Dopo quasi due giorni durante i quali Lucas arriv persino a raccomandare l'anima a Dio, avvistarono finalmente le pieghe ondulate della costa inglese. E infine una successiva infilata di bordate per stringere il vento li condusse verso la quiete del porto di Newhaven alla foce del fiume Ouse.
Il conte e neo Brigadiere Generale, che si stava accomodando all'idea di essere anche marchese di Spau, aveva fatto comunicare il suo arrivo a Londra.
La passerella fu ancorata. Lucas, pallido come un morto, abbandon il suo inferno e precedette il padrone a terra. Era seguito da due marinai che trasportavano i bagagli.
Beauvilliers era ancora a bordo. Invisibile.
La tempesta aveva picchiato duro. Due braccia in pi facevano comodo e la sua disponibilit gli aveva garantito un brindisi d'addio nella cabina del comandante.
Non poteva immaginare che quasi una delegazione ufficiale, inviata dal duca di Langley, fosse in attesa dell'erede.
Robert Wilburton aveva passato di poco la sessantina. Di media statura ma con un portamento fiero che lo faceva pi alto, ostentava un fisico asciutto. Da oltre trentanni era l'avvocato e l'amministratore di fiducia dei Langley.
Ricordava bene Lord Julius Granville, padre del giovane che era venuto a prendere.
Lo stimava e, giudicandolo il migliore dei figli del duca, aveva deprecato sinceramente la sua prematura dipartita.
I fratelli maggiori, allevati dal padre al comando, erano prepotenti e presuntuosi. Lord Julius invece, pur avendo ricevuto la stessa impronta, faceva a modo suo. Fermo, giusto e coraggioso, usava fair play e si guadagnava il rispetto.
Quel giorno Wilburton attendeva suo figlio, il nipote francese di Sua Grazia. Era arrivato a Newhaven il giorno prima, ma il ritardo annunciato dalle condizioni del mare l'aveva costretto a passare la notte in una locanda vicina al porto. Anche la mattinata era trascorsa in sterile attesa. Per, a mezzogiorno passato, mentre uno sguattero gli serviva la colazione, aveva potuto assistere all'arrivo del Portland, che aveva accostato con sicurezza, per poi abbattere le vele.
Mentre le barche l'agganciavano per rimorchiarlo a terra, Wilburton sald il conto della locanda e usc. Rialz il collo della sua impeccabile redingote per proteggersi dal vento e nel tempo che l'equipaggio manovrava per l'attracco, dette ordine ai palafrenieri di avvicinare la carrozza. I tre migliori cavalli di Sua Grazia fremevano muovendosi di fianco, tenuti per la cavezza. Animali di razza, scattanti e gi sellati, erano destinati al nipote del duca. Chiedevano un buon cavaliere. Sua Grazia lo era e Lord Julius Granville lo era stato.
I marinai consegnarono i bagagli dei viaggiatori, Baptiste Lucas si present e s'inchin davanti a Wilburton che sollecit: E... Sua Signoria, Lord Spau? Il conte de Beauvilliers?
Sono qui, sent venire dall'alto una voce.
Wilburton alz gli occhi e fiss sbalordito l'erede in piedi sulla murata.
Fisicamente ricordava il padre e gli zii, alto come loro e forse pi, ma il volto... Oh diavolo, pens immediatamente, Sua Grazia! E il ritratto del duca alla stessa et.
Lord Spau disdegn la passerella, si appese a una sartia, con un volteggio gli atterr accanto e interrog: Con chi ho il piacere? Trafiggendolo con gli stessi acutissimi occhi blu di suo nonno. Il suo inglese pur venato da un lieve accento francese era ottimo. Ostentava modi spicci, indossava comodi abiti da viaggio, giubba e pantaloni di panno verde, e non portava parrucca.
Una goccia d'acqua s, ma forse pi alto e atletico, valut l'avvocato, prima di ritrovare il fiato. Deglut e rispose: Robert Wilburton, avvocato e amministratore di vostro nonno Sua Grazia il duca. Siamo qui per voi.
Buongiorno signore, lieto di conoscervi, replic il novello Lord Spau, porgendogli la mano.
Lord Donagall  stato a Langley due giorni fa. Ci ha comunicato il vostro arrivo. Siete atteso. Io sono partito subito per accogliervi.
Ah capisco.
Baptiste Lucas, con i piedi di nuovo saldamente a terra, aveva sormontato i suoi infelici trascorsi marinari. Ignorando il problema della lingua si era avvicinato agli stallieri di Langley, in attesa, con i destrieri alla cavezza.
Superbes, dichiar sincero, distribuendo equamente una grattatina alle froge di un possente baio, una strofinata alla criniera ben strigliata del roano e una carezza a un secondo baio, un gigante con l'aspetto intrepido, che lo ricambi con una testata di amicizia.
I cavalli, Lord Spau, sono per voi, disse Wilburton.
Belle bestie, gli rispose a fior di bocca. Poi, conscio di non poterne fare a meno, si avvicin.
Gli stallieri chinarono il capo, riverenti.
Vostro nonno pensava che forse avreste preferito viaggiare a cavallo -
spiegava l'avvocato.
Lord Spau pieg le labbra in un sorriso incerto, senza rispondere, e chiese invece in francese a Lucas: Che ne dici?
Animali di gran classe, ma troppo... ecco, impulsivi e, permettete, mon colonel, perdonate mon gnral, non fanno per voi. Dovremo trovare qualcosa di pi adatto.
Bene Baptiste, all'arrivo provvedi, ordin senza remore. Ard alzare la mano a toccare il baio gigante, che lo sfid subito, nitrendo minacciosamente e indietreggiando.
Tu hai gi capito tutto, vero, mormor divertito.
Storm  prepotente Vostra Signoria, ma  un animale generoso -
lo giustific il suo stalliere, un giovanotto robusto che lo reggeva.
Storm ti chiami, eh? Comment impassibile.
Provate ancora, signor conte, fate piano, sugger Lucas.
Doveva! Fece un passo avanti, appoggi di nuovo la mano sulla criniera e il cavallo parve sopportare di miglior grazia il contatto.
Bella bestia, il nome gli si addice, riconobbe. Poi senza battere ciglio decise:
Bene Baptiste, a te questo mostro equino, e mentre Lucas montava in sella con eleganza, chiese educatamente in inglese: La mia ignoranza  colpevole ma... Che distanza ci divide da Langley?
Se partiamo subito, dovremmo essere al castello prima di mezzanotte.
E allora caro avvocato non perdiamo tempo. Vedete, fino a pochi giorni fa ignoravo di essere anche inglese, so ben poco della mia famiglia.
Voi dovrete aiutarmi. Rinuncer a una galoppata e approfitter invece della vostra compagnia.
Con piacere, con piacere, afferm il suo interlocutore.
In marcia allora, ordin. Attese che un palafreniere srotolasse il predellino, gli aprisse la portiera, precedette l'amministratore all'interno e prese posto.
La carrozza, arredata con lussuosa eleganza, ostentava sui sedili di cuoio grandi cuscini foderati di velluto. Il novello Lord Spau ne spost un paio dietro la schiena, e fissando il suo interlocutore, dichiar: Ho superato molte battaglie, sono considerato un buon ufficiale. Mi si imputano doti di diplomatico e di segugio. So nuotare, tirare di scherma e centrare un bersaglio ma, tra le mie virt, non c' l'equitazione. Sono un pessimo cavaliere, ma il mio Lucas riesce sempre a scovare qualcosa ch'io riesca a montare.
Ah, ribatt Wilburton sbalordito. Vostro padre sembrava un centauro.
Ma io non ho questa dote, riconobbe francamente, con gli occhi piegati da un sorriso.
Certo, certo, capisco. Vostro nonno si reputa ancora un gran cavallerizzo
mormor l'avvocato.
Temo che dovr adattarsi all'idea di un nipote che non lo , rispose serafico.
Robert Wilburton scrut il suo giovane interlocutore. Si era appoggiato allo schienale, placidamente rilassato. Sua Grazia avr da ridire ma, da quanto io possa intuire, questo nipote  alla sua altezza. Sar divertente assistere al loro primo incontro, ma che dico, al loro primo scontro. Uno scontro tra titani, pens maliziosamente. Ma non doveva dimenticare. Prese il plico sigillato dalla sua borsa e dichiar: Per voi.
Lord Donagall l'ha affidato a Sua Grazia.
Lord Donagall? Ah, grazie, rispose il suo giovane interlocutore, raddrizzandosi come una molla. Lo prese e sollecit: Permettete un'occhiata?
Prego, Vostra Signoria, rispose l'avvocato. E ingiunse al palafreniere:
Muoviamoci!
L'uomo richiuse la portiera, sal a cassetta a fianco del conducente e la carrozza trainata da quattro cavalli si mosse. Poco dopo affrontava lo sconnesso acciottolato della strada in direzione di Brighton.
Il conte de Beauvilliers/marchese di Spau aveva rotto i sigilli e leggeva.
Lord Donagall l'invitava ad andare a Londra, prima possibile. Gli anticipava generosamente che avevano trovato le prime strofe della filastrocca nella corrispondenza tra James Stuart, pretendente cattolico al trono inglese e l'Ambasciatore spagnolo a Parigi, principe di Cellamare.
Tacque meditando.
Ma devi appurare dove e quando sono state trovate, s'ingiunse.
Donagall gli dava anche una lista di probabili fiancheggiatori inglesi del pretendente. La scorse con calma poi richiuse e si rivolse all'avvocato Wilburton, bombardandolo di domande.
Questi lo inform che, al castello, oltre al duca di Langley avrebbe trovato la sorella e sua prozia, Sua Grazia Lady Alicia, vedova del duca di Rochester che, da pi di un mese, imponeva la sua compagnia al fratello maggiore.
E lui non gradisce? sond.
Non troppo credo, spieg Wilburton con un breve sorriso. Ma la duchessa ha una volont di ferro. E tra qualche giorno sar raggiunta dalla figlia, Lady Anne con il marito, Lord Cecil Cord, conte di Mauresey.
Moriranno tutti dalla curiosit di conoscere il ranocchio francese -
dichiar con un pericoloso brillio di divertimento negli occhi.
Wilburton rischi di strangolarsi con una risata, ma si riprese tossicchiando e, mantenendo un'espressione imperturbabile, bofonchi:
Uhm, gi forse...
Quindi dicevate trover una prozia, alla quale dovrebbero aggiungersi una cugina di mio padre e suo marito.
Esatto!
E... hanno figli? Nipoti?
Figli? Due maschi. Il maggiore ha gi prole in et di matrimonio e vive a Londra, il minore  ufficiale delle guardie. Attualmente di stanza a Liverpool, credo.
Ho altri parenti? indag.
Lontani, dei Granville. Figli, nipoti e pronipoti di un cugino di vostro nonno l'esquire Cedric Granville. Vivono nel Northumberland, in campagna, vicino a Rothbury, quasi al confine con la Scozia. Ma Harold, il figlio minore dell'esquire,  stato nominato Commodoro della flotta inglese.
Un buon marinaio allora? Una scintilla d'interesse anim i suoi occhi blu.
Cos pare. L'ho incontrato la prima volta una settimana fa, quando ha reso visita a Sua Grazia a Langley. E vedovo, il fratello di sua moglie era Patrick Kilburton, Lord Malley, che si  schierato nelle fila degli Stuart nel 1708. Nel 1715  sbarcato con il principe in Scozia, combattendo a Darling contro le truppe reali. Poi  fuggito, al seguito del pretendente e da allora vive tra la Francia e l'Italia, credo. Sua Maest l'ha proscritto, confiscandogli i beni, precis l'avvocato.
E Lord Malley sarebbe cognato del Commodoro? comment con tono distaccato.
S, Vostra Signoria, ma sua moglie Claire Kilburton,  morta dieci anni fa e l'altra sorella di Lord Malley, Lady Pendegast, ha rinnegato il fratello, condannando le sue idee. E Harold Granville  un ufficiale fedele al re.
S, s certo, convenne il suo interlocutore.
Il Commodoro Granville  a Londra, ma partir presto, deve assumere il comando della hms Dorsetshire. La sua squadra fa parte della flotta agli ordini dell'ammiraglio Sir George Byng.
Byng? Che attualmente incrocia nell'Atlantico, al largo del Portogallo
mormor, dimostrando di conoscere gli spostamenti della marina inglese.
Wilburton sapeva che il nuovo marchese di Spau era l'aiutante di campo del duca de Villars, ma evidentemente anche qualcosa di pi se era al corrente delle mosse alleate.
Desidero incontrare il Commodoro Granville, dichiar Spau deciso.
Credete che si possa fare?
Immagino, rispose l'avvocato. Quando saremo a Langley, provveder a inviare un messaggero con la vostra richiesta.
Ottimo grazie, e... s, stabil, meglio a Londra. Tra due, tre giorni al massimo dovr rendere omaggio al sovrano. Il vostro messaggero dovr consegnare anche un mio biglietto a Lord Donagall.
Ai vostri ordini, rispose Wilburton, accettando con naturalezza l'autorit del giovane.
Ma vi chiedo venia, la traversata  stata movimentata e abbastanza faticosa. Devo dormire un po', dichiar Sua Signoria.
Chiuse gli occhi, allung le gambe e sprofond beatamente nel nulla.
Un momento dopo le orecchie di Wilburton colsero un lieve Tonfare, poco pi che un respiro.
...
.
...
SUA GRAZIA.
...
.
...
Dopo Brighton, la carrozza prosegu per Crawley, altra cittadina del West Sussex e il sonnellino non permise a Sua Signoria di vedere che si avvicinavano ai sobborghi di Londra. Il sole cominciava a calare all'orizzonte. Ma la sosta alla stazione di posta di Ewell per il cambio dei cavalli lo dest. Ormai erano le sei del pomeriggio. Uno spuntino a base di birra e formaggio in una piccola locanda fumosa, affollata di viandanti di passaggio, spezz il viaggio.
Cambiarono nuovamente i cavalli a Watford, con il buio. Superarono Luton, con i palafrenieri del duca che aprivano la strada reggendo in mano le torce. Bedford si annunci con il suo ponte di pietra a tre torri che superava il River Great Ouse e la massiccia mole della St. Paul Church sulla sinistra. Un'altra breve sosta alla locale stazione di posta all'angolo con Dark Lane e furono pronti a ripartire. L'orologio del novello Lord Spau segnava le dieci.
Siamo in orario, dichiar Wilburton soddisfatto.
Puntando su Leicester, superarono il crocevia di Kettering prima di deviare verso ovest sulla strada per Langley. Ma durante le ultime miglia la pioggerella fittissima, che aveva cominciato a cadere, si mise di mezzo, rallentando l'andatura. Ci nonostante, la carrozza, che portava l'erede del duca, varc gagliardamente le possenti colonne di pietra, che separavano il parco di piante rare del castello dal resto dei possedimenti, mentre la monumentale pendola del salotto verde batteva l'ultimo dei dodici rintocchi della mezzanotte.
La duchessa di Rochester si era ritirata nelle sue stanze da oltre mezzora lasciando il fratello da solo, seduto in poltrona davanti al caminetto, a bollire in quella che sembrava un'inutile attesa. Drago e Luce, i due possenti molossi grigi, che gli tenevano compagnia, dormivano sdraiati sull'arabescato tappeto persiano.
Da un paio di giorni la gotta tediava Sua Grazia. Il suo piede sinistro rosso, enfiato e imprigionato in una pantofola di velluto, era appoggiato sopra un panchetto.
Meno di un minuto prima aveva suonato nervosamente il campanello.
Beans, il vecchio maggiordomo era accorso.
Il duca l'aveva scrutato con il suo peggior cipiglio e martellando a terra con il bastone di ebano dal pomo d'argento: Cosa diavolo combina Wilburton? aveva interrogato.
Non saprei Vostra Grazia.
Non sai, non sai... Dannazione! Questo benedetto ragazzino non si vede, e qui si muore di freddo, fai portare altra legna. Aveva ingiunto bilioso.
Come Vostra Grazia desidera, aveva replicato il nume tutelare della casa, uscendo per il corridoio e battendo con forza le mani per richiamare i valletti.
Non solo il padrone, ma tutto il castello era in attesa. I pi anziani tra loro ricordavano ancora con affetto Lord Julius e la voce dell'arrivo di suo figlio, questo nipote francese del duca mai visto n sentito prima, che si era sparsa tra la servit, aveva scatenato una ridda di pettegolezzi.
Il postiglione guid i cavalli al trotto nel viale alberato e and a fermarsi davanti ai leoni di pietra dello scalone.
La pioggia si era rafforzata trasformandosi in un diluvio. Sua Grazia sent lo stesso, si alz in piedi, tallonato dai cani e, appoggiandosi al bastone, and alla finestra per spiare. Ma i due valletti, che volarono ad aprire lo sportello, reggendo larghi teli cerati per riparare i viaggiatori, gli impedirono di vedere. Non trattenne un moto di stizza e zoppicando ritorn alla sua poltrona.
I viaggiatori attraversarono il gigantesco atrio di Langley, si liberarono dei mantelli e affrontarono lo scalone.
Il maggiordomo, che aspettava impettito sul pianerottolo del primo piano, s'inchin rispettosamente e dichiar con orgoglio: Vostra Signoria, Beans, ai vostri ordini.
Buonasera, Beans.  molto tardi... disse l'erede.
Il maggiordomo alz gli occhi. Come l'avvocato Wilburton lo fiss per un attimo a bocca aperta, sorpreso dalla somiglianza con il vecchio duca. Poi si riprese e disse:
Benvenuto a Langley, Vostra Signoria, e mormor commosso:
Che Iddio vi benedica.
Lord Spau sorrise e rispose:
Grazie Beans, fai dare istruzioni al mio Lucas su dove e come sistemarmi.
Altro che ragazzino, che mi venga un colpo... il vecchio orso avr quello che merita. Il nipote francese  la sua copia fatta e sputata, pens il maggiordomo, ma con espressione imperturbabile convenne:
Sar fatto Vostra Signoria. Poi, rivolto all'avvocato:
Mister Wilburton, salut.
Scorse nello sguardo dell'avvocato una luce di complicit ma l'ignor, abbassando la testa. Si limit ad allargare la destra in segno d'invito e spieg:
Vostra Signoria, avvocato, vi prego di seguirmi. Sua Grazia  ancora sveglio.
E il suo umore? interrog Wilburton con la disinvoltura che la lunga consuetudine con la casa consentiva.
Ne ho visti di migliori. Replic succinto.
Gli occhi blu di Spau lampeggiarono divertiti, mentre suggeriva sollecito:
E allora non facciamolo peggiorare.
Sua Signoria, il marchese di Spau e mister Wilburton, annunci con solennit Beans, aprendo la pesante porta scolpita di quercia del salotto verde. Le pareti rivestite di boiserie, inquadravano elegantemente quarantadue paesaggi campestri di scuola olandese.
Drago e Luce si alzarono in piedi, con un ringhio di avvertimento.
L'erede entr per primo, disse ad alta voce:
Buonasera, signore. E mosse tranquillo verso il vegliardo sprofondato in poltrona.
Quando fu all'altezza dei molossi si chin, accarezz i due testoni e mentre Drago e Luce lo ricompensavano estatici, uggiolando e scodinzolando festosi, prosegu, fino a fermarsi davanti a quel nonno sconosciuto.
Il duca non portava parrucca, i suoi capelli, bianchi e fermati sulla nuca da un nastro di raso, erano ancora folti, il volto glabro era marezzato dalle rughe e gli occhi blu che lo fissavano avevano lo stesso colore dei suoi. Quanto vide gli piacque e dichiar:
Sono Franois Jules de Beauvilliers, vostro nipote.
Siete Lord Francis Julius Granville, Marchese di Spau, il mio erede
lo contraddisse lui con sguardo di fuoco.
Non lo nego, se volete tradurre i miei nomi in inglese, ma sono anche Franois Jules, Brigadiere Generale e conte de Beauvilliers, replic serafico il suo gemello di quasi cinquantanni pi giovane.
Oh diavolo, ragazzo mio, va bene, va bene. Mormor suo nonno, fissandolo sbalordito.
Impressionante vero? Intervenne Wilburton, avvicinandosi anche lui.
Assolutamente, conferm Sua Grazia, senza riuscire a distogliere
lo sguardo.
Avete visto Vostra Grazia, proprio impressionante, interloqu anche Beans sbarrando gli occhi.
Se questo  un indovinello... borbott Lord Spau. Cos' impressionante?
Illuminatemi, vi prego, chiese corrucciato.
Il vecchio duca rise, una risata liberatoria e fece per sollevarsi, ma il piede gli regal una fitta che gli provoc una smorfia.
Beans si slanci, Franois Jules si fece avanti per sostenerlo. Sua Grazia scosse la testa, si alz da solo e ordin al nipote: Dammi
il braccio.
Il giovane ubbid. Il vecchio si appoggi pesantemente, con sollievo e ingiunse:
Vieni con me e vedrai.
La processione si mosse, affrontarono senza fretta il corridoio. Davanti nonno e nipote. Dietro l'avvocato. In coda i cani scodinzolanti.
Beans si era gi dileguato. Sentirono che batteva le mani per dare istruzioni.
Dopo una quarantina di metri il corridoio svoltava a destra, poi riprendeva diritto, maestoso.
Beans aveva gi spalancato la porta della galleria e i valletti stavano accendendo le candele.
Sua Grazia Alistair Granville, terzo duca di Langley entr con il nipote e, alzando il bastone, gli indic il ritratto centrale ed esclam:
Guarda!
Parbleu! imprec in francese stavolta Lord Spau e ammise:
D'accordo! Veramente impressionante.
A parte gli abiti, il taglio dei capelli, i suoi erano pi corti, poteva essere il suo ritratto. Ma non lo era e invece...
Siete voi immagino. Vi assomiglio molto, sar una sorpresa per Voi.
Uhm, gi, farfugli il vecchio duca, tentando di nascondere il suo turbamento.
La duchessa di Rochester era andata a letto di buonora, e si era addormentata subito, beatamente, ma con l'et il sonno si era fatto leggero e aveva sentito arrivare la carrozza. All'inizio si era detta che per quella sera era meglio lasciare nonno e nipote da soli, ma dopo... ormai era sveglia, si era lasciata trascinare dalla tentazione. Moriva di curiosit.
Senza disturbare la cameriera, era scesa dal letto, infilando l'elegante vestaglia imbottita che la ragazza aveva lasciato sulla poltroncina accanto alla tavola da notte.
Le braci che ardevano nel camino rischiaravano la camera. Apr la porta. Il corridoio era illuminato. Sentiva delle voci, che provenivano dal piano inferiore, la galleria? Si avvi...
Alistair, suo fratello, era di spalle, in piedi al centro, accanto a un giovanottone pi alto di lui. Sembravano stranamente affiatati.
Siete terribilmente rumorosi, si lagn, concedendosi un ingresso trionfale che riusc a scuotere Sua Grazia e gli permise di mascherare l'emozione.
Morte e dannazione, Alicia cosa fai qui? grid infatti, girandosi.
Il giovanottone si gir anche lui e sorrise educatamente.
La duchessa ignor il fratello. Ordin: Spau venite a salutare la vostra prozia.
Lui ubbid e a sua volta la vecchia duchessa grid esterrefatta:
Ossignore benedetto Alistair, non  possibile... Io, io sto per svenire. Beans, subito qualcosa di forte! Ingiunse, portandosi le mani al petto.
Dieci minuti pi tardi i tre Granville e l'avvocato sorseggiavano insieme uno straordinario cognac francese.
La presenza della duchessa di Rochester, costringendo la conversazione in termini mondani, imped a Sua Grazia di sottoporre il nipote al terzo grado.
Quando l'imponente pendola scand l'una e mezzo, Sua Grazia Alistair Granville, terzo duca di Langley, batt a terra il suo bastone e chiam:
Beans!
Il maggiordomo ricomparve, come evocato dagli spiriti.
Sono stanco, voglio andare a letto, dichiar e, rivolto al nipote, intim:
Buonanotte! Ci rivedremo qui, domattina per colazione, alle dieci.
Raggiunse la sua camera al braccio di Beans, che l'affid a Millness, il suo domestico personale. Lasci che Millness l'aiutasse a spogliarsi, a distendersi, lagnando come un bambino per avere del t tiepido, pretese che gli lasciasse la candela accesa sulla tavola da notte e lo mand via.
Ma il sonno tardava. La sua testa girava come un mulinello impazzito e il colpevole era suo nipote, quel ranocchio mezzo francese.
Franois Jules, ci teneva a mantenere i suoi nomi da ranocchio... Ma di primo acchito sembrava comunque una piacevole sorpresa.
Be',  figlio di Julius. Julius era il migliore, riconobbe. Ti piaceva, Julius sapeva tenerti testa. Peccato che fosse solo il terzogenito, poi la sua morte a ventitr anni... E ora suo figlio  qui... E sembra il tuo ritratto.
Oh dannazione, la vita , ... S! Imponderabile!
La visita di Lord Donagall inviato da Sua Maest, ricevuta due giorni prima, gli aveva anticipato l'arrivo del nipote e una messe di notizie che doveva approfondire e digerire.
Il consigliere, l'eminenza grigia di Giorgio primo, l'uomo di ghiaccio, conosceva il ranocchio e lo stimava. Aveva dichiarato sbilanciandosi:
Nel 1716, eravamo allo stesso tavolo e il 9 ottobre abbiamo siglato il trattato di difesa tra i nostri paesi e il 4 gennaio, pochi mesi fa, eravamo insieme all'Aja alla ratifica del trattato della Triplice Alleanza.
Poi: Vostro nipote  un eccellente negoziatore... e qualcosa di pi, un elemento di prim'ordine! Aveva esclamato con un lampo verde, misterioso negli occhi, che lasciava intuire al duca un ricordo comune.
Ma cambiando discorso aveva riferito: Abbiamo ricevuto comunicazione che il Reggente, il duca d'Orlans, ha accolto il suggerimento di una forza anglo francese. Il duca de Villars ha promosso il conte de Beauvilliers a Brigadiere Generale. Sua Maest desidera incontrare Lord Spau  per confermare la nomina. Intende servirsi di lui.
Spau  il mio erede, aveva puntualizzato il duca di Langley.
Non temete Vostra Grazia, aveva replicato il suo interlocutore.
Non voglio che mio nipote rischi la pelle per ubbie di grandezza.
Dovr sposarsi adeguatamente e mettere su famiglia. Ci servono Granville per Langley.
Capisco le vostre ragioni, ne far partecipe il sovrano, aveva convenuto il conte di Donagall con diplomazia.
Giusto, bravo, fatelo.
Vi prego di porgere i miei saluti al marchese di Spau. Avrei urgenza di incontrarlo, aveva confessato il consigliere del re, alzandosi.
Ve lo mander, ma prima voglio conoscerlo.
Intuivo la vostra impazienza. I suoi occhi scrutavano il duca con un lampo verde inquisitore. Poi:
Intanto vi prego di consegnargli questo, da parte mia, aveva sollecitato, con educazione.
Lo far e state tranquillo, non intendo sequestrarlo. Aveva concesso il vecchio duca.
E ora quei pensieri tornavano, insinuandosi tenaci come un tarlo.
Tutte le informazioni sul ranocchio sono incredibilmente buone, rimuginava.
Il ragazzo ti stuzzica. Quel suo nonno francese non doveva essere cos male e gi poi c' la contessa. Cugina alla lontana di Sua Maest, donna di polso, buon sangue.
L'hanno tirato su bene, riconobbe francamente, sbadigliando.
...
.
...
ANTONIO GIUDICE PRINCIPE DI CELLAMARE INTERVIENE.
...
.
...
L'informazione era preziosa.
Uno dei peggiori nemici del Menestrello, Beauvilliers lo spione di Villars, era diventato il marchese di Spau, l'erede del duca di Langley.
Andava in Inghilterra a incontrare suo nonno... Questa sua nuova posizione sociale lo riportava in contatto diretto con Lord Donagall, il capo della polizia segreta del monarca inglese. L'Ambasciatore spagnolo in Francia, Antonio Giudice principe e duca di Cellamare, non aveva perso un minuto a scrivere al suo omologo inglese, Diego conte de Craval, per metterlo sul chi vive.
Ma il corriere era partito per Londra dopo Lord Spau, il mare in tempesta gli aveva fatto perdere due giorni e all'arrivo, Sua Eccellenza il conte Diego de Craval y Fuente era nel Kent, a caccia, ospite di Lord Wilmox, un vecchio conservatore inveterato che accettava a fatica l'ascesa al trono del monarca hannoveriano.
Per leggere la posta si doveva attendere il suo ritorno.
...
Lord Spau.
...
Il duca di Langley aveva detto:
Ci rivedremo qui domattina... e Lord Spau fu puntuale come un orologio.
Alle dieci in punto Beans lo introdusse nel salotto verde e Sua Grazia fece colazione a tte--tte con il nipote.
Wilburton, che si era alzato presto per sbrigare incombenze e regolare fatture, li raggiunse alle dieci e un quarto mentre divoravano gagliardamente uova, formaggio fresco e ciambelle salate, seduti a una massiccia tavola ovale, uno davanti all'altro.
Fateci compagnia, invit il duca di buon umore.
Grazie, mormor sedendo anche lui.
Un valletto si precipit a versargli del t.
Il commodoro Granville? chiese Lord Spau.
Il messaggero  partito all'alba. Avrete una risposta in serata, rispose succinto.
Granville? interrog il duca, aggrottando le sopracciglia.
Ho chiesto di incontrarlo. Tra un giorno o due dovr andare a Londra. Sapete anche voi... Sua Maest, spieg suo nipote.
Due giorni? No! contest Sua Grazia. Certo Donagall  venuto a caldeggiare la tua visita, ma qui comando io. Il vecchio signore ammicc e complet ridacchiando, Gli ho detto che non ti mander tanto presto.
 mio dovere, vi concedo due giorni, ribatt suo nipote, cercando di restare serio.
Due giorni, impossibile. Non riusciremo neppure a cominciare a
conoscerci, dichiar il vecchio duca.
Due giorni, dopodomani andr a Londra.
Ma tornerai? sollecit suo nonno.
Torner e mi fermer almeno una settimana, ve lo prometto.
Sua Grazia monopolizz il nipote a colazione, a cena e dopo lo trattenne fino a notte inoltrata, parlandogli di suo padre. Gli mostr un medaglione con un suo ricciolo biondo. La voce si velava di rimpianto.
Lo ricordava bambino. Vivace, intelligente... anche dopo. Ma faceva di testa sua.
E ha sposato mia madre, facendo di testa sua, comment pungente Franois Jules.
Forse sbagliavo io, borbott il duca, chinando lo sguardo.
Gli regal la spada del figlio, che aveva conservato come una reliquia.
Il blasone dei Granville risaltava, inciso sull'impugnatura. Era un'arma di qualit, in acciaio temperato, perfettamente calibrata.
Spau la prese e decise di servirsene.
...
.
...
LONDRA.
...
.
...
Sua Grazia contravvenne alle sue abitudini arroccate. La mattina della partenza del nipote per Londra, sfidando la pioggia che cadeva, l'accompagn alla carrozza.
Torna presto, hai promesso, ringhi, porgendogli la mano.
Contateci, dichiar Lord Spau stringendola con forza.
Quell'incredibile nonno cominciava a piacergli.
In tarda mattinata la carrozza raggiunse Granville House in Pali Mail, residenza del duca di Langley a Londra. Il guardaportone spalanc i battenti della cancellata e i cavalli proseguirono al passo sul piazzale lastricato, abbellito dall'aiuola centrale che fronteggiava lo scalone d'ingresso.
La pioggia, che aveva accompagnato la prima parte del viaggio, era stata spazzata via dal vento di tramontana.
Un valletto si precipit ad aprire lo sportello e Lord Spau mise piede a terra.
Una raffica improvvisa gonfi il suo mantello, strapazzandolo. Il valletto gli fece strada all'ingresso con Lucas che li tallonava come un cane fedele.
Entrarono e furono accompagnati cerimoniosamente nell'appartamento di Sua Grazia.
Lord Alistair Granville, il precedente marchese di Spau, il cugino che non aveva mai conosciuto, aveva fatto di Granville House la residenza principale della sua famiglia, ma il palazzo, un'elegante costruzione del secolo prima, era disabitato dal giorno della sua morte.
Da mesi la maggior parte delle stanze era chiusa, con mobili e arredi protetti da teli bianchi, e un personale ridotto addetto alla manutenzione.
Solo quelle riservate al duca, al primo piano, erano sempre pronte.
Una comunicazione del conte di Donagall era appoggiata su un vassoio.
Informava Lord Spau che Sua Maest, Giorgio primo, l'avrebbe ricevuto la mattina dopo a Kensington Palace, alle 11.
Con lo stesso messaggio Lord Donagall si rallegrava del suo arrivo e l'invitava a cena. L'aspettava alle sette e mezzo in St. James Square.
Non prevedeva altri ospiti.
Rispose accettando.
Consum un frugale spuntino preparato dai domestici. Voleva approfittare del primo pomeriggio per incontrare il Commodoro Granville che era a Londra ancora in attesa di ordini dell'Ammiragliato.
Il Commodoro gli aveva risposto dandogli la sua disponibilit, il suo appartamento in Coventry Street non era lontano da Granville House.
Lo raggiunse in pochi minuti. L'immobile, un palazzo a tre piani, era molto decoroso. Granville alloggiava al primo e quando Lord Spau buss alla porta, il suo orologio segnava appena le due e mezzo.
L'uomo atticciato, con ispidi capelli brizzolati, che venne ad aprire, alz gli occhi sullo sconosciuto benvestito che giganteggiava davanti a lui e che con un lieve accento straniero ordin:
Potete annunciare al Commodoro, suo cugino il Brigadiere Generale, marchese di Spau e... no! Aspettate! Sono appena arrivato a Londra, dite al Commodoro che Lord Spau chiede venia per questa visita improvvisa.
Il domestico accenn un inchino educato, nascose un sorriso e rispose pacato:
Accomodatevi, Signoria. Il Commodoro sta lavorando, ma sar lieto di ricevervi.
Entr e, in quel momento, un giovane biondo, una ventina d'anni circa, snello, statura media si affacci sull'atrio e chiese:
Fraser, chi c'?
Una visita, master Colin, Sua Signoria, il marchese di Spau, per vostro padre.
Il giovane si fece avanti sorridente e disse educatamente:
Che gradita sorpresa, sono Colin Granville.
 un piacere conoscervi, cugino, dichiar Lord Spau, porgendogli la mano.
Il figlio del Commodoro la strinse con forza e propose:
Seguitemi, vi faccio strada.
Un colpetto sulla seconda porta a destra e, senza attendere risposta entr ed esclam: Padre mio, abbiamo visite: Lord Spau!
Harold Granville, un uomo biondo e snello che sembrava quasi il fratello maggiore del figlio, era seduto davanti a una scrivania seminascosta dai dossier. Si alz in piedi e disse:
Benvenuto.
Tutti gli arredi della stanza erano carichi di carte e fogli sparpagliati.
Borbott: -perdonate il disordine. Liber velocemente un divanetto e invit: Accomodatevi, prima di confessare: Siete diverso da quello che immaginavo.
Non ne dubito. Anche il nonno era spaventato dal mio arrivo. Un nipote francese... ranocchio...
L'avrete spiazzato completamente. Un po' francese sicuramente -
ammise il Commodoro.
Mi chiamo anche Beauvilliers.
Certo siete anche il conte, Brigadiere Generale Franois Jules de Beauvilliers... ma...
Colin, che si era istallato in equilibrio su uno sgabello, annu vigorosamente, e concluse beffardo: ben poco ranocchio.
L'hai detto ragazzo mio, rincar suo padre. Un erede degno del nome che porta. Sono veramente lieto di conoscervi.
Anch'io. Per anni mi sono considerato francese e figlio unico. Non sapevo, non immaginavo di avere una famiglia da questo lato della Manica.
Francamente non mi dispiace, replic schietto.
E tacque, prima di dichiarare: Ma ho sollecitato il nostro incontro per un motivo.
Lo sguardo dei suoi occhi blu era diventato freddo, concentrato, valutava il Commodoro, poi il suo sguardo pass sul figlio interrogativo e:
Molto riservato e forse...
Avanti, non temete, ordin il Commodoro secco. Colin  la discrezione in persona. Parlate pure davanti a lui.
Il mio  un azzardo e sappiate che il gioco pu farsi pericoloso -
esclam il Brigadiere Generale, con franchezza.
Harold Granville scrut il suo interlocutore e, senza fare una piega, interrog:
Avanti, Cosa posso fare per voi?
Ecco! Vorrei chiedervi... e cominci a spiegare.
Granville ascolt senza interrompere fino alla fine. Poi chin la testa assentendo e dichiar:
Credo di potervi aiutare.
Ottimo ma, come vi ho detto,  rischioso, siete sicuro?
Lo sono, fece il Commodoro granitico. Ma quanto ora dir, dovr restare tra noi. Chiedo la vostra parola di gentiluomo.
L'avete!
Ecco... due anni fa ho rivisto Patrick Kilburton, Lord Malley, mio cognato. Patrick aveva cercato rifugio in casa mia. Era ferito gravemente, stremato dalla perdita di sangue. Per due giorni  stato tra la vita e la morte. Da ragazzi eravamo molto amici. Ho sposato sua sorella.  sempre lo zio dei miei ragazzi, anche se ha tradito il nostro re. Non l'ho denunciato, so che avrei dovuto, ma i giacobiti erano stati battuti a Preston e a Sheriffmuir. Non potevo, era solo un uomo sconfitto, inerme.
Quando si  ripreso, gli ho dato del denaro, un cavallo e l'ho avviato sulla strada dell'esilio. Sono da condannare? Interrog.
Non sta a me giudicare. Avete agito secondo la vostra coscienza.
Sapete Spau, me lo sono rimproverato pi volte, sono un ufficiale.
Dopo non ho pi avuto rapporti con lui, ma ora forse questo pu tornarci utile.
Potr servire. E probabile e render credibile il vostro avvicinamento.
Avete mostrato lealt a vostro cognato, forse le sue idee non vi sono ostiche. Pu funzionare, ammise Lord Spau, rifletteva.
E quindi... prover ad avviare dei contatti, dichiar Harold Granville.
Patrick potrebbe aver fatto dei nomi.
Mentre si nascondeva in casa vostra. Giusto, possibile.
Mezzora pi tardi, Lord Spau, si alzava in piedi.
Concedetemi, qualche giorno a Langley con il nonno e ci rivedremo presto.
Porgete i miei saluti al vecchio cerbero, scherz Granville.
 ostico, una specie rara, ma non male finalmente, rispose Spau sullo stesso tono.
Il Commodoro approv con una risata.
Mi muover oggi stesso. Vi far sapere, garant.
A presto!
Ci conto. Vorrei presentarvi i fratelli di Colin.
Quanti figli avete? chiese distrattamente Lord Spau.
Tre. Colin  il maggiore, Lavinia ha quasi 18 anni e Cedric 16.
Oggi sono andati dalla zia, Hermione Pendegast, la sorella di mia moglie. Non ha figli suoi. Dopo la morte di Claire ha fatto le sue veci, spieg.
Sar un piacere incontrarli, rispose Lord Spau con educazione.
Ma i suoi pensieri erano gi lontani.
...
.
...
L'AMBASCIATORE SPAGNOLO IN INGHILTERRA.
...
.
...
Il conte Diego de Craval, Ambasciatore di Sua Maest Cattolica, dopo il suo mattutino ritorno in citt, si concesse una colazione leggera, poi si ritir nelle sue stanze per un sonnellino ristoratore e finalmente alle cinque sedette alla scrivania e lesse la posta del principe e duca di Cellamare che l'aspettava da un giorno. L'urgenza del contenuto lo mise in allarme.
Il conte de Beauvilliers  in Inghilterra. Il cane da punta di Villars sarebbe anche Lord Spau, l'erede di Langley, incredibile! Si lasci sfuggire ad alta voce sconcertato, tamburellando con le dita sul piano finemente intarsiato della scrivania in bois de rose. Le ultime parole di Cellamare, quasi un ordine, dicevano: "Fate sorvegliare Lord Spau giorno e notte."
Mezzora dopo passava le consegne necessarie.
Pall Mall, la strada dove affacciava Granville House, era nel quartiere pi esclusivo di Londra, riservato a pochi eletti.
I due spioni del conte de Craval, arrivarono a cavallo prima delle sette ed eseguirono una prima rapida ricognizione. Il cielo stellato, con la luna crescente a tre quarti che rischiarava la strada e la temperatura mite per la stagione, suggerivano una passeggiata. I loro cavalli erano di buona razza e la sobria eleganza dei loro abiti non stonava con l'ambiente.
Alle sette smontarono, si accesero laboriosamente un sigaro al chiarore della lucerna di fianco all'accesso del palazzo pi vicino. Pochi passi per sgranchirsi le gambe, li portarono conversando davanti al cancello di Granville House.
Il cortile interno, illuminato, mostrava una carrozza. Con il conducente pronto a cassetta. Qualcuno si preparava a muoversi.
Fecero dietro front, si fermarono a una decina di metri dall'ingresso e continuarono a chiacchierare come buontemponi sfaccendati. L'attesa fu breve, alle sette e un quarto il portone si apr e la carrozza usc.
L'orgoglio del guardaportone per la presenza a Granville House dell'erede del ducato gli consent di gloriarsi con i due gentiluomini che chiedevano amabilmente lumi.
Poi la sua parlantina, di fronte al sorpreso compiacimento degli interlocutori, lo spinse persino a indicare la meta del padrone.
...
.
...
L'EMINENZA GRIGIA DEL RE.
...
.
...
Lord Spau fu puntualissimo. Alle sette e mezzo varc il cancello del palazzo di Lord Donagall in St. James Square. L'edificio grande e di belle proporzioni che si elevava imponente per tre piani, risplendeva della luce di centinaia di candele.
Donagall era il secondogenito di Lord Henry Dunn, 4 Marchese di Ashley, ma alla sua morte sia il titolo nobiliare che la maggior parte dell'eredit paterna erano andati di diritto al primogenito, lasciando poco in tasca al figlio cadetto. Lui si era arruolato giovanissimo nell'esercito inglese, come ufficiale, facendosi onore, ma nel 1710 si era congedato e aveva accettato l'incarico di Capo di Stato Maggiore dell'elettore Giorgio di Hannover, futuro re di Gran Bretagna. I buoni rapporti con l'elettore, del quale era diventato presto anche consigliere ed eminenza grigia, lo mettevano a conoscenza di cose riservate. Bastava approfittarne.
L'aveva fatto e nel 1711, alla creazione della Compagnia dei Mari del Sud, l'allora Lord Francis Dunn, aveva cominciato a investire in azioni quanto possedeva.
I titoli della Compagnia erano volati alle stelle. Aveva guadagnato una fortuna, ma dopo quattro anni, l'ormai conte di Donagall era uscito dal gioco per investire in beni solidi: propriet terriere, palazzi, terreni, eccetera che gli permettevano di disporre di un cospicuo patrimonio personale. I buoni rapporti con Beauvilliers risalivano al 1712.
La tregua prima e poi la firma del trattato di Utrecht del 1713 aveva trasformato i nemici del giorno prima in amici. Da un giorno all'altro si erano ritrovati dalla stessa parte e, con una mutua regola di savoirfaire, avevano cominciato a scambiarsi informazioni riservate. E, nel luglio del 1715, poco prima della morte del re Sole, Luigi XIV, una minaccia comune li aveva fatti alleati, portandoli a sventare insieme un complotto fatale contro il nipote del sovrano, il duca Philippe d'Orlans, l'attuale Reggente.
Da quel momento, si era instaurato tra loro un clima di reciproca fiducia, molto vicino all'amicizia, e ora si battevano addirittura sotto la stessa bandiera.
Il maggiordomo fece strada all'ospite, accompagnandolo al piano superiore e l'introdusse in un salotto decorato a stucchi bianchi e giallo pallido che raffiguravano scene della vita di Ercole. La tappezzeria delle poltrone, che si allargavano armoniosamente a corolla attorno a una larga tavola rotonda laccata in bianco e giallo, sorretta da un'unica gamba con piedi a triangolo, era di seta di Cina blu a delicati disegni gialli che rappresentavano uccelli in volo, rami e foglie.
Lord Donagall gli and incontro e gli strinse le braccia in un benvenuto caloroso.
Aveva trentasette anni ma ne dimostrava meno. Molto attraente, statura media, capelli biondi chiarissimi, lunghi occhi verdi, volto angelicamente triangolare, era dotato di un fascino magnetico. Che usa senza scrupoli per ammorbidire e ingannare gli interlocutori, ricord Spau divertito, e le donne lo trovano irresistibile.
Gli spieg garbatamente: Mia moglie si unir a noi. E come lei comparve dalla porta e si avvicin per raggiungerli, disse:
Audra, ti presento Lord Spau.
S'inchin ammirato. La contessa aveva un volto delicato incorniciato da una corona di capelli biondo oro e due straordinari occhi azzurri.
Flessuosa, alta di statura, poco meno del marito, lo studi birichina e chiese subito curiosa:
Come  andata a Langley?
E alla sua diplomatica risposta: Tutto bene direi. Dichiar sincera:
Il duca deve essere fiero di suo nipote. E lo gratific con un sorriso luminoso che abbagliava.
Si sent di dar ragione a suo nonno che l'aveva definita una ragazza speciale. Donagall, che era sposato da pi di due anni, era molto riservato sulla sua vita privata, ma il terzo duca di Langley si era mostrato loquace, riportandogli varie informazioni. Il matrimonio, era stato voluto dalle famiglie, legate tra loro da vincoli di parentela, ma, nonostante il dovere e i diciassette anni di differenza tra gli sposi, sembrava decisamente ben riuscito.
Audra ci lascer dopo cena, annunci Donagall quando furono a tavola.
Perdonatemi Lord Spau. Ma so che voi e Francis dovrete discutere di cose importanti, e nostro figlio ha un po' di febbre, spieg lei gentilmente.
Vostro figlio? sollecit con educazione.
Alexander  un bricconcello di un anno che assomiglia molto a sua madre, intervenne Donagall con orgoglio.
E che tiranneggia suo padre, rivel sua moglie con una risata.
Donagall si limit a sorridere senza smentire.
Dopo cena la contessa li accompagn in salotto, una sinfonia di azzurro tenue esaltato dal velluto operato, tenne loro compagnia per il caff, poi baci il marito con evidente tenerezza, salut Spau e si allontan.
Donagall la segu con lo sguardo, prima di sedere in poltrona, di fianco al caminetto e dichiarare subito senza mezzi termini:
Saprete amico mio, che certi ambienti francesi vedono di malavoglia il Reggente.
Dite bene e temo colpi di testa, come in passato, replic Spau, allentandosi distrattamente la cravatta.
Donagall l'imit: tante settimane di lavoro a stretto contatto di gomito avevano regalato loro una certa confidenza di modi. E dichiar:
Allora non lasciammo modo di colpire. Ma ora rialzano la cresta.
L'invidia serpeggia, fomentata dalla Spagna. Elisabetta Farnese, la nuova moglie del sovrano, ha gi messo al mondo due figli suoi e pretenderebbe uno stato per ciascuno. Il vero re di Spagna  lei e Francesco duca di Parma che  suo zio, patrigno e consigliere, la spalleggia. Non dimentichiamo che il primo ministro, cardinale Alberoni,  una loro creatura e Cellamare, il loro braccio destro a Parigi. E tutti insieme spingono Filippo V, che  pur sempre il nipote di Luigi XIV, a battere ogni strada per dividere l'alleanza, corteggiando gli olandesi e proponendosi come successore legittimo in caso di scomparsa del piccolo Luigi.
E queste idee gli valgono numerosi paladini in Francia.
 questo il nocciolo della situazione? Interrog Spau.
Non solo questo e lo sapete. Ero vicino a Lyon un mese fa.
Allora  a voi che dobbiamo la storia della filastrocca?
Esatto, amico mio, di tanto in tanto, mi piace lavorare di persona come ai vecchi tempi, confess Donagall. Abbiamo pizzicato il loro corriere a Maon. Veniva da Orange.
Orange?  vicina ad Avignone, esclam Spau.
S, cos aveva detto il corriere. Non credo mentisse. E stato un colpo facile. Una polverina nel vino ed  crollato come un ciocco. Abbiamo pagato l'oste perch lo portasse a letto. Poi, mentre russava tranquillamente, abbiamo copiato le sue carte. Si  risvegliato la mattina fresco come una rosa. Avevamo rimesso tutto a posto. Niente mancava e lui...
Ha tenuto la bocca chiusa, intervenne l'altro.
Appunto.
La filastrocca  una brutta storia, confess Spau, e lo mise al corrente raccontando della catena di assassinii firmati dal Menestrello di Notre-Dame.
Diavolo, tre morti! No anzi quattro, se si calcola il servitore dell'abate.
Ci ha regalato un cadavere al mese, pi un contentino, ammise caustico.
Dove vuole arrivare? Solo un'impudenza sfacciata o c' altro?
Non lo so, dannazione. Abbiamo indagato a largo raggio, coinvolgendo persino il vescovo di Parigi. Ma il vostro intervento ci restringe il campo. Almeno sappiamo dove guardare. Proveremo a fermarlo.
Il corriere veniva da Orange. Il vostro Menestrello ha legami con il nostro pretendente, esclam Donagall.
Non mi meraviglia. James Stuart odia il duca d'Orlans perch ha fatto un patto con gli inglesi, allontanandolo dalla Francia, conferm il marchese di Spau.
E i giacobiti non demordono. In Inghilterra contano ancora uno zoccolo duro di simpatizzanti esaltati. James Stuart resta ad Avignone, godendo dell'ospitalit e della protezione papale. Di l, intriga, complotta e la Spagna l'appoggia, finanziando generosamente il movimento in suo favore.
La Spagna, sempre la Spagna...
Per forza.  il suo gioco. Cos facendo ci ha obbligati a distogliere l'attenzione mentre Alberoni portava avanti i suoi piani di conquista. Il nostro re auspica una soluzione, ma non  semplice, protest Donagall.
La troveremo. Dateci tempo. Purtroppo ci siamo trovati tra i piedi anche questo assassino misterioso, disse Spau allargando le braccia.
Ve lo daremmo ma non bisogna trascinare gli accordi. Il vostro Reggente finora non si  mosso. Con l'Austria, poi, siamo ancora in alto mare.
Vi porto buone nuove. L'Abb Dubois ha forzato il Reggente a prendere una posizione. La rinnovata prepotenza spagnola l'inquieta molto.
Ottimo, e senza perdere altro tempo, sugger l'eminenza grigia di Giorgio primo.
Rassicuratevi, il duca d'Orlans  intervenuto e ha fatto leva sull'Imperatore. Siamo sullo stesso fronte.
Benvenuto allora. Sua Maest Giorgio primo, il nostro grazioso sovrano, mi ha chiesto di comunicarvi quanto so, incominci Donagall senza perdere tempo.
Vi ascolto.
Le informazioni provengono fresche fresche da Madrid. Ci dicono che la Spagna intende attaccare in Sardegna. Gli austriaci non potranno impedirlo, il loro esercito  impegnato in Ungheria contro i Turchi.
E l'Inghilterra? sollecit Spau.
Purtroppo la nostra flotta  lontana, ancora nell'Atlantico.
Vicino a Gibilterra?
Non abbastanza per arrivare in tempo in caso di attacco spagnolo.
Comunque daremo l'ordine di spiegare le vele ed entrare nel Mediterraneo.
Ma la Spagna non si lascer impressionare, valut Spau con freddezza.
No, certo. Andr avanti per la sua strada e dopo la Sardegna mi aspetto altre mosse. Gli austriaci sono deboli, prestano il fianco. I confini usciti dal trattato di Utrecht sono in gioco. Serve aiuto, molto aiuto.
S, certo, convenne Spau distrattamente. Poi si alz in piedi e si mise con le spalle al camino.
Quanto diceva Donagall combaciava con gli ordini del Maresciallo Villars.
Raggiungete la flotta inglese, aveva ingiunto, ma anche: Fatevi dire tutto di quella maledetta filastrocca. Bisogna fermare il Menestrello.
Doveva prendere una decisione. Il consigliere di Giorgio primo attendeva impassibile. Spau lo trafisse con un'occhiata, e dichiar:
I miei ordini mi imporrebbero di unirmi alla squadra navale inglese, ma le vostre informazioni sul Menestrello di Notre-Dame mi costringono a una dilazione. Se quel maledetto rispetta la cadenza tenuta finora, colpir a fine novembre. Mander oggi stesso istruzioni, poi torner a Parigi. Devo intrappolarlo. Mi servono un paio di settimane.
Da parte mia non vedo ostacoli, rispose Donagall.
Potrei unirmi alla vostra flotta pi tardi, magari nel Mediterraneo?
Niente ve lo vieta.
Ma c' altro. Oggi ho incontrato, il Commodoro Harold Granville.
E un lontano cugino. Assumer il comando della hms Dorsetshire.
Suo cognato  Lord Malley.
Parentela scomoda per lui, comment Lord Donagall.
Dite bene, ma Granville fa al caso nostro e ha deciso di spalleggiarci.
Pu essere la carta giusta. Si finger un simpatizzante di James Stuart. Gli ho fornito i vostri nomi. Questi invece... Si frug in tasca, tir fuori un foglietto e consegnandolo al suo interlocutore aggiunse: -
Sono un regalino per voi. Dovrebbero trovarsi tutti in Inghilterra. Le informazioni su di loro sono impeccabili. Leopoldo di Lorena, tollera ancora a Nancy la presenza di alcuni fuoriusciti inglesi che appoggiano gli Stuart, ma non vuole inimicarsi la Francia. Il suo Ambasciatore si  mostrato loquace.
Donagall lo scorse rapidamente. Un'ombra di sorriso ridusse i suoi occhi verdi a una fessura. Grazie, alcuni ci sono gi noti, confid. -
La nostra politica  tenerli d'occhio, controllando la situazione.
Ottima politica, approv Spau.
Ma altri sono una novit. Provvederemo immediatamente, garant.
Ma stavate parlando di vostro cugino, Granville. Come far a convincere i giacobiti della sua buona fede?
Spau sorrise lievemente. Era certo che Donagall, da vecchia volpe, avrebbe colto subito il debole della sua argomentazione.
Dovete credermi sulla parola, caro amico. Pu farlo e ha accettato di entrare nel gioco.
Vostro cugino? Harold Granville? Il Commodoro Granville, dite.
Non lo conosco di persona. Donagall aggrott la fronte, meditando, poi decise:
Ma ho piena fiducia nel vostro giudizio.  una buona idea, senz'altro.
La vostra approvazione mi conforta. Ma io... ecco devo tornare a Langley.
Immaginavo, vostro nonno... il suo interlocutore nascose un sorriso.
 pi tenace dell'acciaio, protest. Ma sar per poco e durante la mia assenza chieder al Commodoro di riferire a voi.
Senz'altro, ma se vuole fingersi un simpatizzante giacobita, meglio non direttamente. Un biglietto indirizzato a Mister Carlyle presso White's, il mio club, non dester sospetto. La risposta porter la stessa firma.
Passer il messaggio, esclam Spau. Dopo mi servir un imbarco veloce per la Francia.
Donagall lo guard, stavolta ridendo apertamente.
Non  un problema. Come saprete, sono un armatore. La Beautiful Spring dovrebbe rientrare tra pochi giorni da Ostenda e la White Star  a Plymouth. O luna o l'altra saranno a vostra disposizione.
Ottimo, devo andare a Dieppe.
E dopo?
Conto di raggiungere la vostra flotta.
Vi servir buona scorta fino all'imbarco.
E la copertura di una missione diplomatica... sollecit.
Provvederemo anche a questo, gli assicur Donagall.
Granville mi piace e averlo al nostro fianco  un atout -
mormor Spau.
Immagino. Ma  d'uopo giocare bene le carte. Se vostro cugino riuscir a convincere i partigiani degli Stuart, si aspetteranno che assuma il comando della sua squadra. Distoglierlo ora, per un altro incarico, sarebbe un segnale negativo. Rischierei di smascherarlo.
 giusto.
Ma vedr cosa fare per provvedervi un appoggio, promise Donagall.
Grazie, mi pare che non ci sia altro.
Niente per ora. Sua Maest vi aspetta domattina alle undici.
Sar puntuale! Sarete presente? interrog Spau.
Occhi e orecchie non graditi sono dappertutto, anche alla corte inglese. Lasciamo che il vostro colloquio abbia i connotati di una visita di cortesia, obiett Donagall.
Dopo la visita al re, partir per Langley, dichiar Spau.
Non si pu mancare di parola al duca, scherz il suo ospite.
Ci rivedremo al mio ritorno?
Appuntamento qui, a cena, decret Donagall.
D'accordo. Ma se ci fossero novit...
V'informer, contateci!
Mentre si alzava, il grande orologio di bronzo dorato sulla consolle batt uno dopo l'altro dodici rintocchi.
L'ospitalit degli uomini di scuderia aveva rinfrancato Baptiste Lucas, consentendogli di attendere pazientemente Lord Spau. Un valletto apr lo sportello per il Brigadiere Generale, Lucas sal e sedette davanti a lui. La carrozza super il cancello del palazzo.
Il buio della notte, rotto dalla scarsa luce delle lucerne, non consentiva di vedere le due figure, appostate in Saint James Square, poco lontano. Il pi grosso degli sconosciuti, intorpidito dal freddo bench fosse avviluppato in un mantello, disse sottovoce all'altro:
La serata  stata lunga. Il nostro uomo non  a Londra solo per prendere il suo posto tra i pari. C' altro in ballo. Lui e Lord Donagall
formano un duetto pericoloso. Attenti al francese. Non perdetelo di vista.
...
.
...
IL RE.
...
.
...
L'uscita alle otto del mattino di un valletto diretto in Coventry Street, non smosse di un centimetro l'uomo di sorveglianza a Granville House. La consegna era di non perdere di vista Lord Spau.
La carrozza del duca di Langley, con a bordo l'erede e il suo corredo di staffieri, attravers al galoppo Hyde Park per tempo. Alle undici meno un quarto superava i larghi cancelli istoriati e dorati, avviandosi compostamente al trotto per il lungo viale di accesso a Kensington Palace, la residenza londinese preferita di Giorgio primo.
Alle undici in punto il ciambellano di corte introdusse Lord Franois Jules, marchese di Spau, conte di Beauvilliers, alla presenza di Sua Maest, Giorgio primo.
Il monarca inglese, in piedi al centro della piccola galleria degli specchi dell'appartamento reale, accolse il suo inchino di prammatica e ordin:
Venite avanti, ragazzo mio, abbiamo confermato il breve di nomina del Maresciallo duca de Villars. Da oggi sarete anche Brigadiere Generale del corpo della Gentleman Guard.
Vi ringrazio, Vostra Maest,  un onore, lo gratific Spau.
Giorgio primo studiava attentamente il nipote del terzo duca di Langley. La patente di ufficiale inglese gli regalava la massima credibilit. I salvacondotti gli avrebbero aperto tutte le strade. Poteva contare sul sostegno dell'esercito e della marina.
Donagall ci ha riferito i termini del vostro incontro. Sappiamo che avete trovato una strada in comune. Vi aggrada? interrog fissandolo.
Mi aggrada Maest, grazie per la Vostra sollecitudine. E il conte sa che intendo avvalermi di persone di fiducia, rispose, e dichiar asciutto:
Dedicher qualche giorno a mio nonno poi, come d'accordo, partir.
Donagall giudica Spau un osso duro. Non sbaglia, convenne Sua Maest. Si sbilanci e disse:
Auguri per la vostra missione.
Vi ringrazio Maest. Mi sono preziosi.
Giorgio primo lo guard. E compiacendosi di rammentare il legame di parentela che li univa, interrog con espressione seria:
Nostra madre sosteneva che vostra nonna era sempre molto decisa.
E anch'io... Lo  ancora?
Decisa, Vostra Maest? Certo la si potrebbe definire cos... -
Conferm il marchese di Spau.
Riesce sempre a farvi fare quello che vuole?
Non sempre, ma ci prova, ammise francamente, ridendo.
Aaah! Allora non  cambiata! decret, e ingiunse:
Quando la rivedrete, portatele i nostri saluti.
La carrozza fece ritorno a casa e il segugio, sguinzagliato sulle sue tracce, non ebbe difficolt a seguirla. Loquace, di modi affabili, la mattina presto era riuscito a intavolare una conversazione con uno dei domestici di Granville House che era diretto al mercato. L'erede del duca, dopo la visita a corte, ripartiva per Langley.
...
.
...
IL CAVALIERE DI LEGNO.
...
.
...
Il corriere diplomatico in arrivo dalla Francia, rimand di poco il ritorno di Sua Signoria a Langley. A Parigi nessuna novit. Bousquet confermava di avere eseguito gli ordini. Avevano interrogato a uno a uno i lacch del Reggente e le ballerine presenti alla serata, ma senza cavare un ragno dal buco. Per ora, nessun altro indizio.
Consegn la risposta con il suo rapporto al messo che ripartiva il giorno dopo. Le ipotesi sul Menestrello di Notre-Dame erano giuste, si doveva provvedere.
Era buio quando la sua carrozza imbocc il viale alberato che conduceva a Langley Castle.
Beans lo mise al corrente dell'arrivo pomeridiano di Lady Mauresey e del marito e alla fine gli annunci con tono neutro:
Cena alle sette.
Non fece una piega.
Non ho molto tempo, salgo a cambiarmi, rispose.
Alle sei e tre quarti varcava la porta del salone.
Lord Spau, annunci Beans cerimoniosamente.
Da due giorni la gotta lasciava vivere Sua Grazia regalandogli un umore pericolosamente disponibile. Attese con pazienza che Franois Jules si chinasse sulla mano della prozia, poi lo sequestr torchiandolo sul suo incontro con il re.
In onore dell'erede aveva ordinato di servire la cena nella stanza da pranzo monumentale con l'alto soffitto a cassettoni in legno verde pallido e oro che inquadrava sontuosamente le armi dei Langley.
Lord Mauresey arriv per ultimo accompagnato dalla moglie. Il duca fece le presentazioni, smorzando i gridolini di benvenuto di Anne, la nipote. Il marito, pi sbrigativo, allung la mano.
La serata si prolung, Lord Spau fu il bersaglio della curiosit dei cugini e dovette rispondere a molte domande ma, prima di ritirarsi, Sua Grazia fissando il nipote protest:
Diavolo! Mi sei mancato! E propose: Non piove da due giorni.
La stagione  perfetta per le starne. Cosa ne pensi di una giornata di caccia domani?
Lui che era un ottimo fucile replic serenamente:
Starne? Perch no.
Ottimo. Wilburton sarete dei nostri?
Con dispiacere no. Devo declinare il vostro invito, ho organizzato un giro dei fittavoli, ci sono molti lavori da eseguire nelle case di Langley village.
Peccato per voi, Alicia so che  un no. Ma voi Mauresey? Anne? -
interrog Sua Grazia e, riscossa la loro conferma, propose: Diciamo domattina alle undici e mezzo?
Alle undici e mezzo, perfetto. Buonanotte caro zio. Augur sua nipote congedandosi con la madre e il marito.
Senza perdere tempo il duca suon per Beans, e al suo arrivo ingiunse:
Dai le istruzioni nelle scuderie.
Intendete servirvi del calesse? indag Lord Spau.
No, ho deciso di montare a cavallo.
A cavallo? comment Francis Jules, dubbioso.
Gi. Finora non ne abbiamo parlato. Cosa pensi di quelli che ti avevo mandato?
Superbi, rispose automaticamente.
Quale preferisci? s'inform il vecchio duca.
Non saprei, spieg. Non li ho provati, non sono un gran cavallerizzo.
Come Monseigneur, il Reggente, non amo l'equitazione -
confess serafico.
Lord Alistair Granville terzo duca di Langley, fiss ammutolito quel fenomeno da baraccone, quel ranocchio di nipote.
Per lui, senza fare una piega, continu tranquillo:
Ma il mio Lucas ha montato Storm, il gigante, il baio. Sostiene che  straordinario.
E tu, invece? chiese il vecchio signore strabiliato.
Mi sbatterebbe a terra subito. Meglio qualcosa di pi malleabile -
ammise lui senza vergogna. Non preoccupatevi, Lucas lo scover.
Ignor il volto rabbuiato di Sua Grazia e tagliando corto, annunci:
Permettete anche a me di congedarmi. La giornata  stata lunga.
Non  un gran cavallerizzo... dannazione! Non pu essere mio nipote e figlio di Julius, afferm il duca, negando l'evidenza.
 vostro nipote e figlio di Julius, ma non ama i cavalli, riconobbe Wilburton, trattenendo a fatica l'ilarit.
 una femminuccia paurosa e rachitica, non posso sopportare la sua presenza a Langley.
Fino a un momento fa pendevate dalle labbra di Lord Spau, possibile che per un cavallo...
Un cavallo? Tutti i cavalli o quasi se ho capito bene, brontol il vecchio signore. Dimenticate che ha combattuto eroicamente, da quanto risulta, ed  un generale? lo tedi l'avvocato malizioso.
Robert siete indisponente, l'accus Sua Grazia.
Vostra Grazia, aspettate a tirare le conclusioni. Da quanto ho visto  anche uomo di mare.
Ecco perch voleva incontrare Granville, brontol stizzoso il terzo duca.
Probabile, ammise l'altro.
Se avessi immaginato... Uomo di mare, un altro pesce tra i Granville.
Meno male che tra pochi giorni se ne va, disse bilioso il vecchio signore.
Questa caccia sar un disastro, vaticin fosco.
Non lo fu.
La mattina dopo il nipote l'aspettava davanti alla scalinata esterna, parlando con due guardiacaccia di Langley. S'interruppe per salutarlo, poi ricominci a parlare. Gli uomini pendevano dalle sue labbra.
Il duca si avvicin.
Baptiste Lucas, reggeva per la cavezza il baio gigante e un grigio alto e robusto dall'aria paciosa. I fucili di Lord Spau, erano appesi alla sella.
Sua Grazia constat che erano belli da vedere e di gran pregio. Almeno sa scegliere le armi riconobbe. E la conversazione che sentiva gli faceva intuire che sapeva usarle.
Muoviamoci, ingiunse. Un palafreniere gli porse il ginocchio per aiutarlo a montare il suo stallone. Gli altri si mossero.
Spau azzard una toccatina a Storm, il gigantesco baio. Quello, controllato da Lucas, toller con signorile distacco. Impavido, allung di nuovo la mano e il mostro equino accett di buona grazia la carezza, ricambiandolo con una testata.
Ma ignor quella falsa docilit, si arrampic sul grigio che l'accolse con la dovuta mansuetudine e affianc lo stallone del nonno. Sua Grazia allent le redini e si avvi con il nipote, precedendo gli altri. I
guardiacaccia e i cani seguivano.
Si vedeva subito che Lord Spau non era un cavallerizzo. La sua posizione in sella era sgraziata ma, evidentemente, il lungo uso e il dovere l'avevano abituato a restarci e affront senza perdere terreno, la leggera galoppata. Raggiunsero la collina, il boschetto che nascondeva il terreno favorito delle starne, e smontarono sistemandosi a raggiera. I guardiacaccia liberarono i cani.
Il primo stormo si lev velocissimo a volo radente. Tre fucili tuonarono, quasi all'unisono, ma solo Franois Jules marchese di Spau colp.
Bel colpo, dannazione! Si lasci sfuggire il vecchio duca sbalordito.
Ha buona mira, fu costretto a riconoscere.
Lo spione di turno, sbadigli annoiato. Niente da riferire anche per oggi, si disse. Il giovane marchese sembra proprio in vacanza.
Ma pur tenendosi a debita distanza, segu le figure dei cavalieri che si stagliavano nette contro il sole che calava fino al ritorno al castello.
Al tramonto l'altro uomo gli dette il cambio. A cavallo, per la strada maestra, and a nord di Langley a Birmingham e raggiunse la locanda del Gatto Nero dove due giorni prima avevano preso una stanza, dichiarandosi commercianti di pelli di Manchester.
Come  andata? interrog Wilburton al ritorno dei cacciatori.
A cavallo fa schifo, ma con un fucile in mano... Dannazione, sembra infallibile, dichiar Sua Grazia di malavoglia.
Per forza,  vostro nipote, lo canzon l'avvocato.
Robert siete intollerabile, brontol il duca.
A cena minacci battagliero: Domani torneremo a caccia ma stavolta non me la farai.
Suo nipote scosse la testa e disse:
Temo di avere troppi vantaggi su voi, signore.
Ah s! Quali vantaggi? Spiegati, ingiunse il vecchio duca, tempestoso.
Mi spiace di suscitare la vostra irritazione, dichiar suo nipote serafico. -Tanto per cominciare, i miei fucili sono migliori dei vostri.
Uhm s, forse, concesse Sua Grazia rabbonito.
Li ha fabbricati un armiere di Suhl in Turingia che  considerato il migliore dell'Impero. Ci terrei che li provaste.
Lo far, non dubitare. Ma hai parlato di vantaggi, che altro?
Non mi sono limitato alla caccia, signore. Nella vita ho avuto altri bersagli, replic secco. I suoi occhi blu erano diventati vaghi, lontani, insondabili.
Gi, immagino, borbott Sua Grazia. Quel mezzo ranocchio continuava a stupirlo. Tacque per un istante poi, rinunciando a scoprire il perch:
Vi unite a noi? sollecit, rivolto al marito della nipote.
Sar dei vostri, garant Lord Mauresey.
Voi, Wilburton, domani riuscirete a seguirci? chiese all'avvocato.
Con piacere.
Molto bene e le signore? interrog il duca.
Vedremo, rispose Lady Mauresey, incerta.
...
.
...
LA SPIA.
...
.
...
La stagione cambi in peggio la mattina dopo e offr agli ospiti di Langley un uggioso tempo autunnale, che li imprigion tra le mura del castello.
Wilburton chiese venia, per dedicare il pomeriggio alle sue carte.
Il duca protestava immusonito. Le mie ossa parlano, anche domani
piover, vaticin e, mugugnando bile, tallonato dai molossi che calpestavano le sue orme, si rifugi nel salotto verde. La duchessa di Rochester sprofond in un pisolino.
I valletti andavano e venivano caricando i camini, la legna scoppiettava bruciando allegramente.
Spau e Mauresey si affrontarono in una sfida a biliardo che li vide rivali agguerriti e li tenne incollati alla stecca fino a sera.
Sua Grazia ricomparve alle sette in punto con Drago e Luce a fargli ombra, e Beans annunci che la cena era servita alle sette meno un quarto. Il terzo duca porse il braccio alla sorella e si avvi verso la sala da pranzo.
La pioggia, che continu a cadere implacabile per tutta la notte e il giorno dopo, conferm le fosche previsioni del duca di Langley.
Impossibile andare a caccia. Lord Spau si chiuse nella biblioteca, sprofondando in un testo poderoso sulle imprese di Sir Francis Drake, Lord Mauresey si accinse a sbrigare della corrispondenza arretrata e le signore si sfidarono al picchetto.
Ma poco dopo l'alba del terzo giorno il tempo mise finalmente giudizio e il sole apparve glorioso, esibendo un arcobaleno multicolore.
Le ultime nuvole furono spazzate via da un venticello leggero. Il cielo ostentava un blu forte, provocante che virava all'indaco e prometteva il bello. Alle nove la natura si esaltava nel suo autunnale splendore.
A caccia, ordin Sua Grazia, sedendo davanti alla colazione. -
Chi viene?
Lady Mauresey decise di restare con la madre, ma alle dieci tutti gli altri superavano il cancello, dirigendosi verso il bosco.
Il sentiero piegava e, seguendo il declivio della collina, costeggiava un muro intricato di siepi a protezione delle aree coltivate. Ma ogni tanto quella barriera impenetrabile, che la tavolozza di novembre aveva pennellato a tratti d'oro e di rosso fiammeggiante, si stracciava e consentiva scorci inattesi su panorami campestri.
A mezzogiorno furono alle poste.
I due giorni di pioggia avevano trasformato il servizio di sorveglianza degli spioni di Craval in una lunga e tediosa routine. Ma il ritorno del sereno aveva messo in allerta Jim Switch che faceva il turno del mattino. Segu i cacciatori, tenendosi a debita distanza. Poi, lasciato il cavallo legato al tronco di un giovane faggio, cominci ad avvicinarsi, coperto dagli alberi ma...
Fermati! gli ingiunse da dietro la voce di Jones, uno dei guardacaccia di Langley, che gli punt il moschetto contro la schiena ed esclam poi minaccioso:
Guarda guarda, chi sfrascava... abbiamo un bracconiere.
Switch s'irrigid. Farfugli:
Ma che dite? Io non sono un bracconiere.
Girati, ordin Jones dubbioso, ma abbass l'arma di qualche pollice.
Switch lo fece. Il guardiacaccia l'esamin e interrog duro:
Non ti ho mai visto! Come ti chiami e da dove vieni?
James Switch, commercio in pellami. Sono di Manchester, alloggio a Birmingham al Gatto nero, il locandiere mi conosce, ho visto la cavalcata... i cani... rispose affannato. Ma la sua mano aveva raggiunto la pistola che teneva sotto il mantello. Era carica, pronta a sparare. L'afferr.
Il tono era sincero, gli abiti che l'uomo indossava di discreta qualit lo facevano un improbabile bracconiere e quanto diceva sembrava convincente.
E quindi saresti un curioso. Il Gatto nero dici? borbott Jones pi accomodante. -Pu darsi, fammi vedere le tue tasche.
Uno stormo di starne s'invol radente sopra le loro teste, ci furono i primi spari...
Il rumore ti coprir. Liberati di questo ficcanaso e sparisci, decise freddamente lo spione.
Il guardiacaccia intim:
Su le braccia! E lui invece alz la pistola, fece fuoco a bruciapelo attraverso il mantello, e lo colp in pieno petto.
Jones ebbe appena la forza di dire:
Aiuto, aaah, con quanta voce gli restava e croll a terra.
C'era qualcosa di strano, di diverso in quello sparo, e poi quel verso strozzato... l'assassino aveva fatto i conti senza l'orecchio allenato di Lord Spau che si gir di scatto e ordin:
Attenzione, ci stanno impallinando! Sono dietro di noi.
I guardiacaccia schizzarono indietro, Switch corse come una lepre verso il suo cavallo. Sent qualcuno gridare:
Hanno sparato a Jones. E un altro: Lo vedo il maledetto, lo vedo,  laggi lontano... scappa, prendetelo!
Jim Switch vol quasi per gli ultimi passi e fu in sella.
Via, s'ingiunse e, dando di sprone, part al galoppo, puntando dove il bosco si faceva pi fitto.
Ma anche Lord Spau l'aveva visto e correva a perdifiato tra gli alberi per tagliargli la strada. Poi... s! Ora! si disse, fermandosi. Valut il vento, imbracci il fucile e, appoggiandolo contro la spalla destra, prese la mira.
Il bersaglio si allontanava, rimpiccioliva confondendosi con la vegetazione, era quasi fuori tiro, ma lui spar.
Jim Switch sussult colpito alla schiena e cadde a terra allargando le braccia, come ali di una rondine, mentre il cavallo proseguiva la sua corsa.
Splendido colpo, ragazzo, si compliment Sua Grazia.
Quasi incredibile, comment ammirato Lord Mauresey.
Lord Spau si volt. La sua espressione era fredda, impenetrabile. Poi abbozz un sorriso e, mentre i guardiacaccia correvano verso lo spione abbattuto, torn da Jones.
 morto, dichiar chi l'aveva soccorso per primo.
Sua Grazia, il duca di Langley si avvicin al corpo, si tolse il cappello e chin la testa.
La caccia  finita. Fate portare questo poveretto al castello! Ordin
dopo un istante di raccoglimento. Rimise il cappello in testa con forza e chiese agli altri:
Andiamo?
Ma suo nipote scosse la testa e spieg: Andate voi, signore. Vi raggiunger. Prima voglio vedere pi chiaro in questa storia!
Resto con voi, dichiar Wilburton.
Come volete. Noi vi aspettiamo a Langley.
La pistola che aveva ucciso Jones era un'arma di valore e gli abiti dell'assassino di buona qualit.
Lucas lo rivolt come un guanto. Gli trov in tasca un sacchetto pieno di ghinee, un acciarino, una pezzuola di lino e delle carte che lo presentavano come James Switch di Manchester, commerciante di pelli. Mostr tutto al suo padrone e chiese:
Cosa combinava questo Switch nel bosco?
E perch mai ha sparato a Jones? interrog Lord Spau.
E da dove veniva? intervenne l'avvocato Wilburton.
Da qualche villaggio vicino? Cerchiamo di scoprirlo, decise Lord Spau. Si arrampic in sella e ingiunse:
Muoviamoci.
Ross Milton, il capo caccia, l'affianc e disse pragmatico:
Il suo cavallo sar tornato alla stalla. Cominciamo da Post, non  lontano.
Fecero un buco nell'acqua a Post e a Lindsay, il villaggio dopo. Ma a Birmingham invece ritrovarono il cavallo e scoprirono che James Switch stava al Gatto nero e non era solo. Tuttavia il ritorno del cavallo senza cavaliere e le voci di una sparatoria nel bosco di Langley, avevano dato modo al suo compare di tagliare la corda.
Il locandiere, un tipo pacioso e ben pasciuto, fu loquace e disponibile.
I due commercianti di pellami, cos si erano qualificati, erano arrivati alla locanda del Gatto nero cinque giorni prima.
Lo stesso giorno del mio ritorno a Langley, pens Lord Spau.
Il locandiere li accompagn nella loro stanza. Quello che aveva tagliato la corda, aveva detto di chiamarsi Luke Ronson. Prima di sparire aveva svuotato i cassetti, e cera un mucchio di cenere nel camino.
Lord Spau not di lato alcuni frammenti di pagine, semibruciati e accartocciati. Prese le molle, smosse delicatamente la cenere e scopr i resti di un quadernino. Apr: alcuni fogli interni erano ancora leggibili.
Una scorsa al primo, a un secondo... ed esclam:
Oh diavolo! prima di passarli a Lucas. Quindi si rivolse all'avvocato Wilburton, e dichiar: Confido sulla vostra riservatezza. Non sono venuto in Inghilterra solo per conoscere Sua Grazia, mio nonno.
Questo l'avevo capito dalla visita di Lord Donagall al duca, disse Wilburton.
Sembra che io sia stato seguito. Ogni mio gesto  stato spiato e annotato per essere riferito a chi di dovere.
Ma... e il motivo? Se posso chiedere.
Meglio che continuiate a ignorarlo, mormor Spau. Sono nemici di Francia e Inghilterra, si servono di sicari, gente spietata, assassini.
Quindi, sulla strada del ritorno, affianc Wilburton con il suo grigio e ingiunse sottovoce: Non fate parola di questa storia a mio nonno.
Non voglio che si preoccupi.
Non lo far, se credete. Ma cosa diremo di Jones?
Che ignoriamo perch sia stato ucciso. Abbiamo appurato che l'assassino aveva un compare che  fuggito. Coscienza molto sporca, parrebbe. Jones deve aver colto Switch sul fatto. Probabilmente era un bracconiere. O un ladro?
O l'uno e l'altro. S,  plausibile, state tranquillo Vostra Signoria -
garant l'avvocato.
La sera stessa Lord Spau invi un breve messaggio a Lord Donagall:
"L'ordine di spiarmi era del conte Diego de Craval, Ambasciatore spagnolo in Inghilterra. Vedo Cellamare dietro a tutto questo, non so come gli sia arrivato all'orecchio, ma conosceva la mia destinazione.
Non sbagliavate quando parlavate di occhi e orecchi non graditi. Oggi un innocente ha pagato con la vita. Per il fuoco, non ha fatto fino a fondo il suo dovere e ci ha regalato un vantaggio. E i nostri nemici ora non sanno che noi sappiamo."
...
.
...
IL CONTE DE CRAVAL AMBASCIATORE DI SUA MAEST FILIPPO QUINTO.
...
.
...
Luke Ronson, arrivato a Londra, si precipit all'Ambasciata di Spagna per far rapporto all'Eccellentissimo conte, Don Diego de Craval.
Il maggiordomo che l'accompagn al primo piano lo lasci ad aspettare in anticamera. Poco dopo il diplomatico comparve. Ronson scatt in piedi. De Craval lo fiss corrucciato, gli fece segno di seguirlo e lo precedette, entrando nel salotto vicino. E, mentre il maggiordomo richiudeva la porta dietro di loro, ingiunse:
Parla!
Ronson rifer ci che sapeva.
L'Ambasciatore ascolt in silenzio e infine riepilog:
Dunque, vediamo, il tuo compagno sorvegliava Lord Spau. Ma si  fatto pescare stupidamente?
Immagino eccellenza. Alla locanda si vociava di un bracconiere che aveva ammazzato un guardiacaccia. I cacciatori gli hanno sparato mentre fuggiva.
Un bracconiere? Ci conviene. Il nostro uomo  morto e non potr smentirli.
No certo eccellenza.
Ma tu piuttosto, hai lasciato tracce? inquis.
Nossignore, replic lo spione offeso. Ho bruciato quanto poteva tradirci e ho tagliato la corda.
Meglio, ma quel francese  un volpone. Se abbiamo scatenato la sua curiosit, vorr indagare...
Sissignore, ma non trovando niente...
Giusto! Potr solo fare illazioni. Vattene ora e fatti pagare. Qualcuno prender il tuo posto, decret de Craval lapidario e suon il campanello.
...
.
...
IL MESSAGGIO DI LORD DONAGALL.
...
.
...
Il messaggero di Lord Donagall arriv il giorno dopo alle due e chiese di essere ricevuto con urgenza, ma l'erede del ducato non era al castello.
Sua Signoria torn tardi. Aveva dedicato la giornata a un giro di ricognizione delle propriet in compagnia di Wilburton.
L'orologio di bronzo dorato che troneggiava sul com olandese dello spogliatoio dettava quasi le sei del pomeriggio quando gli fu consegnata la risposta di Lord Donagall. Apr, la scorse rapidamente e lesse: Amico mio, sappiamo che Diego de Craval  infido. Frequenta ambienti conservatori legati visceralmente agli Stuart e ha mille tentacoli, peggio di una piovra, ma... Il tempo stringe. Le ultime informazioni ci dicono che un corpo di spedizione spagnolo, migliaia di uomini,  gi sbarcato in Sardegna. Filippo V ha gettato la maschera. Dovrete abbreviare il vostro soggiorno a Langley. Il dado  tratto. La flotta inglese far vela per il Mediterraneo. Vi aspetto.
Il Commodoro Granville ha anticipato la partenza. Raggiunger la hms Dorsetshire, con un vascello portaordini. Non era opportuno cambiare la sua destinazione.
Ho conferito con lui. La prudenza ci ha consigliato di servirci di una stanza dell'ammiragliato. Il Commodoro si  mosso bene. Ha preso contatto. Sar pi preciso a voce.
Colin Granville verr con voi in vece del padre. E pronto, intelligente, parla francese correntemente e conosce lo spagnolo quanto basta.
Gli abbiamo concesso un brevetto di tenente delle Guardie. Avr l'incarico di farvi da segretario.
La mia White Star  a vostra disposizione. Vi sbarcher dove desiderate.'
Lord Spau richiuse il dispaccio, poi si cambi rapidamente e ordin a Lucas:
Prepara i bagagli, domattina ripartiamo per Londra.
Mentre finiva di vestirsi e studiava il da fare, l'orologio scand le sette con i suoi profondi rintocchi. Meglio informare il nonno prima di cena. Lo troverai nel salotto verde, valut.
Fece cenno al valletto che aspettava impalato, reggendo la sua giacca di velluto cremisi e l'infil. Un'occhiata allo specchio ovale, arricchito dalla superba cornice intagliata, gli rimand l'immagine di un giovane molto elegante in abito da sera. Piacevole, ma per un bel po' dovrai rinunciarci, si ricord.
L'attimo dopo usciva per il corridoio e imboccava lo scalone. Scese di un piano, con quattro falcate fu davanti alla porta di quercia e buss discretamente.
Avanti! tuon Sua Grazia.
Buonasera, signore, disse educato entrando.
Il duca aveva inforcato degli occhiali stretti e lunghi e leggeva. Alla vista del nipote, li tolse e, di buon umore, indag:
Cosa pensi della propriet?
Superba, rispose e gli concesse cinque minuti di impressioni entusiastiche e sincere.  un gioiello, concluse, provocando il suo compiacimento poi, dopo avergli indorato la pillola, gli anticip la notizia della partenza.
Domani? Dannazione Francis Julius, o come diavolo vuoi farti chiamare con i tuoi nomi francesi da ranocchio, sei un bugiardo. Avevi promesso almeno una settimana, accus il vecchio signore puntiglioso.
Sissignore, dite bene ma... replic e gli allung il dispaccio di Donagall.
Il duca lo prese, rinforc gli occhiali, lo spulci con espressione fosca, poi:
Sembra che sia tuo dovere. E guarda, guarda sarai accompagnato da Colin Granville.
Infatti, ma  un incarico riservato, replic asciutto suo nipote.
Non voglio sapere altro. Chiedo solo una cosa: quando tornerai?
Nove, dieci mesi, un anno, chiss. Dipende da tanti fattori, francesi, spagnoli. Avete visto anche voi, stanno per attaccare. Forse meno.
Non saprei dirvi con sicurezza.
Minacci venti di guerra, parli di un anno. Un anno  lungo e io non sono un bambino. Voglio rivederti prima di morire, intim Sua Grazia.
Mi rivedrete, ve lo prometto, e potete chiamarmi Francis Julius, se vi fa piacere, garant Spau, con tono volutamente leggero.
E dovrai sposarti. Voglio dei pronipoti! disse il duca tempestoso.
Spau rise allegramente.
Non ho intenzione di sposarmi. Amo la libert.
Ragazzo mio, pensaci bene. Sei il mio unico erede.
Non  vero. Ci sono i cugini Granville. Quasi una legione.
Dei campagnoli insulsi, mormor Sua Grazia, inorridito.
Credete? Harold Granville non si pu certo definire un uomo insulso.
Ribatt suo nipote.
Lui forse no, ma il fratello maggiore... Ossignore, mi risulta che abbia un esercito di marmocchi.E anche il Commodoro ha due figli maschi. Non avrete certo problemi di successione, lo prese in giro suo nipote.
Francis Julius, pensaci, ti prego, ripet il duca avvolgendolo con un'occhiata di fuoco.
Il nipote la sostenne impavido, ma gli concesse generosamente: Vi prometto che mi sposer quando trover la persona giusta. Ma il suo sguardo si era fatto lontano. Perso nell'immagine di languidi occhi castani da cerbiatta, punteggiati doro. Sapeva Marie Thrse de Sernes irrimediabilmente legata, irraggiungibile, tuttavia non poteva impedirsi di sperare.
Va bene, ma ricordati che Langley  casa tua, gli rinfacci suo nonno.
Sissignore, come Beauvilliers. E una bella propriet, ma ci passo poco tempo purtroppo. E a Parigi non sar una passeggiata. Riuscir a fatica a vedere la nonna, mormor Spau.
Parigi. Tua nonna... Ah ecco. Scriver alla contessa, vorrei conoscerla.
Credi che verrebbe in Inghilterra? interrog il duca.
La nonna? Ma certo, ha una salute di ferro e adora viaggiare.
Invitatela con la bella stagione, le far piacere.
...
.
...
L'INCIDENTE.
...
.
...
Il messaggio di Lord Donagall, che anticipava il ritorno di Lord Spau, costrinse Colin Granville a stringere i tempi. Cedric era gi a Eton, ma ordin a Fraser di provvedere una carrozza per i bagagli della sorella. Lavinia doveva traslocare dalla zia. Per fortuna Lady Pendegast stava per tornare a Londra.
La missione si avviava. Seguendo le direttive paterne, invi immediatamente un messaggio al contatto giacobita. Colin Granville iniziava la sua carriera di doppiogiochista.
Alle nove del mattino salut Lavinia, ancora in vestaglia e immersa fino al collo nel caos dei bauli, usc sul pianerottolo e imbocc le scale.
Non ti resta che portare la lettera di cambio all'amministratore per garantire la retta di Cedric, la rendita a Lavinia e la copertura delle spese, si ripet pignolescamente mentre scendeva.
Appena fu in strada, una folata di vento gli fustig le gote, imperiosa.
Alz gli occhi. Oltre ai tetti allineati irregolarmente delle case del quartiere, banchi di nuvole si rincorrevano scoprendo laghi frastagliati di cielo blu e il sole splendeva, preannunciando una bella giornata.
Pens di andare a cavallo, ma l'ufficio dell'amministratore paterno era poco lontano. Farai prima a piedi, si disse. Si avvi di buon passo, raggiunse il primo incrocio, svolt in direzione di Grosvenor Square e...
Frank Ross non aveva dormito per tutta la notte per colpa di un molare. Un dolore atroce gli trapanava il cervello. Alle sette, tenendosi la faccia, era salito a cassetta del suo carretto, carico di legna da ardere, e si era piazzato davanti allo sporto della bottega.
Sul cartello appeso cera scritto: Pat Lambs: cerusico, chirurgo, cavadenti, conciaossa. Dietro di lui si era formata presto una lunga fila di sofferenti.
Alle otto il cerusico, un omone nerboruto, con due manone che parevano pale, era comparso pronto a mettersi al lavoro. Ross si era fatto avanti per primo con il coraggio dell'incoscienza. Un'occhiata alla sua bocca era stata sufficiente per decretare la fine di un grosso molare in pessime condizioni. Il dentista aveva scelto le pinze, ingiungendo al malcapitato di spalancare la bocca e aveva chiesto a un paio di pazienti in attesa di tenerlo fermo. Tira, molla, la vittima si agitava come un'anguilla, mugolando. E finalmente, alle otto e dieci un sonoro muggito aveva annunciato la fine dell'operazione.
Il carrettiere, pi povero di un dente e di dieci pence, si era rifugiato in un pub vicino.
Una pinta di birra per consolarsi, una seconda per rabbonirsi, una sorsata d'acquavite per dimenticare il dolore, e daccapo. Alle nove e un quarto super la porta barcollando e svuot la vescica contro il muro della casa vicina.
Un donnone, una virago, comparve sulla porta e brandendo la scopa, minacci:
Porco mascalzone! Vattene o te lo taglio!
L'uomo rutt vistosamente senza replicare. Si concesse una bestemmia, sal a cassetta e frust il cavallo. Ma ormai ubriaco fradicio, chiuse gli occhi e scivol di fianco sul sedile.
L'animale part al galoppo, mentre una giovane donna con due bambini per mano attraversava la strada.
Il donnone alz la scopa, grid terrorizzata e master Colin Granville, che in quel momento girava l'angolo, scatt istintivamente. Un altro pedone vide la scena e si fece sotto. Il corpo di Granville trattenne cavallo e carico il tempo sufficiente perch l'uomo dietro di lui spingesse via madre e bambini. Poi il carretto sbatt contro il murodi una casa, proiettando in aria il suo conducente, si pieg, ribaltandosi e rovesci il suo carico di legname sopra il coraggioso passante. Il dolore gli annebbi la vista e svenne.
Quando riprese i sensi era a terra, coperto di legna tagliata e circondato da una folla di curiosi. Gir la testa: il carrettiere giaceva poco lontano, immobile, con accanto un uomo inginocchiato e una guardia a fargli ala.
Presto accorrete, il signore ha aperto gli occhi, annunci il donnone della scopa. Teneva in braccio un bambino, un marmocchio di due, forse tre anni. L'alz perch vedesse bene il suo salvatore e gli ingiunse:
Di' grazie al signore! il piccino fece s, con la testa, ma poi, spaventato dalla confusione, le nascose il visino in seno e cominci a frignare.
 un eroe, ha salvato i miei nipoti, dichiar, il donnone, commossa.
Sua figlia, che stringeva l'altro bambino contro di s, si accost e mormor con gratitudine: Iddio ve ne renda merito, sir.
Granville, che sentiva male dappertutto, abbozz in risposta una smorfia pi che un sorriso e richiuse gli occhi.
In quel momento Pat Lambs, il cerusico, l'uomo inginocchiato accanto al carrettiere si rialz, dichiarando:
Per questo non c' pi niente da fare. E, tallonato dalla guardia, si trasfer accanto al ferito e chiam:
Signore, signore?
Vi sento, mormor Granville riaprendo gli occhi. Si appoggi d'impulso al braccio destro in un maldestro tentativo di sollevarsi ma la sofferenza gli provoc un mugolio strozzato.
Non muovetevi, lasciate fare a me, siete conciato male, ingiunse il suo interlocutore con gentilezza.
La guardia che aveva subito notato la propriet, se non la ricchezza dell'abbigliamento del ferito, si sporse sopra di loro e chiese:
Il vostro nome sir e il vostro indirizzo.
Granville, Colin Granville, abito in Coventry Street, mormor mentre la folla dei curiosi s'ingrossava progressivamente.
Scostatevi e lasciate lavorare il dottore, intim l'autorit.
Le manone di Lambs si muovevano con esperta consuetudine. Visit accuratamente Granville e infine decret:
Spalla e gamba destra rotte. Ma aggiunse rassicurante: Vediamo di fare subito qualcosa.
And alla bottega e torn con in mano delle tavolette sottili ma robuste. Ne appoggi una a terra accanto al ferito e con un movimento rapido, che denotava praticaccia, l'infil sotto la sua gamba destra rialzandola.
Il ragazzo s'inarc per il dolore.
Su, su, l'incoraggi, incominciando a fasciarla con strisce di tela.
Il giovin signore abita vicino, portiamolo a casa sua, propose la guardia.
Ottima idea, approv il cerusico. Ci serve una porta, ne faremo una barella di fortuna, sugger.
Colin Granville era bianco come un cencio lavato.
Dategli da bere qualcosa, ordin il suo carnefice.
Una sguattera del pub accorse con una fiasca d'acquavite.
Ancora un po' di coraggio, chiese Lambs passando alla spalla. La raddrizz facendolo gridare, poi gli appoggi il braccio contro il petto steccandolo e fermandolo con altre bende.
Abbiamo finito, garant alla sua vittima esausta. Ora vi portiamo a casa.
Due uomini si avvicinavano reggendo una porta. La vecchia virago arrivava con coperte e cuscini. Il ferito fu alzato sulla barella e la piccola processione si avvi verso Coventry Street. Poco dopo suonavano alla porta.
Fraser venne ad aprire.
Master Colin che diavolo! grid, e poi: Miss Lavinia, correte!
Lavinia Granville affront bravamente la situazione. Si fece bastare poche spiegazioni e accarezz affettuosamente la fronte del fratello, sussurrando:
Ti voglio bene, pensa solo a guarire!
Poi lo fece portare a letto da Fraser su direttive del cerusico. Compens i portatori, rese garbatamente alla vecchia coperta e cuscini, prestando orecchio ai suoi ringraziamenti per il fratello e ottenne un resoconto dettagliato dall'uomo di legge.
In attesa di sapere da Lambs notizie sulle condizioni del ferito, ordin alla cameriera di servire caff e biscotti.
L'omone li raggiunse, accett garbatamente l'invito ad unirsi a loro, accett il caff e spieg:
Per la spalla ci vorr un mese almeno e per la gamba altrettanto, ma il giovin signore si rimetter. Ora soffre, le sue fratture sono dolorose.
Gli ho dato del laudano. Tra poco riposer tranquillo.
Poi appoggi la sua tazza ormai vuota e si alz in piedi, dichiarando frettoloso:
Perdonate, ma devo andare, gli altri pazienti mi aspettano.
Vengo con voi, disse la guardia e si alz anche lui imitato dalla virago.
Vi sono grata, signor Lambs, mormor Lavinia Granville.
Ho fatto quanto potevo, ma se avete un dottore di fiducia chiamatelo.
Temete qualche complicazione? chiese lei apprensiva.
Non credo, ma per vostra maggiore tranquillit, rispose lui con gentilezza.
Grazie per la vostra sollecitudine, allora lo chiamer. Quanto vi devo? chiese Lavinia Granville.
La mia tariffa in questi casi  una corona ma stavolta, perdonate, debbo chiederne due, ho perso molto tempo, si giustific.
Ma che dite mai? Prendete questa per favore, disse la ragazza, porgendogli una ghinea.
Il cerusico l'afferr stupito e dichiar:
Vostro servitore, milady. E stato un onore conoscervi.
Rimasta sola, Lavinia Granville sped la cameriera a cercare il dottore della zia prima di raggiungere il fratello in camera.
Colin aveva gli occhi chiusi e stava appoggiato sui guanciali.
Dorme? sussurr a Fraser che lo vegliava come una balia.
No, non dormo, non posso dormire dannazione! imprec Colin spalancando gli occhi e, fissandola con espressione angosciata, dichiar:
Dobbiamo parlare.
S certo, ho mandato a chiamare il dottor Fullman, come ti senti?
Da cani! L'aggiustaossa mi ha dato del laudano e io ho la testa che scoppia.
Tra un po' sar fuori combattimento, protest debolmente, sforzandosi di non cedere al torpore della droga.
Ma oggi o domani al massimo Spau arriver a Londra. Dovevo partire con lui. Sono un ufficiale in servizio.
Un ufficiale in servizio fuori uso. Non  pi possibile ormai, gli fece notare sua sorella.
Lo so, maledizione ma tu non sai, non puoi immaginare. Il dovere, nostro padre. E ora chi porter avanti la missione? mormor affranto
dall'ineluttabilit di quanto accaduto, mentre cercava di immaginare una soluzione.
Cosa non so, che missione? Spiegati, intim Lavinia, con sguardo tempestoso.
Pap su richiesta di Lord Spau ha preso contatto con i giacobiti.
Gli occhi e la bocca di Lavinia si spalancarono, ma reag prontamente e chiese:
Perch?
 una storia lunga e complicata, incominci a spiegare con la testa che martellava implacabile.
Bene, raccontami tutto, ti ascolto, ordin sua sorella.
Lui lo fece, e alla fine:
Quindi pap sarebbe riuscito a far credere che i Granville sono dei traditori, pronti a fare il doppio gioco.
Gi.
Detto cos sembra uno scherzo.
E invece  realt, ragazza mia. Siamo quasi in guerra, ogni mossa  buona per combattere il nemico e ora, guarda come sono ridotto -
gemette impotente.
Che pasticcio. Vediamo... A Spau serve un Granville e pap ti ha chiesto di prendere il suo posto. Ma un Granville pu valere un altro.
Quello che conta  che sappia cosa fare, parli bene francese, biascichi lo spagnolo, sia un buon cavallerizzo e accompagni milord in Francia -
dichiar Lavinia pensosa.
S, forse! ammise Colin strizzando gli occhi, nello sforzo di ragionare.
E allora guardami bene, fratellino, ordin ostentando il suo seno piccolo, ma grazioso e le sue misure efebiche. Inalber le spalle forse un po' larghe secondo i canoni femminili del tempo ma proporzionate al resto del corpo e ai fianchi minuti.
La mia mancanza di curve, la mia statura e il mio aspetto quasi maschile che zia Hermione critica tanto, stavolta vengono a proposito.
E la mia voce profonda e un po' bassa, sar d'aiuto per sembrare un ragazzo.
Prender il tuo posto. Mi fascer il seno, mi taglier i capelli, mi vestir da uomo, fingendomi Cedric e andr con il Brigadiere Generale.
Cosa? Tu in Francia con Lord Spau, a fare il doppio gioco, ad affrontare l'ignoto, sei matta? mugol Colin, basito.
Nossignore non sono matta e non sono una stupida. Sono in grado di fingere come il signor Colin Granville e sai bene che mi tengo in sella meglio di te. Non  forse vero Fraser? inquis, coinvolgendo il domestico appena rientrato nella stanza.
Vero cosa, Miss Lavinia? chiese lui.
Al che, lei, tranquilla, gli domand a tradimento:
Tra me e mio fratello chi  il cavaliere migliore?
Voi, miss Lavinia, rispose lui, senza esitazione.
Che ti dicevo? si compiacque.
D'accordo  vero, ma andare a cavallo non basta. Fraser, oh diavolo, Miss Lavinia  pazza, vorrebbe andare in Francia al mio posto, facendosi passare per Cedric, spieg a Fraser, tentando di sollevarsi con il braccio sano.
Lui si precipit ad aiutare il padroncino, gli sistem i guanciali, poi fiss fratello e sorella esterrefatto e borbott:
Per master Cedric? Ma perch mai?
Perch master Colin non pu muoversi, un Granville deve andare in Francia con Lord Spau e io posso farlo, chiar lei, asciutta.
Colin scosse la testa vigorosamente e dichiar:
No che non puoi.
Sciocchezze, lo far. Sai bene che devo farlo e Spau con te in queste condizioni avr poca scelta. Far buon viso a cattivo gioco, replic lei con determinazione.
Ah s? E avanti dimmi: come diavolo conti di agire? interrog lui, piccato.
Eseguire i suoi ordini puntualmente come un bravo soldatino.
Rassicurati, non mi far prendere in castagna. Far attenzione a non alzare il tono di voce e sar molto timido e riservato, rispose.
Ascoltare, ubbidire e fare il passacarte con gli altri.  quello lo scopo della vostra gola profonda, no?
Colin la guard. Suo malgrado la possibilit cominciava a farsi strada nella sua mente. Forse, consider. Cedric ha sedici anni, Lord Spau non si aspetter granch da un ragazzo di quell'et, solo qualcuno a cui dare fiducia.
Lavinia insisteva, precisa, martellante:
Mi passerai le istruzioni di nostro padre. Riuscir a sbrigarmela fino al tuo arrivo e poi Fraser sapr proteggermi.
Quello certo, a costo della mia vita, ma Miss Lavinia non  possibile voi... voi.
Non ti ci mettere anche tu a fare il difficile. Lo faccio perch  necessario! Tu Jasper Fraser dovrai solo tenere la bocca cucita e pararmi le spalle, afferm, fissando il domestico imperativa.
Sar Cedric, anche per te. E poi che sar mai? Dovr solo fingere di esserlo fino a quando Colin sar guarito.
Lui rote gli occhi, ma tacque, coinvolto controvoglia in quella follia.
La zia Hermione non ti permetter di partire, intervenne Colin polemico.
La zia torner a Londra solo tra qualche giorno. Lo sapr solo dopo la mia partenza e allora sar tardi.
Potremmo trovare un'altra soluzione, magari mandare veramente Cedric, azzard il maggiore dei Granville.
Sai bene che il nostro Cedric ama il latino e il greco ma non ha confidenza con le lingue vive. Il suo francese  poca cosa e il suo spagnolo, Dio ci guardi! lo rimbecc sua sorella.
Non potrebbe comunicare con i contatti e non sarebbe di nessun aiuto a nostro cugino.
Colin Granville tacque, chinando la testa sopraffatto. Il laudano lo stordiva e gli toglieva la voglia di ribattere. Forse Lavinia ha ragione.
Dovr fare da gola profonda con i giacobiti, ma Spau non le permetter di rischiare. Sar con lui, i suoi uomini, ben protetta e Fraser le far la guardia.
Ma... ma... farfugli, tentando ancora di trovare argomenti.
 inutile, sai bene che non c' altra soluzione. Andr io, disse Lavinia testarda.
La guard e si lasci andare sui cuscini. Tanto non dipende da te, ma da nostro cugino. Noi possiamo proporre, ma star a lui decidere se portarsi dietro un ragazzino, anzi una ragazzina, ma questo non dovr saperlo, pens, prima di piombare nel sonno.
Il biglietto di Lord Spau per Colin Granville fu consegnato alle cinque del pomeriggio.
Lavinia svegli il fratello e insieme concordarono la risposta.
La notizia dell'incidente, dopo avere fatto il giro del quartiere, si era
diffusa a macchia d'olio. Il tenente Granville era nipote di Lord Pendegast.
Il suo eroico salvataggio giunse fino a Grosvenor Square, alla porta della residenza di Lord Wilmox, buon amico dell'Ambasciatore spagnolo. Anche lui seppe.
I contatti giacobiti di Londra, scrissero in Coventry Street sollecitando notizie. Temevano di dover rinunciare alla loro spia in campo avverso. Il loro messaggio fu consegnato mezzora dopo quello di Granville House.
Lavinia Granville lesse anche quello e stil la risposta con il fratello: Cedric Granville era pronto a fare da sostituto, ma ogni decisione dipendeva da Lord Spau.
...
.
...
IL SOSTITUTO.
...
.
...
Dato il tono urgente del messaggio di Lord Donagall, per raggiungere Londra rapidamente Lord Spau fu costretto ad arrampicarsi in sella. Per fortuna lui e il grigio si erano adattati l'uno all'altro e Lucas li affianc, giganteggiando plasticamente su Storm. Tre mozzi di stalla di Langley li seguivano con altrettanti purosangue alla cavezza e altri uomini destinati a scortare nel continente l'erede del casato. Sua Signoria aveva tentato invano di ridimensionare le manie di grandezza del nonno, ma Sua Grazia non ci sentiva da quell'orecchio. Era il suo modo per mostrare compiacimento per quel ranocchio di nipote.
All'arrivo a Granville House, Spau smont davanti alla scalinata esterna e, affidando le redini del grigio a Lucas dispose:
Voglio ripartire presto! Poi allung la mano a sfregare il muso di Storm che accett con buona grazia l'omaggio, ricambiandolo con un leggero colpetto col muso e un nitrito che pareva una risata.
Tu e io prima o dopo dovremo comunicare, borbott.
I servitori attendevano, schierati sui gradini. Li pass rapidamente in rivista e ordin al nuovo maggiordomo, giovane biondo, grassoccio e dall'aria intelligente, di inviare un valletto con un messaggio da Lord Donagall in St. James Square. Intendeva salpare prima possibile.
Poco dopo riceveva la risposta. La White Star era attraccata al molo di Newhaven. Lord Donagall aspettava a cena Lord Spau e il tenente Granville.
Risped il valletto in Coventry Street dai Granville per riferire.
Meno di mezzora dopo gli giunse la catastrofica risposta di Colin Granville che diceva:
"Caro Lord Spau, caro cugino, non posso accettare l'invito di Lord Donagall.
Stamattina, mentre mi recavo dal nostro amministratore per lasciare istruzioni, sono stato coinvolto in un incidente. Nel tentativo di impedire che un cavallo imbizzarrito, attaccato a un carretto, travolgesse una
madre e i suoi bambini, sono stato investito dal cavallo e schiacciato dal carico. La donna e il figlio sono incolumi ma io ho una spalla e una gamba rotte.
Leggo la vostra volont di partire domani. Questo incidente mi impedisce di accompagnarvi, ma Cedric mio fratello, pu prendere il mio posto. Ha sedici anni ma  pi maturo della sua et. E un Granville, sapr seguire le istruzioni ed eseguire gli ordini.
Appena le mie ossa saranno saldate, i dottori parlano di un mese o poco pi, vi raggiunger.
Firmato: Tenente della Guardia Colin Granville."
Non ci voleva. Per affrontare il Menestrello mi serviva un giovanotto non un ragazzino! sbott Spau ad alta voce. Sedici anni...
Cosa me ne faccio?
La sua testa mulinava.
Non hai scelta per, riconobbe alla fine. Dai un'occhiata a questo Cedric. Un attimo dopo affrontava le strade di Londra in sella al grigio, tallonato da Lucas su Storm.
Fraser apr la porta. Aveva l'aria inquieta.
Come sta master Colin? gli chiese, entrando.
Non bene Vostra Signoria, ma si rimetter. Il dottore di Lady Pendegast
 venuto a visitarlo poco fa e torner domani. Gli ha cambiato le fasciature e ha lasciato del laudano per calmare il dolore. Non c' altro da fare, ha detto, rispose il domestico con tono lugubre.
Ma si rimetter e solo questo conta, dichiar Spau.
La Signoria Vostra non erra. Ma accomodatevi, prego, sar lieto di vedervi, bofonchi, avviando l'ospite per il corridoio, tanto in fretta da impedirgli di guardarsi intorno.
Buss all'ultima porta sulla destra e, senza aspettare risposta, entr.
Colin Granville era a letto. Era molto pallido. I capelli biondi che gli incorniciavano il volto, abbrunito da lividi, lo facevano sembrare giovanissimo, quasi un bambino. Un bendaggio vistoso gli avvolgeva la spalla destra e le coperte erano rialzate da un'impalcatura che proteggeva la gamba.
Tent di sollevarsi dai cuscini per salutare il cugino, ma lui:
Non muovetevi, tenente, ingiunse con cerimoniosa ironia, avvicinandosi e sedendo accanto al letto.
Il giovane Granville gli porse la mano sinistra e:
Mi spiace signore.  stata una sfortuna, una maledetta sfortuna -
si giustific con la faccia scura.
Spau la strinse e disse rassicurante:
Non pensateci ora, ragazzo mio. Da quanto ho capito ve la siete vista brutta.
Sissignore, conferm l'altro costernato.
Un incidente o peggio? s'interrogava Spau. Se i giacobiti avessero mangiato la foglia? Siete sicuro che si tratti di un incidente?
S, cugino. L'uomo era ubriaco fradicio, ha frustato il cavallo e...
Sembrava proprio una disgrazia. Meglio, valut.
Una maledetta sfortuna, avete ragione. Vediamo come rimediare, mi proponete vostro fratello, posso conoscerlo? chiese tranquillamente.
Ma s, s certo. Sapete Cedric  un gran cavallerizzo, migliore di me. Nella sua scuola a Eton  tra i primi, il suo francese  brillante e se la cava bene con lo spagnolo, enumer il ferito e, incensando il fratellino, aggiunse:
Sa tenere la bocca chiusa e ubbidire agli ordini. Ma perdonate non spetta a me giudicare. Sarete voi. E Cedric? Oh diavolo benedetto ragazzo dov' finito, lo faccio chiamare, esclam Granville affannato.
E rivolto al domestico:
Avverti master Cedric che Lord Spau vuole vederlo.
Sissignore.
Fraser si dilegu e un minuto dopo torn spiegando:
Master Cedric si scusa, stava facendo il bagno, il tempo di asciugarsi e vestirsi.
Bene, l'aspetteremo, convenne milord.
Intendete partire domani? chiese il ferito.
Dipende solo dal mare.
Sapete gi di mio padre?
Lord Donagall mi ha anticipato che ha preso contatto.
Infatti, conferm e gli snocciol il resoconto. I partigiani di James Stuart erano cascati nella trappola. La parentela con Lord Malley e la protezione offerta al ferito due anni prima erano una patente. Il Commodoro li aveva convinti del sostegno dei Granville alla causa.
Ottimo, comment Spau.
Un rumore di passi segnal l'arrivo di Cedric Granville.
La porta si apr e il ragazzo venne avanti. Indossava un completo sobrio, ma di buon taglio. Pantaloni di fustagno, una camicia di lana e un panciotto attillato di velluto operato e calzava stivali, morbidi e alti, sopra il ginocchio.
Cedric/Lavinia Granville si avvicin sorridendo e strinse con vigore la mano che Lord Spau gli porgeva e dichiar:
Ho sentito molto parlare di voi, signore. Spero di non deludervi.
Sua Signoria lo studi. Biondo e snello come il padre e il fratello maggiore, portava i capelli raccolti dietro la nuca con un nastro di velluto.
Gli occhi erano grandi, verdeazzurri luminosi, gli stessi del padre not. Il naso era dritto e la bocca piccola, ma ferma, non aveva niente d'infantile nel modo di presentarsi, ma l'aspetto, per certi versi, era ancora quello di un fanciullo imberbe.
Affront con disinvoltura il fuoco di fila al quale Lord Spau lo sottopose.
Dopo quasi mezzora dovette convenire che il ragazzo lo convinceva.
Riservato, di poche parole, pareva straordinariamente maturo per la sua et e il suo francese era eccellente.
Immagino che saprete scriverlo, interrog puntiglioso cercando il pelo nell'uovo.
Sissignore, rispose. Verg rapidamente la frase che il cugino aveva appena pronunciato e gliela mostr. Lo scritto era corretto. La calligrafia chiara e ben leggibile.
Ottimo, ottimo, fu costretto ad ammettere. Anche lo spagnolo era decisamente pi che discreto.
Allora parto con voi domani? sollecit alla fine Cedric Granville, con entusiasmo.
Il Brigadiere Generale Lord Spau scelse di rinviare la sua decisione.
Tir fuori il suo orologio, aggrott la fronte e argoment con prudenza:
 tardi, mi spiace devo congedarmi, sono atteso per cena. Ne parler con Lord Donagall, voglio anche il suo avviso. Ma stasera stessa vi far sapere, dichiar.
Il cuginetto tacque, ma annu comprensivo.
Spau lo studi poi, rivolto al fratello maggiore:
Addio tenente, anzi arrivederci in Francia, guarite presto, augur alzandosi e torreggiando sul potenziale sostituto.
Quello, per niente impressionato, raddrizz le spalle fieramente e l'accompagn alla porta. Passando dall'atrio, afferr una giacca di panno, infilandola prima di scendere la scala al suo fianco e uscire con lui.
Oh che meraviglia! si lasci sfuggire, trovandosi davanti Storm.
Il baio monumentale passeggiava avanti e indietro tenuto per la cavezza da Lucas.
Il ragazzo gli si avvicin con sicurezza e gli accarezz il muso. Il mostro equino si lasci fare, accettando complimento e carezza con fiera degnazione.
Cedric Granville pareva incantato, pass di nuovo la mano sulla criniera all'altezza delle spalle del gigante, un tocco lieve ammirato e infine:
Posso provarlo? chiese timidamente in francese a Baptiste Lucas che lo fissava incuriosito. Poi, senza aspettare risposta, con abilit quasi da giocoliere, vol in sella, afferr le redini, strinse le ginocchia e, chinandosi quasi a sfiorare il muso con il volto, ordin piano:
Vai.
Il demonio equino nitr festoso e si mosse, ubbidiente come un angioletto.
Cedric Granville lo tocc con i talloni spingendolo al trotto, lo fece andare fino alla fine di Coventry Street, poi torn indietro sotto gli sguardi sbalorditi di Lord Spau e del suo uomo.
Ve l'invidio,  un animale stupendo, dichiar il ragazzo con un bel sorriso, scivolando di sella e alzando lo sguardo sul cugino.
Lord Spau era ammutolito, lo fissava incredulo, poi:
Bene figliolo, ho deciso. Comunicher a Lord Donagall che il mio nuovo segretario  Cedric Granville, sentenzi senza dare spiegazioni.
Grazie, signore, rispose lui, con un gran sorriso.
Spau lo scrut incuriosito. I Granville si rivelavano tutti una piacevole sorpresa. Ah s cera anche una ragazza... Gli piaceva il piccolo, la sua fierezza, e poi vederlo cavalcare Storm aveva fatto la differenza.
Mormor frettoloso, passando a un tono confidenziale da vecchio zio:
 tardi devo andare. Ti far sapere a che ora venire domattina a Granville House. Ma per strada si chiuse in un silenzio tempestoso, accusandosi: ti sei lasciato influenzare dall'ammirazione per un ragazzetto che va bene a cavallo. Altro che bene, riconobbe. L'hai visto come
ha incantato quel diavolo a quattro zampe di Storm, si rispose, rendendosi conto che per la prima volta in vita sua s'interessava a un cavallo.
Sapeva bene cosa desiderava. E Storm pareva sfidarlo a provare.
Devi riuscire a montarlo, si intim.
E ora hai dubbi? L'invidia ti ha fatto scegliere il piccolo Granville, ma sar all'altezza di svolgere il suo compito? S'interrogava corrucciato.
Il gioco  pericoloso. Anche se quello che conta veramente  che si dimostri un bravo attore. Ma dovrai tenerlo d'occhio. I giovani spesso sono coraggiosi al limite dell'incoscienza. Sembra che non abbiano tempo di avere paura.
Yuuh, ho montato il suo baio gigantesco e Milord, il ranocchio cerbero si  ammorbidito. Mi tratta familiarmente. L'ho conquistato.
Parto, grid Lavinia, tornando in camera del fratello.
Cosa? Come? interrog lui.
Non deve pi consultare Lord Donagall, mi porta con s, spieg soddisfatta.
Colin la fiss sopraffatto poi:
Accidenti a te, ce l'hai fatta davvero! Non oso pensare a cosa dir la zia quando torner, ma tant', oramai  fatta.
Zia Hermione? Sar furiosa di certo. Gi l'immagino: la mia bambina in Francia... Cosa le accadr? gli accord Lavinia. Figuriamoci se sapesse il resto, comment maliziosa.
Puoi giurarci, ma...
... era nostro dovere ed eseguiamo solo la volont del Commodoro -
complet la sorella per lui.
La zia dovr farsene una ragione.
E mantenere il segreto. Ma prima di partire ti trasferiremo a casa sua, decret Lavinia.
Dalla zia? obiett Colin inquieto.
Certamente, dalla zia. Non puoi restare qui, solo e in queste condizioni.
Dalla zia sarai trattato bene e lei spender tutte le sue energie per curarti e viziarti fino a quando non sarai di nuovo in piedi. Pensa solo a rimetterti, poi mi darai il cambio, replic Lavinia, tranquilla.
Lo far, lo far, non temere, ma ora... Fraser, Fraser! chiam ad alta voce e come il cameriere comparve sulla porta:
Il tempo stringe, bisogna preparare i bagagli per miss Lavinia, no dannazione per master Cedric, abituiamoci al suo nuovo nome prima che parta con Lord Spau.
Lavinia depred il guardaroba del fratello di quanto poteva servirle per sostenere la sua parte.
Il busto sorretto da stecche rigide, che in qualche occasione di gala aveva regalato a Colin una figura da damerino, aveva dimostrato la sua efficacia superando brillantemente la prova dell'incontro con Spau.
E ideale, per nascondere le mie poche grazie, dichiar soddisfatta poco dopo, ritornando davanti al fratello, paludata in un abito da viaggio.
Questo completo sembra tagliato per me! decret, dedicandogli una piroetta per farsi ammirare. -Invece ballo negli stivali, ma con un po' di ovatta possono andare, assicur, esibendo i piedi.
Quel vestito  nuovo, tienilo da conto e anche gli stivali mi sono costati una fortuna, ingiunse Colin, indagando corrucciato:
Hai lasciato qualcosa per me nell'armadio? Non rester sempre a letto.
Ma certo elegantone. Non posso viaggiare con dei bauli. Ho preso solo alcuni capi, tranquillizzati, rispose placida.
I miei preferiti, contest il fratello.
Oh accidenti Colin, non ti resta che ordinarti dei completi e degli stivali nuovi. Li metterai sul mio conto. In fondo ci guadagni, sugger pragmatica.
Uhm, cos certo, fu costretto ad ammettere.
Quello che Lavinia non confess a Colin fu che le sue parole e quelle del padre non erano state sufficienti a descrivere Sua Signoria, Lord Spau, l'erede del ducato. Per la prima volta in vita sua era stata colpita da qualcuno. Il ranocchio cerbero era... era... oh insomma molto pi interessante di quanto si aspettasse.
Lord Donagall valut positiva la scelta del sostituto.
Cedric Granville, perch no, il Commodoro ha tirato su bene i figli, e per i giacobiti fa gioco un ragazzo, infatuato di un sogno. Romantico e credibile. Ma dategli istruzioni chiare e fatelo proteggere.
Poi rifer a Lord Spau il resoconto delle confidenze del marchese Neri Corsini Ambasciatore di Cosimo III, Granduca di Toscana.
Il conte de Craval, suo omologo spagnolo si era sbilanciato con lui: la Spagna mirava molto in alto.
...
.
...
PARTENZA.
...
.
...
Lord Spau mand a dire che attendeva master Cedric Granville alle otto.
E il cugino, alle otto in punto, scortato da Fraser che teneva di traverso alla sella un vecchio moschetto dall'aria terrificante, arriv davanti al cancello di Granville House.
Il guardaportone apr e padroncino e servitore entrarono nella corte.
Era tutto pronto per la partenza.
Una carrozza lussuosa stazionava davanti allo scalone d'accesso e i mozzi di stalla del duca reggevano alla cavezza i cavalli di Sua Signoria.
Cedric Granville smont e li studi ammirato. Storm lo riconobbe e lo accolse con un nitrito.
Lucas, in piedi poco lontano, che controllava, su un foglio, carico ed effettivi della spedizione, salut alla voce.
Lord Spau, avvertito dal rumore, si affacci alla balconata e tuon dall'alto:
Eccomi, siamo tutti, possiamo andare. E cominci a scendere.
I vostri cavalli sono magnifici, dichiar Granville.
 vero, convenne e in poche falcate gli fu davanti. Indossava una redingote ampia di pelle naturale morbida, scamosciata, braghe comode, robuste anche quelle di pelle e alti stivali che gli arrivavano alla coscia. Non portava parrucca.
Il suo grigio era pronto, bardato, ma Lord Spau scosse la testa e bofonchi:
Viagger in carrozza, ho delle scartoffie da sbrigare. E poi, rivolto a Cedric Granville: Per ora non ho bisogno di te.
Ecco, avrei qualcosa da riferire, mormor.
Avanti.
Mi  stato dato un indirizzo di Parigi.
Dove lasciare le informazioni?
Sissignore, la locanda del Pavone di Rue des Saints Pres. Un dispaccio a nome Rennes. Io sar monsieur Blanc.
Ottimo, allora sei in servizio, dichiar Sua Signoria, battendogli la mano sulla spalla. Quindi gli sugger:
Visto che ti piacciono i miei cavalli, perch non monti quello che preferisci?
Grazie mille, ader suo cugino entusiasta, scegliendo d'acchito lo stallone roano. Alto al garrese, possente, aveva una bella testa impreziosita da una criniera fluente, pettinata a treccioline.
Excellent choix, si lasci sfuggire Lucas.
Merci, rispose Granville. I suoi occhi brillavano.
Lasci il suo morello alle cure dei garzoni di Langley House e salt in sella. Afferr le redini con impazienza, un tocco con i talloni e l'animale si mosse ubbidiente.
Il generale Lord Spau guard ammirato il ragazzo caracollare leggero.
In marcia! ordin ai suoi uomini, come sul campo di battaglia.
Un palafreniere si precipit ad aprire lo sportello della carrozza, srotolando il predellino e l'erede del ducato sal, seguito da Lionel Harris, il segretario di Lord Donagall, che doveva accompagnarli fino al molo della White Star.
I valletti richiusero lo sportello dietro di loro e i palafrenieri a cavallo che precedevano la carovana si avviarono.
Superate le porte di Londra, il traffico locale si fece caotico. Contadini che guidavano animali da soma, carri che trasportavano derrate, carretti pi leggeri stracarichi di mercanzia, carrozze, tutto il Sussex pareva intasare la strada.
Il francese di Master Cedric scaldava il cuore di Lucas che chiacchier come una gazza per tutto il percorso. Finalmente un interlocutore che capiva ogni sua parola. E la sua bravura in sella lo conquist, spronandolo a dargli confidenza. Granville gli prest orecchio, attento.
Il Commodoro, che era rimasto vedovo con i tre figli piccoli, li aveva cresciuti regalando equamente a ciascuno cure, attenzioni e studi. La sua carriera in marina, che per mesi e mesi lo teneva lontano dall'Inghilterra, l'aveva costretto ad affidarli alla supervisione di Lady Pendegast,
sorella di sua moglie, ma si riservava il diritto di vegliare sull'educazione, la stessa per tutti.
Colin sognava una carriera di ufficiale delle guardie, Cedric dopo Eton intendeva seguire la strada del padre che appoggiava le loro inclinazioni.
La garanzia di una buona dote destinava Lavinia Granville al matrimonio, ma niente e nessuno l'aveva mai indotta a dipingere acquerelli o a dilettarsi con il ricamo che aborriva, mentre invece aveva facilit per le lingue, riusciva bene negli studi ed era una lettrice infaticabile, in grado di divorare testi poderosi, abitudini che al Commodoro non incutevano timori.
 una ragazza intelligente, trover chi l'apprezzer. Meglio che sia pratica e colta, piuttosto che una mammola svenevole e smorfiosa. E, soprattutto, sapr sbrigarsela meglio nella vita, rispondeva tranquillo alla cognata che si lagnava dei modi spicci della nipote.
Dimostrer che mio padre ha ragione, si disse Lavinia alias Cedric Granville, mentre ascoltava Lucas, inquadrandolo. Il sostituto segretario, che valutava seriamente gli inconvenienti della sua mascherata, giudicava opportuno farsi un alleato nello scudiero tuttofare che godeva della fiducia di Lord Spau. Chi meglio di lui poteva aiutarla a chiarirsi le idee e non commettere errori? Cominci subito, approfittando del viaggio fino a New Haven che raggiunsero nel primo pomeriggio.
La nave di Lord Donagall, la White Star, era ormeggiata lungo il molo.
Un palafreniere si precipit ad aprire lo sportello della carrozza, l'erede del duca scese e annus l'aria, come un vecchio lupo di mare.
...
.
...
NAVIGAZIONE.
...
.
...
La White Star  a vostra disposizione, gli aveva concesso generosamente la sera prima Lord Donagall.
Spau intendeva tornare a Dieppe, sbarcare e puntare su Parigi.
Bene, si disse, il gioco comincia. Un brivido di eccitazione gli percorse la schiena. Ogni volta lo stesso, prima di iniziare una battaglia.
Ma certo, sar come e peggio di una battaglia, riconobbe.
Sua Signoria alz gli occhi, studiando l'agile brigantino a tre alberi che svettava davanti a lui. La White Star colpiva favorevolmente anche alla prima occhiata.
La linea slanciata ed elegante delle fiancate denotava le caratteristiche di velocit e manovrabilit che la distinguevano. Bella carena, bene attrezzata. Il fasciame ridipinto di fresco splendeva. I trevi di trinchetto e di maestra erano imbrogliati con le cariche e la randa sul picco dell'albero di mezzana. Tutto il sartiame era di robusta canapa fatta in Scozia.
Il vento teso faceva garrire le bandierine e vibrare canterini gli anelli delle manovre.
Imbocc la passerella per primo, baldanzosamente, e mise piede a bordo accolto dal fischietto di saluto del nostromo. Cedric Granville lo seguiva.
Il capitano Lewis l'aspettava a pi fermo sul ponte.
Sono Lord Spau... dichiar torreggiando possente sopra di lui.
Allung la mano e mentre Lewis la stringeva vigorosamente, aggiunse:
... E lui  mio cugino.
Cedric Granville. Si present educatamente il ragazzo biondo che l'accompagnava, facendosi avanti. Il capitano strinse anche la sua, poi si gir per presentare il secondo e gli altri ufficiali.
Il segretario di Lord Donagall gli consegn gli ordini scritti del padrone e una borsa rigonfia di monete. Il capitano dette una prima rapida occhiata ed esclam:
Ai vostri ordini.
Vorrei fare rotta su Dieppe, prima possibile.
Allora passiamo a imbarcare e via, conferm Lewis. E mentre i marinai s'impadronivano dei bagagli, trascinandoli sotto coperta, Baptiste Lucas pianific con il secondo il carico a bordo dei cavalli.
Approntarono in coperta a poppa un recinto di fortuna e con l'aiuto di tre mozzi di stalla di Langley e di Fraser, che sapeva il fatto suo, coordin l'operazione. La passerella era stretta e gli animali scalpitavano irrequieti per la novit, ma passo passo, con pazienza, reggendoli per la cavezza, con il placido grigio del marchese a fare da battistrada, li portarono tutti a bordo e li impastoiarono.
Alla fine, il sole cominciava a calare all'orizzonte, ma il tempo pressava e il vento era propizio.
Pronti a salpare, disse il capitano.
Il segretario di Lord Donagall prese congedo e sbarc frettoloso.
Ritirate la passerella, ordin il secondo.
Il ponte, calmo fino a quel momento, prese a ribollire frenetico. Un brivido di attivit percorse il brigantino. Il capitano Lewis si mise al timone e Lord Spau, per non intralciare le manovre, si spost a prua.
I battelli di servizio, agganciata la nave con le cime, la portarono a cogliere il filo della corrente per poi trascinarla al centro del fiume dove c'era spazio per manovrare. Il secondo lanci l'ordine, le vele si spiegarono, la ciurma vol a fermarle, il vento le tese e la nave prese l'abbrivio.
Un gruppetto di curiosi aveva assistito dal molo alle operazioni d'imbarco e al distacco dalla banchina.
Bella nave, diavolo! comment uno di loro a bocca aperta.
Bella nave s. Lo sanno tutti che Lord Donagall tiene alla sua flotta, lo riprese un omone che lavorava al porto.
Vedo, e dov' diretta? chiese l'altro incuriosito.
In Francia a Dieppe, ho sentito dire, replic l'omone. E con tono da esperto comment: Hanno il vento giusto, sar una traversata veloce.
Buon per loro, dichiar il suo interlocutore, uno dei segugi alle calcagna di Lord Spau, prima di tornare al suo cavallo.
Il solito domestico di Granville House la sera prima aveva parlato di un viaggio del marchese a Parigi. L'informazione era stata riferita a chi di dovere. Non restava che confermare la partenza.
Soffri il mal di mare? interrog Spau rivolto a Cedric Granville.
Nossignore. Sono figlio di mio padre, replic lui trionfante.
Lucas comparve alle loro spalle e annunci con voce sepolcrale, roteando gli occhi:
L'equipaggio dice che si prevede mare mosso.
Lo sentirete appena, lo taglieremo di prua. La White Star  ben bilanciata e la traversata non sar lunga, gli garant il capitano Lewis.
Aveva ceduto il timone al secondo per raggiungere il Brigadiere Generale, Lord Spau.
Gli ordini di Lord Donagall erano precisi. La White Star fungeva da nave di appoggio.
Il mio factotum non ha il piede marino. Durante il viaggio di andata ha vomitato anche l'anima, confid Sua Signoria.
Lo compiango, rispose Lewis.
L'enfer! confess Lucas, con una boccaccia.
Cedric Granville intervenne, sforzandosi di restare serio:
Mio padre, che  un marinaio, consiglia di evitare di guardare l'orizzonte, bere poco, mangiare pane duro e assumere un calmante.
Vostro padre ha ragione, concord il capitano. E noi abbiamo qualcosa di adatto a bordo. Andate dal cambusiere,  un intruglio che fa dormire: fatevelo dare e ingoiatene una pinta. Vi sveglierete in Francia.
Baptiste Lucas l'ascolt, ingoi la pozione magica, si sdrai in cuccetta e ronf fino all'arrivo.
...
.
...
VIAGGIO VERSO PARIGI.
...
.
...
Con il vento a favore, la White Star, rispett la sua fama e la mattina dopo attraccava al nuovo molo ovest di Dieppe.Dopo l'attacco della flotta anglo olandese che aveva distrutto il porto e la citt nel 1694, Vauban aveva disegnato un progetto per la ricostruzione, completato sotto la direzione di Monsieur de Ventabren.
Lucas si risvegli tranquillamente dal suo sonno miracoloso e un'occhiata dall'obl gli disse che erano approdati alla banchina. La nave dondolava appena.
Non male. Cos si pu fare, ammise, riconciliato con le traversate, prima di precipitarsi a sovrintendere allo sbarco dei cavalli.
I passeggeri scesero a terra. L'autunno incalzava, la Normandia gli regalava un pallido sole e un freddo eccessivo per la stagione. Il vento, teso, s'insinuava subdolamente sotto le vesti.
Lord Spau si arrampic in sella al grigio, si avvolse nel mantello da ufficiale e lo ferm al collo. Anche gli altri erano pronti. Ordin:
Avanti, e si mosse per primo.
Lasciata la costa, il paesaggio si inaspriva scoprendo il grigio scarno della falaise e, mentre tagliavano verso l'interno, risalendo il corso della Scie, il vento rinforz e prese a fischiare, schiaffeggiando i volti con severit. Seguirono la gola fino a superare il ponticello di pietra a un'arcata, vecchio di secoli, che li port sull'altra riva, passando sotto le ali protettive del castello di Caphar a guardia della valle, prima di risalire i contrafforti in direzione di Rouen. Avanzavano di buon passo, mantenendo un'andatura regolare.
Sua Signoria montava con la grazia di un sacco di patate, il suo disamore per l'equitazione era palese anche se la pratica, la consuetudine dei campi di battaglia e delle lunghe marce forzate l'avevano abituato a macinare miglia su miglia. Ma cavalcava in silenzio, chiuso in un mutismo fosco e fece appena un cenno con la testa a Cedric Granville che l'affianc, trattenendo l'esuberanza del suo roano.
Lord Spau, meditando le prossime mosse da fare, si ripeteva parola per parola quanto discusso nell'ultima conversazione con Lord Donagall.
Il marchese de Fracard  stato colpito durante una cacciata. Il Menestrello di Notre-Dame? Una firma e un nome legato alla cattedrale? Una traccia? L'abate Marignol  stato suicidato'. Sempre il Menestrello di Notre-Dame l'avrebbe spinto dalla finestra? Forse? Per il servitore che voleva rivelarci qualcosa  stato eliminato, lasciandoci a brancolare nel buio. Solo Jouet, strangolato durante una soire del Reggente, ci regala almeno una certezza. Possiamo restringere il campo. Le serate di Monseigneur, sono vietate agli estranei e ai servitori. Abbiamo scartato le ballerine... Quindi, il nostro Menestrello di Notre-Dame doveva essere tra gli invitati.
S, ma il vostro Menestrello, chiunque sia, non ha fatto tutto da solo. Ha dei complici, per forza, aveva sottolineato Donagall.
Lo so, sono pi d'uno  chiaro, aveva dovuto ammettere Spau.
Cellamare conosce la sua identit. Il messaggio era diretto a lui.
Cellamare  un diplomatico straniero. Non posso metterlo alla tortura, aveva replicato iroso. Al massimo se disponessi di prove certe potrei arrestarlo e farlo espellere.
Vero, ma con quanto sapete, circondatelo, serratelo ai fianchi.
Stringete il cappio sui suoi amici, aveva consigliato Donagall.
Gi fatto! Li teniamo sotto tiro, aveva obiettato il Brigadiere Generale.
Tra loro ci sono anche il duca e la duchessa du Maine.
Che voi conoscete bene.
Gi, aveva convenuto Spau laconico.
E Auguste Lion, marchese de Fracard  stato ucciso durante una caccia in onore del duca du Maine. Sospettate una complicit? aveva suggerito Donagall.
S. E sto pensando a una trappola. Vediamo. Cedric, il ragazzo potrebbe passare l'informazione che sono al corrente di qualcosa che li implica nella storia del Menestrello di Notre-Dame. Se trovassi il modo potrei chiedere un colloquio e fingere un ricatto?
Pericoloso, ma perch no? aveva approvato il suo interlocutore, possibilista.
 deciso, si disse. Comincer con il ragazzo. Andr alla Locanda del Pavone e... Poi se Marie Thrse de la Roche Montserrat non mi ha sostituito nel suo cuore e nel suo letto, mi rivolger a lei per l'approccio
successivo.  cugina di Ludovise de Bourbon. Render fattibile la mia commedia.
Tocc il grigio con i talloni, affianc Cedric Granville e gli dedic un secco:
Tempo sgradevole, vero?
S cugino, mugol. Pativa il freddo e cominciava ad accusare la stanchezza. Ma si avvolse nel mantello e strinse i denti, ricordandosi: non puoi lamentarti, l'hai voluto tu.
Campi sfibrati, dove poveri steli ingrigiti avevano rimpiazzato il biondeggiare delle messi, si susseguivano in un paesaggio stanco, immalinconito, rotto solo ogni tanto da siepi di sempreverdi. Qualche raro albero, posto a vigile sentinella di misconosciuti confini terrieri, spandeva parsimoniosamente rosseggianti foglie autunnali che il vento faceva danzare. Il vento, la bise, si era rinforzato durante gli ultimi chilometri. Picchiava da nord, tagliando il respiro e ghiacciando le ossa ma, prima che scendesse la notte, raggiunsero le mura di Rouen.
La capitale della Normandia ospitava la fiera annuale del bestiame.
Le sue strade strette, fiancheggiate da case medioevali, con travi di legno a vista, o da sontuosi palazzi rinascimentali, adornati da sfarzosi portali di pietra, brulicavano di folla. Le piazze erano invase da tende e tendoni che proteggevano centinaia di banchetti inghirlandati. I venditori offrivano la mercanzia ai passanti. L'odore di salsicce arrosto che si mischiava a quello dolciastro di frittelle, solleticava le narici.
I loro primi tentativi di trovare un alloggio andarono a vuoto. Le locande della citt non avevano un letto libero. Ormai la stanchezza si faceva sentire quando finalmente una taverna scalcinata fuori dalle mura promise alloggio a persone e cavalli. La sistemazione era appena accettabile ma la rimessa, adibita a scuderia, grande.
Lucas e Fraser sistemarono i cavalli, lasciarono di guardia i mozzi di stalla e raggiunsero i padroni.
Lo stanzone dabbasso era pieno di fumo e affollato da avventori rumorosi.
Lord Spau e master Cedric erano gi di sopra. Le camere, sottotetto, erano fredde e anguste. Uno sguattero accese un gran fuoco in un simulacro di salottino di passaggio, dove pi tardi serv una specie di cena che fece rimpiangere loro quella della White Star. La zuppa, che
aveva il pregio di essere bollente, serv a scaldare lo stomaco, ma lo stufato era tiglioso e navigava nel grasso, lasciando affiorare delle patate.
L'assaggiarono con diffidenza, rifiutandolo e mangiarono solo le patate.
Lucas invece, che aveva digiunato a bordo e moriva di fame, fece meno il difficile.
Poco dopo l'alba erano in piedi. La colazione fu l'unica piacevole sorpresa. Fecero festa al latte caldo, al pane appena sfornato accompagnato da formaggio fresco e miele e, senza perdere tempo, risalirono in sella.
Il vento era scemato, ma il cielo era aggravato da nubi minacciose gonfie di pioggia da versare. L'umidit trapassava la stoffa dei vestiti.
Cedric Granville si calc il tricorno in testa, avvolgendosi la sciarpa intorno al viso, si tir gi le maniche per coprire le mani e afferr le redini.
Via, ordin Lucas, prendendo la testa.
Spau fece cenno al ragazzo e lui ubbidiente tocc il roano con i talloni, affiancandolo.
Per le prime miglia Sua Signoria tacque annegato nei pensieri, ma dopo il secondo bivio alz lo sguardo alla densa cortina nera che li sovrastava, parve annusare l'aria e, abbandonato il suo mutismo, dichiar al suo compagno sbilanciandosi:
Tra un po' diluvier. Peccato, contavo di raggiungere Gisors in serata, ma dubito che ce la faremo.
Gisors? ripet Granville perplesso.
 una cittadina del Vexin Normand, dove speravo di trovare una locanda pi confortevole di quella di Rouen. Che ne dici?
Non guasterebbe.
Domani sera dobbiamo arrivare a Parigi, afferm, con un'occhiataccia alle nuvole.
Parigi, evviva! tripudi Cedric. Non conosco Parigi. Quanto ci fermeremo?
Il tempo necessario. Un paio di settimane, immagino, rispose Sua Signoria.
Necessario a cosa?
A raccogliere delle informazioni, lo sbrig Spau, lasciandolo allo scuro.
Ah capisco, mormor il ragazzo e affond il naso nello sciarpone.
Le prime gocce batterono sul volto dei viandanti.
Che ti dicevo, tra un po' saremo fradici, protest cupo il marchese.
Ma annunci consolante: A Parigi ci rifaremo. Conoscerai mia nonna, la contessa de Beauvilliers.
Sissignore certo, ottimo, rispose.
L'acquazzone, quasi un uragano, li rallent, infradiciandoli implacabilmente come aveva vaticinato Sua Signoria. Spau prosegu con ostinazione per ore, ma la visibilit era scarsa, la carreggiata si camuffava sotto una poltiglia melmosa, i cavalli scivolavano e le mani dei cavalieri erano gelate.
A Les Andelys, Gisors era ancora lontana, il Brigadiere Generale dette ordine di fare sosta alla prima locanda che incontrarono. La stalla era di fianco. Riuscirono a leggere a fatica il nome sull'insegna attraverso la cortina di pioggia: Bienvenu, diceva.
Invitante, comment Sua Signoria smontando di sella, imitato dal cugino e, mentre gli uomini ricoveravano i cavalli, spinse la porta.
Un confortevole tepore li avvolse. Si guardarono intorno rinfrancati.
Lo stanzone, che fungeva anche da sala da pranzo, era quasi deserto.
Due viandanti sedevano a una tavola apparecchiata vicino al focolare e una sguattera mesceva loro del vino da una brocca di coccio. Il locandiere accorse, strofinandosi le mani nel grembiule, e accolse i nuovi arrivati inchinandosi. Era un uomo robusto, imponente, alto quasi come il Brigadiere Generale.
In cosa posso servirvi? chiese con garbo.
Dell'acqua calda, la cena e l'ospitalit per stanotte. Almeno tre camere. Siamo in sette, rispose Sua Signoria.
L'omone annu sorridendo, chiam ad alta voce:
Mathilde, e una donna si affacci da quella che doveva essere la cucina.
Mia moglie, present lui con fare spiccio.
Lei, piccola, rotonda e rubizza, liber i signori dei mantelli appesantiti dalla pioggia e offr subito vino caldo per riscaldarli, aromatizzato con zucchero e cannella.
Si servirono, prima di salire a cambiarsi. Uno sguattero li aveva preceduti nelle camere, accendendo il fuoco. Poco dopo tornava con le brocche piene d'acqua calda.
Quando Sua Signoria e Master Granville scesero dabbasso, un profumino invitante veniva dalla cucina.
Zuppa di porri con prosciutto e pollo in umido con patate, annunci gioiosa l'ostessa sporgendosi dalla porta. Un bambino con il pollice in bocca si teneva attaccato alla sua gonna e scrutava gli ospiti.
Perfetto, ho fame, esclam il marchese di Spau.
Madre e figlio sparirono. Del formaggio faceva bella mostra sulla tavola, con accanto una pagnotta affettata. Non mangiavano dalla mattina. Si concessero un assaggio, Sua Signoria chiese che servissero altro vino, che bevve di gusto, ma il ragazzo ne prese appena un sorso e dichiar: Non sono abituato.
Avrai tempo d'imparare, comment Lord Spau. Sai tirare di scherma? inquis discorsivo.
Un po', ma non sono bravo come Colin, ammise francamente.
Ci vorr qualche lezione, ma faremo di te uno spadaccino in grado di difendersi. Sar il tuo maestro, promise.
Oh s, grazie.
Il vino aveva messo Sua Signoria di buon umore.
Ho visto il tuo fucile. E una bella arma. Sai usarlo?
Sissignore. Ho buona mira.
Meglio, potr servirti. Questo viaggio non sar sempre una passeggiata
gli anticip, tagliandosi una fetta di formaggio alta due dita.
La mise in bocca e la mastic con gusto, studiandolo.
Il ragazzo deglut e promise:
Me la caver.
Di notte si lev il vento da ovest, che cominci a spazzare via le nuvole.
La mattina dopo il cielo era sereno. Il sole, simile a un pallido disco velato, brillava faticosamente, ma di buonora si misero per strada sfidando pozzanghere e fango.
La natura, persone e cose, si risvegliava dopo l'uragano del giorno prima.
I cavalli reggevano l'andatura ma i viaggiatori li risparmiarono. Incrociarono carri, carretti, bestie da soma, viandanti a piedi. Li superavano, chiedendo strada.
...
.
...
ARRIVO A PARIGI.
...
.
...
La notte li raggiunse mentre si avvicinavano a Parigi. Poco dopo le sette di sera attraversavano il borgo de La Chapelle, poi giunsero alla porta. Prima delle otto Rue Mazarine li avvolse in un caldo abbraccio di benvenuto.
Il guardaporta spalanc i battenti, gridando eccitato:
Ben tornato Eccellenza, signor conte! Gli zoccoli risuonarono sul selciato del cortile. I valletti sciamarono come api dall'alveare.
Sua Signoria smont e imbocc i gradini dello scalone esterno
risalendoli a due a due.
Louis, sporgendosi dall'alto, riconobbe il padrone e and ad avvertire la contessa.
Amlie Aloysia de Beauvilliers scatt in piedi emozionata. Sussurr a s stessa: Il mio ragazzo  tornato. Ma si ricompose subito. Sost appena un attimo davanti allo specchio, controll la chioma nivea, costretta da una sottile reticella d'oro, spian la veste, corse e si affacci dal pianerottolo del primo piano.
Il nipote era nell'atrio circondato dai domestici. Dietro di lui un giovinetto biondo sconosciuto. Chiam ad alta voce:
Francis Jules!
Lui alz il volto, sorrise e:
Eccomi maman, assicur. Vol per lo scalone di marmo, le prese le mani e si chin a baciarle.
Lei l'accus:
Sei uno sventato! Perch non mi hai avvertito del tuo arrivo?
Perdonatemi, ma la nostra partenza  stata improvvisa. Una lettera non poteva viaggiare pi veloce.
La contessa lev la mano ad accarezzargli la guancia, sorrise placata e aprendogli le braccia mormor:
Sei perdonato.
Il giovinetto biondo li aveva raggiunti e aspettava in silenzio educatamente.
Sua Signoria si stacc dalla contessa, spieg:
Ti presento Cedric Granville,  un lontano cugino che mi fa da segretario.
Madame la comtesse, onorato di fare la vostra conoscenza, salut lui con il suo francese impeccabile, inchinandosi.
Benvenuto a Parigi, disse la vecchia signora con gentilezza, porgendogli la mano da baciare. Poi rivolta al nipote:
Un cugino? Un altro Granville? interrog. Ma certo, la tua famiglia inglese. Franois devi raccontarmi tutto! L'Inghilterra? E il re? affastellava le questioni...
Sua Maest, Giorgio primo, mi ha pregato di portarvi i suoi saluti, le anticip soavemente.
Era un bambino ben educato, vedo che lo  ancora, comment lei asciutta, nascondendo abilmente la soddisfazione.
 un buon re, pare, comment suo nipote.
Immagino, buon sangue non mente, ma dimmi di te, di tuo nonno.
Voglio sapere tutto, intim.
Dateci almeno il tempo di cambiarci!
No di certo,  tardi. Ho fame e muoio di curiosit, resterete come siete. Ma vi concedo una breve toilette.
Attese impaziente e impettita il loro ritorno, poi si appese al braccio di Franois, e fissando il giovane Granville, comand:
Seguici nel mio salotto. Ci porteranno la cena mentre parliamo.
Un valletto spalanc la porta davanti a loro.
Sedete! decret appena l'ebbero varcata, dirigendosi verso la sua poltrona preferita e intim al nipote:
Forza Franois, ti ascolto!
Lui scart una poltroncina inadatta a contenere la sua mole, indicandola al giovinetto e, sistemandosi pi confortevolmente, dichiar scherzoso: Ai vostri ordini, e si accinse a un resoconto preciso.
Fu l'occasione per Cedric/Lavinia per fare la vera conoscenza del cugino.
Tra nonna e nipote c'era un affetto profondo, palpabile, e una grande confidenza basata sulla comprensione e temperata dalla tolleranza. Lucas si era rivelato un informatore prezioso. Sapeva che il conte e la contessa de Beauvilliers avevano cresciuto il nipote come un figlio. Franois Jules era il loro unico erede. Ma avevano scelto di non tenerlo nella bambagia.
Gli avevano lasciato spazio per volare con le proprie ali, permettendogli di seguire la carriera militare che si era scelto. E l'avevano amato.
Spau parlava rilassato, esibendo a piene mani sano buonsenso e il sottile umorismo che finora aveva solo intuito.
I particolari sul duca di Langley interessavano la contessa. Il nipote l'accontent riferendole in dettaglio il primo incontro, la singolare somiglianza che li accomunava e scaten la sua ilarit con la frase:
Sua Grazia era sopraffatto, non poteva capacitarsi. Continuava a ripetere "impressionante". Avresti dovuto vedere la sua espressione. Il ranocchio francese era il suo ritratto. Era un colpo basso, ma doveva incassare. Mi ha trascinato subito nella galleria e dopo...
Era commosso, immagino, gli fece notare sua nonna con le lacrime agli occhi dal ridere.
Ha cominciato a sciogliersi, ammise.
La contessa tacque compiaciuta. Non dubitava del carisma del nipote, ma si rallegrava in cuor suo del fatto che avesse conquistato il vecchio signore.
Francis Jules le stava anticipando l'invito del duca a Langley quando un cauto bussare alla porta segnal l'arrivo dei valletti con la cena.
Ci andrai? interrog subdolo.
Forse, rispose Amlie Aloysia de Beauvilliers con un sorrisino.
I cavalletti furono aperti, apparecchiati con tovaglie di lino immacolato, e quando le pietanze furono portate e presentate, interruppero la conversazione.
La contessa come d'abitudine si serv come un uccellino, spilluzzic svogliata, poi si consider sazia, appoggi le posate e cominci a stuzzicare il piccolo Granville.
La incuriosiva. Chiese: Il tuo compito con mio nipote  gravoso?
Lui fin di masticare, si forb la bocca con il tovagliolo e rispose schietto: Nossignora, non direi. Finora mi sono limitato a cavalcare e a seguire Lord Spau.
Lui, che mangiava a quattro palmenti, si interruppe per spiegare:
Cedric sostituir per qualche tempo Colin, suo fratello. Colin  rimasto ferito in un incidente...
Un incidente, interrog la contessa apprensiva.
S madame, ha una spalla e una gamba rotte. E stato investito da un carretto per strada. Si rimetter, ma nel frattempo Lord Spau ha dovuto accontentarsi di me
dichiar il ragazzo senza complessi.
Gi, ma non credo che me ne farai pentire, concesse il Brigadiere Generale, intervenendo nuovamente.
Chiar alla nonna:
Lucas, che  un buon giudice, lo considera un ottimo cavallerizzo, parla e scrive bene il francese e se la sbriga con lo spagnolo.
Non male per un sostituto, comment lei con un sorriso.
Infatti e per il resto lo metteremo alla prova, concluse pragmatico.
Quanti anni hai? chiese la contessa, ritornando al ragazzo.
Sedici, rispose con disinvoltura.
Sei molto giovane. Sembri molto maturo, anche se avrei detto pi giovane dal tuo aspetto, mormor Amlie Aloysia de Beauvilliers.
Quel piccolo Granville aveva qualcosa di speciale, con il suo atteggiamento riservato, che la intrigava.
Troppo buona, madame la comtesse, vi ringrazio. Nostro padre tiene molto all'educazione.
Vedo, vedo e con eccellenti risultati, lo compliment lei, poi lasciandolo alla sua cena, cambi bersaglio:
Sputa il rospo Franois, a cosa dobbiamo la tua visita parigina?
Devo incontrare il Maresciallo Villars, riferire sulla mia missione e arruolare qualcuno dei miei vecchi soldati come scorta, replic lui, senza battere ciglio.
Missione?
Missione diplomatica e di ricognizione, ribatt senza sbilanciarsi.
Dove?
Maman, mi spiace, non potete chiederlo.  una missione segreta concordata con Lord Donagall. La riservatezza  d'obbligo, replic succinto.
La contessa aggrott la fronte palesemente seccata, ma vinta dalla curiosit chiese: Lord Donagall?
Gi.
L'eminenza grigia dell'Hannover. Cela grandi capacit dietro un aspetto angelico. Splendido uomo, ricordo, le donne gli giravano attorno come le mosche, dichiar Amlie Aloysia de Beauvilliers da intenditrice.
Ho conosciuto anche sua moglie, tagli corto il nipote.
Lei aggrott un sopracciglio interrogativa e lui ammise:
Come si dice, stavolta il conquistatore  stato conquistato.
Bene bene, mormor la contessa divertita, astenendosi da fare commenti e afferm invece:
Lord Donagall  un uomo che ama le sfide.
Forse, convenne imperturbabile, ma borbott conciliante:
Gli ordini vengono da Sua Maest, Giorgio primo.
Lei trafisse il piccolo Granville interrogativa, ma il giovinetto scosse la testa, sinceramente impotente.
Siete terribilmente impicciona, non sa nulla, conferm Lord Spau sornione.
E allora non voglio sapere, ma non ti mettere nei pasticci, intim lei con espressione tempestosa. Temeva a ragione che la missione del nipote potesse farsi rischiosa.
Promesso, garant soavemente bugiardo, e poi avr sempre Cedric
per proteggermi, celi.
Lui ignor i suoi occhiacci, ingiungendo:
Basta con le chiacchiere, maman. La vostra cena  un poema, dobbiamo farle onore, dichiar.
Ho cambiato cuoco da una settimana, sono lieta che sia di tuo gusto, rispose la contessa meccanicamente. All'improvviso aveva paura.
Rabbrivid involontariamente. Poi per consolarsi si disse: Francis non  un novellino, sa destreggiarsi tra i pericoli. Ne verr fuori come sempre. Si riscosse e:
Ma non immaginavo il vostro arrivo stasera. Avrei ordinato qualcosa di speciale. Per dessert avremo budino di vaniglia, spero...
Il budino piacque e fu spolverato in un lampo.
...
.
...
IL MARESCIALLO DUCA DE VILLARS.
...
.
...
Il Brigadiere Generale Beauvilliers, Lord Spau, prima di ritirarsi aveva passato ordini ferrei.
Un valletto fu inviato al Palais du Conseil di buonora per annunciare il suo arrivo al Maresciallo Villars e al Lieutenant de Polke Alphonse Bousquet.
Il rapporto di Bousquet arriv per primo, alle dieci, con la colazione.
Lo scorse rapidamente. Le indagini continuavano ma nessuna novit di qualche rilievo. Avevano rafforzato la sorveglianza all'Ambasciata spagnola.
Doveva vederlo, scrisse:
"Vi aspetto in rue Mazarine alle quattro del pomeriggio."
La risposta del duca de Villars arriv alle dieci e mezzo. Poche parole:
"Mi compiaccio del vostro ritorno a Parigi e una convocazione: "Da me a mezzogiorno!"
Alz la testa dal foglio e fece cenno a Cedric Granville che, vestito di tutto punto, aspettava suoi ordini.
La sera prima, quando la contessa de Beauvilliers si era accorta che il giovane cugino segretario del nipote cascava dal sonno l'aveva spedito a letto.
Cedric/Lavinia aveva dormito come un ciocco fino alle otto e mezzo, quando l'eccitazione di essere a Parigi l'aveva svegliata. Si era alzata e aveva divorato le delizie del cuoco, brioches e biscotti fragranti appena sfornati.
Dopo quel festino gastronomico, aveva chiesto dell'appartamento di Sua Signoria, piazzandosi davanti alla porta. Alle dieci aveva seguito il vecchio Louis e...
Verrai con me, decise il Brigadiere Generale, spostando le coperte.
Sissignore, rispose.
Andiamo dal Maresciallo Generale Villars, ci aspetta, spieg.
Ma prima, passeremo da rue des Saints Pres e ti mostrer la Locanda del Pavone. Non  un gioco. I tuoi contatti dovranno vederti, ma tieni la bocca chiusa e resta incollato a me, intim.
Non dubitate.
Ottimo, di' a Lucas di far sellare i cavalli, ordin Lord Spau.
Scese dal letto e si sfil la camicia da notte restando nudo.
Cedric gir gli occhi, replic:
S certo, vado, e schizz via per nascondere il rossore. Quando si era offerta di sostituire Colin non era arrivata a prevedere... Franois Jules era un uomo molto attraente e lei... Attenta ragazza o ti tradirai, si raccomand.
I cavalli attendevano in cortile, ai piedi della scala.
Granville vol in sella con un impeccabile volteggio mentre il nuovo Marchese di Spau si arrampicava con calma, alla sua maniera, come gli riusciva. Lucas e Fraser mossero dopo di loro come scorta, imperturbabili.
Fecero la deviazione su rue des Saints Pres, poi proseguirono per il Palais du Conseil. L il Brigadiere Generale lasci il segretario in anticamera.
Il Maresciallo duca de Villars l'ascolt in silenzio, senza fare obiezioni, assentendo automaticamente con la testa. Poi scatt in piedi come un ragazzino ed esclam:
Piano azzardato, ma convincente. La segretezza  il suo cardine, ma ci serve il beneplacito di Sua Altezza, il duca d'Orlans. Andiamo al Palais Royal.
Il tempo di raggiungere il cortile, montare a cavallo, e in una manciata di minuti furono tutti sull'altra riva della Senna.
Il Maresciallo duca de Villars, il Brigadiere Generale Marchese di Spau, conte di Beauvilliers e monsieur Cedric Granville annunciava poco dopo, Dupont, primo maggiordomo del duca d'Orlans.
Il Reggente era ancora in vestaglia, nonostante fosse quasi ora di pranzare. Non portava parrucca e i suoi capelli, tagliati corti, erano prematuramente grigi. Aveva ignorato la messe di comunicazioni che affollavano l'immenso scrittoio rococ della sala, sprofondandosi
comodamente in un'ampia poltrona ricoperta di velluto cremisi, sistemata a giusta distanza davanti al fuoco.
Accett di buona grazia l'inchino del Marchese di Spau, ma gli sbadigli vistosamente in faccia, biascicando riottoso: Ieri sera ricevevo degli amici... una festa privata. Stanotte ho dormito poco.
Monseigneur, Altezza, perdonate non volevamo disturbarvi -
mormor compiacente. Aveva partecipato ad alcune delle famose serate del Reggente e ricordava bene l'andazzo.
Philippe d'Orlans fiss il suo interlocutore, si pass la mano sulla testa, stropicciandosi i capelli, strinse l'occhio complice e:
Lieto di rivedervi caro conte, uhm no, ora siete anche marchese -
bofonchi, Qual buon vento?
Torno dall'Inghilterra, come sapete.
Certo, certo, dovevate incontrare il duca vostro nonno e il re. Vi era stato affidato un compito.
Infatti e porto nuove in merito, rispose.
Molto bene, comment il Reggente. E che mi dite del re? Cosa pensa della Spagna?
Sua Graziosa Maest mi ha pregato di porgervi i suoi omaggi.
L'attacco in Sardegna  questione di ore forse. Serve una reazione comune.
Con Lord Donagall, suo consigliere abbiamo preordinato una linea di condotta...
Quale? interrog Philippe d'Orlans, attento.
La flotta inglese superer Gibilterra in pochi giorni puntando a nord est. L'ammiraglio Sir George Byng incrocer nel Mediterraneo, per controllare la flotta spagnola...
Ma... voi?
Era previsto che mi unissi alla flotta. E invece ho dovuto rinviare.
Aspetter gli inglesi a Marsiglia. La strafottenza del Menestrello di Notre-Dame chiede un altol. Ma ci servono un paio di settimane.
Monseigneur studi il suo interlocutore, corrug la fronte e chiese:
Un paio di settimane? Cosa vi fa credere di riuscire a catturarlo in due settimane?
Ho in mano diciamo qualche atout in pi.
Prendetevi due settimane, concesse Philippe d'Orlans magnanimo.
Conto su di voi!
Poi alz il sopracciglio interrogativo e indicando incuriosito il giovane inglese con il dito: Chi ?
Permettete Altezza, che vi presenti mio cugino, Cedric Granville,  venuto con me da Londra. Mi far da segretario.
Il Reggente dedic appena un'occhiata al ragazzo che s'inchinava rispettosamente e borbott: Vostro cugino... ottimo, ottimo. Ma l'ignor subito dopo. Invece si alz, prendendo sottobraccio amichevolmente Spau e, seguito dal Maresciallo Villars, lo trascin dall'altro lato della sala e ingiunse:
Avanti, ditemi tutto!
Cedric Granville rest ad attendere dove l'avevano lasciato. Data la lontananza degli interlocutori, la conversazione gli era preclusa e allora si guard intorno, studiando i particolari della sala. Molto bella, anzi sfarzosa. Le pareti esibivano una profusione di verde tenue e oro. Una serie di dipinti, incassati e incorniciati da stucchi arabescati, raffiguravano splendide scene pastorali. Il pi lontano, dietro i tre che parlavano, raffigurava un gruppo di ninfe danzanti avvolte in veli. Qualcuno spiava la loro danza celato dal bosco. Chi? Incuriosito, il giovane si avvicin per guardare meglio.
Poi Granville si spost di lato e... s, eccolo, ora distingueva un fauno villoso che faceva capolino tra le fronde ma... notava anche qualcos'altro.
Aguzz gli occhi, ma certo, il dipinto pareva muoversi, girava?
Qualcun altro in carne e ossa che spiava?
Se  cos, rappresenta un pericolo per il piano di Lord Spau, si disse.
Dimentic l'etichetta e grid, senza preoccuparsi di tenere sotto controllo il timbro della sua voce:
Generale, milord, l, dietro di voi, c' qualcuno guardate!
Lord Spau si gir seccato e ingiunse:
Zitto! Per poi, d'istinto, guard anche lui e vide... ma certo il dipinto si muoveva... Reag in un lampo, scattando in avanti, ma il pannello si era gi richiuso.
Cosa c', qui dietro? interrog furibondo, tentando invano di riaprirlo.
Qui dietro, dove? chiese il Reggente sbalordito.
La scena pastorale, rispose, tastando freneticamente il dipinto.
Aspettate, aspettate, basta spingere qui, sugger Monseigneur e appoggi la mano su una rosa di stucco.
Uno scatto e il pannello si apr. Spau lo spalanc. Un gradino e verso sinistra partiva un corridoio stretto e buio e si sentiva chiaramente lo scalpiccio di passi che si allontanavano di corsa. Sua Signoria s'infil nel cunicolo sotto la volta ammattonata, avanz per qualche passo, poi l'oscurit l'avvolse, accecandolo. Si ferm scornato. Imprec furibondo, torn indietro e dichiar:
Chi ci spiava,  fuggito. Dove porta questa galleria?
Nell'ala est, dietro la cappella, seguitemi, ordin Philippe d'Orlans e si diresse verso la porta. La super, e ai valletti che accorrevano:
Date l'allarme: una spia, un malfattore,  dentro il passaggio segreto, prendetelo! Quindi pragmatico ingiunse:
Due di voi qui, di guardia, potrebbe tornare indietro. Gli altri con noi.
 un vecchio passaggio, sbuca nella sagrestia. Lo volle mia madre, l'Elettrice Palatina. La sala dove eravamo era il suo salotto privato -
spieg quando furono nel corridoio. Li precedette a passo militare fino a incrociare la galleria, svolt a destra, continu ancora e infine dichiar:
Ci siamo, fermandosi davanti a una porta, aperta a met.
Troppo tardi? si chiese il Maresciallo ad alta voce.
Forse, ma controlliamo, sugger il Reggente.
Vostra Altezza, restate qui e lasciate a noi questo compito, sollecit Villars facendo segno al suo vice.
Il Brigadiere Generale spinse il battente semichiuso, entr per primo e, attraversata la cappella in poche falcate, fu nella sagrestia, seguito dal Maresciallo e da due valletti.
La stanza era piccola, sul fondo un armadio, con uno sportello spalancato che si apriva su un cunicolo.
La spia  fuggita, esclam.
Maledetto, s ma non pu essere lontano, rugg Villars, torn indietro a riferire e ingiunse ai servitori:
Frugate dappertutto, sguinzagliandoli dietro la preda.
Spau, che era rimasto nella sagrestia, studiava la situazione. Un dubbio lo rodeva. La porta aperta della cappella indicava che la volpe
era fuggita, ma... I tre armadi sulla parete destra potevano servire da nascondiglio?
Apr gli sportelli del primo, scoprendo una profusione di fastosi ostensori, calici d'argento arricchiti da pietre preziose. Scart anche il secondo dove i ripiani sovraccarichi esibivano leggii in legno intagliato e dorato, e pesanti candelieri di bronzo, e pass al terzo dove vide appesi in bell'ordine, due file di paramenti ricamati multicolori e sontuose planete intessute doro. Scosse la testa, richiuse e raggiunse gli altri.
Nulla! Quel diavolo ce l'ha fatta! E se non era per Cedric... Bravo! -
dichiar, dandogli un colpetto d'incoraggiamento sulla spalla.
Occhio di lince il vostro ragazzo, rincar Villars.
Giusto. Se non ci fosse stato vostro cugino non avremmo mai immaginato, interloqu Philippe d'Orlans. Non ti sfugge niente, ragazzino.
Merito della scena pastorale, Altezza. Per vederla meglio, ho allungato la testa, spieg lui senza vanteria.
Cosa ti piace della scena? sollecit il Reggente, incuriosito.
Tutto. E animata, ruba lo sguardo. La danza delle ninfe, il bosco, l'agguato...
E quindi oltre a un occhio di lince, abbiamo anche un intenditore
asser Philippe d'Orlans, divertito e lusingato.
Lord Spau rifletteva, domand:
Chi conosce l'esistenza del passaggio?
La servit, la famiglia, qualche amico, l'abate... e i pittori che hanno eseguito i dipinti.
Quando?
Tanti anni fa, erano italiani, sono tornati a Roma.
Da scartare dunque. Dobbiamo puntare altrove. Qualcuno vicino a voi?
Chi pu aver osato? s'interrog il Reggente, furibondo.
Avete nemici potenti, Altezza, anche a corte, azzard Villars.
Lo so bene, riconobbe Monseigneur, lapidario.
Mirano solo a estromettervi e a minare le vostre iniziative, rincar il marchese di Spau.
Lo so signori. Bisogna guardarsi da tutti, anche da chi si finge un amico e approfitta della nostra debolezza, ammise l'Orlans a malincuore.
Raddoppieremo la guardia, decise Villars.
Ben detto, ma ricapitoliamo, quando siamo stati interrotti, voi marchese stavate parlando della filastrocca...
S Altezza, dicevo che puntavo sull'uccisione di Jouet per individuare il Menestrello di Notre-Dame.
Quindi la spia avrebbe sentito poco, per fortuna.
Per fortuna!
Bene!  tempo di riprendere la nostra discussione, sugger il Reggente, avviandosi per il corridoio. Ritornarono nella sala, dalla quale erano partiti, mentre il grande orologio a parete batteva le due del pomeriggio.
Sua Altezza si gir e chiese mordace al maggiordomo impalato dietro di lui:
I nostri uomini? Hanno scoperto qualcosa?
Mi informo subito, Vostra Altezza, rispose sollecito Dupont.
Fece per scattare ma il Reggente lo ferm:
Un momento. Il mio stomaco  sottosopra, protest con una smorfia, e l'ora di pranzo  passata da un pezzo.
Fai apparecchiare e servire qualcosa.
Pierre Lavalle rest nel buio, immobile, incollato contro la parete dell'armadio, fino a quando sent allontanarsi i passi del gruppo di cacciatori che lo braccavano e finalmente tir un respiro di sollievo. Ora doveva solo uscire, raddrizzare la parrucca, lisciare la giubba da lacch e mischiarsi agli altri.
La mossa di aprire la porta della cappella, prima di rifugiarsi dentro l'armadio rannicchiandosi sul fondo coperto dalle vesti talari e dalle planete, si era rivelata la sua salvezza. Ma il giovane Brigadiere Generale era furbo. Non si fermava alla prima impressione. Gli era arrivato vicinissimo. L'aveva sentito aprire lo sportello, sapeva che guardava. Per fortuna il mobile era molto profondo.
Tast dentro la giubba della livrea il fascio di fogli presi al volo dallo scrittoio del Reggente. L'arrivo inopinato di Sua Altezza l'aveva costretto a tagliare la corda. Si era rifugiato nel cunicolo e poi era riuscito a nascondersi.
Una spia  stata colta sul fatto. Faranno un'ispezione, nessuno escluso, valut freddamente. Non hai tempo di guardare che roba sia, liberatene.
Meglio farsi trovare pulito. Lascia anche la borsa, si ordin. La teneva agganciata alla cintura. Conteneva tutti i suoi averi, era pesante e gonfia di monete. Il mestiere di spia era redditizio.
Li nasconder qui, decise e appoggi tutto a terra, sul fondo dell'armadio.
Pi tardi troverai il modo di recuperare carte e malloppo.
Spost i paramenti appesi, spinse lo sportello, scivol fuori e un istante dopo si affacciava per il corridoio. Nessuno.
Tranquillizzato, si avvi frettoloso come un bravo servitore ansioso di compiacere il suo principe.
Dupont, il maggiordomo del Reggente, torn e rifer.
Vostra Altezza, sono costernato. Nessuna traccia. La spia sembra scomparsa.
Oh diavolo! esclam Monseigneur, mangiando amaro.
Scomparsa, no peggio. Temo che abbiamo un abile camaleonte che ha saputo mimetizzarsi tra i presenti, dichiar Spau indispettito.
Pensate a qualcuno tra la gente di palazzo? interrog Villars.
Quale scelta migliore per non destare sospetto? Bisogna frugare dappertutto e passare al setaccio le stanze della servit. E mantenere alta l'attenzione, decise il suo vice.
Dupont, fate eseguire, approv il Reggente, e quando il maggiordomo fu uscito dichiar:
Non ho dubbi su Dupont e su Bertrand, che  il mio cameriere da quando avevo dieci anni. Escluderei anche i lacch di servizio alla mia persona...
Il maggiordomo, d'accordo, e poi era con noi. Bertrand, vi credo, ma gli altri? I nostri nemici, per convincere qualcuno a tradire, si saranno mostrati molto generosi, gli fece notare il Maresciallo.
Uhm s, certo  possibile e francamente non mi piace, ma riconosco che  il prezzo del potere, confess Philippe d'Orlans, scoraggiato.
Si ud un lieve bussare.
Avanti! comand meccanicamente Sua Altezza.
Uno stuolo di valletti entr, squadernando in un lampo cavalletti a reggere tavole, e ricoprendole con sontuose tovaglie ricamate. Poi
comparvero stoviglie, piatti, piattini coppe, coppette di porcellana finissima, posate d'argento e bicchieri di cristallo pregiato che furono disposti in bell'ordine di fronte ai commensali.
Cedric Granville si specchi nel piatto scintillante, materializzatosi davanti a lui e fu testimone del sontuoso avanzare del carosello. Una processione di camerieri entr portando una profusione di vassoi che contenevano ogni ben di Dio.
Philippe d'Orlans contempl la presentazione scenografica. Si compliment bofonchiando:
Mi rallegro,  molto efficace. E si compiacque di assaggiare le pietanze.
Ottimo, ottimo, credevo di non potere neppure annusare il cibo e invece Lafitte fa risuscitare i morti.  un cuoco straordinario e, con i suoi miracoli, ha riaperto il mio stomaco, afferm poco dopo, sorbendo a piccoli sorsi, goloso, una vellutata di gamberi di fiume.
Si lasci andare, rilassandosi contro lo schienale della sedia e assapor di gusto un superbo pasticcio di cacciagione in crosta. Tripudi davanti a un laghetto di crema sul quale galleggiavano isolette di chiara d'uovo. Intinse il cucchiaio e sospir, beato. Alla fine, appagato, lasci che i servitori sbrattassero e portassero via. Poi con slancio battagliero:
Riprendiamo il nostro discorso, ingiunse. Resta, anche tu Granville, concesse regalmente e sussurr un ordine al maggiordomo.
Sua Signoria attese che il domestico fosse uscito e cominci a spiegare:
Spero di fare uscire il Menestrello di Notre-Dame allo scoperto.
L'ordine di Sua Altezza fu esaudito. Ci che aveva chiesto fu portato e appoggiato sul tavolo dorato al centro della sala. Era una cartella. Prima di congedare gli ospiti, il Reggente la prese e la consegn al giovane Granville, dichiarando:
 uno degli schizzi preparatori della pastorale. In segno tangibile della mia riconoscenza.
Lui sbarr gli occhi, e mormor:
Oh grazie Vostra Altezza, grazie mille!
Il Reggente gli strizz l'occhio, poi giratosi verso il Maresciallo, ordin:
Ma rispettiamo l'etichetta. Date a questo giovane occhi di falco anche la medaglia doro dell'incoronazione di mio nipote, Sua Maest Luigi quindicesimo.
 un alto onore, ringrazia, gli sugger suo cugino sottovoce.
Ehm, s certo, sussurr il giovane e, inchinandosi profondamente disse con eleganza:
Vostra Altezza ho fatto solo il mio dovere, sono toccato dalla vostra generosit.
Mi piaci piccolo inglese, conto di rivederti, augur il duca d'Orlans strizzandogli di nuovo l'occhio.
Allora Cedric cosa ne pensi del contatto con il potere e gli intrighi? -
sond suo cugino, mentre tornavano a casa.
Sono stupito e frastornato, ammise sinceramente.
Monseigneur  un bersaglio dovuto e il Menestrello di Notre-Dame un nemico pericoloso.
Il Menestrello o chi per lui, azzard pensoso il finto Cedric.
Non sbagli. Il nome Menestrello di Notre-Dame forse  una copertura per pi persone unite da un patto efferato.
Questo non facilita il vostro compito e il Reggente  in pericolo.
E noi dobbiamo proteggerlo. Il duca d'Orlans  un uomo intelligente e preparato. La sua posizione a corte l'ha relegato per troppi anni a fare quasi da tappezzeria, ha sciupato le sue qualit in futili occupazioni e invece  una persona di valore. Peccato che sia solo il Reggente, sarebbe stato un re illuminato, dichiar Lord Spau.
Ho visto e sentito. Ma corrono tante voci su di lui: vizi, debolezze.
Immaginavo che Monseigneur, l'uomo pi vicino al trono di Francia, fosse diciamo diverso, pi, pi... obiett Cedric Granville, schiarendosi la voce.
Cosa pi? inquis Spau con malizia.
Vediamo, forse pi volubile, principesco, distaccato che so, ecco!
E invece la naturalezza del suo modo di fare mi ha colpito e mi piace.
Ragazzo mio, oggi hai conosciuto il vero Philippe d'Orlans, aperto di modi e vedute. La sua tolleranza in materia di religione e la sua politica quasi rivoluzionaria fanno infuriare i vecchi coccodrilli del regno.
Il resto? Grandezza e meschinit, forza e debolezza, bianco e nero si mischiano in lui. Il risultato? Il grigio. Nonostante sia considerato un
ubriacone, un libertino, un cinico, lo ritengo un buon governante che mira solo al bene del paese, afferm con convinzione.
Alle quattro in punto Louis aveva introdotto il Lieutenant Bousquet,
puntuale come sempre, nello studio del suo superiore, lasciandolo ad aspettare davanti all'armadio in palissandro, intarsiato a disegni raffiguranti balestre, corni da polvere, lunghi pugnali tipici di ogni fornitura da caccia, che allineava gli straordinari fucili del padrone di casa. Il ritardo del capo lo aveva spinto a rileggere pignolescamente le sue note, prima di dedicarsi alla contemplazione della storia di Scipione l'Africano, rappresentata nei due grandi arazzi fiamminghi che ricoprivano quasi completamente le pareti di fronte e di fianco a lui.
Sua Signoria comparve alle cinque, facendolo balzare in piedi.
Lieto di rivedervi, dichiar il poliziotto con il volto grassoccio spianato in un sorriso.
Caro Alphonse, anch'io, lo gratific il suo capo, chiamandolo per nome.
Scusate il ritardo ma siamo stati trattenuti al Palais Royal, spieg brevemente, prima di aggiungere con tono leggero:
Vi presento mio cugino, Cedric Granville. Dovr fare... da, uhm, usignolo diciamo, e funge da mio segretario.
Monsieur le Lieutenant Bousquet, salut educatamente il ragazzo e porse la mano, che l'ometto strinse con vigore inatteso.
In Inghilterra gli spagnoli sapevano del mio arrivo, dei miei spostamenti e mi hanno seguito, disse subito il Brigadiere Generale.
Bousquet alz un sopracciglio interrogativo.
Il principe di Cellamare aveva mandato istruzioni al suo omologo inglese, il conte de Craval.
Non mi piace. Mi fa sospettare spie tra le nostre file, dichiar Bousquet.
Cellamare  immerso fino al collo nel gioco perverso del Menestrello di Notre-Dame.
E quindi avrete ordini immagino, sollecit il Lieutenant de Police.
S, ma prima... Ho una novit,  fresca di giornata. Ho incontrato il Reggente ma la nostra conversazione ha avuto un testimone indesiderato.
Ascoltava nascosto in un passaggio segreto.
Chi era?
Qualcuno che lavora al Palais Royal, un servitore probabilmente, ma purtroppo  riuscito a fuggire.
Qualcun altro ha piazzato le sue orecchie, comment Bousquet, corrugando la fronte. E magari il vostro testimone indesiderato sa anche qualcosa del Menestrello di Notre-Dame.
O addirittura  al suo soldo, ipotizz Spau.
I servitori del Reggente sono pi di cento, come cavare un ragno dal buco, protest il suo vice.
Difficile infatti, proviamo altre strade. Questa potrebbe essere una buona, dichiar, e rifer:
Mio cugino si  finto un simpatizzante giacobita...
Bousquet ascolt con attenzione poi, alla fine, ripet con un sorrisino:
Quindi monsieur Granville si recher alla locanda del Pavone a lasciare informazioni per un certo Rennes. Non male, approv. E
potrebbe consentirci di individuare questo Rennes.
Speriamo. Il ragazzo dovr essere seguito. Massima copertura, ma attenzione, non rischiamo di bruciarlo, ingiunse Lord Spau.
Contateci.
Ottimo, non trascuriamo per le altre piste.
Ballerine e lacch ormai li escluderei, li abbiamo torchiati senza mai prenderli in castagna, dichiar il suo vice lapidario.
Potevano essere possibili complici, o semplici comprimari. E allora rivediamo la lista degli ospiti del Reggente, ordin il brigadiere generale.
Il Menestrello di Notre-Dame o chi per lui  tra loro.
Bousquet gli apr un foglio davanti e annunci:
Ho fatto una prima scrematura cominciando dalle signore presenti alla serata. Nessuna di loro aveva partecipato alla caccia di Sceaux e ho scartato i vecchi amici del duca d'Orlans che sembrano il bersaglio preferito dal Menestrello.
E il risultato?
I sospetti possibili sarebbero: il conte de Lamballe, cognato del marchese de Fracard, sempre pronto a ogni follia, Jean Manuel Bertrand, poeta e letterato, che frequenta anche la corte della duchessa du Maine, Philemone de Neufville, figlio minore del duca de Villeroy, uno sciocco borioso che spende al di l dei propri mezzi, Ferdinand Louis de Barny, nipote del cardinale de Polignac, il marchese de Chaudfontaine,
altro gentiluomo della corte di Sceaux e il cavaliere de Morel, un giovane elegante con ottime relazioni.
Aristocrazia, arti, e stretti legami con la chiesa, una rosa di sei persone quindi. Avete sul mirino qualcuno in particolare?
Bousquet scosse la testa e dichiar:
Tutti avrebbero avuto la possibilit, ma...
Chi tra loro ha avuto contatti con il pretendente Stuart? -
indag Spau.
Morel, Lamballe e Neufville di sicuro. Frequentavano la corte di Leopoldo di Lorena, conferm Bousquet. Gli altri? Non ho riscontri ma  possibile.
Appuriamo chi di loro ha buoni rapporti con Cellamare, l'Ambasciatore
spagnolo. E proviamo a tirare un calcio nel vespaio. Interrogateli uno per uno, ordin il Brigadiere Generale.
...
.
...
LA SPIA.
...
.
...
Pierre Lavalle sapeva di avere cose da riferire, ma non poteva commettere errori. La sua posizione di privilegio al Palais Royal ne aveva fatto un complice discreto ma, dopo aver rischiato di farsi cogliere in castagna, doveva usare massima prudenza. Lasciata la cappella, aveva raggiunto i suoi compagni, fingendo di unirsi alle ricerche.
Sua Altezza aveva passato ordini ferrei:
Passate al setaccio ogni spillo.
L'Abb Dubois era stato chiamato e dirigeva le operazioni dei moschettieri con pugno di ferro. Le ricerche nei dormitori e nelle stanzette private della servit, lunghe e meticolose, si erano rivelate inutili.
Lavalle si era sottoposto tra i primi, di buona grazia, anche alla perquisizione.
Era uno dei lacch del gruppo speciale del Reggente e questo di solito gli consentiva molta libert.
Ma: Aumentate i controlli sul personale, aveva suggerito il vice del Maresciallo Villars, prima di lasciare il palazzo. L'Abb Dubois e i suoi moschettieri avevano imposto una stretta ferrea che rendeva impossibile sgattaiolare fuori di nascosto. Prima vedi di recuperare quanto hai lasciato in sagrestia, si impose. Poi troverai modo di uscire.
Le indagini avevano fatto tirare il collo ai domestici del Palais Royal fino alle tre passate. Ma a quell'ora finalmente Pierre Lavalle sedette alla mensa di servizio nel sottosuolo, di fianco alle cucine. La fame era gagliarda. Si rovesci una scodella di zuppa, poi si tagli una larga fetta di pasticcio. La divor in quattro bocconi, ripul il piatto con del pane, sbadigliando vistosamente e si alz da tavola.
Ho sonno. Vado a buttarmi sul letto, ci vediamo dopo, disse ai suoi compagni.
Hai sempre sonno oggi, lo riprese scherzoso Lue Colombier.
Non sono affari tuoi, replic Lavalle di malumore.
Faina, piantala e lascia Pierre in pace, lo riprese Fernand.
Colombier, con il suo atteggiamento strafottente, riusciva sempre a indispettire i compagni che levitavano. Lue Colombier, detto la faina per la sua mania di ficcare il naso negli affari altrui, era il pi giovane dei lacch del Reggente. Era furbo e malizioso. Era l'unico che aveva notato l'assenza di Lavalle, quando era cominciata la caccia alla spia e, trovandoselo davanti quasi alla fine, aveva indagato curioso:
Dove ti eri cacciato?
Avevo sonno, la notte passata non ho chiuso occhio, aveva risposto l'altro con degnazione. Non l'aveva rimbeccato, ma sapeva bene che non era vero.
Era vicino a lui la notte prima. Lavalle russava in anticamera prima del servizio mattutino con gli ospiti del festino di Sua Altezza, e ora andava a letto di nuovo? Tutto quel dormire lo convinceva poco.
Si alz da tavola anche lui, affacciandosi per il corridoio appena in tempo per vedere che Lavalle, invece di imboccare la scaletta a chiocciola che portava al suo alloggio, prendeva quella di servizio per i piani superiori del palazzo.
Cosa diavolo combina? Non sar lui la spia? Si chiese Colombier.
Spicc la corsa e fu davanti ai primi gradini e alz la testa. Lavalle si arrampicava. Affront la scalata dietro di lui, a orecchie tese.
Lavalle, superato il pianerottolo del pian terreno, continuava a salire.
Colombier sent che apriva la porta sul corridoio del primo piano.
Fece a due a due gli ultimi gradini e usc nel corridoio. Lavalle andava verso gli appartamenti del Reggente. Lo segu. Lo vide proseguire fino alla porta della cappella, poi fermarsi e guardarsi intorno furtivo. Fece appena in tempo a nascondersi dietro l'angolo.
L'altro, sicuro di essere solo, apr ed entr. Un attimo dopo entrava anche lui. Un'occhiata gli disse che la porta della sagrestia era aperta, la raggiunse, allung la testa, e vide Lavalle che s'infilava dentro il terzo armadio a destra. Spar...
Colombier si avvicin. Le ricche vesti talari gli coprivano la visuale, le spost: Lavalle era chinato e stava raccogliendo qualcosa.
Gli chiese inquisitore:
Che fai?
Lavalle sobbalz e si gir di scatto con espressione smarrita. Con la mano destra teneva una borsa gonfia e con la sinistra delle carte.
Allora sei tu la spia, l'accus.
 finita, pens Lavalle. Sar la prigione o peggio. Ma, nel vedere che Colombier era solo, si rinfranc e si ordin: conduci bene la partita, puoi ancora venirne fuori.
Povero sciocco e allora? Prendila. E gli lanci la borsa.
L'altro l'afferr al volo. Era pesante.
Sono tutti luigi. Abbastanza da farti ricco. Se tieni la bocca chiusa e non mi denunci  tua, propose.
Colombier stringeva la borsa e taceva tentato. Finalmente borbott:
Tutti luigi, non ci credo.
Controlla. E queste carte valgono ancora di pi, dichiar porgendogliele.
Colombier apr la borsa, annu, tese la mano, afferr le carte e cominci a guardarle.
Lavalle scatt di corsa verso la porta della cappella, gridando:
Aiuto, guardie a me, correte alla cappella, ho incastrato la spia!
Tu maledetto traditore, vomit Colombier inferocito. Con i tuoi giochi di prestigio. Ti ho visto e ho le prove in mano, minacci, ma la risata di Lavalle gli disse che sbagliava. Era caduto in trappola.
Lasci cadere borsa e carte. Alz l'ala della giubba, estrasse il pugnale..
. Troppo tardi, Pierre Lavalle che aveva gi il suo in mano, l'attaccava e lo colpiva dritto al cuore.
Un minuto dopo il primo moschettiere entrava nella cappella.
Per Lavalle fu facile sostenere la sua versione, senza tema di smentita.
Colombier era morto, il suo cadavere giaceva sul pavimento della sagrestia con accanto borsa e carte che lo denunciavano.
Le carte facevano parte della corrispondenza privata di Monseigneur.
Solo uno scritto che riassumeva gli avanzati progetti fiscali del duca di Orlans, poteva avere qualche interesse per gli avversari. Ma gli avvoltoi si nutrono anche di briciole, sempre pronti a far di una pagliuzza una trave, valut l'Abb Dubois, facendolo sparire in tasca.
Encomi Lavalle. Disse:
Bravo, ottimo lavoro. Come hai fatto?
Sapete eccellenza, c'era qualcosa in Colombier che non quadrava.
Sentite gli altri servitori, confermeranno. All'inizio, fraternizzava con tutti, andavamo a donne insieme, ma negli ultimi tempi ecco, non saprei che dire ma pareva cambiato.
Spiegati meglio.
Ficcava il naso dappertutto, faceva il prepotente. Oggi mentre cercavamo la spia non era con noi. L'ho visto solo alla fine e mi pareva nervoso
dichiar, ribaltando la situazione a suo favore. Invece pi tardi a tavola era verboso, eccitato. Il suo atteggiamento mi ha insospettito.
Ho finto di avere sonno, mi sono alzato e sono uscito, appostandomi.
Poco dopo l'ho visto imboccare la scala. L'ho seguito. Quando  entrato nella cappella, mi sono avvicinato e l'ho scoperto.
E l'hai intrappolato, lo compliment l'Abb Dubois, premiandolo
con una manciata di monete prelevate dalla borsa del morto.
Be' lo scherzo ti  costato caro, ammise Lavalle, ma guarda il lato positivo. Sei ritornato povero ma sei ancora vivo e quasi un eroe.
Il quasi eroe trattenne la sua impazienza fino al tardo pomeriggio e, quando Dupont il maggiordomo chiese un volontario per andare a ritirare un paio di babbucce nuove di Sua Altezza, si fece avanti e dichiar:
Ho voglia di aria fresca.
Vai e goditi la passeggiata, gli accord magnanimamente Dupont.
Fuori, una nebbiolina velava misteriosamente le tenebre, rotte a fatica dalle grandi lucerne dorate appese al cancello del Palais Royal. Con la lanterna in mano imbocc rue Saint Honor.
Meno di mezzora pi tardi, dopo aver riferito ci che aveva sentito, concluse drammaticamente:
L'assassinio del visconte de Jouet ha scatenato le indagini. Il mio compito sta diventando molto rischioso. Per due volte sono stato a un pelo dal perdermi. Mi sono salvato con la fuga per il cunicolo, dopo ho dovuto eliminare Colombier e rinunciare al denaro. Non ho pi un soldo e sono costretto a raddoppiare le precauzioni.
Chi di dovere cap l'antifona. La borsa di monete che cambi mano era gonfia.
Lavalle la soppes soddisfatto e la fece sparire. Ma le lancette dell'orologio si muovevano e, se non voleva farsi scoprire, era tempo di tornare e la celerit gli ingiungeva di non lesinare. Si fece accompagnare da una vettura di piazza a ritirare le pantofole di Sua Altezza e chiese al vetturale di attenderlo.
Il calzolaio era impegnato con una cliente. Indugi inquieto in anticamera, poi sollecit ad alta voce, qualificandosi. Le pantofole saltarono fuori. Via ora, si ordin Lavalle. Poco dopo, la vettura lo lasciava
davanti alla chiesa di Saint Roch a un isolato dal Palais Royal. Si tocc la borsa di monete in tasca. Doveva nasconderla. Il palazzo era in allarme, un'altra ispezione sempre possibile e poteva trasformarsi nel capestro.
Sal i gradini della chiesa e spinse la porta. L'imponente navata centrale era rischiarata dalla luce tenue delle candele delle cappelle laterali.
L'ora dei vespri era passata da un pezzo ma, come sperava, Padre Arnaud, il vecchio canonico, era ancora in preghiera inginocchiato da solo nel primo banco di fronte all'altare.
Buonasera padre, augur scivolando al suo fianco.
Lui si gir e sorrise. Aveva superato le settanta primavere, alto, ascetico, con dolci occhi chiari e una criniera di capelli bianchi, governava con temperata decisione il gregge dei suoi fedeli.
Lavalle ne faceva parte, gli disse con bonomia:
Bravo figliolo, sei venuto a salutare il Signore?
S, ma solo per un attimo, sono in ritardo, rispose, facendosi il segno della croce.
Ma volevo darvi questo, per i vostri poveri, dichiar, allungandogli due pezzi d'argento.
Dio te ne render merito, mormor il vecchio religioso che li fece sparire nella manica.
E poi... vorrei sollecitare un favore, annunci titubante.
Dimmi figliolo, se posso.
Tir fuori la borsa e dichiar:
Contiene tutti i miei risparmi. Al Palais Royal c' confusione, gente che va, che viene e anche oggi un uomo  morto pugnalato...
Dio benedetto, perdona i peccatori, comment il religioso, congiungendo le mani.
Temo di essere derubato, confid. Vorrei che la conservaste per me.
Ma certo figliolo, chiedi poca cosa, vieni. Portiamola al sicuro.
Si alz e strascicando i piedi si diresse verso l'altare. L giunto, s'inchin profondamente, volt a sinistra, raggiunse la porta della sagrestia ed entr.
Lo stanzone traboccava di mobili e armadi, ma Padre Arnaud senza esitare si diresse verso un cassettone intagliato che faceva bella mostra di s sulla parete destra. Afferr il mazzo di chiavi che portava alla
cintura, trafficando per trovare quella giusta. Poi apr il primo cassetto, pi sottile degli altri e ordin:
Mettila qui.
Lavalle gett un'occhiata, il cassetto era vuoto, ubbid.
Il canonico richiuse, poi stacc la chiave dal mazzo, gliela porse e garant:
Prendila e torna a cercare la tua roba quando vuoi.
Lavalle farfugli un ringraziamento, un saluto e scapp via.
La nebbiolina si era disciolta in pioggia. Un'acquerugiola uggiosa che inumidiva persone e cose. Fece una corsa, con le babbucce di velluto sotto il braccio protette da una borsa di tela e varc il cancello. Attravers la corte diretto alla porta di servizio. Vol per le scale.
Il maggiordomo stava passando le direttive per la cena. Gli consegn il pacco e dichiar:
Il calzolaio stava servendo dei clienti. Ho dovuto aspettare un'eternit.
Va bene, va bene, bofonchi l'altro distrattamente e gratificandolo disse:
Sua Altezza si compiace della tua devozione. Avrai un premio.
...
.
...
SERATA PARIGINA.
...
.
...
Lord Spau andava avanti per la sua strada.
Un breve biglietto di saluto a Marie Thrse de la Roche Montserrat smosse le prime acque.
La risposta arriv subito. Il duca de Saint-Cloud dava un ricevimento.
Suo marito l'avrebbe accompagnata, si giocava, si ballava... Sperava di incontrare l il marchese di Spau...
Sul vassoio d'argento della posta, c'era anche la busta con le armi dei Saint-Cloud. L'apr. Naturalmente era atteso. Marie Thrse? Villars o chi per loro hanno suonato la tromba, pens divertito. Mand conferma.
La sera dopo, splendente in un completo di broccato color crema ricamato d'oro, pass a salutare la nonna che cenava con Cedric Granville e usc per tempo.
Il grigio si era ormai abituato alla sua paciosa arrendevolezza, lo trasport in rue Pernelle, sull'altra riva della Senna. Baptiste Lucas lo scortava.
Palazzo Saint Cloud fremeva alacre come un alveare, illuminato a giorno da migliaia di candele. Smont di sella, affidando le redini a Lucas, che si un al folto gruppo dei servitori e palafrenieri degli invitati.
Il ricevimento era gi iniziato. Affront l'imponente scalone, mirabilmente affrescato a trompe l'oeil con le sembianze severe di Minerva guerriera che dominava il primo pianerottolo, entr e salut l'ospite.
Saint Cloud, al corrente della sua condizione di erede di Langley che l'innalzava al suo livello, ebbe l'amabilit di complimentarsi.
Spau ringrazi con educazione e s'infil tra gli invitati che affollavano il salone al primo piano. Il suo ingresso fece un certo scalpore. La voce aveva girato. Affront con disinvoltura la curiosit degli astanti sul suo soggiorno in Inghilterra, cavandosela con risposte brillanti, pur se poco veritiere. Poi si mise a cercare.
Trov Marie Thrse in piedi al centro di una delle sale laterali. Gli voltava le spalle ed era circondata da un gruppo di giovani ospiti che la corteggiava.
Avanz con disinvoltura fino a raggiungerla, poi le gir intorno, si chin galantemente a baciarle la mano, e sussurr:
Amica mia, sentivo la vostra mancanza. Un leggero sentore di mughetto gli accarezz le narici.
Un lampo e le guance della duchessa de Sernes si vestirono di rossore.
Rispose ad alta voce e protest:
Non ci credo, voi, voi milord... mi dovete delle scuse.
Avete ragione, perdonatemi, dichiar contrito.
Non lo far... o forse s, ma non dovrei, tergivers lei e lo scrut imbronciata con i suoi occhi castani dai riflessi dorati. Poi, per celare la sua espressione, alz il meraviglioso ventaglio decorato con delicate scene campestri e, da dietro le stecche, accus:
Lord Spau, marchese di Spau, erede del terzo duca di Langley. La vostra nuova alta condizione vi fa trascurare gli amici. Siete stato meschino e crudele.
Resse con il sorriso il suo sguardo di fuoco, fino a quando lo prese sotto braccio, trascinandolo lontano e abbandonando senza scrupoli la cerchia di adoratori.
Cattivo che siete, senza neppure salutarmi. Un biglietto di addio...
ho sofferto, lo rimprover ancora. Non meritavo qualcosa di pi? interrog tempestosa.
Vostro marito, il Maresciallo duca de Sernes... le ricord lui.
Lei chin la testa raddolcita e ammise:
Ossignore Andr,  vero. Sapete non lo sopporto pi. E a Parigi da prima della vostra partenza. Non si  mai allontanato. Mi tedia con le sue debolezze, le sue voglie.  peggio di un satiro. E cotto della piccola Vassier, una delle amichette del Reggente e se la porta a letto impunemente, ma non basta, insidia persino le mie cameriere, credo. Potrebbe significare la pace per me, ma nossignore mi assilla con le sue pretese.
Figli, vuole dei figli. Devo piegarmi. Immaginerete. Bisogna accontentarlo, prestarsi, dichiar con tono volubile.
La sua linguetta appuntita comparve e pass come un lampo sulle labbra. Invitante, seduttrice. Era un diavolo tentatore, con il volto d'angelo che aveva il potere di eccitarlo.
La scrut avvinto e mormor: Non ho speranza allora, quando?
Forse domani sera, opin lei. -Ma s, vediamo, al ricevimento dei Maine, Ludovise  mia cugina. Vedr di arrangiare. Ti far sapere -
disse misteriosa. Poi alz la mano e gli concesse una carezza. A letto lei era quasi insaziabile e Spau, tra i numerosi amanti che aveva e aveva avuto, era l'unico che la soddisfacesse completamente.
Lui le afferr le dita, sfiorandole con le labbra. L'orchestra aveva cominciato a suonare. L'invit a ballare, monopolizzandola per una gavotta, insistette con una suite, l'imprigion ancora per un vivace minuetto, ma poi dovette farsi da parte, cedendola ad altri cavalieri.
All'apertura del buffet, assaggi svogliatamente qualche dolciume, ma tocc appena lo champagne. Voleva mantenere la testa lucida.
La duchessa de Sernes si ecliss con il marito prima delle tre.
Sua Signoria si concesse qualche partita a picchetto. Perse con disinvoltura e si alz. Ormai erano le quattro passate. Cambi tavolo per giocare a Baccarat. La posta era alta. Vinse, perse, vinse di nuovo e si alz sbadigliando. Si conged con garbo e lasci palazzo Saint Cloud quando l'alba tingeva di rosa il cielo.
La cassa di risonanza prestata dalla corte del Reggente e dal Maresciallo duca de Villars al ritorno del Brigadiere Generale, conte de Beauvilliers e marchese di Spau e la ulteriore spinta della Duchessa de Sernes sortirono il risultato auspicato.
Il cartoncino del duca du Maine fu recapitato al palazzo di rue Mazarine a mezzogiorno in punto del giorno dopo.
Sua Signoria, annullata la stanchezza tra i cuscini, si era svegliato ma era ancora a letto, con il vassoio della colazione appoggiato sulle coltri e la tazza del caff in mano. Apr, bevve un sorso e sorrise:
"Il duca e la duchessa du Maine si compiacciono dell'arrivo a Parigi del marchese di Spau..." cera scritto... "e l'attendono alle nove di stasera al Castello di Sceaux. La festa  in costume... eccetera, eccetera..."
Tutto come previsto, liscio come l'olio, si disse ad alta voce, soddisfatto.
Ora sta a te giocare bene le tue carte. Si ordin, meditando.
Suon energicamente il campanello e quando comparve Louis, il vecchio servitore:
Carta e penna, ingiunse.
Al suo ritorno, si appoggi al vassoio e scrisse:
"Il marchese di Spau si onora di accettare l'invito. Interverr in compagnia di suo cugino, monsieur Cedric Granville."
Chiuse, attese che il domestico sciogliesse la ceralacca, appose il sigillo e ordin:
Manda subito un valletto con la risposta e fai convocare il mio sarto.
Louis ricomparve precedendo le brocche di acqua calda portate da due sguattere.
Sua Signoria sbadigli sonoramente, si stiracchi in tutta la sua altezza e mise i piedi fuori dalle coperte.
Mentre faceva toeletta, arriv la missiva della duchessa de Sernes:
"Ci vediamo a Sceaux. Sar una Grande-Nuit, ma prima  previsto uno spettacolo nel teatrino. Sar in costume da luna. Non mancare."
Rispose soltanto: "Verr!"
Fin di lavarsi e si vest con calma, lasciandosi aiutare. Poi fece chiamare Lucas, per dargli istruzioni e, quando il vecchio Louis torn ad annunciare che il sarto era arrivato e attendeva dabbasso, chiese:
Dov' Monsieur Granville?
In camera sua.
Fallo cercare, che ci raggiunga, comand.
Il mago, l'artista come amava definirsi Paul Grinceul, sarto sopraffino della nobilt, era un omino secco, rifinito, con un gran naso a becco, che lo affratellava a uno sparviero affamato. Una parrucca bruna, instabile e con la fastidiosa tendenza a scivolare di lato, gli copriva a fatica i pochi capelli che aveva in testa.
Il pari davanti a lui era forse il miglior pagatore tra i suoi numerosi clienti e Grinceul, sensibile al tintinnio dei luigi, gli riservava un trattamento di riguardo.
Ma stavolta di fronte alla richiesta:
Stasera saremo al Castello di Sceaux per una Grande-Nuit, bisogna dotare Monsieur Granville di un abito da sera. Allarg le braccia sconfortato, dichiarando allibito:
Un abito per stasera, ma eccellenza illustrissima, come faccio?
Mi serve e voi potete, caro Grinceul. So bene che fate i miracoli
l'incens.
Niente di complicato e sopra avr un mantello di seta bianco e oro.
Monsieur Granville si coprir il volto con la maschera e avr diritto a un'aureola, dichiar ridendo e davanti all'espressione sbalordita del cuginetto: Sarai un angelo, spieg, poi, tornando al sarto:
Vediamo... velluto blu. S blu, sentenzi. E magari un panciotto ricamato. Forse avete qualcosa di pronto da adattare? sugger sornione.
L'uomo giocherellava inquieto con la parrucca, scoprendo irrimediabilmente la pelata, ma stava valutando a occhio il nuovo cliente.
Aveva in fattura un completo del colore richiesto per il marchese di Saint Clair. Anche lui piccolo e smilzo. Il panciotto di broccato color crema era ricamato in oro. Sar assortito con il mantello e rischiarer il blu del velluto, decise.
S, forse, azzard timoroso. Poi:
Levatevi la giubba, signor mio e prendiamo le misure, ordin coraggiosamente.
Cedric Granville ubbid.
Non posso farvi un gilet ben attillato, il vostro busto  peggio di un'armatura, me lo impedisce. Lo portate sempre, interrog il sarto curioso.
Sempre, rispose il giovinetto con un sorriso storto.  il volere di mio padre. Dice che sono troppo esile, devo irrobustirmi e se non lo porto, diventer gobbo, annunci tetro.
Irrobustirti? Ma certo, ti faremo fare esercizio. Ma gobbo no! Oh diavolo! Comment Spau con espressione seria.
Irrobustirvi, giusto, giusto. Vostro padre sapr ci che chiede -
convenne Grinceul e accomodante:
Se  cos ci adatteremo alla vostra armatura.
Si sbrig e scribacchi su un libriccino, congedandosi.
Alle sei? Sollecit Spau.
No, Eccellenza, dovrete pazientare di pi, rispose il sarto sbarrando gli occhi inorridito.
Alle otto, allora?
Alle otto si pu fare, garant l'omino ferreo.
...
.
...
LA LOCANDA DEL PAVONE.
...
.
...
All'inizio del pomeriggio, misero in tavola la loro prima carta. Il segretario di Lord Spau fece una passeggiata a cavallo fino a rue des Saints Pres, accompagnato dal suo domestico inglese. Entrarono nella locanda del Pavone, presero posto a un tavolo di lato e ordinarono del sidro e una birra.
L'uomo di Bousquet entr poco dopo, si accomod alla tavola comune, affollata da clienti che bevevano, chiese una birra anche lui e poco dopo attacc discorso con un altro avventore.
L'oste, faccia glabra, capelli neri mediterranei, alto e nerboruto, serviva altri clienti, chiacchierando verboso dietro un grosso banco di legno.
Il giovane inglese bevve met del suo sidro poi si alz in piedi, si avvicin e chiese se avevano lasciato qualcosa per Monsieur Blanc.
L'omone neg, ma accett di buona grazia un messaggio indirizzato a Monsieur Rennes, corredato da una moneta di mancia.
Il messaggio, denso di informazioni, annunciava la partecipazione di Sua Signoria, marchese di Spau alla Grande-Nuit di Sceaux. Cedric
Granville doveva accompagnarlo. Poi sintetizzava fatti e notizie che riguardavano il Brigadiere Generale. Spau si era incontrato con Philippe d'Orlans a Palais Royal. Doveva riferire sulle indagini per l'assassinio del visconte di Jouet. I suoi uomini stavano sondando la lista degli ospiti del Reggente, per restringere il campo. Durante l'incontro con Monseigneur, una spia era stata colta sul fatto. Aveva preso la fuga ma, in seguito, era stata scoperta ed eliminata. Il soggiorno parigino di Lord Spau sarebbe stato breve. Due settimane al massimo. E alla fine, servita come rivelazione clou, la torta su un piatto d'argento, "Spau aveva ricevuto una soffiata alla quale attribuiva molto peso. Nella soffiata i duchi du Maine erano indicati come fiancheggiatori del Menestrello.
Intendeva appurarne le veridicit, sondando i duchi di persona."
Fatta la consegna, Granville lasci la Locanda del Pavone tallonato da Fraser.
L'uomo di Bousquet invece ordin una seconda birra.
Il tempo passava, il suo interlocutore di prima se nera andato e la tavola comune si stava vuotando. Dalla cucina veniva un buon profumo di cipolle e lo sferragliare operoso di pentole. Due avventori, vestiti propriamente, entrarono e sedettero al tavolo vicino ordinando vino e formaggio. Il formaggio arriv subito. Era fresco, burroso. Il poliziotto fu tentato di ordinarlo anche lui, ma rinunci. Tra poco sarebbe arrivato un compagno a dargli il cambio. Sent l'oste chiamare il garzone che aveva appena portato il vino ai suoi vicini, not che gli dava istruzioni sottovoce, e gli consegnava qualcosa. Il messaggio del giovane inglese?
Si chiese. Probabile, pens. Si alz e lo precedette all'uscita. Fuori della porta incontr il suo compagno.
Gli indic il garzone, che partiva al trotto in direzione di rue Saint Germain, e ordin:
Seguilo, e non perderlo di vista!
L'abito da angelo fu consegnato puntualmente alle otto. Cedric l'indoss.
Gli andava a pennello. Si rimir compiaciuto allo specchio e si abbotton il panciotto ricamato, mentre Fraser si chinava per agganciare la fibbia degli scarpini. Prov la maschera e l'impalcatura per la testa che reggeva l'aureola e si piacque.
Poco prima delle nove con sotto braccio mantello, maschera e aureola raggiungeva Lord Spau, pronto a impersonare un sole sfolgorante con il suo sfarzoso abito di seta verde oro.
Lui lo guard e dichiar:
Perfetto!
Poi:  quasi ora, andiamo a salutare maman.
Amlie Aloysia de Beauvilliers si compliment sinceramente con l'angelo e mentre il nipote si chinava sulla sua mano, ammon sottovoce:
Attento Francis, il ragazzino stasera  uno splendore. Verr aggredito dai due sessi.
Spau rise divertito, studi Cedric Granville e rassicurante replic sullo stesso tono: Avete ragione. Tuttavia non  uno sciocco e lo ritengo capace di badare a s stesso. Ma state tranquilla, lo metter in guardia.
E non appena furono per le scale:
Mia nonna sta in pensiero per te. Teme che ti farai circuire dal bel sesso o concupire da qualche farfallone in pantaloni, minacci.
Il ragazzo arross fino alla radice dei capelli, ma rispose fieramente:
Non temete, non succeder.
Ignor il suo rossore e il tono acuto con cui aveva risposto. A quell'et la voce faceva strani scherzi, e dichiar:
Non ne dubitavo.
La carrozza si ferm davanti all'ingresso di Sceaux alle dieci e un quarto.
Lord Spau si copr i capelli con una calotta aurea, si gett il manto dorato sulle spalle, nascose il volto con la maschera con i raggi e fu il Sole. Poi, seguito dal suo angelo custode, affront lo scalone del castello.
Il cerimoniere annunci il loro nomi e, davanti ai padroni di casa, alzarono tutti e due le maschere.
L'accoglienza della duchessa du Maine fu straordinariamente amichevole.
Chiese scherzosa:
Benvenuto, benvenuto, ma Beauvilliers o Lord Spau? Che confusione!
Come vi si deve chiamare ora?
Lord Spau va bene, se vi accomoda, Altezza, replic cortigiano e le dedic un inchino protocollare.
Anne Louise Bnedicte de Bourbon Cond, duchessa du Maine, detta Ludovise, aveva ricevuto in eredit molti dei difetti del padre.
Piccola di statura, era minuta, stravagante e capricciosa. Orgogliosa e prepotente, tiranneggiava il marito. Quella sera la duchessa era affogata nel suo costume da sirena dalla lunga coda a scaglie dorate e vacillava sotto il carico d'oro e di gioielli che l'adornavano.
Afferr l'altissimo Brigadiere Generale per il braccio prima che potesse rialzarsi e gli sussurr complice:
Qualcuno a Parigi si lagnava per la vostra assenza.
Troppo buona, Altezza.
Si liber e, mentre Cedric si sprofondava riverente, fece un altro passo e fu davanti a Louis Auguste de Bourbon, mascherato da Nettuno. Il duca du Maine aveva 47 anni.
Malaticcio, zoppo, allampanato, era il primo dei figli superstiti di Luigi 14 e della marchesa di Montespan. Nato nel 1670, era stato legittimato dal padre, il re Sole, nel 1673. Nel 1692 aveva sposato la figlia del principe di Cond. I maligni dicevano che fosse lei il vero uomo della coppia.
Come vi trovate con due sovrani? celi il duca discorsivo.
Bene Altezza reale, basta cambiare lingua, rispose a tono Spau, dedicandogli un inchino.
Il duca du Maine rise sonoramente. Era il prozio del piccolo re, Luigi quindicesimo. Faceva parte del consiglio di reggenza e sovrintendeva alla sua educazione. Nel luglio 1714 l'editto promulgato dal re Sole aveva
riconosciuto lui e il fratello minore, conte di Tolosa, come atti a succedere al trono in mancanza di principi legittimi. Sar convinto di poter essere un Reggente migliore del duca d'Orlans, pensava il Brigadiere Generale. E in pi  molto legato al nipote Filippo (di Bourbon duca d'Angi, secondogenito di Luigi il gran delfino), del quale ha appoggiato l'ascesa al trono come sovrano di Spagna. Un perfetto fantoccio per il Menestrello...
Cedric si teneva rispettosamente dietro di lui. La sua giovent e bellezza suscitarono l'interesse del duca du Maine che interrog incuriosito:
Chi  il vostro accompagnatore?
Un giovane cugino, altezza reale, un cugino d'oltremanica. Permettetemi di presentarvi Cedric Granville.
Louis Auguste de Bourbon accolse con un movimento languido della mano le sue parole e mormor:
Un inglese, dunque. Il ragazzo biondo si inchin davanti a lui, con grazia.
Vedo che sa stare a corte, benvenuto a Sceaux, borbott.
Altri pressavano alle loro spalle. Rimisero la maschera e andarono oltre.
Gli invitati continuavano ad arrivare e i nomi risuonavano, gridati dal cerimoniere.
Il conte di Tolosa fece la sua comparsa alle undici, seguito a ruota dal duca de Villars. Poi fu la volta del Monsignor Charles de Saint Albin, figlio naturale del Reggente e di una ballerina, Franoise Pellerin.
Suo padre, che detestava i balli, non era atteso. Dopo di lui arrivarono il duca e la duchessa d'Estre, il duca de Cond, il cardinale de Polignac, il duca e la duchessa de Nevers, il duca e la duchessa de Sernes...
Spau fece un passo avanti, alz la maschera e cerc gli occhi di Marie Thrse che era uno splendore. Una falce argentea lunare arricchiva la sua capigliatura rialzata, retta da fermagli di brillanti. Il mantello blu notte, tempestato di stelle, chiuso al collo da una fibbia, una falce lunare anche quella, scendeva fino ai piedi, pur consentendo di sbirciare le meravigliose spalle nude che sbocciavano dall'abito da sera. Le si accost e sussurr:
Devo parlarti.
Lei chin appena la testa in risposta e prosegu.
Si ricopr il volto, ordin al cuginetto: Muoviamoci, e si spost nella sua scia.
Fu ricompensato.
Meno di dieci minuti pi tardi l'amica emergeva sorridente dalla folla variopinta. Ma squadr l'angelo sconosciuto al suo fianco e interrog perentoria:
Chi  il tuo vicino?
Cedric Granville, mio cugino.
Duchessa, la river il ragazzo, inchinandosi con educazione.
Ah s certo, buonasera Granville, mormor lei distrattamente.
Poi frettolosa intim:
Cosa vuoi, Francis?
Incontrare Ludovise, la duchessa du Maine, per qualche minuto da sola.
Ludovise? Perch? sond battagliera.
 te che voglio, sussurr. E invece devo incontrare Ludovise, ma se lei  d'avviso, potrai assistere al colloquio.
Va bene, va bene! Ma detesto gli intrighi, vedr cosa posso fare -
dichiar senza impegnarsi e si allontan. Il suo manto stellare si perse nella folla tra gli invitati.
Aspettarono. Cedric Granville vedeva passare un turbinio di draghi, fate, fiori, demoni. I costumi erano favolosi. La fantasia dei presenti si era sbizzarrita in mille modi. Furono testimoni dell'ondeggiante andare e venire degli ospiti, fino a quando, circa un'ora dopo, la sirena dorata, la duchessa du Maine, si materializz davanti a loro. Dietro di lei un codazzo di maschere multicolori: tritoni, pesci, conchiglie...
Ludovise de Bourbon alz la testa, studi Spau, poi intim fiera:
Vi aspetto nel salotto verde.
Al Vostro volere, Altezza.
Ottimo, la duchessa de Sernes ha svolto bene il suo compito, si rallegr lui, non appena la sirena si fu allontanata con il suo seguito.
Indugi per una decina di minuti, poi gli ordin:
Informa il Maresciallo Villars del mio appuntamento con Sua Altezza -
e si diresse verso il salotto verde.
La porta era chiusa. Buss e Marie Thrse de Sernes venne ad aprire. Le rivolse un'occhiata interrogativa, ma lei scosse la testa facendogli cenno di entrare. Nella stanza oltre a lei cerano la duchessa du Maine e Antonio Giudice, principe e duca di Cellamare, Ambasciatore di Spagna.
Nascose abilmente la sorpresa. Il messaggio di Cedric ha fatto molta strada e forse mi regaler l'occasione che cerco, ma intanto metti le carte in tavola, si disse, ed entr, inchinandosi.
Chiudi bene mia cara, non vogliamo essere disturbati, chiese Sua Altezza alla cugina. Attese che Marie Thrse girasse la chiave, poi ingiunse:
Sedete, Lord Spau, ma lei rest in piedi.
Anne Louise Bnedicte de Bourbon Cond amava dominare e non essere dominata.
Ubbid impassibile.
Spiegatevi! gli ordin.
La guard, poi posando lo sguardo sull'Ambasciatore spagnolo mormor titubante:
Perdonate Altezza, ma  cosa riservata.
Siete discreto dunque? Va bene, mi piace. Vi prego, principe, di lasciarci soli.
Spau attese che Cellamare lasciasse la stanza, poi cominci a bassa voce preciso, stringente. Avanz accuse e comprese di aver fatto centro.
La duchessa du Maine, dopo le prime parole, aveva rialzato la testa e tamburellava nervosamente con la mano destra sopra gli intagli dorati del tavolino al suo fianco.
Trafisse con uno sguardo che inceneriva il suo interlocutore, ma non neg. Ammise con freddezza:
Le vostre intuizioni potrebbero essere giuste.
Non ne dubitavo.
Cosa intendete fare? chiese lei impassibile quanto suo nonno, il Grand Cond, di fronte ai nemici a Rocroi.
Franois Jules Granville, marchese di Spau tacque. Poi finse di riflettere, creando un clima denso di attesa, quindi, con disinvoltura, dichiar la sua disponibilit a tenere la bocca chiusa in cambio di...
La sua richiesta non parve mettere in difficolt Ludovise de Bourbon Cond che non batt ciglio.
Ho chiesto troppo poco, si rimprover ricordando le ricchezze smisurate della donna davanti a s, superiori forse a quelle del re. Ma no!
 una cifra notevole, pi del valore di una grande propriet, ma sostenibile.
Chiedere troppo, poteva spingerla a farmi eliminare. Il giusto le suggerir di tenermi come alleato.
Avrete quanto chiedete e conto sulla vostra discrezione. Conosco i piani del Menestrello di Notre-Dame e li approvo, ma nient'altro -
garant. Mi limito a sostenere l'impresa ma non intendo mischiarmi di persona a delitti efferati.
Capisco, dichiar comprensivo.
La duchessa du Maine continuava a concionare imperterrita:
Mio marito  all'oscuro di questa storia e non dovr sapere
ingiunse.
Fece presente:
Sono al corrente della fedelt che ha legato vostro nonno al mio.
 vero, conferm.
Se anche voi mi sarete vicino, la vostra carriera sar assicurata. Vi prometto un bastone di Maresciallo, un seggio al consiglio di reggenza, fama e onori, sciorin suadente. Vi interessa?
Mi interessa, ammise convincente.
Approv con la testa e gli ordin:
Allora, siamo d'accordo! Andate ora.
Hai puntato sul cavallo giusto, valut Spau soddisfatto alzandosi in piedi. Una delle anime del complotto  lei. Finalmente una pista sicura da seguire. Sta a te guadagnare la sua confidenza e scoprire l'identit del Menestrello di Notre-Dame.
Marie Thrse lo riaccompagn fino alla porta. Prima che aprisse, azzard una carezza sul suo volto d'angelo.
Non si sottrasse, e sussurr frettolosa:
Ti aspetto dopo luna al limitare delle terrazze del bacino ornamentale.
Vicino al padiglione della Mnagerie. Avr la chiave. Ludovise
mi deve il favore. Lo costrinse ad abbassarsi, e gli sfior la guancia con le labbra. L'effluvio soave del suo profumo al mughetto gli solletic le narici.
La fiss, scrutando i suoi impenetrabili occhi da gatta punteggiati d'oro, ma chin la testa affascinato e acconsent. Tuttavia, mentre usciva, s'interrog su quanto fosse coinvolta nel pasticcio della cugina.
Dopo aver informato il duca de Villars, Cedric Granville attese pazientemente, sorvegliando la porta del salotto verde, la fine della conversazione di Lord Spau con la duchessa du Maine. Finalmente, mezzanotte era passata da un pezzo, il Brigadiere Generale usc.
Lo raggiunse e ordin:
Torna dal Maresciallo e riferisci che all'incontro era invitato l'Ambasciatore di Spagna, Antonio Giudice Principe di Cellamare. Ho rifiutato di parlare in sua presenza. Sua Altezza la duchessa du Maine ha approvato la mia riservatezza, e l'ha pregato di lasciarci.
Cellamare, non pot impedirsi di ripetere Cedric, con gli occhi che brillavano. -Ma allora?
S mio caro. Il doppio gioco funziona. Il tuo messaggio  stato riferito immediatamente. La duchessa du Maine conosceva il motivo della richiesta di un colloquio. Ho attaccato e lei ha accusato il colpo.
Le ho sciorinato la mia recita, le ho offerto la mia discrezione a pagamento e Sua Altezza ha accettato senza battere ciglio.
Perfetto! esclam Granville.
L'hai detto. Credono di avermi comprato, se conduco bene il gioco mi porteranno dal loro Menestrello.
Sissignore riferir, vado subito.
Quanta fretta, lasciami finire. Hai gi fatto da tramite. Probabilmente qualcuno ti avviciner ancora. Ascolta senza chiedere. Noi ci rivediamo alle tre. Ora devo andare. Incontrer una persona, disse senza spiegazioni.
Una persona? Interrog Granville stupidamente.
Oh Santi Numi, piccolo, sei un uomo anche tu, capirai...
Sissignore, non volevo, rispose il suo interlocutore arrossendo.
Non riusc ad impedirsi di provare una fitta di gelosia. Spau non immagina neppure... levatelo dalla testa s'intim e, ripresosi brillantemente borbott:
Ma certo, che sciocco, perdonate, e io? Cosa devo fare nel frattempo, dopo aver riferito al Maresciallo?
Sta per aprirsi il buffet. Trova Villars, parlaci, poi mischiati tra la gente, balla, flirta se vuoi, ma allunga gli occhi e tieni le orecchie bene aperte, ordin.
Contateci.
Alle tre raggiungerai Lucas, Fraser e i nostri uomini alle scuderie, tenete pronta la carrozza e aspettatemi, torneremo a Parigi.
Alle tre, alle scuderie, ripet il ragazzo.
...
.
...
L'APPUNTAMENTO.
...
.
...
Era l'una e la Grande-Nuit era al suo culmine.
La duchessa du Maine, in concorrenza con il suocero, il Re Sole, aveva preteso di fare di Sceaux una seconda Versailles, se non pi sontuosa, certamente pi divertente. La sua corte, variegata e numerosa, si pregiava di rappresentare la scuola del gusto e il tempio delle Muse.
Quella sera, aveva gloriosamente fregiato dell'ambito ordine della Mouche  Miel cinque nuovi adepti della sua corte, frequentata da artisti e musicisti di fama. Un'ovazione trionfale aveva salutato ogni nome annunciato ad altissima voce che decretava l'ammissione dei prescelti all'olimpo degli eletti.
Sua Altezza, sempre freddolosa, aveva passato ordini ferrei. Tutti i camini di Sceaux ardevano da ore, ma il vento di sud ovest aveva rialzato la temperatura e, nei saloni che traboccavano di gente, il caldo era quasi insopportabile. Le porte finestre che affacciavano sulle grandi terrazze del castello furono spalancate, ma una ventata improvvisa, foriera di un mutevole capriccio del tempo, fece dondolare l'enorme lampadario del salone delle feste. Le candele vacillarono, gocciolando cera sopra gli invitati e provocarono un convulso ondeggiare di dame e cavalieri in abito da sera.
Francis Jules de Beauvilliers, marchese di Spau, evit di misura la doccia rovente, giostr con abilit nella ressa che lo soffocava, salut con grazia amici e conoscenti, poi si diresse con un respiro di sollievo verso il fresco, all'aperto, in giardino. L'abito che indossava era inesorabilmente troppo pesante. Prima di uscire abbandon mantello, maschera e calotta su una sedia accostata alla parete.
Fuori si respirava. Prese di tasca il lussuoso orologio d'oro e smalto e controll l'ora alla luce che proveniva dalle torce accese che illuminavano l'esterno del castello.
Era tempo per il suo appuntamento. Si asciug la fronte imperlata di sudore con un fazzoletto guarnito di trina, prima di allontanarsi lungo l'infilata delle terrazze, porgendo il volto al vento che muoveva i cespugli.
Con gesto consueto si sfil la parrucca, la fece sparire nella tasca della marsina di seta verde e prosegu fino a raggiungere la processione di statue di maiolica che incorniciavano armoniosamente il limitare delle terrazze verso il bacino d'acqua, lo stagno artificiale ingentilito dalle ninfee. Una nebbiolina leggera, irreale, si librava sulla superficie.
Scese qualche gradino, fermandosi dove si allontanavano i vialetti fiancheggiati da siepi di bosso, e alz gli occhi. Il vento spingeva banchi di nuvole che si rincorrevano in cielo rivelando miriadi di stelle.
Franois, finalmente, disse Marie Thrse, materializzatasi da dietro un cespuglio
Mia bella luna, rispose lui.
Lei rise e gli vol tra le braccia, eccitata come una bambina. Si chin pronto a cogliere le sue labbra morbide, appena schiuse.
Vieni presto, non abbiamo molto tempo, mormor invece lei, staccandosi e prendendolo per mano. Lo guid, anzi lo trascin oltre la cortina di sempreverde e imbocc quasi di corsa il vialetto laterale inghiaiato fino alla Mnagerie, il padiglione dominato dalla cupola tondeggiante costruito da La Guepire per la duchessa du Maine. Si ferm davanti alla porta, tir fuori la chiave e armeggi invano con la serratura. La pass all'amante e ingiunse:
Prova tu.
Il marchese si rivel un ladro migliore. Spinse il battente ed entr, accolto da un buio sepolcrale. Ma la duchessa du Maine aveva provveduto.
Alla tua destra deve esserci un tavolo, con dei candelieri e un acciarino
ordin Marie Thrse.
Spau trov il tavolo e accese le candele, e guard. Tutto l dentro era perfetto. Una raffinata miniatura... e una stufa di maiolica rosa, che riempiva un angolo della parete, spargeva un confortevole tepore.
L'amica, che l'aveva seguito, richiuse la porta dietro di s e lasci cadere il suo mantello mormorando compiaciuta:
Che bel calduccio.
L'hai detto, constat lui, togliendosi la redingote. Appoggi il doppiere a un cassettone rococ intarsiato e, tirando a s Marie Thrse, chiese:
Tuo marito?
Non pensarci, l'ho lasciato immerso in una discussione politica con il duca du Maine. Ludovise sa di dovermi coprire. Per un'ora e pi nessuno noter la mia assenza, dichiar, alzandosi sulle punte per baciarlo.
Baster, garant e rise prima di imprigionarle le labbra con le sue e trascinarla verso un divanetto ricoperto di cuscini. Sedette, tenendola sulle ginocchia.
Le labbra di Marie Thrse disegnarono il contorno della sua guancia, ma poi si ritrasse e:
Sei ispido, pungi, protest.
S, mia bella, non posso darti torto, passeremo ad altro, ammise.
Infil la mano nel corsetto e sganci i nastri che le imprigionavano il seno. Poi sollev la camiciola e cominci ad accarezzarla.
Lei gli apr i bottoni del gilet e a sua volta insinu la sua mano sotto la leggerissima camicia di lino che indossava.
Le riprese la bocca. Si baciarono a lungo, assaporandosi. La mano di Spau scivol pi in basso, sotto il corsetto slacciato ad accarezzare la rotondit delle natiche, ma il divanetto sotto il doppio peso, scricchiol paurosamente. Senza farsi problemi, spinse gi i cuscini, si rialz con lei in braccio e, appoggiandola sul tappeto a disegni di rose fatto su misura per il pavimento, sugger pratico:
Amica mia, cos correremo meno rischi.
Lei annu e rise forte, complice, poi sollev le braccia e cominci a smontare la sua acconciatura da luna, togliendo le forcine che sostenevano le morbide chiome castane. Le s'inginocchi al fianco. L'aiut a liberarsi della veste, della sottoveste, con lei che si abbandonava mollemente all'indietro sui cuscini e chiudeva gli occhi. Poi li riapr, lo guard e cominci ad accarezzarsi piano, con movenze lente, voluttuose.
Le sue mani scendevano verso le cosce nude, bianche e morbide... La lasci fare per qualche istante poi:
Ora basta, intim.
Non riusciva pi a resistere all'attrazione che provava per lei. Marie Thrse gli era entrata sotto la pelle, smontava la sua razionalit,
superava ogni sua difesa. Senza pi controllarsi, si lasci travolgere dalla sua sensualit.
Pi tardi, appagato, si sollev ad accarezzare la perfezione della sua spalla. Avrebbe voluto restare ancora qualche minuto al suo fianco, ad adorarla, dimentico del dovere, ma:
 tardi, gli ramment lei, alzandosi sui gomiti, ingiunse:  ora di andare.
Un bacile d'argento e una brocca testimoniavano l'ultima premura della duchessa du Maine. Si detersero uno dopo l'altra, poi Marie Thrse, con il suo aiuto, si rivest e copr i lunghi capelli sciolti con il mantello a stelle d'argento.
Nell'uscire all'aperto rabbrivid. Il vento, che aveva girato da ovest, li accolse, con dita gelide. Il marchese di Spau si sfil la redingote da sera, l'appoggi sulle spalle della duchessa de Sernes e l'accompagn.
La musica dilagava con prepotenza dalle porte finestre e la luce di centinaia di candele esaltata dagli sfarzosi lampadari di cristallo bagnava la terrazza. Le danze fervevano ancora animate, le coppie mascherate volteggiavano.
Ludovise conta su di me. Apprezza la mia prudenza e discrezione.
Mi ha chiesto di farle da tramite. Ho accettato, questo mi consentir di rivederti, gli rivel suadente.
Lo sguardo intenso di lui le dette la risposta che voleva.
Rise soddisfatta:
Attendo tue notizie, impose prima di lasciarlo.
Le avrai non dubitare, Marie Thrse, tu sai che io ti amo, confess.
Quando questa storia sar finita, non accetter altri sotterfugi.
Lei rise, una risatina soddisfatta, gorgogliante. Mormor:
Vedremo. Si sollev sulla punta dei piedi per fargli un'ultima carezza sulla guancia, poi gli rese la veste e si dilegu come'un miraggio, inghiottita da un ingresso laterale.
Abbass lo sguardo inquieto. Non trarre vanto dal tuo fascino. Stasera la tenevi tra le braccia e l'appagavi fisicamente. S certo! Ma tu l'ami, e invece lei? Ti usa a suo capriccio? Si chiese freddamente. Marie Thrse ha troppo potere su te e non ti consente di restare lucido, si accus. Dice che si presta al gioco perch le dar modo di rivederti.
Attento, e se anche lei facesse parte della cospirazione?
Non entr nei saloni. Il suo orologio segnava quasi le tre e mezzo.
Era tardi ed era stanco. Gir intorno al castello sbadigliando e a passo veloce, raggiunse le scuderie, ben individuabili anche a distanza per il nitore dell'intonaco di fresca data. Si stagliavano nette contro le stelle.
Due lanterne illuminavano l'accesso.
I resti della mensa delle Loro Altezze come d'abitudine erano stati distribuiti anche tra i servitori e gli accompagnatori degli ospiti. Trov Lucas ben desto che finiva di cenare con Fraser e i palafrenieri attorno a un bel fal che ardeva in un recipiente di ghisa. Si alzarono in piedi al suo arrivo.
Monsieur Granville, chiese.
In carrozza, gli occhi gli si chiudevano, rispose Baptiste Lucas, aprendo la portiera.
E infatti il ragazzo dormiva come un ciocco appoggiato contro lo schienale.
Con l'avanzare della notte, l'umidit si faceva sentire e Fraser l'aveva provvisto di uno scaldino colmo di braci sotto le gambe e aveva appoggiato una coperta sulle ginocchia.
Il Brigadiere Generale sal, si mise comodo e il cameriere inglese fece lo stesso con lui. Non rifiut.
Fraser richiuse, salt in sella e dette il via.
Cedric si svegli appena la carrozza si mosse, sbatt gli occhi e, ravvisando il cugino alla luce della lanterna, farfugli:
Mi ero addormentato, mi spiace.
Non scusarti, riposa.
Nossignore, ho notizie per voi. Prima cosa, rifer, una maschera mi ha avvicinato, mentre ballavo.
Ballavi?
Sissignore, conferm. Non potevo esimermi, una dama mi aveva invitato.
Oh allora capisco, lo burl Spau. Che maschera?
Un cervo, insomma aveva una testa da cervo. Ha sussurrato "Rennes, la discrezione  una virt" e mi ha lasciato scivolare un foglietto in tasca. C' scritto un indirizzo, rue Pas de la Mule, il giorno e l'ora, le cinque del pomeriggio.
Rue Pas de la Mule  vicina a Place de Vosges. Quando?
Fra cinque giorni. Quattro ormai, si corresse, rendendosi conto che la mattina si avvicinava.
Andrai, ben scortato, decise il brigadiere generale.
Sissignore, ripet come un soldatino. E poi ecco, seconda cosa: l'Ambasciatore spagnolo, il duca di Cellamare, ha lasciato la festa subito dopo il buffet.
Sua Altezza la duchessa du Maine gli avr riferito la mia commedia.
Immagino, ma prima si  intrattenuto a lungo con il cardinale di Saint Avold.
Con Guillaume Orion de Saint Avold? Anche lui? Il legato pontificio?
Sei sicuro?
S, grosso e corposo, non sapevo chi fosse ma ho chiesto a un valletto
rispose il ragazzo tranquillo.
Bravo! Saint Avold, ma guarda. Bel colpo Cedric. Avrei dovuto pensarci, certo certo il Vaticano, Alberoni... anche lui dunque.
Anche lui. Il cardinale e l'Ambasciatore spagnolo si erano appartati in un salottino. Mi sono piazzato di fianco alla porta, parlavano fitto fitto a bassa voce, impossibile cogliere una parola. Non potevo avvicinarmi ancora, rischiavo di tradirmi. Ma alla fine, mentre lasciavano la stanza, Cellamare ha detto: "Fate sorvegliare il marchese di Spau, Eminenza. La duchessa du Maine e la duchessa de Sernes giurano su di lui, ma non so, non mi convince. Temo che faccia il doppio gioco..."
Lo faccio, hai visto giusto caro Ambasciatore, ma sapr convincerti della mia buona fede, rise forte Sua Signoria, poi:
Continua Cedric, scusa se ti ho interrotto.
Granville annu e ripet con precisione:
Il cardinale gli ha battuto un colpetto sulla manica e ha risposto:
Terr conto dei vostri avvertimenti. Ma avremo modo di metterlo alla prova, e se fosse il caso, il Menestrello di Notre-Dame si occuper di lui. Taglieremo la mala erba.
Ottimo! Siamo alle minacce. Dunque anche Saint Avold farebbe parte dei burattinai del nostro assassino. La duchessa du Maine, Cellamare, Saint Avold.... Le fila dei cervelli della congiura si ingrossano e il nostro Menestrello sembra sempre di pi un fantasma sfocato -
esclam il Brigadiere Generale.
Credete che non esista?
Credo che esista invece.
E avete qualche idea sulla sua identit?
Intanto controlleremo i rapporti dei nostri burattinai con gli ospiti del Reggente
decise Spau con razionalit.
Dopo le minacce il cardinale ha detto qualcosa. Era italiano mi pare.
Possibile, Antonio Giudice, duca di Cellamare  italiano. Avanti, cosa ricordi?
Questo: Giacomo  unto dal signore.
Giacomo? Sicuro? chiese, corrugando la fronte.
Sissignore, Giacomo, conferm Granville.
Ma certo, James Stuart, il pretendente, diavolo! Unto dal signore vuol dire, vuol dire consacrato da Dio.
Un altro burattinaio?
O il Menestrello di Notre-Dame, suppose Lord Spau.
Cedric Granville annu di nuovo.
Nient'altro? chiese secco suo cugino.
Nossignore.
Be' almeno la nostra entrata in scena  servita a qualcosa. Gli avversari sono in subbuglio. Siamo riusciti a centrare il bersaglio e i prossimi giorni possono rivelarsi decisivi. Dobbiamo informare il Maresciallo Villars e l'Abb Dubois.
E il Reggente, sugger il ragazzo.
S certo, per forza. Ma intendo inviare un dispaccio anche a Lord Donagall, decise il Brigadiere Generale.
Per andare e tornare da Londra un messaggero impiega giorni -
mormor Granville dubbioso, scuotendo la testa. Magari avrete gi risolto il caso.
Lo spero, ma vorrei anche il suo avviso.
...
.
...
SI PIAZZANO LE ESCHE.
...
.
...
Il Lieutenant de Police, Alphonse Bousquet arriv in rue Mazarine alle dieci di mattina. Ma il marchese di Spau, che aveva dormito ben poco, lo ricevette in camera con gli occhi pesti e gli sbadigli in faccia.
Bousquet aveva la faccia scura.
L'appostamento  andato a vuoto, rifer. Avevamo individuato nel garzone della Locanda il tramite con Monsieur Rennes, ma ci siamo arenati. Il giovanotto  arrivato fino a un portoncino al numero 3 di rue de Grenelle. Ha bussato. Poi  entrato, giusto il tempo di consegnare il messaggio ed  uscito. Il nostro l'ha lasciato andare e ha cominciato a sorvegliare il portoncino. Poco dopo  comparso un uomo avviluppato in un mantello scuro, con il volto celato dal cappuccio, che si  avviato frettoloso. La strada era deserta. Il nostro l'ha seguito, restando a distanza.
La consegna era ferrea, non farsi notare e non mettere Monsieur Granville in pericolo. Lo sconosciuto ha proseguito fino a rue de Saints Pres, ed  entrato nella Locanda del Pavone. Il locale era affollato.
La gente andava, veniva... Il nostro  rimasto fuori ad aspettare ma dopo una mezzora  entrato per controllare. L'uomo con il mantello era scomparso.
Pensate che sospettasse di essere seguito?
Nossignore. La locanda ha otto camere al primo piano. Evidentemente era un cliente.
Allora? L'avete pescato?
No, purtroppo. Le stanze erano tutte occupate e il mio segugio non poteva scoprirsi.
No certo, troppo rischioso. Ma, per scrupolo ho fatto mantenere la sorveglianza.
Che forse non servir pi. Il mio piano ha funzionato, cominci a dire Spau e gli rifer i particolari del suo abboccamento con la duchessa du Maine la sera prima a Sceaux. E infine spieg:
Il ragazzo  stato avvicinato durante il ballo. Deve incontrare qualcuno, tra quattro giorni, in rue Pas de la Mule. Il luogo dell'appuntamento  stato cambiato.
Perch? indag Bousquet, sospettoso.
Staranno sul chi vive. La posta in gioco  molto alta.
E forse vogliono controllare che il ragazzo sia pulito. Disseminano tracce ad arte, per provocare una mossa falsa.
Probabile, quindi muoviamoci con i piedi di piombo.
State tranquillo. Saremo a Rue Pas de la Mule, ma non ci tradiremo -
garant Bousquet.
E magari stavolta avremo maggior fortuna. Ma ora sedete e ditemi il resto, esclam Lord Spau, sbadigliando di nuovo sonoramente.
Alphonse Bousquet ubbid. Si accomod in una poltroncina tondeggiante pi di lui, e sintetizz il suo rapporto. Per rispettare l'ordine della lista, aveva convocato per primo il conte de Lamballe. Poi gli altri.
Si era scusato per il disturbo, aveva spiegato il motivo dell'indagine, facendo allusione a un intrigo in alto loco. Poi, dopo aver garantito l'assoluta riservatezza del colloquio, aveva posto domande sui movimenti di quella sera.
Il conte di Lamballe si era appartato con una delle ballerine, ma dopo le sue idee erano confuse, il poeta Bertrand aveva terminato la serata addormentato come un ghiro di fianco al Reggente, Neufville ricordava di aver stupidamente discusso con Jouet per i favori di M.me de... Louis de Barny si era divertito molto, poi... Ah s, ricordava che c'era anche Jouet, ma l'aveva appena notato. Chaud fontaine si era inalberato, offeso da quelle domande irritanti e il cavaliere de Morel ricordava di aver cenato a fianco del visconte de Jouet. Il risultato era deludente, ma senza perdersi d'animo, aveva concentrato sui sei uomini una sorveglianza discreta.
La vostra convocazione avr forse messo in guardia il colpevole.
Un po' di doccia fredda non guasta. Ora gli daremo l'illusione che il mio intervento stia rallentando le indagini, dichiar Lord Spau e spieg:
La commedia ha funzionato, mi credono passato dalla loro parte.
Ottimo! convenne Bousquet.
Siamo in gioco, stringiamo i tempi. Finora il Menestrello ha colpito a cadenza mensile e la fine di novembre si avvicina. Al momento giusto riprender contatto con la duchessa du Maine, tramite la duchessa de Sernes. Ma prima faremo annusare ai congiurati un'esca appetitosa
decise.
La prima convocazione del Lieutenant de Police Alphonse Bousquet non era piaciuta all'assassino del visconte de Jouet.
Il colloquio l'aveva innervosito. Il poliziotto l'aveva ricevuto in una piccola stanza a pian terreno. Gentile, parlava a bassa voce, con tono educato, ma sondava freddo, abile, insistente. Aveva accennato al coinvolgimento di grossi nomi. Si sospetta una cospirazione, aveva mormorato.
Ma non temere, si rassicur, dovranno coprirti, o saranno guai anche per loro.
La posta dall'Inghilterra raggiunse Lord Spau la mattina dell'appuntamento di Cedric Granville. Si era incrociata con la sua lettera.
Lord Donagall sperava che le indagini sul Menestrello di Notre-Dame avessero fatto passi avanti. Annunciava che la flotta inglese stava puntando su Gibilterra, informava che l'Ambasciata spagnola a Londra era in fermento e dava notizie della salute di Colin Granville. Il ragazzo stava molto meglio e la sua guarigione proseguiva bene. Sperava che il fratello minore fosse di aiuto a Lord Spau e salutava lui e il cugino.
All'indirizzo di Rue Pas de la Mule, cera una casa piccola dall'aria squallida, stretta tra altre nelle stesse condizioni. La strada, un tempo elegante, era sporca, trasandata, con l'acciottolato sconnesso, solcato da rigagnoli maleodoranti.
Cedric Granville and all'appuntamento, scortato da Fraser armato fino ai denti.
Vi aspetto qui per strada. Sbrigatevi! Mezzora, e poi verr a cercarvi
minacci il servitore, agitando il suo moschetto, quando furono davanti al portoncino esterno, scrostato ma arricchito da un batacchio a forma di unicorno.
Granville lanci un'occhiata intorno. Gli uomini di Bousquet erano invisibili. Alz la mano e picchi con forza. Il suo bussare rimbomb sonoramente e un ometto dall'aria dimessa venne ad aprire.
Sono Blanc, annunci, come convenuto.
L'altro chin il capo senza aprire bocca e lo precedette fino al secondo piano per una scala stretta, ripida e maltenuta. Giunto sul pianerottolo, spalanc l'unica porticina di legno e annunci con voce nasale:
Monsieur Blanc.
Entr e il portinaio richiuse alle sue spalle.
La stanza era gelida. Un uomo intabarrato in un mantello scuro, con il cappuccio sollevato che gli nascondeva mezza faccia, era seduto dietro un tavolo.
Sono Rennes, cosa avete da dire? inquis frettoloso, senza neppure invitarlo a sedere.
Le indagini sembrano impantanate, gli annunci Granville -
e il Brigadiere Generale ha avuto una discussione con il Maresciallo de Villars...
A che proposito? l'interruppe il suo interlocutore.
Il Maresciallo de Villars riferiva che l'Abb Dubois e il Reggente si aspettavano qualche risultato. Il Brigadiere Generale aveva chiesto due settimane per risolvere il caso del Menestrello di Notre-Dame, ma una  passata a vuoto, il tempo scorre e quindi...
Quindi, cosa? lo press il suo interlocutore.
Cedric Granville spalanc i suoi innocenti occhi verdi-azzurri e la versione concordata con Lord Spau riprese a fluire cristallina dalle sue labbra: Il Maresciallo ha invitato Lord Spau a darsi da fare. Stringere, stringere... Ah, dimenticavo, anche il Lieutenant Gnral si  fatto sentire.
Il marchese d'Argenson? S, certo, convenne il sunnominato Rennes. Ci sono notizie dall'Inghilterra?
Sissignore. Lord Donagall ha scritto, ignoro il contenuto della lettera. Ma Sua Signoria, Lord Spau, ha dichiarato di dovere partire presto per il sud della Francia, la sua missione preme, rifer Granville con precisione.
Quale missione?
Ha parlato di dover raggiungere Marsiglia.
Bene ragazzo, continuate a tenere occhi e orecchie ben aperti e, se ci fosse qualcosa di nuovo, tornate alla Locanda del Pavone.
Lo far, garant Cedric, risoluto.
Il portinaio era sparito. Scese le scale da solo, di corsa, schiuse la porta sulla strada e riguadagn l'ala protettiva di Fraser.
Il suo uomo gli lanci un'occhiata interrogativa.
Tutto bene, mormor.
La mattina dopo, il rapporto del Lieutenant de Police Bousquet riferiva preciso:
"Buco nell'acqua anche per Rue Pas de la Mule. I nostri erano pronti a seguire gli occupanti dell'edificio ma nessuno  entrato prima di Monsieur Granville e, dopo, nessuno  uscito. Chi l'ha ricevuto  venuto per un'altra strada e per quella  ripartito. La necessit di non scoprirci ci lega le mani. Non abbiamo rischiato una perquisizione. 
probabile che Monsieur Rennes si sia servito del tetto per entrare. Molti tetti di Parigi sono collegati tra loro."
Il messaggio del giorno dopo di Lord Spau, alla duchessa de Sernes, confermava la versione del ragazzo: "Ho celato quanto sapevo sulla nostra amica, mantenendo le indagini in stallo. Ma il tempo a mia disposizione  poco e i miei capi premono. Ho ricevuto anche un richiamo dal marchese d'Argenson. Mi trovo in un'impasse difficile. Per non screditarmi devo trovare qualche scappatoia".
Si direbbe che il nuovo alleato rispetti gli impegni, ha fermato i suoi segugi, valutarono i burattinai.
Se vogliamo contare su di lui, dobbiamo offrirgli qualcosa che annebbi l'atmosfera. Ci serve un nome sacrificale, un Menestrello di Notre-Dame su un piatto d'argento -
decisero.
La duchessa de Sernes rispose la sera stessa: "Domani pomeriggio alle cinque, al Palais de Luxembourg, dalla duchessa de Berry. Louise Elisabeth riceve alcuni amici".
L'arrivo di Lord Spau non pass inosservato. S'inchin davanti alla padrona di casa che lo prese confidenzialmente sotto braccio e lo
monopolizz per quasi mezzora. Poi, prima di permettergli di unirsi agli altri ospiti, ingiunse con tono confidenziale:
Non vi allontanate troppo caro Franois Jules! Oggi, siete mio.
Annu, e mormor galante:
Servo vostro, altezza.
Alz gli occhi. Marie Thrse gli sorrideva da lontano. Sernes non c'era. Chiacchier con questo e quello e infine la raggiunse. Lei gli fece cenno con il ventaglio, indicando la porta aperta di un minuscolo salottino arredato da leziosi divanetti rococ laccati, con le pareti dipinte a scene di caccia. Entr per prima e Spau la segu.
Siamo soli ma non lo resteremo a lungo, mormor frettolosa, girandosi. Mia cugina ti  grata per quanto fai.
Mi sono impegnato.
Ludovise vuole contare su di te.
Se lei sar di parola, anche la mia sar una sola, rispose enigmatico.
Ludovise comprende le tue difficolt. Hai chiesto una scappatoia ma ottieni molto di pi. Un volto e un nome. Il Menestrello di Notre-Dame in persona.
E chi sarebbe? la press lui, afferrandola per un braccio.
Il cavaliere de Morel.
Morel? Era alla cena del Reggente. Lui? S certo, possibile...
La fiss inquieto voleva chiedere ancora, ma:
Marie Thrse, chiamava la voce della duchessa de Berry.
Sono qui mia cara, sto provando a rubarti Spau, ma devi averlo stregato, sembra una fortezza inaccessibile, rispose burlona.
Lui la trattenne per il braccio, il suo leggero profumo inebriava e chiese:
Quando posso rivederti? Ti voglio.
Sorrise, stirando compiaciuta i suoi superbi occhi da gatta e rispose:
Ti voglio anch'io, presto, sar presto.
...
.
...
IL CAPRO ESPIATORIO.
...
.
...
Sequestrato dalla duchessa de Berry, Sua Signoria dovette fermarsi fino alle dieci e mezzo passate. Ma prima di tornare a casa, pass dal Palais du Conseil e lasci l'ordine scritto per Bousquet:
Convocate il cavaliere de Morel e trattenetelo.
Il Maresciallo Villars era a Orlans. Si attendeva il suo ritorno per il giorno dopo. Nonostante l'ora, invi un messaggio urgente all'Abb Dubois per sollecitare udienza al Reggente. Doveva riferire sul Menestrello di Notre-Dame.
La risposta di Dubois lo raggiunse in rue Mazarine. Schematica e rapida:
Al Palais Royal, domattina alle nove e mezzo!
La mattina dopo, mentre stava per lasciare rue Mazarine accompagnato dal giovane Granville, ricevette il messaggio di Bousquet che scriveva: "Ho mandato due dei miei uomini dal cavaliere de Morel."
Prima di informare: "Ho grosse novit sulla cospirazione. Stanotte abbiamo avuto un colpo di fortuna. Alle tre, due gendarmi di ronda a un isolato dal palazzo dei duchi de Sernes, hanno notato una ragazza che camminava per strada, piangendo e trascinando le sue cose. L'hanno avvicinata e lei ha dichiarato di essere stata buttata fuori dal maggiordomo del duca e ha cominciato a straparlare, muovendo accuse. I due gendarmi non se la sono sentita di andare a bussare dai Sernes e invece l'hanno accompagnata da noi, al Palais du Conseil. I nostri hanno drizzato le orecchie, l'hanno trattenuta e mi hanno mandato a chiamare.
Sono saltato dal letto prima dell'alba, ma ne valeva la pena. Ecco la sua deposizione:
Sono Chlo Picard, la cameriera personale della duchessa de Sernes.
Un'ora fa la duchessa mi ha trovato a letto con suo marito. Ha fatto una terribile scenata e, dopo avere accusato il duca di essere un maiale,
ha svegliato il maggiordomo e mi ha fatto buttare per strada... Ma io so cose...
Oh Parbleu, comment il Brigadiere Generale, passando il foglio a Granville prima di continuare a leggere: "Non ho battuto ciglio e, in cambio di informazioni, le ho promesso una ricompensa. Ha funzionato, le ha sciolto la lingua. La nostra infiltrata inaspettata si  rivelata una miniera. Ha riferito fatti e nomi, grossi nomi della corte che s'incontrano anche di notte con il duca. Ci nondimeno, dubitando della vendetta di un'amante delusa, ho preteso maggiori particolari. Li ho avuti. La Picard conosce anche il principe di Cellamare. Lo vedeva arrivare spesso, a palazzo Sernes, soprattutto quando era buio. L'ultima volta tre giorni fa. Ai nostri uomini non risulta che abbia lasciato il suo palazzo. Deve servirsi di un'uscita segreta. Ho gi richiesto le planimetrie dell'edificio. Spero che ci possano servire a individuarla.
La Picard ricorda anche un ospite misterioso. Alloggiava allo stesso piano del duca e della duchessa ma solo il maggiordomo e il cameriere privato del duca de Sernes avevano accesso alla sua camera. Lei l'ha visto per caso, per il corridoio. Un bel giovane a suo dire e ha sentito che lo chiamavano Altezza, per, come ne ha fatto cenno, il duca suo padrone le ha ingiunto di tenere la bocca chiusa."
Bousquet terminava il rapporto scrivendo: "Per quando le ho chiesto a bruciapelo se aveva mai sentito parlare del Menestrello di Notre-Dame  caduta dalle nuvole. Non lo conosce. Ritengo la donna attendibile e credo che non abbia altro da dire. Ho disposto che abbia la ricompensa promessa e domani la far accompagnare al suo paese."
Oh Diavolo! Un ospite misterioso, un bel giovane che chiamavano Altezza? Ma certo, Giacomo, James Stuart, il pretendente va e viene in incognito da Palazzo Sernes? Logico c' anche lui dietro il complotto.
Mirano a liberarsi del Reggente. E Sernes  compromesso fino al collo.
Questa storia  una bomba, valut freddamente Spau. Ma anche Marie Thrse sembra coinvolta nell'intrigo, ammise innervosito. Intuivi qualcosa, ma ti illudevi... Attento Francis, Marie Thrse era l'unica a sapere del tuo viaggio in Inghilterra e il motivo. I sentimenti accecano, volevi farti bello con lei, riconobbe. Chi  al corrente del legame tra voi?
Sua cugina e magari Andr, suo marito? Quali sono i loro veri rapporti?
Potrebbero servirsi di lei per intrappolarti? Si domand.
Cosa ha detto la ragazza? interrog Cedric, interrompendo il flusso convulso dei suoi pensieri.
Leggi anche questo, gli rispose.
Poi, mentre suo cugino ubbidiva, scrisse immediatamente delle istruzioni a Bousquet.
"La partita s'ingarbuglia, ora bisogna agire con i piedi di piombo.
Occupatevi di Morel. Verr da voi pi tardi." promise.
Cedric, che aveva finito di leggere, rialz la testa e chiese:
Pensate che anche il duca de Sernes sia coinvolto nel complotto del Menestrello di Notre-Dame?
Probabile.
E la duchessa? Il piccolo Granville era pi attento di quanto immaginasse.
Non lo so, confess sinceramente. Seguimi! ingiunse e si mosse per andare dal Reggente a fare la sua recita.
Monseigneur era in ritardo e si fece attendere. Arriv quasi alle dieci accompagnato dall'Abb Dubois. Accolse i loro inchini di prammatica, fece un cenno della mano per invitarli a rialzarsi e sollecit frettoloso:
Avete scritto urgente. Che nuove sul nostro Menestrello di Notre-Dame?
Dite, dite!
Buone nuove, Vostra Altezza, o cattive se si guarda bene. Comunque abbiamo il nome, o almeno quello di chi agisce per suo conto, dichiar il Brigadiere Generale, e si concesse una pausa a effetto.
Forza marchese, avete un nome! Fateci felici, parlate, l'invit scherzoso l'Abb Dubois.
Morel, dicono che il cavaliere de Morel sia il Menestrello di Notre-Dame.
Oh diavolo, proprio lui, sembrava un amico, imprec Monseigneur sconcertato.
 un ottimo attore, senza dubbio, dichiar Sua Signoria.
L'avete gi arrestato? lo press il Reggente.
Non ancora. Morel  sicuramente l'assassino di Jouet, ma vorrei arrivare anche ai suoi complici. Ho ordinato di agire con cautela -
rispose.
Troppo giusto. Ma siete riusciti a smascherarlo.  finito un incubo
si compiacque Philippe d'Orlans, stropicciandosi le mani. Ma perch poi si faceva chiamare Il Menestrello di Notre-Dame?
Non sappiamo finora, non abbiamo riscontri con la cattedrale.
Meglio quindi, molto meglio. Teneteci al corrente.
Agli ordini, replic Lord Spau, inchinandosi.
L'Abb Dubois ebbe la compiacenza di accompagnarli e dichiar sulla porta:
Questo complotto lasciava presagire altre brutte sorprese. Il Menestrello di Notre-Dame metteva i brividi. Colpiva una volta al mese.
Le lancette corrono veloci, la data si avvicinava. Speriamo di averlo veramente fermato. Bravi, la cautela va bene, ma non perdete tempo.
Morel ha sicuramente ucciso Jouet, non lasciatevelo sfuggire!
Pierre Lavalle che, in premio per la sua devozione, era stato destinato al servizio da camera di Monsieur non perse una parola. Sanno di Morel. L'arresteranno e lui far il nome dei suoi complici. Potrebbe denunciare anche te? Levati di torno, si ingiunse spaventato. Ma prima prova ad avvertirlo. E sempre stato generoso, sapr ricompensarti.
S'inchin al passaggio del Brigadiere Generale e del suo accompagnatore e attese mordendo il freno che Aristide Plotin, segretario di Sua Altezza il duca di Orlans, completasse la stesura degli inviti.
Lavalle, chiam finalmente dieci minuti dopo Plotin, affacciandosi con il pacco in mano. Fatti dare un cavallo e consegnali tutti di persona, comand severo.
Il domestico afferr il pacco, lo infil in una sacca e garant:
State tranquillo. Vol gi per le scale e si diresse di corsa verso le scuderie.
Poco dopo superava il cancello, girava a sinistra e, ignorando l'ordine di Plotin, partiva al galoppo verso rue du Temple, all'indirizzo del cavaliere de Morel.
Ma, prima di smontare da cavallo e andare a bussare alla porta, si guard intorno.
Un mendicante sdraiato sull'angolo tendeva una mano rattrappita...
Un garzone con una grossa borsa sottobraccio attraversava la strada...
Allung gli occhi e not i segugi. Erano defilati e si tenevano addossati alla casa di fianco. Troppo tardi si disse, niente da fare. Ma in quel
momento la porta di Morel si apr e una sguattera usc a testa bassa con una cesta in mano.
Le si mise dietro e appena svoltato l'angolo si fece riconoscere.
Oh sei tu Pierre, l'accolse la ragazza, abbozzando un sorriso.
Smont e le chiese:
Dov' il tuo padrone?
Fuori. Anche quelle guardie lo cercano, rispose spaventata.
Lo so, lo so,  in pericolo e deve fuggire, dove posso trovarlo? -
insistette convincente.
Lavalle le piaceva. Allungava le mani, andava al sodo, ma era generoso.
Si sbilanci fino a dire:
Il cavaliere  uscito da un pezzo, Jean Louis  con lui, ho sentito che andavano dal cardinale di Saint Avold.
Lavalle ricordava Jean Louis, il cameriere personale di Morel. Un marcantonio dai capelli rossi.
Va bene ma non dirlo a nessun altro, impose, passandole un pezzo d'argento.
Il tempo stringeva. Risal in sella, super il Pont Neuf al trotto e imbocc rue Dauphine abbastanza sgombra da consentirgli di spingere il cavallo al galoppo. All'incrocio, volt a destra su rue de Buci, poi a sinistra su rue de Seine per proseguire e raggiungere rue Tornon e il palazzo del legato.
Riconobbe subito Jean Louis. Era fermo dall'altro lato della strada e reggeva le redini di un morello e di un baio affiancati. Aspettava il cavaliere.
Non deve tornare a casa, si disse e si mise pazientemente di vedetta.
Quando Morel usc, la campana di Saint Joseph des Carmes batteva la mezza. Mezzogiorno e mezzo.
L'interrogatorio al Palais du Conseil, bench senza seguito, aveva messo Morel sul chi vive. Si era dato malato e si era chiuso in casa per giorni. Rimuginava inquieto, ripetendosi: cosa credevi?  colpa tua, non dovevi, ma...
Finalmente quella mattina aveva preso la decisione di farsi sentire.
La sua visita al cardinale era per porre un aut aut ai cospiratori. Non intendeva pagare per altri.
Si era lasciato coinvolgere per denaro, ma soprattutto per i favori di una sirena irraggiungibile. La desiderava da sempre. Bellissima, altera, immobile su un piedistallo. Inaccessibile per lui fino a quando...
La posta valeva il rischio. Era un frequentatore abituale dei festini del Reggente. Aveva accettato l'incarico di eliminare Jouet. Sapeva come muoversi. Dopo mezzanotte met degli ospiti era fuori gioco. La polverina che aveva fatto scivolare nel bicchiere della vittima gli aveva facilitato il compito. Uccidere un ubriaco, drogato era stato un gioco da ragazzi. Poi aveva goduto il suo premio. Ma ora?
Saint Avold si era mostrato pretesco, come solo un cardinale pu fare, e pi sfuggente di un'anguilla. Avevano diverse pedine infiltrate tra gli uomini del Reggente. Non gli risultava che il cavaliere de Morel fosse ricercato.
Speriamo sia vero, si disse, nervoso. Ti sei cacciato in una partita tra potenti, prendendo posto a un tavolo dove si giocava troppo forte, si rimprover, lasciando il Palazzo del legato pontificio.
...
.
...
APPUNTAMENTO A NOTRE-DAME.
...
.
...
Jean Louis l'aspettava al di l della strada con i cavalli alla cavezza.
Si avvi frettoloso. Super il banchetto di fiori, scese dal marciapiede immerso nei pensieri e inciamp, rovinando sul selciato.
Il conducente a cassetta della carrozza di gala, che sopraggiungeva, reag prontamente tirando le redini e devi per scansarlo. Morel si rialz imprecando, mentre il vetro della portiera che passava gli rimandava una figura alle sue spalle.
Si gir di scatto inquieto, nessuno. Eppure?
Il segugio di Bousquet, di sorveglianza al cardinale, aveva riconosciuto il cavaliere de Morel. Ci sono novit su di lui. Non perderlo d'occhio, si disse, mettendosi subito sulla sua scia. Ma il cavaliere l'aveva notato. L'uomo fece un salto indietro e si nascose dietro il banchetto fiorito, un riparo provvidenziale.
Morel era a cavallo e lui appiedato. Doveva lasciarlo andare, ma rest a vista.
Qualcuno ti segue? Si angusti il cavaliere. C'era qualcuno alle tue spalle, dove  finito? Le parole del cardinale gli suonavano fesse e l'istinto lo metteva in guardia. Sentiva sul collo il fiato degli inquisitori.
Non perdere la calma ed evita mosse azzardate, si ordin. Raggiunse il suo cavallo e comand al servitore: A casa!
Afferr le redini, ma un avvertimento lo gel:
Attento, Monsieur! A casa vi aspettano.
Si volt sbiancando e riconobbe il lacch del Reggente:
Sanno di voi, di Jouet, chiar Lavalle sottovoce.
Cosa sanno?
Ho sentito io, con queste orecchie. Sanno che voi siete il Menestrello.
Hanno dato l'ordine di arrestarvi.
Vogliono arrestarmi?
Cos ho sentito. E allora anch'io sono nei guai fino al collo, non voglio tornare al Palais Royal. Cosa devo fare? chiese il lacch.
Morel lo trafiggeva con uno sguardo tempestoso. E Saint Avold l'ignorava?
Maledizione non ci credo! Si arrovellava.
L'Abb Dubois... vedeva Lavalle spaventato.
Morel lo blocc con un gesto della mano.
Le strade hanno occhi e orecchi, mormor, guardandosi intorno timoroso. Poi tacque, doveva decidere in fretta, ne andava della sua pelle. Ingiunse:
Mi dirai tutto pi tardi. Sparisci. Ti aspetto alle cinque del pomeriggio a Notre-Dame, la cappella a destra del coro.
A Notre-Dame? Alla cattedrale? Ma non sar pericoloso?
Potrebbero...
Morel scosse la testa, ridendo amaro.
Chi mai potrebbe pensare che il Menestrello di Notre-Dame vada a infilarsi proprio nella cattedrale? Appuntamento l alle cinque.
E infine:
Via! ordin al suo servitore e dette di sprone. Imbocc Rue de Seine poi devi su Rue de Buci al galoppo, senza voltarsi. Una folla di gente, che accompagnava un funerale, lo costrinse a rallentare in rue Saint Andr. Si gir timoroso. Ma non vedeva nessuno alle sue spalle.
La paura ti fa immaginare gli inseguitori, si rimprover. Trattenne il cavallo, scappellandosi al passaggio del feretro e prosegu al passo verso Place Saint Michel.
Fatti sotto, ordin al servitore e quando l'ebbe accanto:
Devo trovare un posto tranquillo, un rifugio fino a domani, voglio un'idea!
Una taverna? Una locanda? propose Jean Louis.
Ben detto, un nome?
La Corona d'argento?
No. Troppo elegante, sono conosciuto.
Il Cigno allora, sull'Ile Saint Louis vicino al Pont Notre-Dame.
 una bettola, ma non  male, ci vado spesso, la frequentano anche i battellieri della Senna. Conosco il principale. Bada solo agli affari suoi.
Basta pagare.
Vada per il Cigno, approv il cavaliere. Andiamo.
Il Cigno affiggeva la sua insegna all'angolo di rue de la Cit. L'oste riconobbe Jean Louis e lo salut calorosamente, allungandogli la mano.
Morel si prest alla stessa accoglienza e, pagando senza fiatare quanto richiesto, ottenne una buona sistemazione al primo piano e il ricovero per i cavalli. La stanza era grande e dotata di un'anticamera dove poteva dormire il servitore.
Uno sguattero foruncoloso con il pomo d'Adamo sporgente, che li aveva preceduti di sopra, stava accendendo il camino. Quando le fiamme si levarono alte, usc per tornare poco dopo con una cesta piena di legna tagliata.
Serve altro? chiese infine.
No, rispose secco Jean Louis che aveva controllato pignolescamente lenzuola, coperte e cuscini.
Julien de Morel si era seduto su una sedia e meditava. Devi tagliare la corda, ma ti serve un piano. Bousquet parlava di cospirazione. Se, se, se... Anche il cardinale Saint Avold  tenuto d'occhio, probabilmente.
Non hai scelta. Attento, rischi solo di cacciarti dritto in trappola.
Vediamo, vediamo. Ma s, il dado  tratto! Darai anche a lui appuntamento a Notre-Dame. Se hai visto giusto, quale miglior posto per incontrare un cardinale? Manda Jean Louis da Sua Eminenza. No, lui no!
Potrebbero individuarlo. Qualcun altro. Ma s, certo decise, lasciandosi sfuggire un respiro di sollievo.
Jean Louis stava impalato in attesa di istruzioni. Lo sped di sotto.
In cambio di una lauta mancia, il bettoliere gli prest il garzone foruncoloso per recapitare un biglietto. Scrisse: "Mi accusano di essere il Menestrello di Notre-Dame e mi imputano l'assassinio del visconte de Jouet. C' l'ordine di arrestarmi. Mi serve denaro a sufficienza e un posto sicuro dove riparare. Avvertite chi sapete. Voglio da voi garanzie e denaro. Aggiunse minaccioso: vi aspetto, nella cattedrale di Notre-Dame alle sei. Entrate e andate a pregare davanti all'altare maggiore.
Sorveglier il vostro arrivo. Venite soli, altrimenti ricordate che non ho pi niente da perdere".
Alle tre del pomeriggio uno sconosciuto ben vestito infil la chiave nella serratura della porta del palazzo signorile di fronte a quello di
Morel in rue du Temple, apr, ed entr. Affront la scala di marmo e raggiunse il pianerottolo del primo piano. Dal pianerottolo si accedeva alla sala centrale con in mezzo un'elegante tavola intarsiata e una grande finestra che guardava davanti.
Un uomo, con un fucile in mano, era di guardia, in attesa. Un secondo fucile carico era appoggiato sul davanzale.
Si volt appena, senza aprir bocca, e riport gli occhi alla strada.
Il tuo bersaglio ha tagliato la corda, non torner, annunci lo sconosciuto.
Ah, e... ordini? chiese l'altro, abbassando l'arma.
Appuntamento alle sei, a Notre-Dame. Nasconditi nel coro ma aspetta istruzioni prima di intervenire, rispose.
D'accordo.
Poco dopo usciva dal portone, intabarrato in una cappa grigio scuro di lana. Lunga e ampia, celava perfettamente i due fucili che portava appesi di traverso sul petto.
Gli uomini del Lieutenant de Police Bousquet, che dal mattino aspettavano il ritorno del cavaliere de Morel lo degnarono appena di un'occhiata.
...
.
...
LAVALLE A NOTRE-DAME.
...
.
...
Pierre Lavalle, il lacch, aveva paura e a ragione. Fece al galoppo
tutta la strada per arrivare a Saint Roch, ed entr nel cortile posteriore della chiesa.
Mentre smontava:
Bel cavallo,  tuo? gli chiese la voce giovanile di Padre Arnaud, il canonico. Usc dalla porticina posteriore della chiesa, e si avvicin per accarezzarlo.
Oh padre, buona giornata. No, non  mio, spieg, attaccandolo a un anello di ferro, ma me ne servir per lasciare Parigi rispose senza mentire.
Parti?
Devo, rispose.
Torni a casa tua? Il tono del vecchio canonico era gentile non c'era malizia nelle sue domande, solo interessamento.
Lo spero, dichiar sincero Lavalle.
Buona cosa, allora. Sarai venuto a prendere la tua roba, immagino.
S, padre.
Vieni figliolo, hai la chiave?
S, conferm, tirandola fuori dalla giubba. Segu il canonico in sagrestia, ricuper la borsa e, mettendo la chiave nelle mani del religioso, dichiar:
Grazie, riprendetela.
Torna pure, se dovesse servirti ancora.
Non dubitate, lo far, grazie, borbott di nuovo, confuso. Ma...
Dimmi figliolo, sollecit Padre Arnaud con bont.
Devo cambiare aria, concedetemi asilo fino a oggi pomeriggio.
Ho paura!
Certo figliolo, resta qui, ma dimmi, che c'? Parla.
Padre, voi non sapete. Io sono un criminale.
Tu, Pierre Lavalle? chiese il sant'uomo, frugando nello sguardo e nell'anima del giovane, con i suoi occhi dolci e pii.
S padre, voglio confessarmi. Per denaro, ho spiato, tradito.
Sono cose brutte, molto gravi, ma il signore  grande, misericordioso e se ti pentirai figlio mio... cantava suasiva la voce di Padre Arnaud.
No, non pu perdonare i miei torti. Lavalle ormai era un fiume in piena. Ho fatto di peggio, molto peggio. Sono stato complice di un delitto, e infine, per salvarmi la pelle, ho ucciso un uomo.
Il signore pu tutto, figliolo. Pentiti, invocando il suo soccorso e cerca di riparare se ne hai modo, invit il religioso senza giudicare. Poi tacque e cominci a pregare, lento, monotono, confortante.
Lasci la giubba della livrea che lo rendeva troppo riconoscibile e la sostitu con una tonaca e un mantello prestati da Padre Arnaud. Riprese il cavallo dal cortile della chiesa e, poco dopo le quattro, si diresse verso la Senna, infilandosi nel vecchio quartiere che fiancheggiava il Palais de Tuileries. Preferiva evitare il Palais Royal. Pass la piccola Porte Neuve, percorse l'Escale Saint Germain con i suoi rumorosi pontili di attracco, e lasciandosi a destra il Pont Neuf sempre affollato, superato il Pont au Change, raggiunse Pont Notre-Dame. Affid il cavallo al mozzo di una stalla pubblica e portando a tracolla la sacca degli inviti di Monseigneur con dentro i suoi averi, attravers a piedi l'alto ponte rinascimentale appesantito dalle sue case di pietra e gir a sinistra per raggiungere la cattedrale e sbuc nella piazza. Notre-Dame la dominava immensa, splendida e maestosamente carica di secoli.
Era in anticipo. Al rintocco delle quattro e mezzo entr dalla porta di sinistra, sovrastata dal portale della Vergine. Super il transetto appena rischiarato dalla luce del tramonto filtrata dai rosoni medievali e s'inginocchi piamente, come il suo abito comportava, davanti all'altare maggiore. Poco dopo si rialzava, s'infilava come convenuto nella cappella a destra del coro, mettendosi pazientemente in attesa.
Il cavaliere de Morel era in ritardo. Lavalle temette che l'avessero arrestato: attese lo stesso, sperava ancora. I banchi della navata principale si erano riempiti. La funzione della sera era incominciata.
Il vecchio orologio della Tour de la Conciergerie aveva suonato il quarto da tempo quando finalmente Morel comparve, super i fedeli in preghiera ed entr nella cappella.
Lavalle scatt in piedi, gli and incontro e disse sottovoce:
Sono io!
Ah, bravo. Buona scelta la tonaca. Non ti avevo riconosciuto, vieni, sediamoci
ordin, indicando la massiccia panca di legno intagliato.
Sissignore.
Qui siamo al sicuro, ripeti quanto hai sentito.
Lavalle lo fece, parola per parola.
Dubois  una vecchia volpe. Se parla di complotto ha qualcosa in mano. Non andranno tanto per il sottile. Ogni mezzo sar buono -
convenne il cavaliere. Rifletteva, poi:
Hai fatto bene a lasciare il Palais Royal, prendi, ordin e gli pass la sua borsa. Era quasi piena.
Non baster, se devo abbandonare Parigi, si lagn il lacch, senza neppure aprirla.
Dovrai farla bastare. Siamo in ballo e bisogna ballare.  tutto quello che ho e non posso tornare a casa. Aspetto anch'io una boccata di ossigeno, si lasci sfuggire Julien de Morel, innervosito.
Va bene, va bene, bofonchi Lavalle, rassegnato.
Sparisci ora, intim il suo ufficiale pagatore.
Non c'era altro da dire. Pierre Lavalle si alz e usc dalla cappella.
Ripass davanti all'altare maggiore, inginocchiandosi devotamente ma, ignorando la funzione, riprese la lunga navata centrale, che alzava al cielo come dita la variegata moltitudine delle sue colonne, e fu fuori, sul sagrato. Il sole ormai tramontato striava di rosso le nubi che cavalcavano furiosamente l'orizzonte. Il tempo girava al brutto. Si attard qualche istante e soppes la borsa. Sperava di pi, ma doveva accontentarsi.
L'infil nella sacca con l'altra. Una ventata gelida gli fece vorticare il mantello. Se lo strinse addosso e rialz il cappuccio.
L'orologio della Tour annunci le sei meno un quarto.
Un uomo alto, avvolto in una lunga cappa grigia lo super frettoloso ed entr nella cattedrale.
Torna al tuo paese, nel Prigord, il clima  pi clemente, s'intim Lavalle, avviandosi. Ma, mentre stava per lasciare la piazza, vide arrivare da destra una carrozza, preceduta da un palafreniere a cavallo con una torcia in mano.
...
.
...
NOTRE-DAME, L'INCONTRO MISTERIOSO.
...
.
...
Si blocc incuriosito. La vettura avanzava. Due grandi lanterne evidenziavano le sue fiancate dove campeggiava, dipinto sulle portiere, lo stemma del legato pontificio.
Guarda, guarda, deve essere il cardinale de Saint Avold o chi per lui. Porter la boccata di ossigeno per il cavaliere? si chiese.
La carrozza gir lentamente sulla piazza e and a fermarsi davanti al sagrato. Uno staffiere scese e apr lo sportello, poi si chin, srotolando rapidamente i gradini e rest in piedi in attesa.
La borsa che ti ha dato Morel non  granch. Forse Sua Eminenza ti dar modo di raddoppiare il malloppo, si disse sentendosi molto furbo.
Un momento dopo tornava indietro. Ma l'occupante della carrozza non aveva fretta di scendere. Il lacch si blocc di nuovo, rest al riparo nell'ombra e attese.
L'orologio della Tour suonava le sei quando una seconda carrozza comparve, svoltando nella piazza. Anonima, senza segni di riconoscimento ma molto elegante.
Non  una vettura a nolo. Il suo proprietario vuole mantenere l'incognito, giudic.
La seconda carrozza affianc l'altra e si ferm.
Un uomo corpulento scese dalla prima, porgendo una mano guantata allo staffiere che lo sostenne. Non portava la veste talare, ma la ricchezza delle vesti e del mantello non lasciavano dubbi. Il cardinale de Saint Avold si avvicin allo sportello della seconda carrozza, fece cenno al suo servitore di aprire e porse il braccio. Una dama intabarrata, il cappuccio le celava completamente il volto, si appoggi e scese a terra con scioltezza.
Forte della protezione offerta dalla veste religiosa, Pierre Lavalle si avvicin salmodiando a testa bassa.
L'uomo e la donna raggiunsero il sagrato senza far caso alla sua presenza.
Lo staffiere che li precedeva apr la porta, poi torn indietro. Il falso religioso li segu, infilandosi anche lui in chiesa.
La funzione pomeridiana era terminata. I due avanzarono affiancati verso l'altare maggiore, incrociando i fedeli che uscivano. Quando raggiunsero la seconda fila di banchi a destra, si fermarono, entrarono e si inginocchiarono uno accanto all'altra. Si ferm anche lui, coperto da una colonna e allung gli occhi.
Julien Morel, che attendeva celato da un confessionale controll l'arrivo del cardinale e della sua accompagnatrice. Il suo biglietto ingiungeva: venite soli. Non vedeva altri, avevano rispettato i patti. Rassicurato si mosse per raggiungerli.
Il tiratore scelto era entrato poco prima, con i banchi ancora pieni di fedeli. Le candele accese sugli altari, rischiaravano la navata. Le cappelle laterali che sembravano deserte, ma parzialmente immerse nella penombra, erano il miglior nascondiglio. Sapeva che il cavaliere de Morel
doveva essere di guardia da qualche parte. Ma, senza insospettirlo, si era diretto a passo fermo verso la sagrestia ed era scomparso. Dalla sagrestia era entrato nel coro. Gli alti stalli intagliati erano davanti a lui, annegati nel buio. Si era sistemato e aveva atteso la fine della funzione religiosa. Era pronto. Ma la consegna diceva: aspettare istruzioni.
Morel s'infil nel secondo banco e accus sotto voce, caustico:
Perch non mi avete messo in guardia? Se un uccellino non mi portava l'imbeccata sarei gi in prigione.
Il cardinale si alz in piedi. Il cavaliere lo super, sedette accanto alla dama e sibil: Sono nei guai per colpa vostra.
Fate male a dubitare di noi, vostri amici, rimprover la voce melodiosa della dama incappucciata. Garant: non sapevamo, ve lo giuro!
Non potevate non sapere, ribatt.
E invece  cos. Qualcuno deve aver tradito. Il vostro messaggio ci ha colti di sorpresa.
Un traditore, chi? indag incattivito.
Chi, chi? A che serve arrovellarsi in questo momento. Qualcosa  filtrato. Dobbiamo serrare le fila senza perdere la testa o sarebbe la fine
per tutti, dichiar la dama. Poi alz la mano destra e la pass sulle labbra del giovane, in un gesto intimo, confidenziale.
Morel fissava incantato quegli occhi tentatori. La ragione gli ingiungeva di dubitare, ma lei, la sirena, sembrava sincera.
Cosa devo fare? chiese infine, ammansito.
Lasciate subito Parigi, partite. Andate a Saint-Rmy-les-Chevreuse.
Non  lontano, Seguirete la strada per Chevreuse. Fuori del villaggio, a sud, troverete una piccola propriet della nostra famiglia. Vaugien,
un castelletto. Ecco il mio salvacondotto. Mostratelo ai servitori, sarete il mio nuovo amministratore. Sar un rifugio sicuro, nessuno penser a cercarvi l.
Saint Rmy s, non  lontano ma sono al verde, ho bisogno di denaro.
Intanto prendete questa, disse la dama allungandogli una borsa piena di luigi.
Morel l'afferr, l'apr contemplando le monete soddisfatto e:
Quando verrete? la press possessivo.
Presto, tranquillizzatevi. Concedetemi due giorni per organizzare la vostra fuga, il viaggio sar lungo, pericoloso. Vi raggiunger con quanto necessario e con gente fidata per scortarvi. Andrete ad Avignone a raggiungere il pretendente.
Ad Avignone? Il tono era dubbioso.
L sarete al sicuro. Voi siete braccato. Spau, il Brigadiere Generale, il vice di Villars, ha scatenato i suoi uomini. Dobbiamo coprirvi -
intervenne il cardinale con piglio autorevole.
E sia, Avignone! Al sicuro, con il pretendente, s, pu funzionare avete ragione -
acconsent Julien de Morel, placato.
Bravo ragazzo. Il tempo stringe. Uscite da Parigi, prima che gli inquisitori del Maresciallo stringano il cerchio. Andate ora, sugger Saint Avold.
Andate e non fate imprudenze, raccomand la dama, stringendogli la mano con le sue.
Vi ringrazio, mormor il cavaliere commosso. S'impadron della sua destra, portandola alle labbra e sfiorandola con dolcezza, sussurr:
Vi aspetter.
Poi si alz di scatto, scavalc il cardinale e si allontan rapidamente verso l'uscita.
Lavalle, che aveva preso posto pi indietro, in un banco a sinistra, chin il capo tra le mani e fece finta di pregare.
Jean Louis, addossato alla facciata posteriore dell'Htel-Dieu, faceva la guardia ai cavalli. Julien de Morel attravers la piazza di corsa e appena gli fu accanto chiese:
Hai notato qualcosa di strano?
No padrone, rispose tranquillamente. Le carrozze sono arrivate, quella di Sua Eminenza per prima, poi l'altra, ma nessun altro  sceso oltre al cardinale e alla dama.
Meglio, muoviamoci allora.
Sissignore, dove andiamo?
A Saint-Rmy-les-Chevreuse, partiamo subito.
Non torniamo al Cigno?
No, troppo pericoloso. Bisogna lasciare Parigi, prima possibile -
chiar, saltando in sella.
Appena si furono allontanati, tre uomini armati scesero dalla carrozza della dama.
Il cavaliere ha abboccato, tutto regolare, dichiar il primo.
Parrebbe, conferm il secondo.
E sta andando a mettersi in trappola, decret quello che sembrava il capo, ordinando: Raggiungiamo la signora.
Lavalle aveva colto solo qualche parola della conversazione. Perdi solo tempo, taglia la corda, si ordin dopo l'uscita del cavaliere, ma la dama e il cardinale non si muovevano. Anzi, lei aveva abbassato il suo cappuccio e parlava con Saint Avold.
I suoi capelli, la pettinatura, hanno qualcosa di familiare. Tu la conosci, si rinfacci.
Ma chi ? La curiosit lo divorava. Abbandonando la prudenza, si spost in avanti fino a raggiungere il banco di fianco al loro. Il profumo della donna era intenso. Si era chinata verso il cardinale. Non vedeva
il suo profilo, ma distingueva nettamente le voci. Nascose il volto tra le mani, sempre fingendo di pregare, e ascolt.
Il gioco si fa pericoloso, mia cara. Sar meglio fermarsi, suggeriva Saint Avold con tono incerto.
Ma che dite mai Eminenza, vi facevo pi coraggioso.  fatta ormai, avete visto? Tutto secondo i piani. Abbiamo il nostro capro espiatorio da consegnare su un piatto d'argento. Il piccione ci era sfuggito, ma si  fatto riprendere al laccio. Parole incisive, affilate come spade.
Figliola mia, credete?
A Saint Rmy, Morel sar in trappola, invece dell'aiuto che spera avr becchime avvelenato e poi... Spau e i suoi uomini per arrestarlo.
Forse, ma il rischio  eccessivo. Morel ci conosce, potrebbe tradirci
mormor Saint Avold, scuotendo la testa.
Ma, Eminenza santissima, anche voi mi conoscete e... come potete dubitare? Ribatt la dama con malizia.
S figliola, io per...
Certo, certo, il vostro abito e la vostra carica vi tengono al sicuro, ma chi mi dice? Ora il tono era duro. Una bambina cattiva che istillava
veleno.
Il volto del cardinale si era fatto paonazzo. Tossicchi innervosito, incapace di rispondere a tono.
La sua interlocutrice scosse la testa ridendo ed esclam:
Via, Eminenza illustrissima, sapete che mi piace scherzare. Gli prese la mano e sibil: Dimenticate! State tranquillo, Morel non avr modo di cantare, qualcuno gli chiuder prima la bocca definitivamente.
Pierre Lavalle rest immobile, pietrificato. Aveva sentito tutto. Lev il volto dalle mani. Ora la dama era di profilo, poteva quasi vederla...
Allung il collo... Ossignore  lei, la... si disse, riconoscendola.
Ma in quel momento una voce glaciale, che lo fece sobbalzare, dichiar dietro di lui: Attenta Madame, questo prete  troppo curioso!
E un braccio l'incoll contro lo schienale della panca.
Reag, inarc la schiena e scalci vigorosamente. Il suo carnefice, che lo serrava in una morsa implacabile, affond il pugnale alla cieca.
La forza della disperazione sugger a Lavalle di lasciarsi cadere e il dolore non gli imped di rotolare fino al centro della navata. Senza sapere come, si rialz e part di corsa come un disperato.
Il feritore, colto di sorpresa, impieg un istante per mettersi sulla sua scia e i suoi compagni, che erano andati a recuperare il tiratore scelto, stavano uscendo dalla sagrestia. Questo concesse un certo vantaggio a Lavalle. Ebbe il tempo di raggiungere la porta della Vergine, dove incroci fortunosamente un folto gruppo di benedettini che entrava.
Aggir i primi, travolse gli ultimi senza piet e li lasci a terra a far da barriera agli inseguitori.
I quattro li superarono con fatica, sacramentando e furono sul sagrato.
Le grosse nuvole che poco prima mortificavano il tramonto avevano mantenuto le promesse. Pioveva. Ma Lavalle non se ne accorse neppure, strinse i denti e continu a correre.
Muovetevi, dannazione, acciuffiamolo, ordin quello che l'aveva sorpreso.
Il dolore al fianco ferito lo trafiggeva, i suoi polmoni stavano per scoppiare, ma arriv al limitare della piazza, poi voltando a sinistra, usc dalla visuale e punt verso la riva della Senna. Scendi al fiume, troverai un nascondiglio, si ordin, continuando a correre. I suoi inseguitori si fermarono un istante, per ascoltare. Il martellare dei passi sull'acciottolato tradiva la sua direzione.
Il Petit Pont gli era davanti, si butt sulla destra, deciso a raggiungere la prima arcata, e affront al buio la ripida discesa del greto. La pioggia l'aveva reso scivoloso e le gambe cominciavano a mancargli.
Vedeva appena dove mettere i piedi. Cadde, si rialz, cadde ancora, fece gli ultimi metri sulla schiena e finalmente fu in basso accanto ai piloni di legno. La Senna scorreva nera e minacciosa davanti a lui.
S'infil, ansimando paurosamente, dietro il secondo pilone. Un mendicante aveva acceso un fuocherello e si scaldava al coperto, appallottolato dentro una coperta sdrucita. Si gir e lo fiss.
Il fuggitivo si avvicin e dette un calcio alle braci. Sfavillarono in un piccolo arcobaleno di fuoco e caddero sfrigolando in acqua, spegnendosi immediatamente.
Maledizione, che fai? vomit l'accattone, rabbioso.
Chiudi la bocca se vuoi restare vivo, ordin. Si frug in tasca.
Tir fuori due monete e gliele allung dicendo: Fatti passare la rabbia.
Silenzio, mi inseguono, vogliono farmi fuori.
Li sentiva. Uno di loro aveva acceso una lanterna e agitandola avanti e indietro sacramentava:
Maledizione, non si vede nulla. Ci vorrebbe una torcia.
Si  rifugiato l sotto, ma l'ho ferito,  conciato male, garantiva un'altra voce.
Non pu essere lontano.
Lavalle li ignor, e si lasci cadere a terra. Le gambe si piegavano, il sangue colava dalla ferita. Devi fermarlo in qualche modo, si ordin, sollevando il mantello tanto da scoprire la sua sacca.
L'accattone, che si era alzato in piedi e lo dominava, la vide. Tu non sei un prete, decret. E questa sacca mi sembra ben piena. Ti inseguono? Hai rubato? Il suo sguardo era rapace, crudele.
No, no... Quanto vuoi? chiese intimorito, ma la nausea gli saliva alla gola, la testa gli girava.
Quanto? Bello mio, tutto, sghignazz l'altro minaccioso. Poi gliela strapp e gli dette un calcio nello stomaco. Pierre Lavalle cadde indietro e perse misericordiosamente i sensi.
Il mendicante ladro strinse a s la sacca. Era pesante. Apr, frug.
Riconobbe a tastoni le borse di monete e le prese. Ma ora gli inseguitori scendevano per il greto, lentamente, con precauzione, venivano dritti verso di lui.
Trovate quell'uomo ed eliminatelo, non voglio testimoni, intim spietata una voce.
Scappa, s'ingiunse l'accattone. E buio, piove. Sono pochi metri allo scoperto. Raggiunto lo scivolo dell'imbarcadero, sarai al sicuro.
Aggir il pilone, fece qualche passo al riparo, poi scatt, veloce come una lepre.
Ecco  lui,  l, fermatelo, ordin chi comandava.
Il tiratore scelto alz il fucile e aguzz la vista. La sagoma dell'uomo in fuga si stagliava appena, un'ombra pi scura attraverso la pioggia.
Ma prese la mira con calma e spar. L'accattone traball sotto l'impatto della pallottola, per inerzia parve proseguire nella corsa, ma poi si accasci di lato, scivol nel fiume e scomparve. (Appena un plop come quando si butta una pietra).
Bel colpo, l'hai beccato, si rallegr il capo.
I quattro uomini, camminando lungo la riva, raggiunsero il punto dove il fuggitivo era sparito, ma l'acqua si era richiusa sopra di lui. La pioggia ora martellava prepotente di traverso, infradiciandoli.
 morto e sepolto, mettiamoci al riparo, ingiunse colui che comandava.
...
.
...
IL BALLO DALLA DUCHESSA DE BERRY.
...
.
...
La duchessa de Berry attende Lord Franois Jules, marchese di Spau e conte di Beauvilliers al Palais de Luxembourg alle ore 21... Cena e ballo, recitava il cartone d'invito.
Lord Spau aveva accettato, scrivendo anche: Interverr, in compagnia di Monsieur Cedric Granville.
Ma il biglietto di Marie Thrse de Sernes, ricevuto meno di un'ora dopo, annunciava sintetico: "Amico mio, non ci vedremo stasera. Mio marito, che si  comportato ancora una volta in modo esecrabile nei miei confronti, mi costringe a lasciare Parigi. Ti aspetto a Sceaux!"
L'aveva stracciato tormentato dall'incertezza.
La pioggia fitta e fastidiosa, autunnale, che gli aveva suggerito di servirsi della carrozza, li accompagn per il breve tragitto da rue Mazarine al Palais de Luxembourg, picchiettando sui vetri e, non appena superato il cancello monumentale, si trasform in un vero diluvio, che nascose alla vista l'opulenta magnificenza del giardino all'italiana illuminato dalle torce e, solo grazie agli ombrelli dei servitori, non bagn inesorabilmente le loro scarpe mentre scendevano davanti allo scalone ovale della cour d'honneur.
Sua Signoria era molto elegante. Ostentava una giacca di broccato cremisi a piccoli trifogli rilevati e intessuti d'oro, braghe pi scure, ma assortite in tinta al ginocchio, calze di seta e scarpini di vernice. La parrucca, pi chiara del suo castano naturale, gli illuminava il volto.
Cedric Granville non la portava. I suoi capelli biondi erano raccolti in una coda, stretta da un nastro di raso azzurro, e per la seconda volta indossava il completo di velluto blu della Grande-Nuit di Sceaux.
Abbandonarono i mantelli ai valletti della casa e, dopo aver affrontato lo scalone di marmo, furono davanti a Marie Louise Elisabeth d'Orlans, duchessa de Berry che salutava gli ospiti in piedi, al centro della sala centrale. La decorazione del soffitto, che ricordava i meravigliosi dipinti di Palazzo Pitti, era stata commissionata da Maria de' Medici.
Quella sera la figlia maggiore del Reggente aveva al suo fianco il conte de Rions, che le malelingue dicevano il suo amante. Porse la mano da baciare a Lord Spau, al suo accompagnatore e si concesse un buffetto sulla guancia del ragazzo inglese, mormorando:
Giovanissimo e carino.
Lui si sprofond riverente nell'inchino di prammatica.
Le luci delle centinaia di candele si riflettevano danzando nei grandi specchi alle pareti che ampliavano sontuosamente le sale del primo piano affollate dagli ospiti.
Il vero Menestrello di Notre-Dame aveva passato gli ordini. Il rifugio di Morel doveva essere suggerito al vice di Villars su di un piatto d'argento. E infatti, meno di mezzora dopo il suo arrivo, il cardinale de Saint Avold, massiccio, pomposo gli si fece incontro.
Lui, che lo dominava con la sua statura, s'inchin e disse: Eminenza.
Buonasera, caro Spau, disse flautato il legato pontificio, ma subito dopo aggiunse senza preamboli:
Devo parlarvi,  cosa urgente.
Come vostra eminenza desidera, rispose il suo interlocutore, impassibile.
Ora?
No, troppa confusione, ribatt Saint Avold, agitando la mano negativamente.
Non qui! Da me. Domani.
Come vi conviene, certo. Alle nove e mezzo? sollecit educato.
Alle dieci, meglio.
Il duca d'Orlans, che detestava le serate di gala e i balli, ebbe la compiacenza di fare una capatina, e la confusione che accompagn il suo arrivo riscald l'ambiente. Gli ospiti gli fecero ala, affollandosi cerimoniosi.
Si sforz di interpretare la serata come ci si aspettava da lui, ma se ne and frettoloso prima che fosse servita la cena, lasciando in rappresentanza il suo consigliere, l'Abb Dubois.
Lord Spau not di lontano il principe di Cellamare. Alto, magro, occhi neri, capelli scuri striati di grigio, colorito olivastro, vestito con eleganza in viola e oro, era attorniato da un folto gruppetto di persone e conversava amabilmente con Mademoiselle d'Orlans, sorella della padrona di casa.
...
.
...
L'USCITA SEGRETA DI CELLAMARE.
...
.
...
Il catasto della citt aveva dato riscontro alla richiesta del Lieutenant de Police. Nel pomeriggio diverse pile di documentazioni sull'Ambasciata di Spagna e le case vicine erano state recapitate al Palais du Conseil.
Bousquet aveva messo subito due dei suoi uomini a spulciarle.
Spremetevi le meningi e immaginate ogni possibilit, aveva ingiunto, spronandoli. Ci nonostante, l'operazione procedeva lentamente.
La situazione era intricata, molti aggiornamenti erano confusi, frammentari con aggiunte e varianti, da rompersi la testa. Bisognava studiare tutte le planimetrie, a una a una, valutare i particolari, le connessioni.
Quella sera aveva rinunciato a tornare a casa, dalla famiglia. Si era segregato nella sua stanza facendosi portare la cena da una locanda del quartiere. Ma finalmente, quasi alle dieci di sera, qualcuno buss alla porta, e al suo avanti:
Credo di avere trovato, sbott trionfante Ledere, il pi giovane dei suoi, e gli mise una pianta sotto il naso.
Nelle planimetrie degli edifici il passaggio non c', ma in una vecchia carta che risale all'epoca di Filippo Augusto, figura una galleria sotterranea che passa in diagonale sotto la strada. Potrebbe essere quella che cerchiamo.
Il messaggero di Bousquet affront impavido la pioggia battente, che continuava a cadere implacabile, e alle undici e mezzo arriv all'ingresso del Palais du Luxembourg. Lasci cavallo e mantello fradicio nelle mani di un mozzo di stalla e, superato il muro degli staffieri che stazionavano all'asciutto nell'androne, chiese di parlare al maggiordomo della duchessa de Berry.
Appena l'imponente personaggio lo raggiunse, gli annunci:
 cosa urgentissima, capitale. Devo consegnare al Brigadiere Generale, Lord Spau, un biglietto del suo vice, il Lieutenant Bousquet.
Il maggiordomo della duchessa de Berry storse il naso, la cena stava per essere servita, ma il latore invocava l'urgenza e il destinatario era di riguardo. Doveva provvedere. Borbott infastidito:
Aspettate in fondo alla scala. Vedr cosa posso fare.
Un valletto fu spedito in cerca, nella confusione della festa. Fu rapido e soprattutto fortunato perch, dieci minuti dopo, il marchese di Spau scendeva lo scalone, tallonato da Granville.
Dite, ordin, andando incontro al messaggero.
A voi, da monsieur le Lieutenant, spieg, porgendogli il biglietto di Bousquet.
Lo scritto breve e incisivo annunciava: "Forse abbiamo l'uscita segreta di Cellamare. Un'antica galleria s'inoltra sotto la strada fino al sottosuolo dell'Ambasciata spagnola. Sono sul posto, la galleria parte dalle cantine di un edificio che figura affittato a un certo Monsieur Le Coeur. Un prestanome probabilmente perch abbiamo bussato a lungo e nessuno ci ha aperto. Non volendo usare la forza, ho chiesto l'intervento di uno specialista. Siamo entrati. La casa  vuota, neppure un mobile. Aspetto vostre istruzioni."
Spau lo scorse e lo pass a Cedric Granville. Ingiunse al messaggero:
Fate portare la mia carrozza, datemi qualche minuto e verr con voi. Poi, mentre risaliva lo scalone, ne approfitt per spiegare al ragazzo:
Io raggiungo subito Bousquet. Voglio vedere se  veramente l'uscita segreta di Cellamare, mentre lui  impegnato altrove. Ah, Cellamare va controllato a vista e quando lascer il Palais du Luxembourg verrai subito ad avvertirci. E chiaro?
Chiarissimo, non dubitate. Altro? chiese Cedric quando raggiunsero il pianerottolo.
Trova l'Abb Dubois e informalo. Se il nostro Ambasciatore intendesse partire troppo presto lui ha l'autorit e il savoir-faire per trattenerlo.
Conto su di lui, mi servono un paio d'ore, no, almeno tre.
Sissignore, lo trover, contateci.
Ti rimander subito la carrozza, garant Lord Spau. Ricuper il suo mantello, scese di nuovo, e la trov, gi pronta a caricarlo, con
il messaggero di Bousquet nella cour d'honneur. Sal a bordo, si liber della parrucca e se la cacci in tasca.
Bousquet l'aspettava a pian terreno dell'edificio misterioso. Gli present i due collaboratori che avevano contribuito alla scoperta e rifer:
Abbiamo fatto una prima ispezione. La galleria  tenuta bene, percorribile e, come speravamo, sbuca nel sottosuolo dell'Ambasciata.
Quindi la strada  libera?
Cos pare. Noi siamo pronti e anche Monsieur Claude, dichiar e fece cenno a un ometto con l'aria di un tranquillo artigiano, padre di famiglia, con la sua redingote marrone, pulita, abbottonata fino al collo.
Portava a tracolla una borsa di pelle.
Monsieur Claude  il nostro specialista, insomma il nostro scassinatore.
Specialista, eh? Bene! Non perdiamo tempo, comand il Brigadiere Generale.
Sissignore, le faccio strada, rispose il suo vice. Afferr una lanterna e lo precedette. Lord Spau ne prese un'altra e lo segu. Una ventina di gradini li condussero in una cantina lunga e stretta, lastricata di pietre. Lo specialista e i due uomini del suo Lieutenant, lo tallonavano.
La luce delle lanterne inventava ombre, che danzavano misteriosamente sulle pareti.
Bousquet si diresse verso una porticina dall'aria centenaria, l'apr, imbocc una galleria a volta, bassa, ammattonata, larga poco pi di un metro e si avvi. Sua Signoria chin la testa e gli and dietro.
 molto antico. Risale a prima del 1200, spieg compiaciuto il suo vice. Ledere l'ha pescato nella cartografia stradale di Filippo Augusto.
Bel colpo, comment Lord Spau. Il primo tratto scendeva rapidamente.
Dopo una ventina di passi, not dei rivoli d'acqua che grondavano dalle pareti, scaricando in canaletti di fianco.
Siamo al centro della strada nel punto pi basso, gli spieg Bousquet
rassicurante. E infatti subito dopo la galleria risaliva e i muri diventavano asciutti. Anzi, la polvere vecchia di secoli, si sollevava come cipria e attutiva il rumore dei passi.
Proseguirono in un silenzio quasi ovattato, fino a raggiungere una porta robusta dall'aspetto recente.
 chiusa a chiave, abbiamo verificato, rifer Bousquet. Alz la sua lanterna, si tir da parte e disse:
A voi, monsieur Claude!
L'ometto si avvicin, studi la serratura con attenzione, poi appoggi la sua borsa a terra e l'apr sciorinando una serie di grimaldelli lunghi e sottili. Senza esitare ne scelse un paio. Un attimo dopo trafficava.
Gli altri tacquero, allungando il collo.
Finalmente uno scatto secco, leggero e: Fatto, sussurr lo specialista compiaciuto, e apr lasciando vedere dei gradini ripidi di legno che salivano.
Bravo, lo compliment Bousquet in un soffio, poi ordin:
Andiamo.
Super i primi gradini e un pianerottolo prima di affrontare la rampa.
La scala sbarcava in una grande stanza, in passato probabilmente una cantina o un deposito, che prendeva aria da finestrelle basse e allungate, tagliate vicino al soffitto. Chi si serviva della galleria sotterranea, e tutto faceva pensare che si trattasse del principe di Cellamare, l'aveva trasformata in un rifugio segreto. Al centro cera un vasto scrittoio coperto di carte. Due grandi armadi di legno chiaro erano appoggiati contro la parete di destra e, in fondo, cera un'altra porta con una maniglia istoriata.
Bousquet si accost e la prov. Anche quella era chiusa a chiave.
Lo scassinatore si fece sotto con i suoi ferri, ma lui lo blocc dicendo:
Non rischiamo.
Giusto, approv il suo superiore. E invece diamo un'occhiata, questo posto pare interessante.
Sissignore. Passate tutto al setaccio, ma voglio un lavoro di fino, da professionisti. Non rompete nulla e rimetterete ogni cosa al suo posto.
Il padrone di casa non dovr sospettare, ingiunse il vice.
I suoi uomini si piazzarono davanti al tavolo. Rovesciarono delicatamente le prime due pile e cominciarono a scorrere i fogli partendo dall'ultimo.
Bousquet si dedic al primo degli armadi, Lord Spau and al secondo ma era chiuso a chiave. Monsier Claude abbiamo ancora bisogno di voi, ordin allo specialista.
Lui dette un'occhiata, fece un risolino compiacente e dichiar: -
Roba facile. Pochi tocchi, un clic e: A voi, eccellenza, invit compito, spostandosi.
Se era chiuso forse nasconde qualcosa. Cominciamo da qui, sugger a Bousquet, che si spost.
Molto interessante, dichiar poco dopo, sciorinando dei fogli.
Ecco nero su bianco le prove che Stuart, il pretendente inglese,  la molla della cospirazione del Menestrello di Notre-Dame.
Logico. Eliminato il Reggente, con il re bambino in mano a marionette imbelli potrebbe trovare l'appoggio necessario per mirare al trono inglese, ribatt Spau.
La pesca miracolosa di Bousquet continuava, esib un altro foglio e disse:
Ecco le informazioni dell'Ambasciatore spagnolo a Londra. Tutto il vostro soggiorno in dettaglio.
Gi, il conte de Craval.
E qui c' un biglietto di Saint Avold. Evidentemente Cellamare gli aveva passato le informazioni inglesi. Il cardinale scrive:
Ho messo al corrente il Menestrello di Notre-Dame...
A riprova definitiva che Cellamare e Saint Avold sono in combutta con il Menestrello...
Aspettate, qui Saint Avold dice ancora che giudica il marchese di Spau molto pericoloso. Bisogna trovare il modo di fermarlo.
Hanno avuto ci che volevano. Mi sono offerto senza scrupoli.
Il volto di Bousquet s'illumin perfidamente. Verissimo! afferm.
Queste carte ci confermano che il Menestrello di Notre-Dame, il cervello che guida il gruppo,  una terza persona.
Morel? Ci credete?
Abbiamo solo la delazione della duchessa du Maine. Lo vedo come una testa di legno, un esecutore, una pedina da sacrificare dichiar Spau.
Ledere, si avvicin. Sventolava un pezzo di carta e spieg: Che ne dite di un biglietto anonimo a stampatello? Era appoggiato in cima al mucchio. Sembra arrivato da poco.
A stampatello? Chi l'ha fatto voleva dissimulare la sua scrittura -
giudic Bousquet e lo prese in mano. Lo scorse e rifer:
Non c' il destinatario, ma  senz'altro Cellamare e il contenuto  tagliente. Ascoltate. "Bisogna intervenire. La paura rende gli uomini deboli e precede il tradimento. Nessun rischio! Regolatevi come previsto."
Sembra una condanna a morte, ma a chi si riferisce? interrog fosco Sua Signoria. E... nient altro?
No! Ma  firmato con una sigla: M.d.S. dichiar il suo vice. -
M.d.S. non  Morel.
No, infatti. Diavolo, potrebbe essere Marquis de Sernes, azzard Spau pensieroso.
Certo, possibile.
Fatemi vedere, ingiunse il Brigadiere Generale.
Le lettere erano regolari, a stampatello. Chi? S'interrog, scacciando volutamente il dubbio che l'aggrediva: M.d.S. potrebbe essere anche Marie Thrse de Sernes. Lo restitu a Ledere e decret: Copialo!
Ai vostri ordini, rispose il giovane.
Qui ci sono diverse lettere con il Vaticano. La curia ha piani ambiziosi e appoggia James Stuart, annunci l'altro uomo di Bousquet, esibendo un fascicolo.
Non  una novit, rispose il suo capo, scuotendo la testa.
Avete ragione, ma questa  scritta di pugno da papa Clemente XI.
Parla del suo caro figliolo, il vero re d'Inghilterra che Iddio ricondurr sul trono e chiede a Cellamare di appoggiarlo.
La sua paterna affezione porta il pontefice a sbilanciarsi un po'
troppo... Trascrivete i punti salienti, sugger il Brigadiere Generale. -
Darebbe da pensare che la scelta del nome Menestrello di Notre-Dame
sia stata influenzata dalla benevolenza e protezione del pontefice.
Anche se il vescovo di Parigi, il cardinale de Noailles  di tutt'altro avviso, fece notare puntualmente il suo vice.
Gi, comment laconico.
Il tempo correva, Bousquet termin rapidamente di rovistare nell'armadio, ordin allo specialista di richiuderlo e ripass al primo.
Ma niente d'interessante.
Cellamare  abile. Ci ha lasciato solo un contentino, si lagn scornato alla fine della ricognizione, chiedendo ai suoi:
A che punto siete?
Finito, rispose il pi anziano dei due.
Quasi, fece Ledere, continuando a spulciare minuziosamente.
Che ore sono? domand Spau e, dopo aver tirato fuori l'orologio dal taschino della redingote, corrug la fronte e dichiar:
 tardi, quasi le tre, dobbiamo sbrigarci.
Un rumore, proveniente dalla porticina della galleria, li mise in allarme, ma il fischio della civetta, il segnale di riconoscimento concordato da Bousquet con i suoi, li tranquillizz.
Dei passi si avvicinavano affrettati e la testa di Cedric Granville spunt dalla scaletta. Reggeva una lanterna in mano e disse affannato:
L'Abb Dubois  stato un mago, imprigionando di chiacchiere il principe di Cellamare, ma quando sono partito, erano ai saluti. Tra poco l'Ambasciatore sar qui.
Guardate qui una nuova filastrocca del Menestrello, afferm in quel momento Ledere e porse un foglio a Bousquet.
Oh Diavolo! Hai ragione, esclam lui. Dove l'hai trovata?
Era il primo foglio dell'ultima pila, rispose il suo uomo.
E quindi  stato appena scritto.
Gli altri l'accerchiarono. Si schiar la voce e lesse, saltando le tre strofe iniziali, la successiva che cantava minacciosa: Parpch de gourmandise nous avons empoisonn un chasseur...
Un chasseur? Un chasseur? Un altro maledetto indovinello. Oggi  il 29 novembre Il tempo sta per scadere. Chi pu essere? Bisogna trovarlo e proteggerlo, esplose il Brigadiere Generale.
Sissignore, garant Bousquet ferreo.Ma la filastrocca non  finita.
Ah no! Che aspettate, leggete.
Bousquet ubbid. La strofa finale, che chiudeva il canto di morte recitava: Par notre bienveillence une nuit de plus, Un jour de plus...
Et quand il fera nuit Par notre impitoyable choix le Re'gent s'en ira.
Quale notte? s'interrog Lord Spau, furibondo.
Parrebbe... ma s! Due notti dopo l'avvelenamento dello chasseur -
azzard Cedric Granville.
Certo, hai ragione, ma ora dobbiamo trovare subito questo chasseur.
Ledere copi il testo velocemente. Rimetti il foglio dov'era e muoviamoci
comand secco Bousquet. O ci coglieranno con le mani nel sacco.
...
.
...
LE CHASSEUR.
...
.
...
Liquidarono lo specialista con una congrua ricompensa, spedirono gli uomini di Bousquet a letto e Spau, Cedric Granville e Bousquet si diressero verso la carrozza. La prudenza aveva suggerito al giovane inglese di lasciarla nella piazza vicina. Finalmente aveva smesso di piovere, ma la strada era semi allagata.
L'arrivo di una vettura signorile che li costrinse ad addossarsi ai muri e li super schizzandoli, concesse loro la vista dell'unico passeggero.
Cellamare? mormor Cedric Granville.
L'hai detto, rispose suo cugino. Infatti la carrozza arriv davanti all'Ambasciata e si ferm. Un attimo dopo il cancello si spalancava.
Muoviamoci e torniamo a casa, anche voi Bousquet, ingiunse Spau.
Bench avesse scritto a Spau di dover partire, Marie Thrse de Sernes
era ancora a Parigi e aveva sollecitato l'ospitalit di Antonio Giudice principe di Cellamare e Ambasciatore di Sua Maest Filippo Quinto, uomo dalle mille risorse. Era stata accolta senza riserve, principescamente.
La legazione spagnola era un approdo sicuro. Ma Cellamare non aveva potuto mancare alla festa della duchessa de Berry.
Un valletto semi-addormentato apr il portone di rue Mazarine, Spau lo super, gli affid il mantello e si diresse verso lo scalone, precedendo gli altri.
Louis, il vecchio servitore, che aveva atteso in piedi il suo ritorno, accorse.
Porta da bere e qualcosa da mangiare, ho saltato la cena, disse, entrando nel suo salotto.
Ai vostri ordini, rispose Louis senza battere ciglio.
Accomodatevi! Sono stanco morto, protest Lord Spau e sprofond in poltrona, davanti al suo scrittoio. Sbadigli vistosamente ma dichiar cocciuto:
Per non andr a dormire fino a quando non avr risolto l'indovinello.
D'accordo, convenne Bousquet e, sedendo anche lui, mugugn tetro:
Vediamo di trovare il bandolo.
Cedric Granville invece rest in piedi, davanti al camino con le palme dietro la schiena.
Un lieve bussare alla porta annunci l'arrivo di un vassoio, pieno di ogni ben di Dio.
Mettilo qui, ordin Sua Signoria, liberando lo scrittoio dalle carte.
Louis ubbid e il suo padrone sospir soddisfatto. Allung la mano e afferr una fetta di quiche. L'addent e prese un calice di cristallo per farsi servire. Scoraggi Louis, che alzava la bottiglia del vino, dicendo:
Per me solo acqua, voglio la testa lucida. Gli altri?
Acqua, chiesero entrambi.
Bene cos allora, dispose quando i calici furono pieni.
Vai pure Louis, per stasera basta.
Aspett che uscisse, e tir fuori la lista degli ospiti alla festa del Reggente.
Le Chasseur sar tra loro. La scorse e decret: Scarterei senz'altro Louis Saint Simon, il nostro Cond, il conte Florimond Claude de Mercy e il marchese Henri Jacques de Blois. Tra loro solo Blois apprezza la buona tavola, ma non abbastanza da essere definito un gourmand.
Saint Simon e Blois non amano la caccia, Mercy non  in Francia, e Cond lo conosciamo, aborre i fucili. Non vedo quale accidente di legame uno di loro possa avere con un cacciatore.
Avete ragione, ammise il suo vice.
Gli altri sono tutti qui, cominciamo, ingiunse.
Cedric si avvicin. Si chinarono, fecero passare i nomi ma...
Non mi viene in mente nulla, confess Spau e ripet meditabondo:
Par gourmandise nous avons empoisonn un chasseur.
Mi serve un buongustaio cacciatore, tra gli amici del Reggente.
Non dovrebbe essere tanto difficile, si scervellava.
Non tanto. Non sono cos numerosi e il Menestrello ne ha gi fatti fuori tre, comment il suo vice, con tono macabro.
Caro Bousquet suvvia, un po' di ottimismo.
Perdonate. Vediamo: chasseur... cacciatore, di grazia non fermiamoci qui pensiamo a tutto quanto sia collegato con la caccia, propose.
Giusto! Fucile, pallottole, cavalli, battuta, corno, appostamento... -
elenc Lord Spau.
Selvaggina da pelo, da penna, guardiacaccia, bracconieri, sugger Bousquet.
Cani, fanfara, inseguimento, caccia al cinghiale, caccia alla volpe, caccia al cervo. snocciolava Granville puntiglioso, con la fronte aggrottata.
Aspetta, aspetta... Parbleu, come hai detto, Cedric? Caccia al cervo?
Ma certo chasse  courre, bravo ragazzo, Courre ma s, certo lui!
Guardate: conte Charles Frdric de la Courre, perch non ci ho pensato subito. Lui, ma certo, proprio lui, detto Charlot, rotondo, pacioso, buon bevitore, buongustaio, grande mangiatore. Ci siamo! esclam Spau trionfante.
Non perdiamo un secondo!
Granville, sovreccitato quanto gli altri due, rifiut di andare a letto.
La carrozza li accompagn al Palais du Conseil dove prelevarono degli uomini per scorta. Poi si recarono rapidamente in rue Saint Honor, al bel hotel particulier di Charles Frdric de la Courre.
Il conte dormiva della grossa. Fu svegliato e il Brigadiere Generale gli sintetizz:
Siete in pericolo! Sono gi state fatte fuori tre persone. E un'orrenda cospirazione ordita da un pazzo maniaco che si fa chiamare il Menestrello di Notre-Dame e uccide uno dopo l'altro gli amici del Reggente, e Il poveruomo deglut terrorizzato e chiese:
Cosa? Ma cosa centro io con questa storia?
Temiamo che siate il prossimo bersaglio. Dobbiamo nascondervi in un posto sicuro.
Ossignore benedetto, ma certo, certo, mormor lui, strabuzzando gli occhi.
Bousquet prese il comando della situazione e dichiar rassicurante:
State tranquillo, eccellenza. Faremo quanto di meglio per voi.
L'accompagnarono al convento dei benedettini di Saint Germain des Prs. L'affidarono al padre superiore e lasciarono a proteggerlo tre guardie armate fino ai denti, con la consegna ferrea: Nessuno dovr avvicinarlo.
Il visconte non oppose difficolt. La cella era quasi sontuosa e il convento rinomato per la sua cucina.
L'alba tingeva ormai il cielo di rosa, quando finalmente Spau e Granville fecero ritorno in via Mazarine.
Devo dormire almeno un po'. Fammi chiamare alle nove, ordin Sua Signoria al valletto che l'accompagnava in camera.
...
.
...
IL MORIBONDO.
...
.
...
L'assenza di Pierre Lavalle era stata notata durante la cena, alla mensa dei domestici del Palais Royal. Ma il lacch era un uomo riservato.
Era stata imputata a un incarico per il Reggente. Per la mattina dopo Plotin, il segretario di Monseigneur, lo fece cercare. Voleva un riscontro della consegna degli inviti che gli aveva affidato. Ma Lavalle non era nella sua stanza. Anche il cavallo era scomparso. Nessuno l'aveva visto dal giorno prima. Un incidente? S'interrog il maggiordomo, ma decise di aspettare fino a sera per denunciare l'accaduto.
Il vento aveva spazzato le nubi della notte e un sole impallidito dall'umidit bagnava la riva della Senna, dopo la pioggia del giorno prima.
Alle sette e mezzo del mattino, Louis Pascal, Lulu per gli amici, un inserviente dell'Htel-Dieu, affront la discesa resa scivolosa dal fango, con la canna sotto il braccio, tallonato da Pouce, un incrocio tra un bracco e un grifone che sprizzava esuberanza. Come ogni giorno Pascal, finito il turno di notte, impiegava il tempo della colazione per pescare e, come ogni giorno, Pouce il cane dell'ospedale l'accompagnava.
Qualche rifiuto umano, gatti randagi, ranocchie e lucertole si annidavano a schiere sotto il Petit Pont, che Pouce considerava suo territorio di caccia.
L'inserviente raggiunse la ripa e spost a suo comodo un tronco sbertucciato che la corrente di qualche piena aveva buttato a terra. Appoggi sopra il fagottino con la colazione, pane e formaggio, l'apr e tagli con il coltello una spessa fetta di pane. Tolse la crosta tirandola a Pouce, che scodinzolava trasudando amicizia, e appallottol la mollica, compattandola per farne l'esca. L'infil nell'amo, lanci la lenza e sedette, chiudendo gli occhi e lasciando che il sole gli baciasse la fronte.
Pouce che si era accucciato ai suoi piedi, rinunci a un improbabile secondo boccone e si mise in cerca.
Pierre Lavalle era rimasto per ore privo di sensi dove l'aveva abbandonato l'accattone. Si era risvegliato all'alba battendo i denti. Con le poche energie superstiti era riuscito a ricoprirsi con il mantello, poi era svenuto di nuovo. Era ancora vivo, ma ridotto allo stremo per il freddo e la perdita di sangue.
Pouce scese sotto il primo pilone, zigzagava lentamente, annusando.
Un merlo importunato si lev in volo fischiando la sua rabbia. L'ignor nobilmente, riprese il suo vagare fino al secondo pilone. L, immobile, addossato contro il grosso montante di legno cera un uomo. Pouce si fece sotto, lo tocc con il muso, spinse. Ma quello niente. Gua, ringhi un avvertimento. Invano. Abbai. Una, due volte, lo sconosciuto pareva morto. Corse indietro da Lulu, e abbai con forza.
Lasciami in pace! Cosa vuoi? interrog il suo amico, riaprendo gli occhi.
Pouce pareva voler dire qualcosa. L'abbandon, corse fino al secondo pilone, abbai di nuovo, poi torn davanti a lui, e scodinzol eccitato.
Che c'? Cosa hai trovato? Poi, sapendo bene che il cane non poteva dargli risposta, si alz, appoggi la canna contro il tronco, la blocc con un sasso e disse stizzito: Va bene, andiamo a vedere.
Raggiunse il pilone, lanci un'occhiata e impressionato grid:
Ossignore un prete, cosa gli  successo?
L'esperienza e la piet l'obbligarono a chinarsi a guardare e not subito la spaventosa macchia di sangue sul mantello. Lo tocc, si rese conto che era ancora vivo e allora si ordin: corri a cercare aiuto.
Padre, Padre mi sentite? interrogava una voce femminile.
Lavalle apr gli occhi, emerse per un attimo dalla nebbia che l'avvolgeva accecandolo, e si guard intorno. Era disteso su un lettino, un volto chiuso dal velo era chino su di lui e lo chiamava.
La religiosa parlava di nuovo, chiese con dolcezza: Chi siete, da dove venite?
Aveva freddo, tremava, sfibrato da una stanchezza pesante e mortale come il piombo. Voleva rispondere, gli sembrava impossibile, si sforz,
toss e infine: Cercate Padre Arnaud, a Saint Roch, riusc a mormorare prima di ricadere nel nulla.
L'orologio della Conciergerie stava battendo le nove. Suor Anne sfior pietosamente la fronte del ferito e gli prese la mano destra, stringendola tra le sue. Era gelida. Lo fiss impotente. Avevano curato la sua piaga, ma aveva perso troppo sangue.
Trovate qualcuno da mandare a Saint Roch. Questo poveretto non arriver a domani. mormor.
Un ragazzo and, torn e rifer:
Padre Arnaud  al capezzale di una fedele morente. Il sagrestano non sa quanto dovr restare. Appena rientra gli far l'ambasciata.
...
.
...
IL CARDINALE DI SAINT AVOLD (ORE 10).
...
.
...
Spau si svegli alle nove con le ossa rotte. Sentiva tutti i dolori delle vecchie ferite. Si stropicci gli occhi, sbadigliando in faccia a Louis che gli serviva la colazione, e dichiar cupo:
Sto diventando vecchio. Un anno fa non mi sarei neppure accorto di aver passato la notte in piedi.
Avete ragione, dev'essere la vecchiaia. Vostro cugino  gi sveglio
lo rimbecc lui, malizioso.
Quello  un piccolo demonio, disse compiaciuto. Il ragazzo ti piace. Molto. Ha qualcosa di speciale, ammise. Ti sei abituato subito alla sua compagnia. E allegro, sa scherzare, ma discreto allo stesso tempo.
Sar perch non hai mai avuto fratelli? Forse, e comunque averlo vicino ti mette di buon umore.
Il bussare alla porta gli segnal il suo arrivo.
Eccolo, rise Louis. Anche lui apprezzava il piccolo inglese.
Vieni, ordin ad alta voce.
La testa di Granville fece capolino e:
Avete dormito un po'? chiese, entrando. Ma anche lui aveva l'aria sbattuta e confess: Muoio dal sonno. Quando Fraser mi ha chiamato, credevo di non aver chiuso occhio.
Mi consoli, ammise Sua Signoria. Prendi un pasticcino. Ti credevo fatto di ferro.
Cedric si permise una boccaccia e dichiar:
Nossignore non sono di ferro.
Divor il pasticcino con gusto, ne prese un secondo...
La pendola nel salotto vicino batt un rintocco.
Ma sono le nove e un quarto. Vi ricordo il vostro appuntamento con il cardinale.
Lo so, lo so, eccomi, arrivo, rispose Lord Spau.
Cedric, o meglio Lavinia Granville aveva due fratelli e sapeva pi di qualcosa sull'altro sesso. Ma Franois Jules non era un suo fratello e...
Tuttavia resse eroicamente una volta di pi alla vista del cugino nudo.
Si limit a borbottare:
Ottimo, vi aspetto fuori. Non piove. Ho gi chiesto di sellare i cavalli, faremo pi in fretta.
Alle dieci in punto il marchese di Spau, nonch Brigadiere Generale, fu introdotto in presenza del cardinale de Saint Avold.
Lo studio di Sua Eminenza ostentava la ricchezza della chiesa con la sua superba boiserie in stile rinascimentale con gli stemmi e le iniziali dei pontefici che si erano succeduti dal regno di Francesco I. Lo scrittoio di pero, monumentale, aveva un meraviglioso piano intarsiato a disegni geometrici romboidali con al centro le armi dei Saint Avold.
Quella mattina Sua Eminenza si presentava in tutto il suo splendore.
La veste talare cardinalizia color porpora esaltava la corpulenza del suo fisico. Un prezioso crocefisso di rubini retto da una catena a maglie larghe gli pendeva dal collo, che emergeva dal colletto della camicia ricamata. In testa portava lo zuccotto, mentre il tocco, o berretta rigida a tricorno, porpora anche quella, era appoggiato di fianco vicino alla sua mano sinistra.
Sua Signoria s'inchin profondamente, ma rifuggendo come sempre da consuetudini che non approvava, non gli baci l'anello. E in fondo era anche per met inglese...
Sedete caro figliolo, prego, invit Saint Avold, schiarendosi la voce.
Lo fece e attese. L'altro taceva tormentandosi il mento con le dita della mano destra. Eminenza? interrog infine.
Vedete, devo trovare il modo, cominci il cardinale, inquieto.
Vi prego.
Quanto sto per dire dovr restare riservato, ordin Saint Avold.
Spau lo studi attentamente. L'alto prelato recitava bene, con voce modulata, sincera.
Rester riservato, rispose con tono neutro.
Ieri il cavaliere de Morel si  rifugiato nella mia casa, per sollecitare la mia protezione.
Morel? Abbiamo una gravissima accusa contro di lui. Lo stiamo cercando, disse distaccato.
L'ho saputo. Per questo mi sono fatto scrupolo e ho chiesto di parlarvi. -
Il cardinale sembrava cercare le parole, stanco, provato.
Quell'uomo... Non poteva restare qui. L'ho sentito in confessione. Ho dovuto chiedergli di andarsene. E tacque.
In confessione, s certo, capisco.
La confessione  sacra. Inviolabile. Ma il mio cuore sanguina e la mia coscienza  travagliata, dichiar Saint Avold.
Parbleu, recitazione perfetta se non sapessi di lui, riconobbe il suo interlocutore, impassibile. Capisco, ripet comprensivo.
Ma nei limiti che i sacri vincoli mi concedono, la mia coscienza mi impone di aiutarvi.
E come, di grazia?
Ecco vedete. Credo di sapere dove intendesse rifugiarsi Morel.
Uno dei mozzi di stalla ha riferito di aver colto una frase tra il servitore di Morel e il padrone. Parlavano sottovoce, ma l'uomo ha nominato chiaramente Saint-Rmy-les-Chevreuse.
N confessione, n delazione. La storia del mozzo di stalla  una balla. Morel  da sacrificare, valut senza battere ciglio.
Capisco, Eminenza, il vostro affanno, l'informazione  preziosa.
Vi sono molto grato. Controlleremo subito.
Bravo, fate il vostro dovere.
Consentitemi di ritirarmi, chiese cerimoniosamente il marchese.
L'alto prelato alz il braccio benedicente e mormor: Andate, andate.
Guillaume Orion de Saint Avold fissava la porta dalla quale il visitatore era uscito. Aveva eseguito le istruzioni, ma non poteva impedirsi di avere paura.
Un tiratore scelto ha ucciso Fracard, altri, sicari ben pagati, si sono occupati di Marignol. Il Menestrello di Notre-Dame si  servito di Morel per eliminare Jouet, ma non ha completato la sua missione. 
senza piet, non accetta intralci sulla sua strada. Rabbrivid istintivamente, afferr il campanello e quando un valletto comparve ordin secco:
Ho freddo, porta dell'altra legna, il fuoco langue.
Alle dieci e mezzo Marie Thrse de la Roche Montserrat riposava ancora nell'appartamento reale dell'Ambasciata spagnola di Parigi.
Un lieve bussare alla porta precedette l'ingresso del principe di Cellamare.
Elegante, profumato e vestito di tutto punto, era seguito da una cameriera azzimata con il vassoio della colazione.
Che ore sono? interrog la duchessa, stiracchiandosi come una gatta.
Le dieci e mezzo, buongiorno dormigliona, rispose. Attese che la cameriera avvicinasse un tavolino al letto per appoggiare il vassoio, la conged con un cenno e, quando fu uscita, annunci:
Il cardinale non rappresenter pi un pericolo.
Sapevo di poter contare su di voi, lo lusing compiaciuta. Non le piaceva l'atteggiamento di Saint Avold. Il cardinale era incerto, impaurito.
Si sollev, appoggiandosi ai cuscini. Le sue spalle lisce e rosate emergevano dalla camicia da notte di seta. Morbida e voluttuosa, pareva offrirsi.
Cellamare la studi ed esclam: Amica mia, siete una tentazione quasi irresistibile.
Caro principe no, per quanto vi riguarda. Non avete mai mostrato interesse nei miei confronti, dichiar provocante, spostando un po'
le coltri.
Cara duchessa, dite bene. Non mischio mai il lavoro al piacere.
Bravo, approv con una risatina. Ma ora lasciatemi, voglio vestirmi -
e scese dal letto, restando in piedi davanti a lui, diritta e impudica.
Come desiderate, replic scherzoso, lanciando un'occhiata da intenditore al corpo scultoreo che intravedeva sotto il tessuto sottile. -
Ma state in guardia, Spau non mi piace. Siete sicura di lui? interrog.
Lei alz il mento, lo fiss imbronciata e disse:
Lo sono, mi vuole, farebbe qualunque cosa per avermi.
 in buona compagnia allora, motteggi salace. Appuntamento a Sceaux -
sollecit.
Vi aspetto a Sceaux domani, quando avr portato a termine il mio
compito, rispose.
...
.
...
CACCIA AL MENESTRELLO DI NOTRE-DAME. ORE 11.
...
.
...
Cedric Granville aspettava pazientemente nell'anticamera della legazione pontificia di Parigi, ipnotizzato dalla profusione di ritratti di alti prelati che coprivano le pareti.
Uno in particolare, un cardinale grasso e dall'espressione porcina, pareva inseguirlo con lo sguardo. Si appoggi allo schienale del divanetto imbottito, distogliendo gli occhi, ma il rumore di passi affrettati lo fece balzare in piedi.
Sua Signoria veniva dal corridoio. La sua espressione era tempestosa.
Gli arriv davanti e ingiunse:
Non abbiamo un minuto da perdere, andiamo da Bousquet.
Lo segu nel cortile. Lord Spau si arrampic sul suo cavallo senza dare spiegazioni e non apr bocca finch non entr della stanza del suo vice. L sedette. Cedric, avvezzo ai suoi modi, sedette anche lui. Spau tir fuori l'orologio, lo fiss con la fronte aggrottata quasi volesse fermarlo e annunci ferreo:
Sono le undici. Saint Avold mi ha appena comunicato che Morel  a Saint-Rmy-les-Chevreuse. Se  vero, possiamo catturarlo oggi stesso.
Ci servono guardie a sufficienza. Provvedete, almeno una ventina.
Sissignore, rispose Bousquet, lasciando la stanza per passare gli ordini.
Un momento dopo rientrava. Dichiar: Saranno qui tra un'ora, massimo un'ora e mezzo.
Ottimo, tenetevi pronti e aspettate il mio ritorno. Bisogna informare il Maresciallo Villars e devo fare una visita, borbott pensoso.
Una visita?
S. I Coubertin hanno un castello a Saint Rmy, ci sono stato. Ho visto ieri Jean Frdric de Coubertin dalla duchessa de Berry. Voglio fargli qualche domanda.
Pensate che Morel abbia trovato rifugio l?
Non lo penso, spero di no, ma preferisco escluderlo, dichiar il Brigadiere Generale, freddo. Poi:
Forza Cedric, seguimi, ordin, rivolgendosi di nuovo al cuginetto.
Villars era appena rientrato da Orlans, ma aveva gi dato un'occhiata al rapporto su Morel. Non fece obiezioni. Approv il piano del suo cane da punta e lo conged.
Anche Jean Frdric de Coubertin era andato a letto all'alba e pertanto, nonostante fossero quasi le undici e mezzo, li ricevette in vestaglia e non rasato. Ma li accolse con un sorriso e chiese gentilmente:
Qual buon vento?
Spero buono, rispose secco Spau, e spieg subito: Mi spiace disturbarti Jean, ma  cosa grave. Qualcuno sostiene che state ospitando Julien de Morel al castello, a Saint Rmy. Morel  accusato di cospirazione contro il Reggente.
Morel al castello? Io? Ospitare un cospiratore? Diavolo no, Francis mi offendi, eppure mi conosci. No davvero,  impossibile! A Coubertin non c' nessuno della famiglia. Il castello  chiuso fino a primavera.
Non vado a Saint Rmy da ottobre -
disse di getto, sincero, cadendo dalle nuvole.
Tuo padre? insistette Spau.
Ma certo, ma certo... e suon per farlo chiamare.
Pierre Coubertin arriv, scosse la testa, e conferm lapidario: Non abbiamo ospiti. Poi, a dimostrazione della sua buona fede, gli consegn un ordine scritto per la servit del castello e dichiar: I domestici di Coubertin saranno a vostra disposizione.
L'orologio di Lord Spau segnava appena mezzogiorno e dieci quando varcarono di nuovo il cancello del Palais Royal. Bousquet e i suoi uomini erano gi nella corte d'onore, con i cavalli schierati, pronti a montare.
Ottimo, muoviamoci, ordin.
Bousquet in sella aveva quasi l'aria marziale. Alz il braccio e ingiunse al suo piccolo esercito con voce battagliera:
In marcia, e il Brigadiere Generale pass in testa affiancato da Cedric Granville.
A mezzogiorno e mezzo erano gi oltre le mura.
Sua Signoria si era rinserrato nel suo mutismo dei momenti neri e cavalcava alla sua solita maniera, dondolandosi. Granville gli caracollava accanto elegante. Lucas e Fraser li seguivano.
Finalmente Spau esplose innervosito:
Questa maledetta storia mi tormenta. Quella dannata strofa dello chasseur continua a martellarmi la testa. Certo abbiamo trovato la soluzione, Charlot de la Courre ma... ma non sar stato troppo facile?
Abbiamo trascurato qualcosa?
Avete ragione. Speriamo che non ci stiano menando per il naso.
Bisognerebbe chiedere aiuto alle stelle, borbott Cedric Granville, arrovellandosi.
Le stelle? Le stelle, le stelle... oh, diavolo! Hai ragione, non ho guardato pi in l del mio naso. E se il Menestrello di Notre-Dame avesse puntato in un'altra direzione?
Un'altra direzione? gli fece eco Granville, perplesso.
Gi, ci siamo fiondati a cercare ancora una volta tra gli amici del Reggente, ma se il Menestrello avesse cambiato angolazione di tiro? -
replic Spau, cupo.
Il cacciatore non  Charlot de la Courre. Abbiamo messo al sicuro l'uomo sbagliato.
Ma il ragionamento filava... Se non  lui, chi?
Non  lui, ripet scuotendo la testa.
La prossima vittima del Menestrello sar il cardinale de Saint Avold. Sua Eminenza si chiama Guillaume Orion de Saint Avold.
Orion, ma certo! La costellazione del cacciatore? Perdiana, avete ragione.
Vedi, mi sono lasciato mettere nel sacco, si fustig Sua Signoria.
Si volt e chiam ad alta voce:
Bousquet venite qui, subito! E appena gli fu di fianco gli riscodell le sue conclusioni.
Il suo vice storse il naso, ribatt:
Ma  Saint Avold che ci manda a Saint-Rmy-les-Chevreuse.
Lo so, lo so e troveremo Morel. Ma lo stesso la cosa mi puzza di montatura. Dovremo muoverci con i piedi di piombo.
Ma Saint Avold  uno dei capi, insistette Bousquet, caparbio.
Certo che  uno dei capi. Ma sa tutto e potrebbe tradirli. Sono quasi alla stretta finale. Mirano solo a eliminare il Reggente. Se considerano Saint Avold troppo morbido, insomma il coccio debole, forse preferiscono tappargli la bocca.
Possibile, dite bene, possibile, valutava Bousquet. Rimuovono gli ostacoli sulla loro strada.
Vediamo cosa fare per Saint Avold, ma s certo, Granville. Diavolo!
imprec e tir le redini bloccando il suo grigio. Reclam al suo vice:
Voglio il miglior cavaliere per far da guida al ragazzo fino a Parigi.
Bousquet medit un attimo e reag gridando:
Vastier a rapporto.
Marc Vastier, un giovanotto bruno, magro lo raggiunse e l'affianc.
Eccolo, vostra Signoria.
Ottimo, approv il Brigadiere Generale e dispose:
Vastier prendi il cavallo di Monsieur Granville,  molto pi veloce del tuo. Tu Lucas passa Storm a mio cugino. Quello di Fraser va bene.
Attese di essere ubbidito e intim:
Cedric conto su di te! Corri come il vento e riferisci immediatamente al Maresciallo Villars. Che metta al sicuro il cardinale.
Sissignore, rispose lui, deciso.
Lord Spau gli strinse il braccio, poi dette un colpetto sul muso di Storm e gli ingiunse:
E tu bada al tuo cavaliere.
Il gigante equino scosse la testa, rispose con un nitrito che pareva una risata e part al galoppo.
...
.
...
PADRE ARNAUD.
...
.
...
Suor Anne era tornata dal ferito alle dieci di mattina e poi alle undici.
Il suo respiro era un rantolo spezzato. Non aveva mai ripreso conoscenza.
Non soffre, almeno, si era detta misericordiosa.
Era passato da poco mezzogiorno, quando il passo leggero ma affrettato di Padre Arnaud, canonico di Saint Roch, risuon per il corridoio che portava alla stanzetta al primo piano dell'Htel-Dieu. Un portantino gli faceva strada.
Suor Anne usc dalla camerata vicina, gli and incontro e chiese:
Padre Arnaud?
Sono io. Come sta? interrog.
Lei scosse la testa senza dare risposta.
Povero figlio mio, mormor lui entrando. Poi avvicinandosi al capezzale del moribondo:
Pierre, Pierre, chiam ad alta voce.
Lavalle non voleva svegliarsi, ma qualcuno diceva il suo nome, s, sentiva. Si mosse, lamentandosi. E allora il canonico, avvicin il suo volto al ferito e:
Ragazzo mio, ragazzo mio, ripet. Poi, gli prese la mano e, serrandola con forza, chiese addolorato:
Chi  stato a colpirti?
Con uno sforzo immane il lacch apr gli occhi e sussurr:
Gli uomini della duchessa de Sernes. Era l a Notre-Dame con il cardinale de Saint Avold.
Ossignore figlio mio, ma che dici?
Ascoltatemi padre.  una brutta storia. Puzza di tradimento...
Dovete andare dal Lieutenant Bousquet al Palais du Conseil e riferire.
Il Brigadiere Generale deve sapere.  tutto vero! Ho sentito tutto con queste orecchie. Per questo volevano uccidermi. Ansimava penosamente, le sue labbra pronunciavano ogni parola piano, a fatica.
Toss, per un attimo abbandon la testa di lato, chiudendo gli occhi, poi si riprese e aggiunse a fatica, scandendo ogni parola:
Il cavaliere de Morel sar il loro capro espiatorio. Doveva andare a Vaugien, gli hanno promesso Avignone, il pretendente e invece gli chiuderanno la bocca, lo faranno fuori... La sua voce si affievoliva...
Rantolava e perse di nuovo conoscenza.
Suor Anne che si era tenuta indietro, si accost, sollecita. Chiese pietosamente:
 morto?
Il moribondo respirava appena.
Non ancora, ma non ne avr per molto, rispose il canonico.
La suora gli sistem le coltri con gesto gentile, consueto, anche se ormai inutile, e convenne: Avete ragione.
Padre Arnaud la lasci fare, poi dichiar commosso:
Povero figliolo, rester con lui. Lo benedisse, tracciandogli il segno della croce sulla fronte, mormor l'assoluzione dai peccati e rivolto alla religiosa, ordin:
Preghiamo, ne ha bisogno, ma il Signore  grande e misericordioso.
Suor Anne s'inginocchi al suo fianco. L'orologio della Conciergerie batteva luna, quando si rialz in piedi, rassettandosi la tonaca. Pierre Lavalle aveva appena esalato il suo ultimo respiro.
Cosa dobbiamo fare? interrog, componendogli le mani sul petto.
Mander a prenderlo per la sepoltura, promise Padre Arnaud, alzandosi anche lui.
Ma ora devo andare. Il tempo stringe, dichiar inquieto.
Ha detto cose terribili, mormor la religiosa intimorita, facendosi il segno della croce.
S figliola, dimenticate se potete. Io devo andare subito al Palais du Conseil. Bisogna eseguire le sue volont, decise il canonico.
Aspettate. Prima prendete questa sacca, Lavalle l'aveva con s, quando l'hanno trovato, spieg la suora, e gliela porse.
Il canonico di Saint Roch apr, smosse il pacco di lettere, riconobbe il sigillo del Reggente e garant: Saranno rese a chi di dovere.
...
.
...
ASSASSINIO ALLA LEGAZIONE (ORE 12).
...
.
...
La scatola era arrivata alla legazione pontificia di Parigi alle dieci in punto con la corrispondenza della Curia Vaticana. Era destinata al Cardinale de Saint Avold.
Quadrata ed elegantemente foderata di velluto cremisi, conteneva una sontuosa profusione di delizie romane, pangiallo, torrone, mostaccioli e una serie di graziosi animaletti di zucchero, decorati da fiocchetti di canditi e fiori di marzapane, disposti a strati. Era accompagnata da un biglietto del Cardinale Mancini, vecchio amico di Saint Avold che ben conosceva la peccaminosa passione del francese per i dolci.
Un valletto, che seguiva Monsignor Cluet segretario di Sua Eminenza, appoggi scatola e corrispondenza davanti al porporato, dopo l'uscita del marchese di Spau.
La vista di quella dovizia di leccornie riport il sorriso sulle labbra del cardinale e un po' di letizia nella sua testa, travagliata da dubbi. Sfogli rapidamente i messaggi della Curia, ma non cera niente di importante, e invece sentiva l'acquolina in bocca davanti a quel ben di Dio. La ghiottoneria si faceva urgenza. Respir profondamente, pregustando il piacere che l'attendeva. Ma prima il dovere s'impose e verg due righe di ringraziamento a Mancini per il presente inatteso. Le un al grosso plico di corrispondenza, pronto e destinato a Roma e consegn tutto al segretario che aspettava rigidamente impalato.
Che nessuno mi disturbi fino alle due! Ci sono note che chiedono la mia attenzione. ingiunse secco.
Non attese neppure di sentire chiudere la porta per afferrare il primo mostacciolo e assaggiarlo. Troppo dolce, forse? No, squisito! Poi addent con gusto un torrone. Era morbido, si disfaceva in bocca. Mastic, assaporandolo lentamente. Anche quello sembrava molto dolce e quel retrogusto di... Ma dette ancora un morso, un altro boccone, prima di
dedicarsi al pangiallo. Puro nettare degli Di, pens esaltato e invece, mentre inghiottiva, sent in gola il cattivo sapore di mandorle amare...
Si port le mani al petto. Il dolore improvviso, una sofferenza acuta, insopportabile. Gli occhi gli si ottenebravano. Il collo si irrigidiva, il cuore batteva all'impazzata, la sua testa scoppiava. Voleva urlare, ma...
Emise un rantolo strozzato e ricadde in avanti con la testa dentro la scatola, spargendone disordinatamente il contenuto sul vasto scrittoio di pero, intarsiato ad arabeschi.
Tutto il primo strato della scatola era stato farcito di veleno.
Granville e Vastier, accompagnati da Fraser, in sella all'altro purosangue di Langley, che avevano coperto rapidamente la distanza che li separava dal Palais du Conseil, arrivarono poco dopo luna.
Cedric Granville ebbe la fortuna di trovare il Maresciallo Villars ancora dietro la scrivania.
Non perdete un minuto, gli ordin, quando fu informato.
Mancava poco alle due quando, l'ufficiale di servizio e il giovane inglese, scortati da un drappello di guardie, arrivarono alla legazione pontificia e chiesero udienza al cardinale di Saint Avold.
Monsignor Cluet, segretario dell'alto prelato, si pose eroicamente davanti alla porta e dichiar:
Sua Eminenza ha da fare, non vuole essere disturbato fino alle due.
Questione di vita o di morte, dobbiamo vedere Sua Eminenza -
intim l'ufficiale, un tenente bellicoso.
La grande pendola dorata dell'anticamera annunci sonora le due. Il segretario allarg le braccia rabbonito. L'altro lo spost, buss una volta senza avere risposta, poi di nuovo con pi forza ma il silenzio dall'altra parte lo mise in allarme. Apr con decisione, ed entr per primo.
Sua Eminenza giaceva abbandonato sullo scrittoio in disordine. Il tenente si precipit a toccarlo, era freddo.
 morto, constat.
Troppo tardi, mormor Cedric Granville, costernato.
Un malore? suppose il monsignore, esterrefatto.
Temo invece che sia stato avvelenato, replic secco l'ufficiale. -
Da dove viene questa roba? interrog.
Oh, mio Dio, la corrispondenza della Curia Vaticana, rispose Monsignor Cluet.
Il tenente lo fiss dubbioso. Poi si fece aiutare dai suoi uomini a sollevare il corpo, l'appoggi contro lo schienale della poltrona, raccolse le carte e la scatola e le affid ai suoi, raccomandando:
Il veleno sar nei dolci, maneggiateli con prudenza.
Ma una delle guardie aveva gi rovesciato la scatola e sventolava il foglio con sopra la solita filastrocca, che terminava con la strofa:
...Par pch de gourmandise Nous avons empoisonn' un chasseur...
Firmato: il Menestrello di Notre-Dame.
In quel momento anche l'orologio sopra il caminetto di marmo batt sonoro due rintocchi.
 un po' in ritardo, comment distrattamente l'ufficiale.
Dite bene, ma il Menestrello invece non ha perso tempo. Portiamo la sua filastrocca al duca de Villars, ingiunse Cedric Granville.
E quindi ora dobbiamo aspettarci la quinta strofa, dichiar furioso il Maresciallo de Villars.
La ricordate? aveva i due fogli davanti a s. Quello con la filastrocca completa, proveniente dalla cantina di Cellamare e quello dei dolci avvelenati.
Si, Vostra Eccellenza, conferm Granville inquieto, agitandosi sulla sedia come sulle braci.
La strofa successiva diceva: Par notre bienveillence une nuit de plus, Un jour de plus...
Et quand il fera nuit Par notre impitoyable choix le Rgent s'en ira.
Stanotte, quindi?
Nossignore, domani notte, o almeno parrebbe: una notte ancora, un giorno... poi, quando sar di nuovo notte... Ecco, noi l'avevamo interpretata cos, mormor il ragazzo.
Probabile, s! E per fortuna loro non sanno che noi sappiamo -
valut Villars.
Ma se invece intendessero colpire proprio stanotte? Sono sfuggenti come anguille e pericolosi come serpenti. Il Reggente dovr essere posto sotto sorveglianza.
Si alz e decise granitico:
Non possiamo rischiare. Provvedo subito!
Sissignore, eccellenza, avete ragione. Penso che Lord Spau, il Brigadiere Generale, dovrebbe essere informato. Posso tornare da lui? -
sollecit il giovane Granville.
Certo ragazzo mio, potete, ma prima dovrete incontrare qualcuno, un vostro connazionale, Lord Donagall. E appena arrivato a Parigi. Ha chiesto di Lord Spau e di voi con urgenza. Lo troverete all'Ambasciata inglese, gli annunci il Maresciallo.
Lord Donagall! gli occhi del giovanetto si illuminarono.
Ma certo, vado subito.
Il conte di Donagall era a tavola con l'Ambasciatore, gli dissero alla porta.
Avvertitelo che sono qui, ma ho fretta, devo raggiungere Lord Spau, dichiar.
Il suo messaggio fu riferito e giudicato importante perch un momento dopo il biondo consigliere del re fece la sua comparsa in anticamera, e gli venne incontro con la mano tesa:
Cedric Granville? Assomigliate a vostro padre. Piacere di vedervi.
Vi porto notizie sue e di vostro fratello. Il Commodoro  nel Mediterraneo e vostro fratello ben avviato sulla via della guarigione.
Ottimo, grazie Vostra Signoria, mormor arrossendo.
Avete chiesto di noi?
Certo ragazzo mio, ma dov' Spau? chiese.
A Saint-Rmy-les-Chevreuse per arrestare il cavaliere de Morel, il Menestrello di Notre-Dame o uno dei suoi sicari, spieg.
Vedo, che le cose stanno facendo passi da gigante, comment Lord Donagall, asciutto.
Sissignore, infatti sembrava, ma poco fa il Menestrello ha eliminato la sua quarta vittima. Uno di loro.
Ah! E chi era di grazia?
Il cardinale de Saint Avold. Lord Spau mi aveva mandato indietro per avvertirlo e farlo proteggere ma troppo tardi.  stato avvelenato con dei dolci. Nella scatola abbiamo trovato un'altra strofa della filastrocca:
"Par gourmandise nous avons empoisonn un chasseur", recit.
Saint Avold? E quindi era uno di loro? Perch lo fanno? chiese Lord Donagall.
Secondo Lord Spau, stanno tagliando i rami secchi.
Probabile, eliminano i testimoni scomodi. Buona tattica, decret freddamente.
Ma noi abbiamo anche la strofa successiva, l'inform Granville.
Gli riassunse meglio i particolari e gliela rifer.
Ma se il prossimo bersaglio  il Reggente, saremmo vicini alla conclusione.
Il Maresciallo Villars ha dato severe disposizioni per proteggerlo.
Ben fatto, meglio arroccarsi in difesa, ci sono troppi punti da chiarire
valut Donagall.
Sissignore, ribad.
La lettera di Spau mi ha spinto a venire di persona. Voleva il mio parere. Un lampo verde negli occhi che si allungavano maliziosamente annunci il sorriso che gli pieg le labbra.
Immagino, disse il suo giovane interlocutore.
Se non sbaglio auspicava il mio aiuto? chiese sornione.
Non saprei, signore, rispose diplomaticamente Cedric Granville.
Ma certo non lo rifiuter. La situazione  complicata.
Lo pensavo. Ho dato ordine di serrare le maglie con il pretendente.
Abbiamo intercettato la corrispondenza di Cellamare per lui. Agiamo allo scoperto. Questo messaggio  di oggi, dichiar porgendoglielo.
I sigilli erano stati spezzati. Granville lo lesse. Poche righe, diceva: "Amico mio, la commedia volge alla fine. Vi raggiunger al pi presto".
Come il biglietto trovato nella cantina di Cellamare era siglata M.d.S. ma stavolta non era in stampatello ed era stato suggellato con le armi dei Sernes.
Non c' dubbio ormai. Il duca o la duchessa de Sernes, mormor.
Infatti, conferm Lord Donagall, gelido.
Lord Spau deve vederlo, lui sapr chi, dichiar il ragazzo.
Bene, fateglielo avere prima possibile.
Il messaggio di Antonio Giudice principe di Cellamare raggiunse Andr de Montserrat, duca de Sernes, a Fauves.
L'Ambasciatore spagnolo scriveva lapidario: "Il cardinale de Saint Avold ha tradito. Ha convocato Lord Spau, il cane da punta de Villars, e ha fatto i nomi di tutti i fiancheggiatori del Menestrello. Morel sta per essere arrestato. Tutto  perduto. Ma vostra moglie  in luogo sicuro e vi raggiunger prima possibile."
Il duca richiuse il biglietto, l'accartocci nervosamente, poi lo lanci nel fuoco.
Un lampo e fu cenere.
I domestici ti credono a Sceaux. Questo tratterr i segugi per un po'
ma non ci metteranno molto a venire anche qui. Marie Thrse avr tempo fino a stasera, poi basta, decise.
Il piccolo villaggio di Saint-Rmy-les-Chevreuse dormiva quando il cavaliere de Morel l'aveva attraversato, ma le indicazioni erano giuste.
Aveva proseguito verso sud e poco dopo smontava nella corte anteriore di Vaugien.
Vaugien, meglio conosciuto come il castello degli Chaudron, era circondato da una vasta propriet, boschi soprattutto, e pochi campi coltivati. Utilizzato occasionalmente come padiglione di caccia e abbastanza trascurato, risaliva al XII secolo. Da un anno il Maresciallo duca de Sernes l'aveva ereditato da uno zio.
I servitori, due garzoni e una sguattera, pi contadini che domestici, si erano svegliati all'arrivo del nuovo amministratore, e l'avevano accolto con stolida soggezione.
La donna aveva rifatto i letti, in due camere al primo piano, apparecchiato la tavola in stanza da pranzo e gli aveva servito una zuppa calda di patate, accompagnata da pane e formaggio.
Domani voglio qualcosa di meglio, provvedi, le aveva ordinato Morel, allungando una moneta.
La prima colazione fu buona e copiosa, latte, burro, pane fresco e ciambelle.
Jean Louis scese e mise la testa in cucina. Il fuoco scoppiettava allegramente.
Una pentola bolliva con erbe profumate e carote. Apr la porta sul cortile. La sguattera era seduta su una pietra e spennava due galletti di primo canto.
Torn dentro, sedette al caldo e poco dopo la donna lo raggiunse con i volatili in mano. Fin di spiumarli alla fiamma, tagli colli, zampe, sciacqu le interiora, mettendo tutto nella pentola per il brodo, poi cominci a impastare con le uova la mollica di pane per gli gnocchi.
Alle dieci con lo spiedo che girava scoppiettando, mise a cuocere sotto la cenere patate dolci e cipolle.
A mezzogiorno Jean Louis cominci a servire il suo padrone. Era quasi un festino. Prima gnocchi in brodo, poi galletto in umido con patate dolci... Mentre il cavaliere ne prendeva per la seconda volta, il silenzio campestre fu rotto dal rimbombare degli zoccoli di una cavalcata.
La sguattera corse fuori.
Morel si alz e and alla finestra. Troppo tardi. Cavalli e cavalieri erano scomparsi diretti alla stalla, ma la donna si affacci alla porta e annunci sbalordita:
La padrona, la padrona. E il rumore di passi affrettati, che percuotevano il piancito di tavole del corridoio al primo piano, segn il suo arrivo.
La duchessa entr nella stanza da pranzo di Vaugien, dominandola ed esaltandola con la sua presenza.
Non vi aspettavo cos presto, ammise Morel, affascinato.
Marie Thrse de la Roche Montserrat, duchessa de Sernes, indossava un completo da equitazione grigio perla che onorava la purezza del suo volto. Il mantello era dello stesso colore. Una camicetta nivea di lana era fermata alla gola da una grande spilla di rubini e perle. I
capelli erano raccolti da un velo e celati in parte dall'elegante tricorno di velluto blu notte. Solo una ciocca birichina, sfuggita alle forcine, le rigava la fronte. La rialz con fare infastidito e disse con la sua voce dolce, modulata:
Meglio presto che tardi. Come vedete, mantengo le promesse.
S'inchin e mormor rapito: Vi ringrazio.
Scusatemi, vedo che state ancora pranzando, vi lascio, devo dare istruzioni ai domestici, decise imperiosa, e usc dalla stanza.
Il cavaliere de Morel sedette di nuovo, fin con calma quanto aveva nel piatto e attese che Jean Louis gli offrisse la torta di mele.
Marie Thrse de Sernes ritorn a pianterreno, percorse il lungo corridoio e infil la testa in cucina.
I due uomini e la donna scattarono in piedi, inchinandosi. Ordin severa: Seguitemi, devo parlarvi. Ubbidirono senza fiatare.
La duchessa li precedette nella corte posteriore maculata dagli escrementi delle galline e prosegu fino alla scuderia. Entr, si volt, apr la borsa, dette loro monete pari al salario di sei mesi, e ingiunse:
Sparite, allontanatevi da Saint Rmy e non tornate fino alla prossima settimana!
I tre la fissarono sbalorditi, poi fecero scivolare il denaro in saccoccia, borbottando:
Come desidera, Vostra Eccellenza Illustrissima. Un attimo dopo si dileguavano tagliando per i campi.
Marie Thrse attese in piedi, con pazienza, concedendo loro il tempo necessario per allontanarsi abbastanza per i suoi scopi. Ormai il suo nuovo amministratore doveva aver finito di pranzare. Si avvicin agli uomini della sua scorta. I cavalli erano ancora sellati, ordin:
 ora! Il cavaliere de Morel non ci serve pi!
Padre Arnaud era andato al Palais du Conseil a chiedere del Lieutenant Bousquet, ma lui non cera. Erano passate da poco luna e mezzo.
Il Lieutenant  in missione, fuori Parigi, lo avevano informato le guardie all'ingresso.
Quanto hai saputo  terribile, devi parlarne subito con qualcuno che conta, si era detto angosciato il religioso, ritrovandosi una decisione e un'energia superiore alla sua et. Devi recarti al Palais Royal, si era ordinato, rimettendosi per strada.
Questo pacco di lettere appartiene al Reggente, aveva dichiarato ai moschettieri di guardia. La sua tonaca aveva vinto la loro diffidenza.
Aveva superato impavido la trafila dell'accoglienza dei valletti, e il maggiordomo, compresa l'importanza della consegna, aveva accompagnato il religioso da Aristide Plotin, segretario del duca d'Orlans.
Il canonico aveva anticipato a Plotin quanto detto dal moribondo, e il segretario, spaventato dalle dimensioni della faccenda, aveva fatto chiamare l'Abb Dubois.
Il consigliere del duca d'Orlans ascolt attentamente Padre Arnaud.
Quanto diceva era peggio di una bomba. Decret drastico:
Resterete qui. La vita del Reggente  in pericolo.
Ma, Eccellenza, io... Saint Roch. La chiesa, le mie funzioni -
mormor il religioso, sottosopra.
Provvederemo, non temete, manderemo l qualcuno. Ma voi? Voi no! Le mura hanno occhi e orecchie. Siete un testimone troppo importante, resterete qui, al sicuro. Poi lasci la stanza come un uragano e intim:
Voglio una riunione d'emergenza. Fate venire il Reggente, il Maresciallo Villars, Lord Donagall e Granville, il ragazzo inglese di Lord Spau, che dovr riferire a suo cugino.
Un valletto, con la convocazione ufficiale, aspettava Cedric Granville al suo ritorno al Palais du Conseil.
Non puoi che ubbidire e rimandare la partenza, ma Milord dovr vedere subito questo, decise Granville. Tir fuori di tasca il messaggio con il sigillo dei Sernes. Scrisse di pugno poche righe e spieg che quel biglietto gli era stato consegnato da Lord Donagall, appena arrivato a Parigi. Lo inform dell'assassinio del cardinale e chiuse spiegando:
"Avrei voluto consegnarvelo di persona, ma  successo qualcosa di grave.
L'Abb Dubois ha fatto chiamare il duca de Villars ma vuole parlare anche con me. Devo andare subito al Palais Royal. Vi raggiunger prima possibile." Lo consegn a Vastier, in attesa di istruzioni, e ordin:
Mandate subito qualcuno. Precedenza assoluta, urgente e riservato.
Deve essere consegnato al Brigadiere Generale.
Al Palais Royal, il marchese d'Argenson, Lieutenant Gnral de Police, era gi a colloquio con il consigliere di Monseigneur.
Granville sedette con pazienza ad aspettare, ma l'ingresso del duca de Villars, accompagnato da Lord Donagall, sblocc la situazione. Il Maresciallo ordin:
Seguiteci, ragazzo, l'Abb Dubois ha chiesto di tutti noi. Ci sono novit importanti, pare, e il tempo stringe.
Monseigneur era gi arrivato. Reggeva bene il colpo, ma era visibilmente preoccupato.
Il suo consigliere, che aveva anticipato a lui e ad Argenson le rivelazioni del moribondo riportate da Padre Arnaud, le riepilog a beneficio dei nuovi ascoltatori.
La fuga di Morel a Vaugien, la sua eliminazione gi decisa, il colloquio pi che eloquente tra il cardinale de Saint Avold con la duchessa de Sernes. La coltellata, i sicari...
Evidente! Morel  solo una pedina del loro gioco, il Menestrello di Notre-Dame va cercato altrove, decret Lord Donagall.
Siete nel giusto, caro conte, esclam Philippe d'Orlans. E chi sarebbe secondo voi?
Ho pochi dubbi ormai, mormor l'inglese, ma il Lieutenant Gnral, marchese d'Argenson si schiar la voce e lo anticip dicendo:
Il duca o la duchessa de Sernes.
D'accordo. O tutti e due, convenne Donagall. Anche il biglietto intercettato oggi portava il sigillo dei Sernes. E, rivolto a Granville, interrog:
Cosa ne avete fatto?
Come avete chiesto, l'ho mandato a Lord Spau.
Ottimo. Almeno il nostro amico sar al corrente. E, a beneficio dei presenti, rifer: Il biglietto diceva: "La commedia volge alla fine".
Quindi saremmo all'ultimo atto? borbott Monseigneur, pensieroso.
Cos recita la strofa del Menestrello: Par notre impitoyable choix le Rgent s'en ira, ricord Villars, lugubre.
Ma l'uccisione di Saint Avold? Cosa ne pensate? interrog Dubois.
Buona domanda, e chi l'ha avvelenato? intervenne d'Argenson con autorevolezza.
Saint Avold aveva paura, magari voleva farsi da parte? O addirittura tradire? Il Menestrello di Notre-Dame ha dato ordine di tappargli la bocca. E comunque questo delitto  machiavellicamente italiano.
Dolci avvelenati, curia romana... Vedo Cellamare dietro la consegna
dichiar Donagall caustico.
Probabile, ma sar impossibile incastrarlo. Avr preso le sue precauzioni!
esclam Villars.
Lo credo anch'io, comment l'Abb Dubois, obiettivo.
Il Maresciallo duca de Villars tagli corto dicendo:
Basta indugiare, ne sappiamo abbastanza...
S'impone guardia strettissima, decret d'Argenson.
Dubois annu energicamente e dichiar a denti stretti:
Consiglio a Vostra Altezza di trasferirsi subito al Palais du Conseil.
Non vi muoverete e non incontrerete nessuno finch non verremo a capo di questo pasticcio.
Oh diavolo, Dubois, m'imprigionate, protest lui furibondo.
Capisco, ma meglio prigioniero che nella bara. Farete saltare la vostra festicciola di stasera e vi scorderete le vostre tenere passeggiate bucoliche settimanali.
Non vi sembra di esagerare? E poi perch non posso andare a...
Nessuno ne  al corrente. Solo voi. Potremmo raddoppiare la mia scorta.
Nossignore. Vi chiedo formalmente di restare dentro il Palais du Conseil, ma avrete tutti i libri che vorrete, il vostro segretario per eseguire gli ordini e il marchese d'Argenson vi terr compagnia.
Il Reggente sussurr tetro: Se devo, va bene, ma liberatemi presto.
 peggio di una condanna. Morir di noia.
E i duchi de Sernes? ricord Lord Donagall, incisivo, ripiombando i presenti nel vivo del problema.
Spau avr gi catturato Morel e star per tornare, fece presente il Maresciallo duca de Villars.
Giusto! Ma intanto diamo ordine di arrestare i Sernes, decise il Lieutenant Gnral d'Argenson.
Lord Spau e Bousquet avevano raggiunto Saint Rmy all una e mezzo.
Avevano subito chiesto lumi alla canonica, Padre Joseph, un paesano dalla tonaca lisa e i modi spicci aveva dichiarato conciso:
Non conosco nessun cavaliere de Morel. Mai sentito nominare e che io sappia non  qui.
Le nostre informazioni dicono che si  rifugiato a Saint Rmy.
Siamo costretti a frugare dappertutto, aveva risposto Bousquet, senza lasciarsi smontare.
Il religioso aveva allargato le braccia, replicando tranquillo:
Troppo giusto, fate pure, ed era tornato in canonica borbottando:
Se avete bisogno di me, venite a chiamarmi.
Cominceremo dal castello, aveva deciso Bousquet, lasciando tre dei suoi a fare la guardia davanti alla chiesa.
Nessuno dei domestici di Coubertin aveva mai sentito parlare di Morel, ma gli ordini scritti del barone aprirono le porte. Andarono di fretta all'interno e poi i domestici sembravano gente di fiducia ma la propriet di Coubertin era grande. Stalle, depositi, fienili. La perquisizione richiese tempo.
O si  trasformato in un fantasma o qui non c', decise alle quattro Bousquet, scornato.
Passiamo al villaggio, decret il Brigadiere Generale.
Tornarono a Saint Rmy, ispezionarono le poche case, ma il tempo scorreva a vuoto e calava la notte. Accesero le torce. Il cardinale ci ha ingannati, ci ha messo su una falsa pista, protest alla fine, di pessimo umore.
Lo temo anch'io, ammise il suo vice.
Ma perch? Con quale scopo?
Allontanarci da Parigi, mentre stanno per colpire?
Spero di no. Cominciava a fare pi freddo. Lord Spau tir fuori l'orologio, aguzz gli occhi per vedere l'ora, erano quasi le cinque, quindi scosse la testa infuriato e decise:
Basta, rinunciamo e torniamo indietro. Ma fu interrotto dal sonoro scalpitio di cavalli al galoppo che si avvicinavano.
Due cavalieri, nella piazzetta; il primo venne a fermarglisi davanti, e annunci:
Un dispaccio urgente per Lord Spau. Da parte di Monsieur Granville.
Lui lo prese e apr, notando che conteneva anche un secondo foglio con i sigilli infranti. Protest iroso: Parbleu, qui non si vede un accidente.
Andiamo nella canonica, sugger Bousquet con praticit.
Padre Joseph li accolse con garbo. Sua Signoria sedette e alla luce di un doppiere, cominci a leggere e a riferire a braccio, succinto e ad alta voce:
Purtroppo Granville  arrivato tardi e Saint Avold  stato avvelenato secondo il copione.
Questa caccia a Morel ci ha buttato fuori strada, deplor Bousquet.
Gi, ammise tra i denti e riprese la lettura. Comment compiaciuto:
Lord Donagall  arrivato a Parigi. Bene! Cedric mi manda con urgenza un biglietto che lui gli ha consegnato e chiude spiegando di essere stato convocato con il duca di Villars dall'Abb Dubois. Ci raggiunger, prima possibile. Cosa diavolo  successo a Parigi? s'interrog ad alta voce, passando il dispaccio a Bousquet.
Il biglietto di Donagall sar questo, mormor e prese il secondo foglio. Un'occhiata, si rabbui e annunci secco: E firmato M.d.S.
Sernes e non  a stampatello. Aveva subito riconosciuto la calligrafia di Marie Thrse de Sernes.
Sernes, dite? interrog il prete, perplesso.
S, il duca de Sernes, puntualizz, controllandosi.
Ah! Vedete Vaugien, il vecchio castelletto o Chaudron, che  a poco pi di un miglio da qui, appartiene al duca de Sernes, dichiar il canonico, tranquillamente.
Vaugien?
Vaugien, ma s certo non  lontano da Saint Rmy.
Parbleu padre, grazie. E un'informazione preziosa. Potete accompagnarci?
sollecit il Brigadiere Generale.
Certo, ma troverete solo dei servitori, dei contadini. Gente timorata di Dio, li conosco, garant.
Forse, ma qualcosa mi dice che invece... Andiamo a Vaugien, subito -
ingiunse Bousquet.
Accesero le torce, rimontarono a cavallo e si mossero.
Il chiaro di luna inargentava misteriosamente la strada maestra.
Il prete li guid fino al bivio, che si notava appena, con il vialetto che conduceva alla corte in terra battuta davanti al castello. L'edificio si stagliava nettamente contro il cielo stellato, con la luna che bagnava la facciata e ne evidenziava ogni particolare, ma era completamente buio e immerso nel silenzio.
Ehi voi, di Vaugien, sono il Lieutenant de Police Bousquet, siamo venuti ad arrestare il cavaliere de Morel. Aprite e consegnatevi, intim.
Nessuna risposta.
Arrendetevi! grid ancora, ma il silenzio fu rotto solo dallo stridere di una civetta. Nient'altro.
Non mi piace, disse ai suoi uomini. Smontate e date un'occhiata in giro.
Un attimo dopo tornavano e riferivano.
Dietro ci sono la corte, le stalle e i magazzini, ma tutto tace.
E i domestici? Spariti anche loro? interrog perplesso Spau.
Voi che pensate, padre?
Non so che pensare, due giorni fa la donna  venuta in chiesa...
Il Brigadiere Generale si guard intorno e tese le orecchie. Tentava invano di frugare con gli occhi nel buio. Aveva la spiacevole sensazione che qualcuno li stesse osservando.
Che aspettiamo, muoviamoci, ordin a Bousquet.
Ma voi, Padre, restate al coperto.
Poi quando furono di fronte alla porta, ingiunse:
Sfondatela!
Un giogo da aratro trovato nelle stalle sembrava fatto apposta per servire da ariete. Alla quarta carica, la porta cedette con uno schianto.
Bousquet la scavalc e ordin:
Guardate dappertutto!
Trovarono il cavaliere de Morel, a terra, nella stanza da pranzo al primo piano, in un lago di sangue. Ormai freddo, morto da ore. Sul tavolo c'erano ancora i piatti e un vassoio con i resti di una torta. Un altro uomo, giovane e con i capelli rossi, giaceva a pianterreno, sul pavimento in fondo al corridoio, davanti alla cucina, morto anche lui.
Dovrebbe essere il valletto di Morel, li hanno fatti fuori tutti e due a fucilate -
attest pragmatico Bousquet. Dette ordine di perquisirli, ma le loro tasche erano vuote.
Ladri? insinu una delle guardie. Magari i servitori?
Padre Joseph, intento a dare la sua benedizione ai morti, lo fulmin con un'occhiata di fuoco ed esclam risoluto: Non ci credo, non  possibile, li conosco bene!
Neppure io. Gli assassini vogliono confondere le acque. Morel era diventato un testimone scomodo e l'hanno eliminato, come il cardinale -
dichiar Lord Spau.
Completarono la ricognizione del castello, ma era deserto e i servitori scomparsi, abbandonando le loro cose.
Dove sono finiti? borbott il canonico, preoccupato.
Forse hanno eliminato anche loro, comment la guardia di prima, con tono lugubre.
Nella stalla c'era una mucca che si lamentava.
Bisogna mungerla, spieg Padre Joseph. Mander qualcuno...
Poi lanci un'occhiata a gallo e galline che razzolavano liberi nella corte e aggiunse: A occuparsi anche di questi. Ma ora, se non avete pi bisogno di me, tornerei in canonica...
Certo padre e grazie, rispose Bousquet.
Per i suoi poveri, disse Spau e gli allung munificamente due luigi d'oro.
Qui non abbiamo pi nulla da fare e Morel non ci pu pi nuocere -
gli fece notare Bousquet non appena il religioso si fu allontanato.
No infatti, replic meditabondo.
Torniamo a Parigi, dobbiamo indagare sull'assassinio del cardinale.
Avete ragione. Ma qualcuno ci ha mandato sulle tracce di un falso Menestrello di Notre-Dame, per poi servirci due morti su un piatto
d'argento. Perch? Questa storia non mi convince e non mi piace affatto
rugg Lord Spau.
Vostra Signoria, conosciamo la conclusione della filastrocca. Il Reggente sar il prossimo bersaglio, il nostro compito  proteggerlo.
Certo, certo, rispose meccanicamente il marchese.
Il biglietto intercettato da Lord Donagall ci permette di accusare i duchi de Sernes. Mettiamoli alle strette, propose il suo vice.
Il biglietto  di pugno di Marie Thrse. La calligrafia  la sua.
Ieri sera non era dalla duchessa de Berry. Ha scritto che ti aspettava a Sceaux. Vaugien appartiene ai Sernes. Fauves, il loro castello,  vicino a Chevreuse e Sceaux, il covo dei duchi du Maine,  poco lontano, si arrovellava Spau. Tutti questi posti sembra che formino un semicerchio?
Che significa? Avanti ragiona! Il suo cervello gli diceva che la soluzione era a portata di mano. Ma...
Partite subito, ordin finalmente a Bousquet.
Terr Lucas con me e lasciatemi cinque dei vostri uomini come scorta, decise, testardo.
Sissignore, ma... rispose Bousquet incerto.
Voglio restare qui stanotte. Vaugien appartiene ai Sernes. E un particolare da non trascurare. Intendo passare ogni stanza al setaccio per chiarirmi le idee, dichiar perentorio.
Come volete, convenne il suo vice.
Sua Signoria lo fiss con espressione cupa, tempestosa, tacque un istante, e infine ingiunse:
Riportate a Parigi i corpi del cavaliere de Morel e del suo servitore e mettetevi subito al lavoro.
Valut la situazione e promise:
Vi raggiungeremo domattina.
Mentre Bousquet si metteva in strada, si organizz. Ordin agli uomini di frugare in ogni angolo, e lui si dedic all'ispezione di una stanzetta a sinistra dell'atrio che fungeva da amministrazione. A destra, appeso alla parete vide un pannello di legno con diverse chiavi, accanto un banco da fattore e di fronte due scaffali pieni di vecchi incartamenti polverosi. Cominci dal primo, prendendone uno corposo, con scritto
sul dorso documenti e piante. Scart i conteggi agricoli di fattoria, tir fuori le piante e le appoggi sul banco, facendosi luce con un doppiere.
Le prime due, rose dall'uso e dal tempo, erano quasi illeggibili. La terza invece, in buone condizioni, riportava minuziosamente la planimetria dell'intera propriet. Riconobbe facilmente il castello, le scuderie e i magazzini antistanti. I confini erano estesi. I terreni pi vasti di quanto avesse immaginato. Comprendevano un grande bosco disegnato a destra e andavano dal limitare del villaggio fino al corso di un canale, sull'altro lato. Vicino al bosco, a meno di due leghe di distanza, figurava un piccolo fabbricato, con la dicitura: Padiglione di caccia.
Quella pianta lo invitava ad andare a controllare. Alz gli occhi alle chiavi e le prese tutte.
Una voce che chiamava da fuori, lo avvisava che era arrivato qualcuno.
Apr la porta della stanzetta e sent:
Padre Joseph mi ha mandato a mungere la mucca.
Usc all'aperto con la carta in mano. Il prete era stato di parola. Un villano ossuto, con gli zoccoli ai piedi e il cappello in mano in segno di rispetto, stava impalato davanti a Baptiste Lucas. Teneva il mulo per la cavezza.
Annunci a Lucas:
Prendo due uomini e vado al padiglione di caccia.
Vengo con voi milord!
Scosse la testa, sorridendo e comand:
No, tu hai altro da fare, la mucca ha la precedenza.
Lucas lo guard brutto, ma borbott remissivo:
Agli ordini.
Sent che intimava al paesano: Seguimi, e, mentre lo precedeva verso la stalla:
Ma poi sar meglio che la porti con te in paese. Qui non c' pi nessuno e noi domattina ce ne andremo.
Spau alz di nuovo gli occhi a frugare la notte, prima di arrampicarsi in sella.
Non riusciva a scacciare l'impressione che qualcuno lo stesse osservando.
...
.
...
INTERMEZZO.
...
.
...
Il buon senso diceva a Lavinia Granville che Lord Spau e Bousquet dovevano essere poco lontani da Parigi, ma l'eccitazione le impediva di aspettare il loro ritorno.
Si conged educatamente dal Reggente e dagli altri personaggi che ancora discutevano, scese di corsa lo scalone del Palais Royal e raggiunse Fraser e Marc Vastier, che l'aspettavano con i cavalli.
Torniamo dal Brigadiere Generale, ordin, materializzandosi davanti a loro. Un volteggio e fu in sella:
Via! ingiunse, allentando le redini del gigantesco stallone.
Gli altri due si accodarono.
Il traffico cittadino li rallent fino a Port Royal. Ma dopo diminu e affranc la carreggiata. Granville spinse Storm, che spicc il galoppo, tallonato dagli altri due. La strada scorreva veloce sotto gli zoccoli.
Superati i confini della citt, incontrarono il plotone con Bousquet alla testa dei suoi uomini, seguito dai cavalli che portavano i cadaveri di Morel e del servitore. Granville salut, si avvicin caracollando con in mano la torcia accesa e chiese:
Dov' Lord Spau?
E rimasto a Vaugien. Il volto perplesso del ragazzo lo costrinse a precisare:
E un castello, vicino a Saint-Rmy-les-Chevreuse. E l che abbiamo ritrovato il cavaliere de Morel, l'avevano fatto fuori prima del nostro arrivo.
E gli raccont l'accaduto.
Granville gli sintetizz tutte le novit e anticip:
Vi aspettano, ma il Lieutenant Gnral d'Argenson ha gi dato ordine di arrestare i duchi de Sernes.
I giochi dunque si fanno a Parigi, valut Bousquet, la sua aria paciosa da campagnolo era scomparsa dietro un piglio da combattente.
Ingiunse:
Raggiungete il Brigadiere Generale e informatelo. Deve tornare subito.
Poi, per guadagnare tempo, lasci indietro il grosso del plotone che gli rallentava la marcia e, scortato da due uomini, punt al galoppo verso Parigi. Alle otto in punto varcava il cancello del Palais du Conseil ed entrava nella corte.
Temevo che vi foste perduti, dichiar mordace il Maresciallo duca de Villars, che scese addirittura lo scalone per andargli incontro.
Si guard intorno e inquis:
Dov' Lord Spau?
L'ho lasciato a Vaugien, a Saint-Rmy-les-Chevreuse, torner domattina
replic. Granville ci  venuto incontro, so gi tutto.
Meglio, cos non perderemo tempo. Ma ho cattive notizie. I nostri e i moschettieri del Reggente si sono recati al palazzo Sernes per arrestare i duchi. Ma non sono a Parigi. A detta dei domestici sono partiti due giorni fa per recarsi a Sceaux, dai duchi du Maine. Non sanno altro.
A Sceaux? Vedremo, Palazzo Sernes  stato perquisito? chiese Bousquet.
Gli uomini sono ancora l. Confido che troveremo roba interessante -
rispose il Maresciallo, compiaciuto.
Non ne dubitavo, lo compliment.
Come intendete muovervi? lo press Villars.
Far bloccare immediatamente la Locanda del Pavone. E un covo di simpatizzanti giacobiti alleati con il Menestrello e aumenter la pressione su Cellamare. Non potr fare un passo senza sorveglianza.
E appena avr radunato abbastanza uomini, andr a Sceaux. Voglio arrestare i duchi de Sernes.
Avete la mia benedizione.
...
.
...
IL MENESTRELLO DI NOTRE-DAME MOSTRA GLI ARTIGLI.
...
.
...
Un bel fuoco ardeva nel camino del padiglione di caccia di Vaugien.
Destinato a riscaldare i cacciatori, dopo le battute, e a servire da cucina per abbrustolire braciole e salsicce, era alto, profondo e fiancheggiato da larghe panche di legno.
Marie Thrse de Sernes sedeva, con il dorso appoggiato contro la parete. Rifletteva. Uno dei suoi uomini era venuto ad avvertire che il grosso delle guardie era ripartito per Parigi, ma il Brigadiere Generale era rimasto a Vaugien.
L'uomo al coperto, nascosto dietro la scuderia, aveva sentito chiaramente le sue ultime parole al suo vice:
Voglio restare qui stanotte. Vaugien appartiene ai Sernes. E un particolare da non trascurare. Intendo passare ogni stanza al setaccio e chiarirmi le idee.
Quali idee? Si chiedeva e perch Francis mette in evidenza che Vaugien ci appartiene? Scoperta la morte di Morel doveva tornare a Parigi e invece... Gli avevi dato il nome del falso Menestrello di Notre-Dame, ma il cavaliere ha annusato la trappola e l'ha evitata. Poi Saint Avold ha fatto la sua recita...
Spau ha reagito come doveva,  venuto a Vaugien con i suoi e ha trovato il cadavere del suo capro espiatorio. Perch non  tornato a Parigi?
Sei sicura del tuo potere su di lui? Si interrogava. Cellamare ne dubita.
Che abbia ragione? La sua testa mulinava. Francis  testardo ma abile, intelligente. E se avesse fatto il doppio gioco? Magari sta indagando, e se... se? Si adombrava, si sentiva braccata. Ma no, ti tormenti senza motivo. Sono mesi ormai che ogni settimana Monseigneur il Reggente si concede le sue scappate bucoliche a Longjumeau con le gemelle
quindicenni e due loro amichette, seducenti e appetitose quanto loro.
La carne fresca sar la sua rovina. La loro brava protettrice  dei nostri, l'abbiamo coperta d'oro, ed  l che il Menestrello di Notre-Dame colpir per l'ultima volta. Fauves non  lontano. Fauves e Sceaux, sono stati i nostri punti cardini del piano per eliminare il Reggente. Spau non sa, non pu sapere. Le scappate di Monseigneur sono riservate, note solo all'Abb Dubois. E se invece Francis avesse capito qualcosa? Basta, non ti arrovellare, tuo marito ti aspetta da ore. Lo conosci, potrebbe fare qualche sciocchezza. Corri da lui.
 tardi, devo andare a Fauves, disse a Fougere, il capo dei suoi uomini, alzandosi di scatto.
Il nostro tiratore scelto mi accompagner e tu, tu e tu, intim imperiosa come al solito, indicando tre marcantoni grossi come armadi.
Sar una scorta sufficiente. Voialtri invece tornate a Vaugien e non perdete mai di vista il Brigadiere Generale. Non conosco i suoi piani e non so cosa aspettarmi, ammise.
Se necessario? Il tono dell'uomo era blandamente interrogativo.
Intervenite ed eliminate ogni ostacolo, ordin.
La luna accarezzava la campagna con le sue dita argentate.
Il Brigadiere Generale e due guardie attraversarono al trotto i campi stopposi, crepati dall'inverno, poi seguirono i solchi avvallati del sentiero, fino al limitare del bosco.
L Spau alz la torcia che teneva in mano. Secondo le indicazioni della carta, il padiglione di caccia doveva essere poco lontano. Proseguirono, pochi passi ancora e si stagli loro davanti come uno scenario di teatro. Basso, tozzo e privo di illuminazione, si confondeva quasi con il nero della foresta.
Ci siamo, diamo almeno un'occhiata, ordin, lasciandosi scivolare di sella. Attacc il grigio alla staccionata e spinse la porta. Ma era chiusa. Prov invano le chiavi di Vaugien e dichiar con disappunto:
Dovremo buttar gi, anche questa.
Meglio la finestra, sugger con prontezza una delle guardie, un giovanotto magro, mingherlino. Si piazz davanti a una sulla facciata, protetta da imposte di legno, l'attacc con il calcio del moschetto e la sfond. Poi salt dentro.
Passatemi la torcia, chiese e un momento dopo annunciava soddisfatto:
La chiave  appesa a un gancio.
Il Brigadiere Generale la sent girare nella toppa e quando gli comparve davanti:
Ben fatto, esclam ed entr anche lui.
La torcia illuminava una tavola larga e squadrata, con sopra un paio di bottiglie vuote e dei piatti sporchi. L'aria sapeva di fumo.
c'era qualcuno qui, asser.
La guardia and al camino, lo tast e constat:
Sissignore. Le ceneri sono ancora calde, se ne sono andati da poco.
I dubbi di Spau cominciavano a farsi certezze. L'odore di fumo all'interno del padiglione era netto, ma credette lo stesso di individuare un penetrante effluvio di mughetto nell'aria. Ne hai abbastanza di torturarti con le domande, devi saperne di pi, s'impose.
Usc e disse secco:
Leviamoci di qui!
Si arrampic in sella, ordin al giovanotto che aveva sfondato la finestra:
Corri a cercare Lucas a Vaugien. Questa storia non mi convince.
Voglio andare a Fauves. Vi aspetter a Chevreuse.
Tocc il grigio coi talloni, e part al trotto attraverso i campi con l'altra guardia.
Fougere, nascosto dietro al possente tronco di una quercia del bosco vicino al padiglione, non perse una parola. Torn dai complici, in attesa poco lontano e ingiunse:
In sella. Seguite quell'uomo. Eliminate lui e i suoi compagni al castello.
Agli ordini, e voi?
Io vado dalla duchessa, bisogna pensare a Lord Spau, spieg secco.
Dobbiamo venire a Fauves?
No, nessun cambiamento. Fate il vostro lavoro, poi andate a Longjumeau.
Ci rivediamo l. Domani  il gran giorno, sibil definitivo.
Tu Lord Spau, maledetto! Credevi di farmela ma ti sei tradito.
Finalmente ho capito il tuo gioco, vomit Marie Thrse de Sernes invelenita.
Serr labbra e pugni, e interrog:
Quindi sarebbe diretto a Chevreuse, ma dopo intende venire a Fauves?
La sua voce era bassa, sibilante, arrochita dalla collera.
Fougere l'aveva raggiunta, galoppando ventre a terra.
S Eccellenza, come voi dite.
La duchessa tacque, rifletteva. I suoi vividi occhi allungati erano contratti in una piega crudele. Sanzion:
Bene, allora  finito!
Fiss gli uomini davanti a s, poi indic a caso uno dei tre uomini di Fougere e annunci:
Io proseguo con lui. E, puntando sugli altri l'indice della mano destra guantata intim:
Voi invece aspetterete il nostro uomo e gli tenderete un agguato.
Non voglio pi sentir parlare di lui.
Due miglia prima di Chevreuse, la strada carrozzabile si snodava in un'ampia curva che si allontanava dai campi coltivati, inoltrandosi in un canalone tra le rocce. Poi risaliva verso una collinetta e costeggiava il bosco fin quasi al paese.
Fougere si arrampic sulle rocce nella seconda parte del canalone.
Era il posto ideale per un'imboscata. La luna quasi piena, resa madreperlacea dall'umidit dell'aria, si librava alta in cielo, evidenziando persone e cose.
Il tiratore scelto sal in alto, ottima posizione e sistem i due fucili carichi accanto a s. Poteva vedere tutta la strada d'infilata. Fougere si piazz pi sotto, accosto alla parete. Gli ordin:
Uccidi il Brigadiere Generale appena sar a tiro. E intim agli altri, nascosti tra le rocce davanti a loro: Lasciate a lui il primo colpo, poi fuoco a volont.
Franois Jules, marchese di Spau, tagli per i campi e riprese la strada per Chevreuse dopo Saint Rmy. Era teso come una corda di violino e faticava a tenere a freno la rabbia. Per sfogarsi in qualche modo, lanci il grigio al galoppo serrato per le prime miglia, poi si controll e s'intim: piantala.
L'uomo di Bousquet l'imit.
Tra un po' saremo a Chevreuse, si sforz di dire, trovandoselo al fianco.
Sissignore, signor Brigadiere Generale, e dobbiamo aspettare i nostri
rispose quello loquace.
L'hai detto, asser secco e si rimise in testa, rinunciando alla conversazione.
Marie Thrse, Marie Thrse, il suo nome gli martellava in testa, implacabile.
Girarono la curva al trotto veloce, offrendosi alla vista di chi li attendeva, evidenti contro il cielo stellato, come due oche in volo.
Il tiratore scelto appoggi il fucile alla spalla e prese la mira. Anche Fougere si teneva pronto, con il dito sul grilletto.
Tutto taceva, i due cavalieri avanzavano, stavano per arrivare a tiro...
Ma un fruscio, un rotolare improvviso di pietre smosse. Una faina spaventata usc dalla tana sul costone e saett tra le gambe di Fougere. La mano del capo dei sicari si contrasse sul grilletto, premendolo. Il colpo part e centr il suo bersaglio, la guardia.
L'esperienza di tante battaglie salv la vita a Spau. Scart immediatamente di lato, spronando il grigio. Il tiratore scelto spar...
Lui sent quasi contemporaneamente fischiare la pallottola e una fitta lancinante all'orecchio destro. Poi una gragnola di proiettili lo prese di mira, ma il suo cavallo correva.
L'uomo di Bousquet era spacciato, l'aveva visto ripiegarsi in sella e cadere. Il suo grigio era ferito, Spau lo sapeva. Il cavallo aveva sussultato sotto l'impatto, ma incitato dal padrone, continuava a galoppare coraggiosamente, verso il bosco. Il chiarore della luna evidenziava la massa nera e fitta che si avvicinava.
Forza, forza, s'incoraggi mentalmente, ma il grigio ansimava, arrancava...
L'orecchio gli faceva un male cane. Martori i fianchi del grigio con gli speroni. La povera bestia raccolse gli ultimi brandelli di forza, fece ancora qualche passo, poi, con uno spasimo convulso, rovin sotto di lui, a terra. Il suo cavaliere rotol agilmente di fianco e si rialz immediatamente.
Via, s'ingiunse, spiccando la corsa in direzione degli alberi, della salvezza.
Sentiva dietro di s, pi lontano, i cavalli degli inseguitori lanciati al galoppo.
Il tiratore scelto invece si era fermato. La luna illuminava il terreno.
La sagoma di Spau si stagliava netta, un bersaglio perfetto. L'uomo alz l'arma ancora carica, mir lento, con accuratezza, inquadr la sua preda nel mirino, non poteva mancarlo, e spar. Ma il fuggitivo aveva raggiunto il limitare del bosco, il suo piede urt contro una radice, inciamp franando in avanti e la pallottola fischi a vuoto sopra di lui.
Colpito! dichiar Fougere, che guardava.
Spau reag prontamente, strisci come un gatto fino ai cespugli e si tuff al coperto. Un momento dopo, incurante del dolore alla caviglia, si lanciava nel fitto protettivo del sottobosco.
Diavolo, eppure l'ho visto cadere qui, e invece  sparito, sent gridare pochi istanti dopo. Si volt. Distingueva la luce delle torce rette dagli uomini che lo cercavano.
S, ma  ferito. Guardate qui a terra, c' sangue, disse un altro
... andr poco lontano, garant. Poi, con voce trionfante: Cosa vi dicevo, ecco  passato di qua.
Spau si tocc l'orecchio colpito, colava come una fontana. Una parte del lobo era stata strappata da una pallottola. Si ferm, doveva provvedere.
Sfil il fazzoletto dal collo, tamponandolo, poi l'avvolse attorno alla testa, tenendolo premuto e riprese a muoversi, zoppicando. La radice l'aveva salvato, ma la caviglia destra lo tormentava.
Sentiva dietro di s sfrascare, gli inseguitori. Lo cercavano nella macchia. Sbatt gli occhi per abituare la vista al buio, ma stentava persino a vedere le sue mani.
Cambi bruscamente direzione, infilandosi nel pi folto che digradava.
Le voci degli inseguitori sembravano pi lontane. Il tempo di tirare un respiro di sollievo e il terreno gli si apr all'improvviso sotto i piedi.
Rotol per qualche metro, accompagnato dal franare del pietrisco, poi riusc ad afferrarsi con una mano a un grosso cespuglio, ma le sue gambe penzolavano paurosamente nel vuoto.
Questo cespuglio non ti terr per molto, si disse immediatamente.
Si bilanci e, torcendosi con la forza della disperazione, si aggrapp con l'altra mano, ancorandosi a una roccia sporgente.
A forza di braccia si iss fino alla cengia sovrastante, e sedette ansimando, con le spalle addossate alla parete calcarea. Solo la sua pronta reazione gli aveva impedito di cadere nel precipizio. Scendeva a picco sotto di lui e finiva a strapiombo nel fiume. Il disco luminoso della luna lo rischiarava, specchiandosi nell'acqua.
Aveva ancora la spada al fianco. La sua testa macinava vorticosamente e infine, si alz in piedi e s'ingiunse: levati di qui. Forse puoi farcela.
Il suo mantello era stracciato e macchiato di sangue. Se lo strapp, incastrandolo nel cespuglio che l'aveva salvato, e spostandosi di lato, dove la parete era meno scoscesa, cominci a scendere, tenendosi a ogni appiglio e guardando dove metteva i piedi. Le voci e i richiami dei suoi inseguitori lo bloccarono diverse braccia pi sotto, quando mancava poco alla riva, e l'incollarono contro la parete.
Era al riparo dalla vista dall'alto, non poteva vedere, ma sentiva. I
suoi aggressori si erano fermati a parlare sull'orlo del precipizio. Avevano scoperto le sue tracce.
Era ferito gravemente ed  volato nel burrone, decret una voce concitata.
Parrebbe, guardate, quello dev'essere il suo mantello, azzard qualcuno.
Prendilo e controlla, ordin con tono di comando quello che sembrava il capo.
Ce l'ho, poi un grido, seguito da rumore di pietre smosse, un'imprecazione e:
Tenetemi diavolo, qui frana tutto, non voglio cadere anch'io.
 il suo, garant un momento dopo Fougere, alzando la torcia a studiare lo strapiombo davanti a lui. Scendeva dritto, implacabile e l'Yvette scorreva tumultuoso sul fondo.
Addio, Brigadiere Generale Lord Spau, decret.
Avanti torniamo ai cavalli, gli sent dire il fuggitivo, un momento dopo.
Istruzioni? chiese uno dei suoi.
Raggiungete i nostri nel posto convenuto. A quest'ora avranno terminato il loro lavoretto a Vaugien. Il Menestrello di Notre-Dame sar
soddisfatto. Tutti morti, non lasciamo testimoni scomodi, comment con una risata, ingiungendo:
All'erta, l'ora sta per scoccare. Le loro voci si allontanavano, svanivano nel bosco.
Tese le orecchie:
E voi? Riusc a sentire ancora.
Con Lucien torneremo a Fauves. In due daremo poco nell'occhio.
Il duca e la duchessa preferiscono tenere all'oscuro i servitori. Appuntamento domani sera.
...
.
...
CEDRIC GRANVILLE ALLA RISCOSSA.
...
.
...
Granville, Fraser e Vastier fecero sosta alla canonica di Saint Rmy per chiedere la strada e proseguirono. Nonostante le indicazioni superarono al galoppo il vialetto di Vaugien, ma fecero quasi subito dietro front.
I cavalli li portarono nel piazzale, una lanterna brillava sulla facciata del castello, chiamarono ma nessuno rispondeva. Avanzarono ancora ma, davanti al portone d'ingresso sfondato, trovarono il corpo immobile, riverso, di una guardia.
Marc Vastier balz di sella, si chin a guardare ed esclam furioso:
 morto, gli hanno sparato alle spalle.
Dove diavolo sono gli altri e cosa  accaduto? grid Granville, afferrando il suo fucile.
Lord Spau, Lord Spau! chiam. Poi:
Seguitemi, ordin e fece al galoppo il giro dell'edificio.
Sul retro, altri tre cadaveri erano sparpagliati nella corte, vicino alla stalla.
Sono i miei compagni. Devono averli colti di sorpresa, dichiar Vastier, che era smontato a controllare.
Una carneficina, constat il ragazzo impietrito, scendendo anche lui di sella. Ma gli altri? interrog. Non vedo Lord Spau e Lucas.
E neppure uno dei nostri, rispose Vastier dopo avere contato i corpi.
Il Lieutenant Bousquet ha detto di aver lasciato cinque uomini con il Brigadiere Generale.
Le stalle sono vuote, rifer in inglese Fraser, che era andato a controllare.
Le stalle sono vuote, tradusse Granville in francese, a beneficio della loro guida.
Dove sono gli altri? Si ripeteva meccanicamente, arrovellandosi.
Frughiamo dappertutto, sugger Vastier.
Ma in quel momento:
Quieti, ingiunse Fraser. Sento qualcosa.
Granville ubbid, zitt anche Vastier, e percepirono tutti e tre il fievole richiamo, poco pi che un lamento.
Viene dal castello, giudic.
S Master Cedric, ma da qui sotto, decret Fraser, chinandosi a terra.
Ecco da qui, vedete, spieg indicando una lunga feritoia, una specie di finestra appena sufficiente per far passare un uomo.
Alzate la torcia, fate luce, ordin Granville alla guardia. Sotto si distinguevano a fatica delle travi, un vano? Una cantina? Un ripostiglio?
Troppo buio, impossibile vedere da quass, dichiar Vastier scoraggiato, grid lo stesso:
C' qualcuno? Ma solo il silenzio gli rispose.
Poco fa si sentiva qualcosa, andiamo dentro, sugger Fraser pragmatico.
Il pianterreno era deserto. Precedette gli altri e, mentre attraversavano la vasta cucina, con il pavimento in lastre di ardesia che risuonava sinistramente sotto le suole degli stivali, not la porticina sul fondo.
L'apr. Nascondeva una scaletta che scendeva ripida. L'imbocc deciso seguito dagli altri e in un attimo furono in un cantinone occupato da una fila di botti. Con la torcia in mano avanz lentamente, fino a quando scopr il corpo di un uomo a terra, raggomitolato subito sotto alla finestra. Si chin a guardare e dichiar:
Abbiamo trovato Lucas.
 ancora vivo? interrog Granville.
Fraser assent borbottando:
S master Cedric respira,  vivo ma ferito e privo di sensi.
Lucas era stato colpito a una spalla. La piaga sanguinava.
L'inglese lo gir per controllare, si distingueva il foro d'uscita. -
Meglio, dichiar:
La pallottola l'ha trapassato, ma ci vorrebbe un dottore.
Granville traduceva ogni parola in francese a Vastier che decret con praticit:
Intanto tamponiamo il sangue, penseremo dopo al dottore. E, per muoverlo, ci servir una barella.
Torn di sopra e ridiscese carico. Improvvis una fasciatura con dei canovacci di cucina. Con l'aiuto di Fraser spost il ferito che si lamentava penosamente, gli infil un cuscino sotto la testa e lo ricopr con la sua giacca.
Quindi prov a rianimarlo mettendogli dell'aceto sotto il naso.
Lucas arricci il naso starnut, apr gli occhi e chiese:
Dove sono?
Nella cantina del castello di Vaugien, gli spieg Cedric Granville e, inginocchiandosi accanto a lui, interrog angosciato:
Cos' successo? Dove sono gli altri. Lord Spau?
Lord Spau aveva mandato l'ordine di raggiungerlo a Chevreuse.
Ma ci hanno attaccato all'improvviso nel buio, cogliendoci di sorpresa.
Hanno fatto il tiro al bersaglio. Neppure il tempo di reagire.
Poi si guard intorno, s'interruppe e interrog preoccupato:
Il Brigadiere Generale?
Non sappiamo, mormor Granville scuotendo la testa.
Maledizione! Sono crollato a terra, per primo credo, e sono finito contro la finestra della cantina. La sparatoria continuava. Sentivo le pallottole fischiare sopra la testa. Un altro colpo mi ha sfiorato, rimbalzando sul muro. Poi silenzio. Una voce ha ordinato: "Controllate che non ci siano feriti, non lasciamo testimoni" e uno di loro si  avvicinato.
Sono rimasto immobile, fingendomi morto. Mi ha dato un calcio, la finestra ha ceduto e sono precipitato di sotto.
Be', se questa non  fortuna, dichiar Vastier.
Puoi dirlo, ma la spalla fa un male cane e anche la gamba, dannazione.
La tocc, provando a muoverla, url dal dolore e diagnostic da solo:  rotta temo.
Cosa sapete di Lord Spau? sollecit Granville.
Voleva andare a Fauves,  un altro castello dei Sernes, aveva detto di raggiungerlo a Chevreuse. Era con una delle guardie. Non sa nulla di noi. Forse anche lui... la voce di Lucas s'incrin.
Non credo. Non pensateci e lasciatevi curare. Lord Spau sa badare a s stesso, sar al sicuro, state tranquillo e tra un po' lo vedremo tornare, gli garant il giovane, ostentando una sicurezza che era lungi dal provare.
Ordin:
Cercate di mettere insieme una barella per spostare Lucas.
E voi? interrog Fraser dubbioso.
Torno a Saint Rmy, chieder aiuto a Padre Joseph.
Giusto, ben fatto. Ci serve un carretto per trasportarlo. Soffrir meno, disse Vastier con gentilezza.
Padre Joseph resse bravamente il colpo dell'annuncio della nuova carneficina di Vaugien e si fece il segno della croce mormorando una preghiera. Poi la lauta offerta di Cedric Granville l'aiut a prendere meglio in mano la situazione. Affid a due paesani pi giovani e arditi un messaggio urgente del giovane inglese per il Lieutenant Bousquet a Parigi, ordin alla perpetua, una vecchierella striminzita, di preparare un letto per il ferito e trov un carretto per andare a ricuperarlo.
Conoscete il castello di Fauves? gli chiese Granville, mentre un villano adattava le stanghe al cavallo del canonico.
Certo, dopo Chevreuse, verso Chartres, rispose Padre Joseph, serafico.
Chevreuse  lontano? chiese ancora.
No,  a poche leghe, rispose il prete. Non si pu sbagliare.
Basta andare in quella direzione, spieg, indicando la strada che andava a destra dopo la chiesa.  facile, continua sempre diritta fino a Chevreuse.
E il castello di Fauves?
Poche miglia dopo le ultime case del paese, si vede dalla strada e c' il bivio sulla destra...
L'uomo del carretto aveva finito, aspettava la fine della conversazione, seduto a cassetta. Si schiar la voce, chiedendo timidamente:
Padre Joseph, possiamo andare?
Bene figliolo, certo, certo, subito. Sal anche lui a cassetta, sedette e disse:
Forza monsieur sbrighiamoci, torniamo a Vaugien.
Granville invece balz in sella al suo gigantesco stallone e spieg:
No padre, io vado a Fauves. Dite ai miei uomini che devo trovare il Brigadiere Generale.
Tocc il mostro equino con i talloni, lui reag con un nitrito compiaciuto e prese il galoppo. La luna illuminava il loro cammino.
Seguendo il corso dell'Yvette, Spau raggiunse Chevreuse. Le parole del capo dei suoi inseguitori non lasciavano dubbi. Era rimasto solo. I
suoi uomini erano tutti morti. Per non essere visto, evit di attraversare il villaggio e continu a costeggiare il fiume fino dopo il ponte, quando la strada cominci a risalire. Devi raggiungere Fauves, si ripeteva risoluto, e bloccare i Sernes.
Zoppicava faticosamente, ma gli pareva che la caviglia facesse meno male. Era gonfia, intorpidita e premeva contro lo stivale. Dovrai tagliarlo per riuscire a toglierlo, si disse con indifferenza, continuando a camminare.
...
.
...
VISITA A SCEAUX.
...
.
...
Gli uomini del Maresciallo Villars, comandati dal Lieutenant Bousquet
in carrozza, si presentarono alle dieci di sera ai cancelli di Sceaux.
Bloccate le uscite del castello e controllate chiunque voglia passare -
comand Bousquet ai suoi. Aveva un mandato firmato dal Lieutenant Gnral Marchese d'Argenson e chiedeva della duchessa du Maine con cortese urgenza.
Ma Ludovise de Cond, duchessa du Maine, lo fece attendere senza alcun riguardo. Finalmente, dopo pi di mezzora, i guardiacancello si avvicinarono alla carrozza, dicendo:
Potete entrare. Sua Altezza vi attende.
Un pomposo ciambellano in livrea l'accompagn per un lungo corridoio, e, aprendo una porta, lo introdusse in un salottino traboccante di mobili e mobiletti dorati, consolle, cassettoni, piccoli scrittoi di legno chiaro aggravati da statuette bucoliche di porcellana colorata, e intim severo:
Aspettate qui, Sua Altezza vi raggiunger.
Bousquet sedette in attesa, fissava alternativamente la porta dalla quale era entrato, un'altra di fronte e la collezione di pastori, pastorelle, pecore, caprette, agnellini...
Dopo almeno dieci minuti, l'altra porta si apr, la duchessa du Maine comparve, una visione tondeggiante di broccato rosa pallido, e chiese gelida:
A cosa devo questa vostra visita tanto importuna? E studi con sdegno l'ometto davanti a lei.
Perdonate l'ora e il disturbo, disse Bousquet, inchinandosi profondamente.
Ma sono qui per esercitare le mie funzioni e gli ordini del marchese d'Argenson, Lieutenant Gnral de Police. Devo arrestare i duchi de Sernes.
I duchi de Sernes, e perch mai? inorrid Ludovise de Bourbon Cond.
Sono accusati di tradimento e di cospirazione.
Impossibile, questo  un affronto! esplose sdegnata, fulminandolo con lo sguardo.
Abbiamo le prove, Altezza, dichiar il Lieutenant senza abbassare gli occhi.
Continuo a ripetere che  impossibile, ma purchessia, perch li cercate a Sceaux?
I domestici a Parigi hanno dichiarato che erano vostri ospiti.
Be' non lo sono. Dovete credermi,  la verit, annunci drastica.
Voi capite Vostra Altezza, che io non posso... Bousquet finse di essere impressionato. Aggiunse con fare circospetto:
Provate a immaginare... Il Lieutenant Gnral, io devo rispondere di persona...
Vi do la mia parola d'onore, dichiar lei definitiva. Potete andare.
Vi ringrazio Altezza per avermi ricevuto, si costrinse a dire, congedandosi.
Mentre usciva allung gli occhi per studiare la situazione.
Credo che Sua Altezza dicesse la verit, ma mai fidarsi dei principi -
mormor al tenente che l'accompagnava.
Voi restate qui, non vi muovete e continuate a sorvegliare gli ingressi -
ordin meccanicamente. Borbott:
Se non sappiamo dove,  quasi come cercare un ago nel pagliaio.
I suoi uomini stazionavano fuori della cinta interna che circondava il castello, ma il parco di Sceaux si estendeva per oltre centottanta ettari.
Io torno a Parigi a riferire, annunci corrucciato, risalendo in carrozza.
...
.
...
LA LEONESSA, LA DUCHESSA DI SERNES.
...
.
...
L'alba, punteggiata all'orizzonte da radi cirri stracciati, tingeva di rosa il cielo.
Marie Thrse de la Roche Montserrat scivol fuori dalle coltri e cominci a rivestirsi, senza far rumore. Si spost davanti allo specchio e si acconci i capelli in una lunga treccia setosa.
Un'occhiata all'alcova, sormontata da un ricco baldacchino intagliato, le disse che Franois dormiva stremato, abbandonato bocconi con un braccio che pendeva di lato. La fasciatura alla testa, che si era spostata, mostrava l'orecchio ferito. Buona parte del lobo mancava. Lo rende diverso, pi selvaggio forse, si chiese. E selvaggio si era dimostrato nel prenderla. Avido e violento come una fiera, nonostante la ferita. Le lenzuola mostravano evidenti le tracce della nottata.
Spau era un amante poderoso, era innamorato di lei e lo dimostrava con passione.
Marie Thrse conosceva il potere che le regalava il suo corpo. Non aveva resistito alla tentazione di usarlo ancora, concedendosi per un'ultima notte. Gliela doveva, Franois l'aveva liberata del fardello di Andr.
La sera prima l'accusava, la minacciava, sicuro del suo tradimento ma lei era riuscita a convincerlo:
Andr, mi teneva prigioniera, mi ha costretto! aveva giurato, placando i suoi sospetti... e ora il cadavere del duca de Sernes giaceva esanime, abbandonato sul pavimento della chiesa che ospitava le tombe dei suoi avi.
Quando era giunta a Fauves, Andr era ubriaco. La morte di Saint Avold gli aveva aperto gli occhi. Aveva capito anche lui che sua moglie era il Menestrello di Notre-Dame, ma aveva reagito come sempre alla sua maniera, da vigliacco, cercando nel bere la spinta e l'animo che gli facevano difetto.
Marie Thrse l'aveva trovato abbandonato su un seggiolone davanti al fuoco.
L'aveva ignorato. Quando si era svegliato, era venuto a cercarla nella sua stanza e l'aveva aggredita.
Ti aspettavo! aveva dichiarato irato.
Poi l'aveva presa per un braccio, serrandola in una morsa e trascinandola per il corridoio. Sempre trascinandola, aveva disceso lo scalone, uscendo all'aperto, nel cortile, diretto alla chiesa.
Non voglio che i domestici sentano ci che sto per dire, borbottava, straparlando.
Poi era entrato, e aveva richiuso la porta dietro di s. L'aveva accusata:
Tu e i tuoi intrighi, avresti dovuto avvertirmi, rischiavi di farmi condannare per tradimento.
Stupido sciocco, aveva replicato lei, scoprendo gli artigli come una fiera.
Tu, lurido maiale, tu che porti le mie serve nel tuo letto, osi chiedermi conto delle mie azioni. Cosa vuoi da me? Vuoi sapere? Ecco confesso: sono l'amante del tuo caro amico Stuart, di James Stuart, il pretendente.
Andr l'aveva guardata senza fare una piega. Sempre lui, l'imbelle, buono solo a fare il prepotente. Poi aveva dichiarato con scherno:
Forse l'ho sempre saputo, lo supponevo da tempo, non mi interessa.
Raggiungeremo insieme Stuart e, appena la congiura avr ragione del Reggente, torneremo a Parigi da trionfatori.
Tu, tu... l'ira le ottenebrava la mente, le toglieva le parole.
Riprenderemo la nostra vita come prima, continuava Andr, indifferente e presuntuoso. Ognuno far il suo comodo... con alcune regole.
Non ti amo, non ti ho mai amato. Non voglio!
Questa non  una novit per me, mia cara, e non ha molta importanza.
L'amore non  necessario. Sei mia moglie e basta! Non intendo rinunciare a te finch vivr. Dovrai arrangiarti, cercare un accomodamento
aveva risposto glaciale.
Che sciocco, la sottovalutava. La credeva debole, fragile, e comunque una donna.
Non intendo cederti ad altri. Dovrai piegarti, verrai ad Avignone con me, l potrai fare a tuo gusto. Ci adatteremo alla situazione nella maniera pi consona e conveniente alle persone del nostro rango, aveva detto con il volto contorto in un ghigno furibondo.
Marie Thrse, dove sei? Il richiamo di Francis che l'aveva raggiunta, l'aveva fatta reagire con la velocit di un rettile velenoso. Non  morto? Doveva essere morto! Perch  qui? Cos' successo? Ti cerca?
Serviti di lui, si era ingiunta. Si era divincolata come una gatta selvatica, liberandosi, per poi raggiungere la porta e correre fuori, inseguita da Andr.
I servitori si tenevano alla larga. E Lord Spau aveva eliminato il primo ostacolo: Lucien, l'uomo di Fougere, giaceva a terra al centro del cortile.
Sta a te, si disse Marie Thrse con lucida freddezza, gioca le tue carte. Aveva invocato:
Aiuto, Francis, salvami!
Il suo grido l'aveva bloccato. Spau era conosciuto come uno tra i migliori spadaccini di Francia. Preciso, implacabile. Si era fatto avanti.
Zoppicava, era sporco insanguinato, camminava verso di loro, cupo, e stringeva nella destra la spada che era stata di suo padre.
Andr aveva raggiunto la moglie, la scuoteva infuriato, i suoi occhi fiammeggiavano.
In guardia Sernes, aveva ingiunto il Brigadiere Generale, strappandogliela dalle mani. Un assalto, una prima stoccata lucida, pericolosa, parata a fatica dall'avversario, una finta, un secondo colpo in un attacco improvviso, un maldestro tentativo di difesa, un affondo micidiale, una terza stoccata e stavolta il duca de Sernes era caduto a terra colpito a morte.
Anche voi, anche voi... erano state le sue ultime parole.
Sei vivo, oh amore mio, sei vivo, aveva gridato la duchessa in lacrime, gettandosi tra le sue braccia. L'aveva respinta, fissandola sdegnato.
Era stato molto difficile insinuare il tarlo del dubbio, fargli cambiare idea. Convincerlo della sua completa estraneit. Il suo sguardo la trafiggeva indagatore. Accusava:
Non ti credo. Mi hai tradito. In Inghilterra sapevano tutto di me e solo tu potevi...
Ossignore Francis, no! Andr era geloso di te. Aveva capito che ti amo. Credeva... sa Iddio? Che ti nascondessi. Mi ha costretta a parlare.
E cosa mi dici di Morel? Il cavaliere Julien de Morel lo specchietto per le allodole e l'ultimo biglietto? Quello spedito a Stuart, al pretendente.
Ho riconosciuto la tua calligrafia, incalzava.
Era impallidita, ma era riuscita a riprendersi.
Signore benedetto.  vero,  vero, ma ho dovuto. Andr mi ha minacciata, picchiata. Ha fatto uccidere Saint Avold, Morel e prima gli altri. Era lui il Menestrello di Notre-Dame. Mi ha detto di averti teso un'imboscata. Ti credevo morto. Ha ordinato ai suoi uomini di tenermi qui. Non hai visto con i tuoi occhi? Ero sua prigioniera! improvvisava, piangeva, si giustificava.
Franois l'aveva presa per le braccia, aveva chiesto:
Cosa succeder domani sera?
La sua espressione era spaventosa, la stringeva, quasi volesse stritolarla.
Non lo so, non lo so, solo Andr sapeva, te lo giuro, aveva gridato.
Con lui morto, si fermeranno? si era chiesto, allentando la presa.
Si era convinto, le credeva, voleva crederle. Il suo fascino e la passione per lei l'avevano convinto a ricomporsi, a entrare nel castello.
Fougere era comparso da una porta, ma con un gesto brusco Marie Thrse de la Roche Montserrat l'aveva allontanato. Che Lord Spau lo credesse un servitore.
La ricerca di Spau aveva portato Lavinia Granville fino a Fauves.
Il castello si stagliava netto, piazzato su un costone roccioso, possente contro il cielo.
Aveva spento la sua torcia, sfruttando il chiarore della luna per risalire il lungo viale che saliva verso la cinta esterna. Era smontata, si era inoltrata a piedi sul ponte levatoio, sormontato da un elaborato portale di pietra, ma senza osare varcarlo. Aveva dato solo un'occhiata alla corte interna. Non vedeva sentinelle. Un rapido dietro front, il tempo di condurre Storm di fianco a una quercia, che svettava poco lontana dalle mura, e lasciarlo, senza imbrigliarlo, libero di pascolare. Dopo aver staccato il fucile dalla sella, gli aveva sussurrato all'orecchio l'ordine:
Resta qui e aspetta!
Poi era tornata indietro, e si era inoltrata di nuovo sul ponte. Un'occhiata furtiva. Non vedeva niente. Era entrata, tenendosi accosto al muro. Fatti pochi passi, aveva riconosciuto la voce del cugino. Si era azzardata a sporgere la testa.
Lo vedeva, di fronte alla duchessa de Sernes. Era alterato, alzava la voce, i suoi occhi la trafiggevano implacabili, accusava...
Lei si difendeva, piangeva disperata. Poi pi calma si era girata e andava verso il castello.
Lui la seguiva, plagiato, gi avvinto nelle sue spire. Entravano insieme...
Si era fatta avanti incerta, sul chi vive, ma non sapeva cosa fare.
La corte era deserta. Una grande lanterna esagonale di ferro battuto illuminava la facciata del castello e il piazzale antistante. Di fronte si ergeva una piccola chiesa con il suo frontale, le colonne portanti e il tetto inclinato a capanna.
Il cadavere del duca de Sernes giaceva scompostamente sui gradini.
Si era avvicinata per guardare e, chinandosi, aveva notato la piaga mortale sul petto, ma dei passi pesanti di qualcuno che arrivava l'avevano costretta a cercare un rifugio. La porta della chiesa era socchiusa. Era scivolata dentro, spiando dall'apertura. Un uomo, che si era fermato accanto al morto, l'aveva preso per i piedi e lo trascinava lentamente sui gradini. Mentre i battenti si spalancavano sotto la spinta della sua schiena, Lavinia aveva cercato riparo dietro l'altare. L'uomo aveva scaricato il morto al centro della navata tra i banchi, poi era tornato indietro, richiudendo dietro di s. Un attimo dopo aveva sentito girare la chiave che l'imprigionava con il cadavere del duca de Sernes.
Suo cugino, Lord Spau, che ignorava la sua presenza, era lontano, scomparso dietro le gonne di Marie Thrse de Sernes.
L'hai visto con i tuoi occhi, da leone si  fatto agnello. L'amore per lei l'istupidisce e l'acceca, vuole solo lei, doveva riconoscere con rabbia.
Per cercare di uscire, aveva spostato uno dei banchi, arrampicandosi fino alle finestrelle lunghe e affilate che davano un chiarore sinistro alla piccola navata. Ma erano troppo strette anche per la sua esile corporatura.
Aveva dovuto rinunciare a una rapida liberazione, e adattarsi a passare la notte al freddo sopra una panca, raggomitolata nel suo mantello e in preda all'inquietudine, fino a quando la spossatezza aveva vinto, chiudendole gli occhi.
Si svegli intorpidita alle prime luci dell'alba e si strofin a lungo le braccia per riscaldarsi. Scavalc il corpo esanime del duca de Sernes, e s'impadron della pistola e del corno con la polvere che teneva alla cintura. Li agganci alla sua, ricuper il suo fucile e si mise di vedetta a una delle finestre feritoie, ma dovette attendere a lungo. Finalmente vide venire la tonaca di un religioso. Il fraticello attravers il cortile ciabattando nei suoi sandali e punt dritto verso la chiesa. Infil la chiave nella porta, apr e, girandosi verso l'acquasantiera a sinistra, bagn la mano nell'acqua benedetta. Lavinia Granville ne approfitt per scivolare dietro di lui e uscire di soppiatto.
Marie Thrse de la Roche Montserrat, duchessa de Sernes, studi con distacco l'amante addormentato, alla stregua di un giocattolo rotto, da gettare. Era tempo di riprendere la sua strada.
Delle grida chiamavano dall'esterno, venivano dalla chiesa, pareva.
Fra' Joachim immagin,  arrivato per dire messa e ha scoperto il corpo di Andr.
Usc rapidamente dalla camera. Addio amico mio, mormor sotto voce, senza rimpianto, avviandosi per il corridoio.
Fougere, il capo della sua scorta, aveva rispettato gli ordini. Le venne incontro, non appena la vide imboccare l'imponente scala di pietra.
La carrozza  pronta, annunci riverente.
I richiami del frate erano cessati. Probabilmente i domestici l'avevano raggiunto... Meglio, si disse. Potr andarmene in pace.
Fiss Fougere e:
Il marchese di Spau  di sopra, dorme, stavolta non fate errori, ordin con freddezza. E tempo di pensare al Reggente. Vado a Sceaux, appuntamento a Longjumeau, stasera.
Fougere chin il capo. La guard scendere gli ultimi gradini, attraversare rapidamente l'atrio e scomparire oltre il portone, lasciato spalancato dai servi, poi si mosse per ubbidire.
Lavinia Granville al riparo di una colonna dell'atrio aveva sentito ogni parola.
Scatt di corsa e affront la scala, facendo i gradini a due a due. Il pianerottolo era arricchito da statue marmoree di muse, lo super, arriv nel corridoio, quasi una galleria, e a sinistra vide la schiena dell'uomo che camminava.
La camera della duchessa era la quarta a destra. Fougere raggiunse la porta ed entr, dicendosi: E un gioco da ragazzi, un colpo alle spalle, preciso, dritto a spaccare il cuore, come una pugnalata di misericordia al cervo, stremato e accerchiato dai cani.
Ci nondimeno, le grida del frate avevano svegliato Lord Spau. Si era girato e si guardava intorno stordito, stupidamente beato. Tutto quello che riusciva a pensare era che Sernes era morto e finalmente non c'erano pi ostacoli tra lui e Marie Thrse.
Ma percep una presenza e l'istinto del guerriero lo mise in guardia.
Alz lo sguardo e vide il pericolo. Cerc di scattare, ma la caviglia lesa lo trad e lo fece rotolare miseramente a terra. Tent di rialzarsi, attaccandosi a una consolle e fece cadere la piccola e preziosa statua dorata di una Madonna con bambino. Era in balia di Fougere che avanzava e implacabile lo colp affondandogli la lama nel fianco, poi alzava il pugnale per colpire ancora, ma Cedric Granville era comparso sul vano della porta. Imbracciava il suo fucile. Spar d'istinto, ma con grande precisione e centr alla nuca il capo dei sicari. L'uomo s'immobilizz, con il braccio ancora alzato e ricadde in avanti, franandogli addosso.
Cedric, che fai? Sei un miracolo sceso dal cielo? Liberami da questo assassino, ordin Spau, fissando sbalordito il suo salvatore.
Che si precipit verso di lui, appoggi l'arma di lato e ubbid come un automa.
Franois Jules conte de Beauvilliers, marchese di Spau, era completamente nudo e si teneva il fianco che si bagnava di sangue. Anche l'orecchio ferito aveva ripreso a sanguinare.
Granville deglut, ma senza distogliere lo sguardo dal cugino interrog:
Credete di riuscire ad alzarvi?
Sissignore con il tuo aiuto, ma prima trovami qualcosa per tamponare la ferita e questo maledetto orecchio, esclam, facendo una smorfia.
Si guard intorno. Dietro un paravento dipinto, una brocca e un catino d'argento erano appoggiati sopra un tavolo con il piano di marmo.
Appesi a un'asta di legno che sporgeva, vide una profusione di asciugamani di lino. Ne raccolse una bracciata, e glieli porse.
Ottimo, grazie, afferm Spau. Ne arrotol uno per farsi una benda all'orecchio che ferm sotto il mento come una cuffia, e ne ripieg due sulla ferita, tenendoli fermi con la mano. Poi sollecit:
Dammi il braccio, e, appoggiandosi pesantemente al ragazzo che soffiava per lo sforzo, si tir su.
Due persone, un uomo e una donna, servitori probabilmente, si affacciarono alla porta incuriositi. Dovevano aver sentito lo sparo.
Fuori dai piedi, tuon il Brigadiere Generale, fulminandoli. Si dileguarono spaventati.
Facciamo alla svelta, disse, zoppicando per tornare al letto. La sua roba era sparsa a terra dove l'aveva lasciata cadere. Cedric la raccolse e gli allung biancheria e braghe. Poi l'aiut a rivestirsi.
Lord Spau ansimava, la ferita al fianco bruciava e lo faceva penare.
I primi asciugamani erano intrisi di sangue. Li sostitu, ne aggiunse un altro paio e rinserr quella specie di fasciatura dentro i pantaloni, chiudendoli a fatica. Scart le calze sbuffando:
Troppo complicato. E invece chiese:
Gli stivali?
Cedric gli infil il sinistro, ma l'altro giaceva a terra sventrato.
Per toglierlo aveva dovuto tagliare il cuoio con il pugnale. Granville lo raccolse, lui appoggi il piede in quello che restava, facendo una smorfia e aspett che il ragazzo glielo legasse alla gamba in qualche modo, con un altro asciugamano.
Sempre meglio che scalzo, brontol e, cos paludato, chiese:
Dammi la spada.
La tir fuori dal fodero e ingiunse:
Riprendi il tuo fucile Cedric e muoviamoci.
Sissignore, ubbid, lo mise a tracolla e scatt come un soldatino.
Distinguevano chiaramente le voci di diverse persone, che parlavano nel corridoio.
C' troppa agitazione, via, fuori prima che venga loro in mente di fermarci! ordin.
La comparsa del Brigadiere Generale con un braccio sopra la spalla del ragazzo ammutol i presenti. Ma subito dopo si lev un tempestoso brusio.
Largo! ingiunse Sua Signoria, facendo roteare la lama.
Anche il giovane inglese estrasse la pistola e la sventol, con espressione minacciosa. I servitori si scostarono intimoriti e li superarono senza colpo ferire.
Spau scese le scale, aggrappato alla balaustra e giostrando con destrezza su un piede, poi, gravando su Cedric, attravers il cortile, super il ponte levatoio e furono fuori dal castello.
Granville fischi il richiamo, quindi:
Venite andiamo l, verso la quercia, spieg, ansimando sotto il peso. Ma prima che potessero raggiungerla, un nitrito festoso li salut e Storm, arrivato al galoppo, venne a fermarsi accanto a loro. Poi allung il muso...
Bravo, bravo, lo compliment Cedric Granville, concedendogli una carezza sul collo.
Parbleu! si lasci sfuggire Spau, sbalordito Il ragazzo afferr le redini, gli porse il suo ginocchio e:
Forza signore, in sella, intim, ignorando la sua espressione tesa.
Decise di fargli fede. Appoggi lo stivale e si iss faticosamente.
Storm si gir e studi il nuovo cavaliere con regale indifferenza.
Cedric parlott con lo stallone, accordandosi pareva, mentre lui compiacente gli strofinava il muso sulla mano. Quindi salt in groppa, davanti a Spau e ordin deciso:
Reggetevi bene, via!
Il gigante equino si mosse ubbidiente poi, spiccato un galoppo leggero, imbocc il viale in discesa. Il sole si levava glorioso, indorando l'orizzonte.
Poco dopo superavano Chevreuse, al trotto, diretti a Saint Rmy.
Incrociarono un carretto, carico di legna, ma il conducente li degn appena di un gesto di saluto.
Dopo le affrettate spiegazioni di Cedric, che avevano riempito i primi momenti del viaggio, e la buona notizia che Baptiste Lucas era ancora vivo, Spau taceva, immusonito, lasciandosi portare. Si sentiva
male, era indebolito dalla perdita di sangue, ma soprattutto era furioso con s stesso.
Hai lasciato che il tuo pazzo amore per Marie Thrse ti chiudesse gli occhi. Se non arrivava il ragazzo... Ti ha salvato la vita, riconobbe francamente e allora:
Cedric, borbott.
State male, signore? chiese lui premuroso.
S certo, sto male, protest innervosito. Ma, ecco, oh diavolo, se non ceri tu ero morto, volevo ringraziarti! sbott.
Lui si gir, con il volto illuminato dal sorriso, e dichiar schietto:
S certo, ma vedete, dovevo. Io tengo molto a voi, vi sono molto affezionato.
Anch'io tengo molto a te, ragazzino, ammise. Era vero, Cedric era, ecco s: speciale! E non poteva immaginare quanto...
Stavano per arrivare alla curva dell'imboscata, quando udirono il rumore martellante di zoccoli di cavalli lanciati di gran carriera. Qualcuno si avvicinava e veniva verso di loro. Cedric blocc Storm e, scivolando gi di sella, gli pass le redini indicandogli un boschetto di querce sulla loro destra. Poi dette un colpetto d'incoraggiamento sulla testa dello stallone e ingiunse:
Andate dietro quegli alberi e nascondetevi.
E tu? indag Spau, inquieto.
Mi terr dietro i cespugli a guardare. Non sappiamo chi  in arrivo, meglio non correre rischi.
Annu, il ragazzo aveva ragione ma... Fiss il suo vecchio avversario a quattro zampe, timoroso. Poi os, lo tocc delicatamente con i talloni, come aveva fatto Cedric, gli disse:
Via, e incredibilmente Storm ubbid.
Quando furono al riparo delle querce, tir le redini e il gigantesco quadrupede si ferm.
Sbalordito, azzard una carezza sulla criniera. Storm l'accett e gir la testa a guardarlo, con comprensione gli parve.
Il rombare degli zoccoli si avvicinava, gli sconosciuti avevano fretta.
Affrontarono la curva al galoppo, furono a vista e il ragazzo riconobbe immediatamente chi guidava la cavalcata. Salt fuori, agit le braccia come un forsennato e chiam:
Lord Donagall!
Diavolo, Granville! disse l'inglese, che serr le redini e and a fermarsi davanti a lui. Era accompagnato da un vero esercito. Almeno venti guardie armate lo seguivano.
Proprio voi cercavo, e Lord Spau?
Sono qui! grid il Brigadiere Generale dal boschetto. Allent le briglie e Storm, buono come un angelo, lo port al passo fino ai nuovi venuti, poi rivolto a Lord Donagall, dichiar cupo:
Bisogna arrestare Marie Thrse de Sernes,  lei il Menestrello di Notre-Dame. E un'assassina e una traditrice!
Spieg affrettato:
Cedric le ha sentito dire che voleva andare a Sceaux. E ha fatto il nome anche di Longjumeau. Vi dice qualcosa?
S, mi dice... Ma ora amico mio dovete pensare a voi e tornare subito a Parigi, avete bisogno di un dottore, lo interruppe Donagall, secco. Lord Spau lo impensieriva, era pallido, la fasciatura attorno alla testa lo rendeva spaventoso e le sue braghe erano macchiate di sangue sul fianco.
Lo rassicur, dicendo: Provvederemo subito per Sceaux, e certo, Longjumeau mi dice e molto, ma non preoccupatevi. E quindi il Menestrello aveva architettato il suo agguato finale a Longjumeau? chiese ironico.
Cos pare, intervenne Granville.
E allora andr a vuoto. L'Abb Dubois ha avuto la bont di farmi qualche confidenza. Ma Monseigneur il Reggente  chiuso al Palais du Conseil, sotto stretta sorveglianza. Non pu muoversi di un passo.
Non corre alcun pericolo, spieg tranquillo Lord Donagall.
Ma ora parlate, voglio sapere tutto, intim pi tardi mentre cavalcavano verso Parigi. Avevano ripreso la loro formazione a cavallo, con il ferito in sella ancorato al ragazzo. Storm aveva cuore e potenza per portare entrambi ed evidentemente a Lord Spau non dispiaceva coltivare la nuova amicizia con lo stallone.
Bene Donagall, ecco a voi, borbott. Gli sintetizz le sue avventure, quelle di Granville e alla fine ammise:
Il mio sostituto si  rivelato meglio di un Jolly.
Ma il suo volto era offuscato e Lord Donagall intuiva cosa lo tormentasse.
La moglie del Maresciallo de Sernes, l'irraggiungibile Marie Thrse de Sernes,  il vero Menestrello di Notre-Dame. La ricordo bene, una donna affascinante. Di razza. Una bellezza rara. Sembra incredibile, diavolo! Sospettavate di lei? gli chiese provocante.
Mi sono comportato da stupido, dichiar Spau, regalando all'amico la risposta che voleva.
Gli occhi di Donagall si accesero di un lampo verde, insondabile. -
Spesso le donne sono i nostri peggiori nemici, dichiar sibillino e con comprensione sugger:
Datemi retta, cancellatela!
...
.
...
PRELUDIO AL FINALE.
...
.
...
Lord Donagall non perse tempo. Mantenne la velocit della carovana a un ritmo sostenibile, per non provare il ferito, ma sped messaggeri veloci a Parigi a riferire al Lieutenant Bousquet e al Maresciallo Villars.
Dovevano portare la notizia di avere ritrovato Granville e il Brigadiere Generale vivo e in discrete condizioni, e ottenere il mandato dal Lieutenant Gnral de Police, marchese d'Argenson. Il duca de Sernes era morto ma sua moglie, la duchessa, deve essere fermata a ogni costo e condotta alla Bastiglia.
Bousquet si dichiar pronto a partire. Villars e Dubois informarono il duca d'Orlans e, prima delle undici, il marchese d'Argenson firmava il nuovo mandato di arresto. Autorizzava il Lieutenant Alphonse Bousquet a entrare con i suoi uomini, anche all'interno del castello di Sceaux, per arrestare Marie Thrse de la Roche Montserrat, duchessa de Sernes, accusata di cospirazione, alto tradimento e assassinio.
Alle dieci e mezzo il marchese di Spau, circondato dalla sua autorevole scorta, super il cancello di rue Mazarine. Era pallidissimo e si reggeva appena in sella. Solo gli anni di allenamento, di duro servizio militare, la forza di volont e soprattutto il supporto del ragazzo davanti a lui che, conscio della sua debolezza, aveva continuato a parlargli per le ultime miglia, gli avevano consentito di non crollare. Ma due persone dovettero sorreggerlo per aiutarlo a smontare di sella.
Grazie Cedric e grazie Storm, mormor, prima di farsi trasportare per lo scalone del palazzo, quasi di peso.
Il rumore degli zoccoli dei cavalli nel cortile aveva annunciato il suo arrivo.
L'Abb Dubois e il Maresciallo Villars, con al fianco il chirurgo, l'aspettavano in anticamera. Sua Signoria entr appoggiato ai servitori, seguito da Lord Donagall e da Cedric Granville. Trov la forza di
ringraziare il Maresciallo e il consigliere, per la loro premura. Poi si lasci trasportare al piano di sopra, seguito dal dottore di Villars.
Lord Donagall ingiunse al ragazzo:
Andate a sdraiarvi anche voi, Granville. Siete stravolto dalla
stanchezza, e prese in mano la situazione.
La contessa super il muro dei domestici, relegati fuori dalla porta del padrone, e s'infil in camera del nipote. Aveva atteso il suo ritorno con il cuore in gola. Trov Franois Jules gi spogliato e adagiato sul letto. Aveva un aspetto spaventoso, ma era vivo e l'accolse abbozzando un mezzo sorriso. Il chirurgo, dopo avergli ripulito la faccia dal sangue, era passato a lavargli la ferita con l'aceto, aiutato da Louis che reggeva la bacinella. Amlie Aloysia de Beauvilliers non si tir indietro alla vista della medicazione e, incurante delle proteste del nipote, rest imperterrita ad assistere. Poi, abbastanza tranquillizzata, lo lasci nelle mani del dottore, che sembrava saper bene il fatto suo ed era passato a suturare l'orecchio, e disse provocante:
Avrai fame, ti faccio portare qualcosa?
Lui si sentiva a terra, la sofferenza della medicazione gli rovesciava lo stomaco, e l'idea di mangiare non gli sfiorava la mente, ma la sfida lo incit tanto da replicare battagliero:
Qualcosa? S grazie, maman. Dite bene, non mangio da ieri mattina.
Poi tacque spossato e ordin: Andate a ringraziare Cedric, mi ha salvato la vita...
 un bravo ragazzino, conferm lei, con la voce che si rompeva.
Sissignora, se non arrivava in tempo... E dopo mi ha obbligato a salire in sella dietro di lui per riportarmi a casa, ribad.
Amlie Aloysia de Beauvilliers si riprese dalla commozione, abbozz la parvenza di un sorriso e garant:
Lo faccio subito, stai tranquillo.
Si avvicin al letto, gli sfior con le labbra la fronte, e lasci la stanza, agile come una ventenne. Super i domestici, fece pochi passi nel corridoio, si appoggi al muro, chiuse gli occhi, e mormor:
Signore, hai ascoltato le mie preghiere, ti sono debitrice.
Ma ora vai da Granville, si ingiunse e si diresse verso la sua stanza.
Buss alla porta, silenzio, buss ancora. Finalmente una voce soffocata disse:
Avanti.
Entr. Il sole illuminava la stanza e si rifletteva sul fucile, appoggiato al piccolo scrittoio piazzato davanti alla finestra, i cassetti del bel com con rifiniture bronzee erano aperti. Il ragazzo si era cambiato e stava seduto sul letto, con pantaloni e camicia pulita. Busto e giacca erano appoggiati di fianco, pronti ad essere indossati. A terra c'era un mucchietto di vestiti sporchi di sangue. Quello di Franois, pens.
Gli disse solo: Senza di te, Cedric... Mio nipote ti deve la vita.
Lui scosse la testa, la guard stranito e interrog:
Come sta Franois Jules?
Meglio, e vedrai guarir presto, stai tranquillo.
Posso andare da lui?
Lo stanno curando, magari tra un po', appena i dottori avranno finito...
I nervi di Granville cedettero all'improvviso come una diga di sassi sotto la spinta di un fiume in piena. Si lasci andare e cominci a piangere.
Su su ragazzino, lo incoraggi la contessa. Ti ho detto che sta meglio, presto si riprender.
Si avvicin affettuosa, lo prese per le spalle e lo strinse a s consolatrice.
Ma... ma... Un attimo dopo le afferrava il volto con la mano e chiedeva sbalordita:
Ma tu, tu Cedric non  possibile, tu, tu saresti... sei una ragazza?
Sissignora, ammise Lavinia Granville, piangendo come una fontana.
E quindi non ti chiami Cedric, non sei Cedric Granville! -
esclam la contessa.
Cos' questa storia?
E, quando il finto Cedric le ebbe spiegato tutto l'intrigo architettato con il fratello, congiunse le mani, scosse la testa e dichiar:
 una pazzia! Una vera pazzia!
Sissignora, ma finora ha funzionato benissimo, le fece notare la sua interlocutrice.
S, s... forse, e se tu non fossi stata Cedric... Ma che dico? -
mormor mentre la sua mente le confermava che proprio quella pazzia aveva salvato la vita di Franois.
Ossignore. Cosa mi fai dire? Tu, Cedric Granville o Lavinia come ti chiami. Se fossi tua nonna ti pesterei a sangue ragazza mia, obbligandoti a vestirti come conviene, minacci la contessa.
Ma non siete mia nonna, non mi pesterete e terrete la bocca chiusa, dovete! si ribell lei, spaventata ma decisa.
Ma guarda guarda, che presunzione, comment la vecchia signora, ridendo.
Non sono presuntuosa. L'avete visto anche voi. Lord Spau ha bisogno di me e se sapesse...
Non ti vorrebbe con s, no di certo.
Lavinia non si controll e il suo volto si contorse in una smorfia dolente.
Ossignore, la piccola  innamorata di Francis, realizz all'istante Amlie Aloysia de Beauvilliers.
Tu ami mio nipote? le chiese a bruciapelo.
E che importa? reag. Lui non mi vede neppure. Lui ama Marie Thrse de Sernes.
L'amava, la corresse la contessa.
Pu darsi, ma la ferita gli brucia.
Non  stupido, guarir, dichiar lapidaria. Allora forse si guarder intorno e magari aprir gli occhi... borbott tra s la vecchia signora.
Ma voi non gli direte niente, lo giurate vero? Ingiunse Cedric/Lavinia.
Piccolo demonio, mi fai prudere le mani, ma hai salvato la vita di mio nipote, te lo devo, temo, rispose lei, cercando di restare seria.
Promettete signora, so che non mi tradirete. Promettete! insisteva.
I suoi occhi erano limpidi, supplicavano.
Va bene, bimba mia, te lo prometto. Per ora, pens la contessa.
...
.
...
LA FUGA DEL MENESTRELLO.
...
.
...
La stretta sorveglianza, messa in atto intorno all'Ambasciata, non poteva sfuggire al principe di Cellamare. Sapevano molte cose su di lui, ma forse non abbastanza da metterlo sotto accusa. Si limitavano a tenerlo sotto pressione e sotto controllo. Le guardie di Bousquet erano dappertutto e pattugliavano la strada. Avranno individuato la tua uscita segreta? Non devi pi usarla, si era detto.
Aveva subito impavido il loro pedinamento insultante, uscendo la mattina presto
il campanile della chiesa vicina batteva le sette, per recarsi al Palazzo della Delegazione Pontificia a firmare il registro mortuario del Cardinale. Aveva reso omaggio alle spoglie di Saint Avold, composte nel salone usato per le cerimonie, scambiando qualche parola di circostanza con i rari visitatori presenti a quell'ora.
Ma le voci correvano. Impossibile non sentire. L'ordine di arresto per i duchi de Sernes, spiccato dal Lieutenant Gnral de Police, marchese d'Argenson, era sulla bocca di tutti. L'accusa era gravissima: cospirazione e alto tradimento.
Si spettegolava di una filastrocca che annunciava sciagure. Di una catena di delitti misteriosi, un attacco al Reggente... Ma Monseigneur era al sicuro. Trattenuto in un luogo sconosciuto, sotto la sorveglianza di un esercito di fedeli.
Ricco di tutte queste informazioni, Sua Eccellenza Antonio Giudice, principe di Cellamare, alle dieci in punto sal in carrozza per andare a Sceaux. I duchi du Maine l'attendevano per una colazione, seguita da un concerto e da uno spettacolo per pochi eletti. Uno degli staffieri ripieg il predellino, richiuse lo sportello e dette il via. Mentre il cancello si apriva, spinto dai guardaportoni, il cocchiere allent le redini.
La carrozza, tirata da una coppia superba di bai gemelli con le criniere
intrecciate e il pelo ben strigliato, gir lentamente attorno al cortile e varc la barriera.
Il cocchiere fece schioccare la frusta, volt a destra e mise i cavalli al trotto.
Due degli uomini di Bousquet, di guardia all'Ambasciata, saltarono in sella e li seguirono senza farsi scrupolo di essere visti.
Prima delle nove di mattina la stessa carrozza, priva di stemmi o segni di riconoscimento, usata per recarsi a Notre-Dame, aveva portato Marie Thrse de Sernes a Sceaux, dentro la corte di una casa a tre piani ben tenuta e di aspetto decoroso, in via de la Flche.
L'uomo a cassetta, che non indossava livrea, aveva fermato il veicolo davanti alla rimessa e aveva aperto lo sportello, srotolando il predellino.
Quindi aveva porto il braccio alla duchessa che, intabarrata nel mantello, era scesa ordinando:
Metti carrozza e cavalli al coperto e tieniti pronto a ripartire.
Aveva attraversato la corte, accompagnata dal rumoroso fregare degli sportelloni che si spalancavano, e aveva raggiunto la scala esterna.
Cinque gradini ovaleggianti di pietra per raggiungere il portoncino d'ingresso, sormontato da un riquadro in pietra con una testa d'angelo.
Li aveva affrontati, e aveva bussato con decisione.
La casa era intestata a uno dei procuratori della duchessa du Maine.
Sua Altezza se ne era servita per anni come nido d'amore per le sue scappatelle coniugali e, da sei mesi, l'aveva messa a disposizione dei cospiratori. Fougere l'aveva usata per alloggiare discretamente i suoi uomini.
Il servitore, che aveva aperto, aveva annunciato scontroso:
Non c' nessuno. Sono partiti stamattina.
Lo so, fammi entrare! Aveva ingiunto Marie Thrse de Sernes.
Come desiderate, aveva risposto pi servizievole, abbassando la testa e spostandosi. Era ben pagato per chiudere occhi e orecchie.
Il cocchiere mi raggiunger subito, aveva detto brusca, avviandosi verso la scala.
Una donna, poco pi che una sguattera, che era comparsa da una porta laterale, le si era messa dietro, come un cagnolino.
La duchessa aveva imboccato la scala barocca di ferro battuto, arricchita da foglie e fiori dorati, per salire al primo piano ed era entrata nella stanza davanti al pianerottolo, arredata sobriamente con pochi mobili di legno chiaro. Era pulita, ben tenuta, ma gelida.
Fa freddo, aveva protestato, rabbrividendo.
Perdonate, aveva borbottato la donna, precipitandosi al camino e la gran dama si era seduta, in attesa.
La sguattera aveva acceso il fuoco con rametti e rami, attizzandoli
per poi aggiungere altra legna ben secca. Quando la fiamma aveva cominciato a svettare alta e robusta, si era girata e aveva sollecitato rispettosa:
Desiderate altro?
La duchessa si era alzata in silenzio, per porgere le mani al tepore.
Poi l'ingiunzione secca:
No lasciami, voglio restare sola. La donna si era sprofondata in un inchino rinculando ma, mentre stava per uscire, la duchessa aveva ordinato:
Aspetta! Un frate verr per me. E urgente, dovr essere introdotto subito.
Il carro arriv alle dieci e mezzo davanti ai cancelli di Sceaux con un uomo a cassetta e un altro incappucciato che gli stava seduto accanto. I
due avevano l'aria pacifica di brava gente. Si dissero paesani di Antony, il villaggio vicino. Le guardie del Lieutenant Bousquet, secondo gli ordini, controllarono minuziosamente il carico del carro che era stipato di piante ornamentali in vaso e di uccelli: pappagallini o canarini in gabbia che cantavano.
 roba per lo spettacolo, dichiar quello con il cappuccio, che pareva il pi anziano dei due.
Passate pure, concesse il tenente che comandava. I valletti di Sceaux aprirono i cancelli e il carretto prosegu dondolando per il viale d'ingresso.
La campana della canonica batteva le undici e mezzo quando la carrozza dell'Ambasciatore di Spagna, principe di Cellamare, super gli ultimi metri e and a fermarsi davanti alla griglia centrale del cancello di Sceaux.
I due uomini di Bousquet, che la seguivano, passarono le consegne ai compagni di guardia. Cellamare si sottopose di buona grazia, ma non troppo per non destare sospetti, alle domande e alla formale perquisizione e, meno di cinque minuti dopo, proseguiva.
Un'ora pi tardi il carro dei paesani di Antony si ripresentava all'uscita, ancora carico.
Avete finito presto, comment una delle guardie, dopo un'ispezione sommaria.
Ci hanno fatto venire per nulla, protest il pi giovane dei due, mentre l'altro taceva immusonito e scuoteva la testa.
Andate, andate, disse la guardia, e liber la strada per farli passare, ancora in tempo per assistere all'arrivo del Lieutenant Bousquet alla testa di un esercito armato fino ai denti.
Bousquet rest in sella, and al cancello e:
Aprite e non fate resistenza, ho un mandato del Lieutenant Gnral de Police! ingiunse ai valletti dei duchi du Maine.
Rallenta voglio sentire, sussurr al suo compagno l'uomo incappucciato.
In nome del re, vengo ad arrestare la duchessa Marie Thrse de Sernes, accusata di tradimento, di essere la mandante di numerosi omicidi e di tentato assassinio nella persona del Brigadiere Generale Lord Spau, dichiar il poliziotto ad alta voce.
Chiunque le fornir aiuto, sar considerato suo complice.
Il grande cancello di Sceaux si spalanc e Bousquet avanz alla testa dei suoi uomini.
Di, muoviti ora, il tempo stringe, ingiunse il carrettiere incappucciato.
Il carro prosegu diritto verso il centro del paese e poi gir a sinistra, in via de la Floche, raggiunse la casa a tre piani,-e si ferm per strada.
L'uomo pi anziano scese rapidamente, afferr la sacca accanto a s, disse al suo vicino:
La vostra paga, e gli allung un borsellino di monete.
E il mio compagno? interrog quello.
Ti raggiunger quando le acque saranno pi tranquille. Tu intanto tieni la bocca chiusa e sparisci.
Il principe di Cellamare entr nella corte. L'attravers rapidamente ma, prima di arrivare alla porta, apr la sacca, tir fuori un saio nero da benedettino e lo scambi con il mantello del carrettiere. Poi, prima di bussare, alz il cappuccio a celare gli occhi.
Segu il servitore che, ligio alla consegna, dopo avergli aperto l'accompagn dalla dama, al primo piano. Attese che uscisse dalla stanza e dichiar frettoloso:
Ho pochissimo tempo, devo tornare subito a Sceaux! Bousquet  appena arrivato con un ordine di arresto per voi. Per tradimento, assassinio e tentato assassinio del Brigadiere Generale. Il vostro Lord Spau  vivo.
Vivo? Impossibile. E un diavolo, grid Marie Thrse de la Roche Montserrat, balzando in piedi. Il suo bel volto era trasformato in una maschera di furia.
Vi avevo detto di stare in guardia. Spau non mi piaceva. Avevo ragione, decret Cellamare. Avete trovato un avversario al vostro livello.
Lui, lui... ma non finisce qui, asser la duchessa minacciosa.
Vi credo mia cara, ma ora basta, dovete rinunciare. Siete arrogante e impulsiva e avete rischiato molto, troppo, e lo sapete. Vi siete persino presa gioco di tutti con il vostro nome di battaglia: Il Menestrello di Notre-Dame, voi Marie Thrse de la Roche de Montserrat...
Vero, ma avete visto, caro principe, salvo voi, nessuno ci ha mai pensato.
Oh certo, nel caso la vostra impudenza  stata premiata. Chi poteva immaginare che il nome Menestrello di Notre-Dame non si riferisse a Notre-Dame de Paris, ma alla Moreneta, la Madonna di Notre-Dame de Montserrat...
Se volete nascondere una cosa mettetela sotto gli occhi di tutti.
Tutti sanno che il mio nome di nascita  de la Roche Montserrat. E
io non ho mai nascosto le statue della mia Madonna protettrice, Notre-Dame de Montserrat, ne ho una in ogni residenza: Parigi, Fauves.
Le mie belle Madonnine dorate...
Siete diabolica e vi ammiro mia cara, ma stavolta  finita. I vostri piani sono stati scoperti, il Reggente  guardato a vista e non verr a Longjumeau. Fuggite, radunate i vostri uomini e riparate ad Avignone.
Questa volta il Menestrello di Notre-Dame ha perso.
Questa volta, sibil lei irata, stringendo i pugni.
Certo, ma voi, duchessa, avete mille teste, come l'Idra. Sono certo che tornerete, ci rivedremo, l'incoraggi Cellamare. Il suo tono era pacato, da bravo diplomatico. Si avvicin, sfior con le labbra la sua fronte con una carezza consolatrice e mormor:
Ma ora perdonate, devo lasciarvi.
Fece di corsa la strada fino al largo piazzale sterrato, che fronteggiava il castello, e si ferm ansimando. Riprese fiato per un attimo, attravers la spianata di buon passo e, arrivato al cancello, dichiar a una delle poche guardie rimaste a piantonare l'ingresso: Sono fra' Michel, la duchessa du Maine mi aspetta.
Andate, andate, rispose quello distratto. Era invidioso. Avrebbe voluto essere dentro con i suoi compagni a caccia dell'assassina.
Il frate lo benedisse, super i valletti di Sceaux, benedisse piamente anche quelli, e si avvi per il lungo viale a piedi. Riprese l'ingresso secondario dal quale era uscito, si liber del saio e vol per i corridoi.
Incontr solo un domestico affaccendato. Allora sal al primo piano e si mise a cercare la duchessa.
Eccovi finalmente Cellamare. Avevate promesso di tenermi compagnia.
Dove eravate sparito? gli chiese dieci minuti pi tardi ansiosa Anne Louise Bnedicte de Bourbon Cond, duchessa du Maine, venendogli incontro. Il suo abito, troppo scollato, disseminato da una profusione di fiorellini celeste e rosa, metteva in risalto le sue poche belt.
Perdonate, con tutta questa confusione, ero rimasto qui, e indic un salottino aperto, ... aspettavo... non sapevo, si giustific impacciato.
E ora vi ho trovato. Bene! Ho dato ordine di servire la colazione, lasciamo questi cani a fare il loro lavoro, voglio ignorarli. Non ci sono, non esistono. Datemi il braccio, caro principe.
 un onore Altezza.
Caro amico, aspettavamo solo voi per andare a tavola, trill lei.
Il Lieutenant Bousquet comparve da un corridoio, s'inchin appena per educazione, crocifisse con lo sguardo l'Ambasciatore spagnolo e interrog:
Vi cercavo, dove eravate?
Non vedete, signore, l'Ambasciatore era qui, con me, ribatt Sua Altezza con tono glaciale.
Con voi? Il tono del poliziotto diceva la sua incredulit.
Mettete in dubbio le mie parole? Ora basta signore, ho sopportato anche troppo,  tardi e intendo fare colazione, vi ho giurato di non aver visto mia cugina e non so dove sia. E la verit e, anche se non mi credete, lasciateci passare, ingiunse.
Antonio Giudice, principe di Cellamare, avanz con la sua dama con le labbra piegate in un lieve sorriso.
Alphonse Bousquet si spost ubbidiente, ma senza chinare la testa.
En faveur d'Orlans Nous avons fusill un lion...
Pour un bonheur sans gal Nous avons abattu un aigle...
Pour notre jouissance Nous avons casse un jouet...
Par pch de gourmandise nous avons empoisonn un chasseur...
Par notre bienveillence une nuit de plus...
Un jour de plus... et quand il fera nuit Par notre impitoyable choix le Rgents'en ira.
...
.
...
FINE.